Agenda
letteraria
“Elementare, Watson!”
Con questa
celebre battuta, oggi ricordiamo la nascita del papà del detective più famoso
di tutti i tempi, Sherlock Holmes la
cui celebrità sovrasta quella del suo creatore Sir Arthur Conan Doyle 1859
–1930, scrittore, medico e poeta scozzese considerato, insieme ad Edgar Allan
Poe, il fondatore di due generi letterari: il giallo e il fantastico. In
particolare, Doyle è il capostipite del sottogenere noto come "giallo deduttivo",
che caratterizza il personaggio del nostro amato investigatore, la produzione
dello scrittore, tuttavia, spazia dal romanzo d'avventura alla fantascienza,
dal soprannaturale ai temi storici.
La celebre serie
dei romanzi di Holmes, è nata quando ha aperto uno studio medico nel Southsea,
sobborgo di Portsmouth, data la scarsità di lavoro e la conseguente disponibilità
di tempo, Doyle comincia a scrivere le avventure di Holmes, che così iniziano ad avere un discreto successo presso il pubblico britannico. Il primo romanzo
sul detective dal fisico asciutto fu Uno studio in rosso, del 1887, è stato pubblicato sullo Strand Magazine, in
cui il narratore, il buon dottor Watson,
che in un certo senso rappresenta l'autore stesso, presenta Holmes e la sottile scienza della
deduzione. A questa prima opera è seguita Il segno dei quattro
(1890), opera che gli ha dato un enorme successo. La famosissima frase "Elementare,
Watson!" è stata, però, inventata dai posteri, nei libri infatti, a
volte capita che Holmes esclami "elementare!", ma una sola volta
compare la famosa frase, nella forma di: "È elementare, Watson", che
con l'aggiunta di tale copula perde valore.
L'elemento fantastico non è mai
completamente assente neppure dalla sua produzione realistica, infatti, il romanzo
Il
mastino dei Baskerville (1902) o al racconto Il vampiro del Sussex
(1927), entrambi del ciclo di Sherlock Holmes. Sul genere fantastico, Doyle ha
scritto "solo" cinque romanzi e una quarantina di racconti, la
maggior parte dei quali dell'orrore e del soprannaturale. La fantascienza è
rappresentata principalmente dalla serie del professor Challenger (1912-1929), personaggio che lo scrittore ha modellato
sulla figura del professor Ernest Rutherford, eccentrico e irascibile
"padre" dell'atomo e della radioattività. Tra i romanzi di quest’ultimo
genere letterario, il più celebre è rimasto Il mondo perduto, del
1912 che racconta di una spedizione guidata da Challenger su di un altopiano
del Sud America popolato da animali preistorici sopravvissuti all'estinzione.
La storia ha avuto notevole successo nel mondo del cinema, a partire dall'epoca
del muto nel 1925 con il primo film al quale seguirono altre cinque pellicole
(compresi due remake).
Vi lascio con un passo tratto da:
Studio in rosso:
… “Ho trovato! Ho trovato!” gridò
apostrofando il mio compagno e correndogli incontro, con una provetta in mano “ho tovato un reagente che precipita con l’emoglobina
e nient’altro”. Se avesse scoperto l’oro il suo viso non avrebbe certamente
espresso maggiore gioia. “ Il dottor
Watson, il signor Sherlock Holmes” fece Stamford. “Tanto piacere” disse Holmes in tono cordiale, stringendomi la
mano con una forza che non l’avrei
creduto capace. “A quanto vedo lei è
statoin Afganistan.” “Come fa a saperlo?” domandai sbalordito. “Lasci perdere” fece lui ridacchiando. “Ora l’importante è questa faccenda dell’emoglobina.
Immagino che si renda condo del significato della mia scoperta.”… “Accade di continuo che un processo per
omicidio dipenda proprio da quest’unico punto. Un uomo è sospettato per un
delitto, vari giorni, o addirittura vari mesi dopo, averlo commesso. La sua
biancheria vengono esaminate, e vi trovano delle macchie brunastre. Sono macchie
di sangue, o di fango, o di ruggine, o di frutta, o di che cosa? Ecco il
problema che tormenta i periti… e perché? Perché non esisteva una prova di
laboratorio attendibile. D’ora in poi ci sarà la “reazione di Sherlock Holmes”,
e ogni difficoltà verrà eliminata.”…