La biblioteca teologica del Monastero di Strahov a Praga

La bacheca dei libri, ha come modello questa immensa fonte di conoscenza perché: "La lettura è per la mente ciò che l'esercizio è per il corpo

Novità e successi della NORD Editore

Ecco le novità da non perdere e il successo di "Vita dopo vita" che come sottolinea l'Espresso:«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»

Novità e successi della Dunwich Edizioni

La Porta dei cieli, il thriller archeologico protagonista del Blog Tour ancora in corso; Il successo dell'horror "William Killed The Radio Star" uno sfondo musicale dalla intricata indagine psicologica e le attese novità legate ai concorsi della Dunwich.

I 5 romanzi finalisti del Premio Strega 2014.

Ecco i romanzi candidati a entrare nell'immortale albo d'oro del Premio. Il favorito è "Non dirmi che hai paura" vincitore del Premio Strega Giovani. Alla finale del 3 Luglio ha vinto il prezioso elisir Francesco Piccolo con "Il desiderio di essere come tutti".

Novità editoriali da non perdere

Ecco le fresche letture che hanno attirato la mia attenzione. Da un Amore Alieno a Per sempre insieme,dalla passione di Così come sei al distopico fantasy Mystic city, ma un Eccezione serve sempre quindi non perdetevi l'eccezionale caos di sentimenti scritta dall'islandese Audur...

mercoledì 11 settembre 2013

La vita sa confondere le sue tracce, e tutto del passato, può diventare materia di sogno, argomento di leggenda. Giorgio Bassani, Cinque storie ferraresi

Ecco è giunto!
Il magico momento dove la realtà e la fantasia si confondono come voci echeggiate attraverso le onde dove  toni soavi e suadenti riecheggiano nelle orecchie di vecchi cantori che con i loro strumenti fatti di semplicità, diffondono le parole sussurrate da queste melodiose voci che possiedono l’incanto delle bellissime sirene che confondono le memorie trasportando i poveri naufraghi in un mondo incantato dove nulla e come sembra e ci che sembra è… chiamandolo con il nome di leggenda.

 La vicenda di cui leggeremo e ascolteremo la voce, ci trasporta tra i flutti del mare che bagnano le coste a sud dell’Italia, dove già dal XII sec. molte sono le voci che confondono le menti dei poveri abitanti del luogo e un grande cantore chiamato Italo Calvino, ne ha ascoltata una e ora ci narra la mitica leggenda di un ragazzo che si chiamava Cola di Messina e pesce perché amava nuotare così tanto che è stato maledetto.
La leggenda di Cola Pesce
dipinta da Renato Guttuso nel Teatro Vittorio Emanuele di Messina.
 Una volta a Messina c’era una madre che aveva un figlio a nome Cola, che se ne stava a bagno nel mare mattina e sera. La madre a chiamarlo dalla riva:   - Cola! Cola! Vieni a terra, che fai? Non sei mica un pesce?  E lui, a nuotare sempre più lontano. Alla povera madre veniva il torcibudella, a furia di gridare. Un giorno, la fece gridare tanto che la poveretta, quando non ne poté più di gridare, gli mandò una maledizione:  - Cola! Che tu possa diventare un pesce!   Si vede che quel giorno le porte del Cielo erano aperte, e la maledizione della madre andò a segno: in un momento, Cola diventò mezzo uomo mezzo pesce, con le dita palmate come un’anatra e la gola da rana. In terra Cola non ci tornò più e la madre se ne disperò tanto che dopo poco tempo morì. La voce che nel mare di Messina c’era uno mezzo uomo e mezzo pesce arrivò fino al Re; e il Re ordinò a tutti i marinai che chi vedeva Cola Pesce gli dicesse che il Re gli voleva parlare.  Un giorno, un marinaio, andando in barca al largo, se lo vide passare vicino nuotando.   - Cola! –   gli disse.  – C’è il Re di Messina che ti vuole parlare! E Cola Pesce subito nuotò verso il palazzo del Re.  Il Re, al vederlo, gli fece buon viso.  - Cola Pesce,  – gli disse, – tu che sei così bravo nuotatore, dovresti fare un giro tutt’intorno alla Sicilia, e sapermi dire dov’è il mare più fondo e cosa ci si vede!  Cola Pesce ubbidì e si mise a nuotare tutt’intorno alla Sicilia.  Dopo un poco di tempo fu di ritorno. Raccontò che in fondo al mare aveva visto montagne, valli, caverne e pesci di tutte le specie, ma aveva avuto paura solo passando dal Faro, perché lì non era riuscito a trovare il fondo. - E allora Messina su cos’è fabbricata? –   chiese il Re.  – Devi scendere giù a vedere dove poggia. Cola si tuffò e stette sott’acqua un giorno intero. Poi ritornò   a galla e disse al Re:  - Messina è fabbricata su uno scoglio, e questo scoglio poggia su tre colonne: una sana, una scheggiata e una rotta.
O Messina, Messina,
 Un dì sarai meschina!  
Il Re restò assai stupito, e volle portarsi Cola Pesce a Napoli per vedere il fondo dei vulcani. Cola scese giù e poi raccontò che aveva trovato prima l’acqua fredda, poi l’acqua calda e in certi punti c’erano anche sorgenti d’acqua dolce. Il Re non ci voleva credere e allora Cola si fece dare due bottiglie e gliene andò a riempire una d’acqua calda e una d’acqua dolce. Ma il Re aveva quel pensiero che non gli dava pace, che al Capo del Faro il mare era senza fondo. Riportò Cola Pesce a Messina e gli disse: - Cola, devi dirmi quant’è profondo il mare qui al Faro, più o meno.   Cola calò giù e ci stette due giorni, e quando tornò sù disse che il fondo non l’aveva visto, perché c’era una colonna di fumo che usciva da sotto uno scoglio e intorbidava l’acqua. Il Re, che non ne poteva più dalla curiosità, disse: - Gettati dalla cima della Torre del Faro. La Torre era proprio sulla punta del capo e nei tempi andati ci stava uno di guardia, e quando c’era la corrente che tirava suonava una tromba e issava una bandiera per avvisare i bastimenti che passassero al largo. Cola Pesce si tuffò da lassù in cima. Il Re ne aspettò due, ne aspettò tre, ma Cola non si rivedeva. Finalmente venne fuori, ma era pallido.   - Che c’è, Cola? –   chiese il Re. - C’è che sono morto di spavento, - disse Cola.  - Ho visto un pesce, che solo nella bocca poteva entrarci intero un bastimento! Per non farmi inghiottire m son dovuto nascondere dietro una delle tre colonne che reggono Messina! Il Re stette a sentire a bocca aperta; ma quella maledetta curiosità di sapere quant’era profondo il Faro non gli era passata. E Cola:  - No, Maestà, non mi tuffo più, ho paura. Visto che non riusciva a convincerlo, il re si levò la corona dal capo, tutta piena di pietre preziose, che abbagliavano lo sguardo, e la buttò in mare.   - Va' a prenderla, Cola!  - Cos’avete fatto, Maestà? La corona del Regno! - Una corona che non ce n’è altra al mondo, - disse il Re. – Cola, devi andarla a prendere!  - Se voi così volete, Maestà,   – disse Cola - scenderò. Ma il cuore mi dice che non tornerò più su. Datemi una manciata di lenticchie. Se scampo, tornerò su io; ma se vedete venire a galla le lenticchie, è segno che io non torno più. Gli diedero le lenticchie, e Cola scese in mare. Aspetta, aspetta; dopo tanto aspettare, vennero a galla le lenticchie.
 Cola Pesce s’aspetta che ancora torni.
   La leggenda di Cola Pesce, (Palermo)  tratta dal libro Fiabe italiane di Italo Calvino 

Filastrocca impertinente, chi sta zitto non dice niente; chi sta fermo non cammina; chi va lontano non s’avvicina; chi si siede non sta ritto; chi va storto non va dritto; e chi non parte, in verità, in nessun posto arriverà. Gianni Rodari

Leggere a voce alta!
 Buongiorno cari lettori e genitori, è giunto il momento di leggere a voce alta ai vostri piccoli pargoli, perché "La lettura è per la mente quel che l'esercizio è per il corpo." quindi donatevi emozioni e ricordi indelebili insieme ai vostri bambini, senza contare i grandi vantaggi educativi per le giovani menti che coinvolte nella lettura entreranno in un fantastico mondo pieno di colori, con personaggi che come un magico teatrino gli aiuteranno a scoprire le cose belle della vita.
 Questa rubrica, che indirettamente sostiene il fantastico progetto di http://www.natiperleggere.it/index.php?id=1 e anche oggi, vi proporrà le letture adatte per far fiorire le giovani menti.
 Naturalmente realizzare un libro per l’infanzia non è così semplice come sembra, ma è qualcosa di molto importante e impegnativo che richiede preparazione, perché come sappiamo la formazione educativa del bambino pare dalla tenera età e ciò che la sua mente incamera durante l’infanzia, servirà a costruire il carattere e le abitudini dell’adulto di domani. Per questo insieme ai libri andremo a conoscere i suoi ideatori, per garantire la qualità e la professionalità che si cela dietro ai libri consigliati, seguendo le direttive di questa importante progetto riconosciuta dallo Stato e sostenuta da importanti associazioni come il Centro per la salute del bambino, l’associazione italiana biblioteche e l’associazione culturale pediatri.
L’autore di oggi è…        Leo Lionni
 Leo Lionni, è un importante illustratore e scrittore ma anche pittore e grafico, di origine olandese, proviene da una famiglia di ebrei iberici. Si è formato all’Università di Genova e per le leggi razziali, si è trasferito negli Stati Uniti, dove si è formato come grafico e ha lavorato con grandi personaggi come Saul Steinberg, Andy Warhol e  tanti altri. In Italia rientra solo negli anni sessanta, dove inizia a dedicarsi alla illustrazione per bambini, realizzando anche film d’animazione, anche in collaborazione con altri importanti e valevoli disegnatori come Antonella Abbatiello, di cui abbiamo già parlato.
 Questo grande e poliedrico autore ha la capacità di comprendere profondamente la mente dei bambini, infatti riesce a trasmettere attraverso l’identificazione con gli animali, dove l’assenza di una morale esplicita è sostituita dalla creazione di un mondo di valori costituiti dall’unicità dell’individuo, cooperazione, pace, diplomazia, che rendono le sue storie delle favole contemporanee. Leo Lionni,
 ha realizzato molti libri, i più famosi sono Piccolo blu e piccolo giallo,  Federico, Un pesce e un pesce e tanti altri, tutti tradotti in molte lingue.

Il libro che oggi vi consiglio è “Il piccolo blu e il piccolo giallo”, della casa editrice Barbalibri. 
Autore: Lionni L.
Editore: Babalibri
Formato: 20x20
Pagine: 48
Libro
Prezzo 10,00 euro
Dai 3 anni
Una storia dove oltre a scoprire i colori e la loro formazione, si impara il valore dell’amicizia, che non ha confini o diversità, infatti piccolo blu e piccolo giallo adorano giocare insieme, ma quando si abbracciano diventano verdi.

martedì 10 settembre 2013

Che io muoia cento volte, piuttosto che perdere te, mio dolcissimo sposo! Perché io ti amo, disperatamente, chiunque tu sia, ti amo più del mio spirito.


Passion entre les rimes
 Continua la scoperta delle rime piene di passione, e tra arte, letteratura e musica, riuniremo le grandi arti per creare il connubio perfetto per esaltare un forte amore, quello che ha ispirato la meravigliosa scultura del Canova, i colori dello Spagnolo e la meravigliosa loggia del Palazzo della Farnesina affrescata dal Raffaello, come la musica rinascimentale e quella barocca di Jean-Baptiste Lully con la sua opera lirica Psyche, fino ai giorni nostri con il nostro cantautore Francesco De Gregori con la canzone Il guanto. Tutti sono stati ispirati dalla meravigliosa favola d’amore, nata dalla fulgida mente di uno scrittore dell’epoca romana nato nel 125 d.C. con il nome di Apuleio, e naturalmente autore dell’appassionato amore di Eros e Psiche.
Amore e Psiche
Artista: lo Spagnolo ovvero Giuseppe Maria Crespi
Dove: Galleria degli Uffizi
Realizzazione: 1709 1709
Il dipinto, pubblicato da O. H. Giglioli (1921) con la tradizionale attribuzione a Giovanni da San Giovanni, fu restituito al Crespi da H. Voss (1921), seguito da tutti gli studiosi. Per lo Gnudi (1948) tale dipinto fu eseguito alla corte medicea tra il 1707 e il 1709. Il quadro, dalla Galleria degli Uffizi, fu trasferito nel 1940 nella Villa di Poggio a Caiano. Di qui, fu trafugato dai tedeschi durante l'ultimo conflitto mondiale e trasportato a San Leonardo al Lago (Alto Adige). E' di nuovo agli Uffizi dal 1945.
 Come accenna il dipinto dello Spagnolo, voleremo tra le rime del magico momento dove Psiche svela il volto del suo amato e la passione la travolge difronte alla sua bellezza, e sulla lettura di queste rime dedichiamo la musica dell'opera lirica Psyche di J.-B. Lully

XXIII "Psiche non la smetteva più di guardare le armi dello sposo: con insaziabile curiosità le toccava, le ammirava, tolse perfino una freccia dalla faretra per provarne sul pollice l’acutezza ma per la pressione un po’ troppo brusca della mano tremante la punta penetrò in profondità e piccole gocce di roseo sangue apparvero a fior di pelle. Fu così che l’innocente Psiche, senza accorgersene, s’innamorò di Amore. E subito arse di desiderio per lui e gli si abbandonò sopra e con le labbra schiuse per il piacere, di furia, temendo che si destasse, cominciò a baciarlo tutto con baci lunghi e lascivi. Ma mentre l’anima sua innamorata s’abbandonava a quel piacere la lucerna maligna e invidiosa, quasi volesse toccare e baciare anch’essa quel corpo così bello, lasciò cadere dall’orlo del lucignolo sulla spalla destra del dio una goccia d’olio ardente. Ohimè audace e temeraria lucerna indegna intermediaria d’amore, proprio il dio d’ogni fuoco tu osasti bruciare quando fu certo un amante ad inventarti per godersi più a lungo, anche di notte il suo desiderio. "Balzò su il dio sentendosi scottare e vedendo oltraggiata e tradita la sua fiducia, senza dire parola, d’un volo si sottrasse ai baci e alle carezze dell’infelicissima sposa


 Di fronte alla superba scultura del Canova, che cattura l'attimo delicato ma passionale allo stesso tempo, sospirato dal leggero tocco dei due amanti e dalla profonda passione dei loro sguardi incrociati dopo che Eros, risveglia Psiche dal sonno provocato dall'apertura della scatola di Proserpina, da consegnare a Venere.

XXI Intanto, Cupido, guarito ormai dalla ferita che s’era rimarginata, non sopportando più a lungo la lontananza di Psiche, era fuggito da un’altissima finestra della stanza dove lo tenevano rinchiuso e, volando più veloce del solito sulle ali rinvigorite dal lungo riposo, accorse dalla sua Psiche. Premurosamente egli le dissipò il sonno che rinchiuse di nuovo dove era prima nella scatola, poi, appena pungendola con una sua freccia, ma senza farle del male, la svegliò: ‘Oh, tapinella’ le disse ‘ecco che la tua curiosità stava lì lì per perderti un’altra volta, Ma suvvia, sbrigati ora a eseguire l’incarico che ti ha affidato mia madre: al resto penserò io ed il dio innamorato si librò leggero sulle sue ali e Psiche si affrettò a recare a Venere il dono di Proserpina.

 Nel Cinquecento, questa meravigliosa storia d'amore ha smosso particolarmente l'animo dei potenti e degli artisti, che si vedevano commissionati lavori su questa favola, come il grande Raffaello, che ha Roma nella Villa Farnesina ha dato sfogo alla sua creatività, realizzando gli splendidi affreschi della Loggia di Eros e Psiche. La musica ha trovato ispirazione dalle opere e Bartolomeo Tromboncino, di cui vi propongo una delle sue frottole, Zephiro spira..., cantata da Simone Sorini, accompagnato dal liuto un tradizionale strumento di epoca rinascimentale.

"Sed prius, inquit, centies moriar quam tuo isto dulcissimo conubio caream. Amo enim, et efflictim te, quicumque es, diligo aeque ut meum spiritum"
Con la versione originale delle parole sospirate dalla voce appassionata di Psiche nell'intro di questa rubrica, vi lascio tra i leggiadri movimenti di un'altra arte che va a nozze con la musica, la danza e con il trailer dello Spettacolo Amore e Psiche portato in scena dall'Associazione di Promozione Culturale VISSI d'ARTE -- Conversano. Trailer a cura di Ornella Zita. 

“ Che cosa c'è di più seducente della pasticceria? Solo una cosa: Devlin Monroe, l'uomo più sexy e inaccessibile del paese... Una deliziosa commedia romantica in cui tutti meritano un lieto fine. ,,

Buongiorno, appassionati divoratori di libri, siete pronti a iniziare la giornata con un buon caffè e una dolce delizia per il palato?
Si perché stiamo per scoprire “La ricetta segreta dell’amore”, insieme a Beth Ciotta.

 Beth Ciotta, la fantastica scrittrice americana, che con i suoi strepitosi romanzi Happy ending,  ha conquistato gli americani e guadagnato molti riconoscimenti, ci farà compagnia durante il nostro delizioso momento letterario mattutino con il suo delizioso e romantico libro, che ci delizierà con le dolcissime ricette della sua protagonista Chloe, una giovane e bella pasticcera che mentre cura le sue ferite al cuore, scoprirà una ricetta miracolosa quella dell’amore. Un romanzo piacevole e scorrevole, ideale per addolcire il tragico risveglio mattutino, una ricarica dolce, che si sposa deliziosamente con il gusto forte e fragrante del nostro caffè, per iniziare al massimo della dolcezza la nostra giornata, all’insegna della buona lettura.
 Adesso iniziamo a sorseggiare il nostro caffè e iniziamo la dolce lettura per scoprire quale sarà mai la ricetta segreta dell’amore, ideata da Beth Ciotta.
Manhattan, New York
-          “QUANTI anni credi mi darebbero per omicidio a mano armata con un… elettrodomestico?”
-          Chloe…” – “Dico sul serio, Monica. Voglio ucciderlo.” – “Con uno sbattitore elettrico?” –“Non voglio che sia una cosa rapida.” –“O facile. E come faresti, esattamente?”. Chloe non lo sapeva, esattamente. Non stava pensando in modo razionale. Aveva la mente affollata di visioni di Ryan impegnato a leccare la glassa di burro alla vaniglia dalle fruste (la glassa che aveva preparato per una torta stupenda) poco prima di annunciarle che la lasciava per una “sgualdrina” parigina. (La definizione dell’altra donna era opera di Chloe, non di Ryan.) Col cuore pieno in parti uguali di dolore e rabbia, Chloe ricacciò indietro le lacrime mentre continuava la filippica a distanza con la sua più vecchia e cara amica. –“Forse hai ragione”, disse al telefonino. – “Forse dovrei infilzargli il cuore traditore con il mio  forchettone o pestarlo col batticarne.” – “Che cosa macabra. E assolutamente non da te. Sei una pacifista, tesoro. Tolleranza zero per il sangue. Hai vomitato quando ci è capitato di investire quello scoiattolo. Ricordi?” Ultimo anno delle superiori. Tornando a casa dopo le prove di West Side Story. Monica aveva sterzato ma non era stato sufficiente. Chloe si era messa a urlare quando aveva sentito l’impatto e guardando dal lunotto posteriore e vedendo la piccola vittima, aveva vomitato sul sedile della Camaro. Ricordi. “Più o meno”, mormorò, rilasciando un sospiro addolorato. Monica aveva ragione. Sangue e violenza non servivano. Il solo pensiero di quello scoiattolo le rivoltò lo stomaco e spense i suoi istinti omicidi. Una volta esaurita la rabbia, le cedettero le ginocchia. Chloe crollò sul divanetto sul quale lei e Ryan si facevano le coccole e l’infelicità si riversò nel suo animo, lenta e densa come lo sciroppo d’acero casalingo che Monica le aveva spedito dal Vermont. Due anni. Chloe aveva investito due anni della sua vita in quella relazione, il rapporto più lungo mai avuto.C’era stato un duro scontro con il padre quando era andata a vivere con Ryan e aveva perso i contatti con un gran numero di amici newyorkesi quando aveva rinunciato alla sua vita festaiola per dedicarsi alla felicità domestica. Non si aspettava un’unione convenzionale, dati i frequenti viaggi di lavoro all’estero di Ryan, ma non si aspettava neanche questo. Non aveva sospettato una relazione non aveva sentito indebolirsi i sentimenti di lui. Aveva creduto che fossero una coppia solida, destinata al matrimonio. Si sentiva l’idiota più colossale del pianeta. … Chloe scoppiò in lacrime e si sfogò. Forse Ryan non valeva la prigione, ma un bel pianto di sicuro sì. “Ha rovinato il giorno più felice della mia vita, Monica. Dopo tutti questi anni, tutti i corsi e i lavori del cavolo, finalmente avevo portato a termine qualcosa, finalmente ero riuscita bene in una delle mie passioni. Dopo quattrocentoquaranta ore di lezione in classe e duecentodieci ore di pratica esterna, non solo ho preso il diploma dell’istituto d’Arte Culinaria, ma ho avuto anche la lode”.  –“Cosa? Stai scherzando! Voglio dire, è Fantastico! perché non me l’hai detto?”   -“L’ho saputo solo oggi. Della lode, comunque. Il giorno più felice della mia vita… rovinato! Quella storia andava avanti da mesi. Poteva aspettare un giorno o due prima di mollarmi. Qualsiasi altro giorno ma non questo.”  -“Oppure”, ringhiò Monica come un’infuriata mamma orso,   - “poteva rompere con te settimane fa, quando è iniziata l’avventura”.  –“Ha detto che non voleva distrarmi dai miei studi.”  -“Tante grazie.”  -“Ha aggiunto che se ne andava più tranquillo sapendo che ero finalmente orientata verso una professione seria.”  -“Bastardo.”  -“Tornerà per prendere le sue cose. Si trasferisce in Francia, così potrà vivere con lei. Ha precisato che il nostro appartamento è pagato per i prossimi tre mesi. Quindi ho novanta giorni per trovare una coinquilina o un posto che posso permettermi d sola. Entrambe le prospettive sono deprimenti. Per non parlare del fatto che nel frattempo sarò alla ricerca di un lavoro.”   - Forse potresti chiedere a tuo padre…”  -“No.”  -“Giusto. Consiglio stupido. Va bene allora vieni a stare d me.”  -“Ma tu vivi nel Vermont.” “E allora? Metti le tue cose in un deposito e vola quassù per una visita prolungata. Non deve essere per sempre. Giusto il tempo per guarire. Per riprendere fiato e fare progetti per il futuro. Chi lo sa? Forse ti innamorerai di Sugar Creek come è successo a me e vorrai restare.”…
Due giorni dopo...
Sugar Creek, Vermont …

 Ed ora cosa farà la povera e sconsolata Chloe? Andrà a Sugar Creek, e forse lì che scoprirà la ricetta segreta dell’amore? Scopriamo leggendo questo delizioso romanzo di Beth Ciotta.

lunedì 9 settembre 2013

“ Ho fatto tante cose nella mia vita e voglio vivere solo il tempo che basta a emozionarmi ancora. ” Alberto Bevilacqua


 Agenda letteraria
  

  Appassionati lettori, oggi 9 settembre, nella nostra agenda annotiamo questo giorno per ricordare la memoria di uno dei miei autori preferiti, Alberto Bevilacqua, un grande del panorama letterario. Un uomo, che nella sua vita è stato: un poeta, uno scrittore, un regista e anche un giornalista, vincitore dei più importati premi letterari italiani, un personaggio immortale, che con la sua sensuale ironia e schiettezza ha risvegliato gli incantati sensi di generazioni e continuerà a farlo in futuro con le sue intramontabili, opere del cinema e della letteratura, come La Califfa del 1964, Questa specie di amore, che si è meritato il Premio Campiello e L’occhio del gatto, il Premio Strega. Tra le sue molteplici opere, io ho scelto di ricordarlo con un estratto del romanzo: I sensi incantati, e una delle sue bellissime poesie d’amore Similitudine a due.
I sensi incantati – Alberto Bevilacqua
   Può succedere che, dal cuore oscuro dell’universo, giungano all’uomo certe premonizioni o rivelazioni di ciò che accadrà.
 Rientra nel normale. L’eccezione consiste, semmai, nella maggiore intensità, nel più sviluppato potere di comunicazione magica con cui la premonizione si insinua in alcuni privilegiati. Si tratta di facoltà attraverso le quali la natura concede al suo mistero di diradarsi, lievemente, affinché possa illuminarci con i segnali di una solidarietà superiore che addolcisce le nostre solitudini, accarezza e traduce in realtà i nostri sogni, non lascia morire le speranze.
 È ciò che intendo per Provvidenza.
Similitudine a due
…hai la bellezza della farfalla che muore
 sulla rovente lampada tenuta accesa
 da un uomo insonne fino al giorno:
 bruciata impronta del confine
 fra il grande sogno e la notte breve.
 Bellezza, un senso del nulla,
 il solo forse,
 che percepisce il mondo
 che ci scruta dal fondo del suo specchio
 dove riflette solo chi ci manca 

domenica 8 settembre 2013

Big News, Il vincitore del Premio Campiello 2013 è...

 Appassionati lettori, ieri sera nello scenario del “Teatro La Fenice di Venezia”, il Premio Campiello 2013, che è stato trasmesso in diretta alle 20.00 su Rai 5, e a condurre la serata è stato il duo: Geppi Cucciari e Neri Marcorè,  mentre la giuria del Premio Campiello quest’anno è stata presieduta da Paolo Crepet, che ha vagliato la scelta del vincitore di questo prestigioso premio istituito dagli industriali del Veneto nel 1962, per sottolineare il prestigio anche culturale di una delle più belle città del mondo: Venezia.  Il nome di questo prestigioso concorso, non è stato scelto a caso, infatti con la parola campiello, i veneziani indicano una piazzetta circondata da bassi edifici, che indica il tipico spazio della vita pubblica di questa città, e questo è importante per sottolineare la natura “popolare” della giuria chiamata a scegliere il vincitore, che il legame con la città in cui è nato. Quest’anno, la 51esima edizione, si è conclusa con la vittoria quasi unanime con 102 voti, del bellissimo romanzo di Ugo Riccarelli, “L’amore graffia il mondo”. 
 Al secondo posto, si posiziona “L'ultimo ballo di Charlot” (Sellerio), con 83 voti seguito da Giovanni Cocco con “La caduta” (Nutrimenti), 47 voti, Beatrice Masini con “Tentativi di botanica degli affetti” (Bompiani), con 36 voti, poi in ultima, ma non ultimo viene classificato con 21 voti Valerio Magrelli con “Geologia di un padre” (Einaudi).
E così viene posta la corona di alloro sulla memoria di questo scrittore, che ha già dimostrato la sua bravura aggiudicandosi l’importante Premio Strega del 2004, con il romanzo “Il dolore perfetto”, nonostante la prematura scomparsa avvenuta in questo mese di Luglio, ha confermato anche dopo la sua morte, la sua grande capacità narrativa che continuerà a emozionare i lettori presenti e futuri, sottolineando la sua posizione di rilievo nel panorama letterario italiano e nella letteratura. 
 Insieme alla 51 esima edizione di questo concorso, si conclude anche la 18 esima edizione del Campiello Giovani, il concorso letterario dedicato dalla "Fondazione Il Campiello" agli scrittori tra i 15 e 21 anni, che quest’anno ha visto tra i cinque finalisti: Ilaria Catani, 22 anni, di Corfino (AQ) con il racconto “Un ricordo”; Valentina Giuliano, 18 anni, di Salzano (VE) con il racconto “Ibrido di fuoco”; Alberto Alarico Vignati, 21 anni, di Corsico (MI) con il racconto “Girasole impazzito di luce”; Paola Vivian, 18 anni, di Marostica (VI) con il racconto “Diciassette e cinquantaquattro”; Alberto Zanella, 17 anni, di Santorso (VI) con il racconto “Le strade primitive".
  Tra queste talentuose giovani penne, il premio, viene assegnato al ventiduenne di Corsico (Mi), Alberto Alarico Vignati, con il racconto "Girasole impazzito di luce", con la motivazione:
 "Nel racconto di Alberto Alarico Vignati, 'Girasole impazzito di luce', paiono indovinati il fondale della vicenda (lo spoglio entroterra milanese) e la caratterizzazione psicologica dei due protagonisti: uno studente universitario, che campa dando ripetizioni, e il suo allievo che non va a scuola e sosterrà gli esami da privatista. Emarginati, l'uno e l'altro, fragili e certo inadeguati a far fronte alla situazione quando vi irrompe la malavita. Il tema così forte rischia di sbilanciare la compattezza della trama senza tuttavia cancellarne la qualità della scrittura e la felicità dio alcuni episodi (come il ritorno dello studente nella sua vecchia scuola, deserta in un piovoso pomeriggio)".

sabato 7 settembre 2013

“La vera università di questi giorni è una collezione di libri.” Thomas Carlyle

“Buongiorno,
                carissimi lettori e che la buona lettura sia per voi un ottimo esercizio durante la vostra giornata. La vostra amica di lettura “la bacheca dei libri”, è sempre con voi, e sta lavorando per regalare emozioni sempre nuove da condividere con i nostri amici LIBRI, restate in lettura…   „
    Parlando dei nostri amici libri, leggete le parole del nostro Francesco Petrarca:
“Ora questi, ora quelli io interrogo, ed essi mi rispondono, e per me cantano e parlano; e chi mi svela i segreti della natura, chi mi dà ottimi consigli per la vita e per la morte, chi narra le sue e le altrui chiare imprese, richiamandomi alla mente le antiche età. E v'è chi con festose parole allontana da me la tristezza e scherzando riconduce il riso sulle mie labbra; altri m'insegnano a sopportar tutto, a non desiderar nulla, a conoscer me stesso, maestri di pace, di guerra, d'agricoltura, d'eloquenza, di navigazione; essi mi sollevano quando sono abbattuto dalla sventura, mi frenano quando insuperbisco nella felicità, e mi ricordano che tutto ha un fine, che i giorni corron veloci e che la vita fugge. E di tanti doni, piccolo è il premio che mi chiedono: di aver libero accesso alla mia casa e di viver con me, dacché la nemica fortuna ha lasciato loro nel mondo rari rifugi e pochi e pavidi amici.” 

           tratto da Rime, trionfi, e poesie latine