La biblioteca teologica del Monastero di Strahov a Praga

La bacheca dei libri, ha come modello questa immensa fonte di conoscenza perché: "La lettura è per la mente ciò che l'esercizio è per il corpo

Novità e successi della NORD Editore

Ecco le novità da non perdere e il successo di "Vita dopo vita" che come sottolinea l'Espresso:«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»

Novità e successi della Dunwich Edizioni

La Porta dei cieli, il thriller archeologico protagonista del Blog Tour ancora in corso; Il successo dell'horror "William Killed The Radio Star" uno sfondo musicale dalla intricata indagine psicologica e le attese novità legate ai concorsi della Dunwich.

I 5 romanzi finalisti del Premio Strega 2014.

Ecco i romanzi candidati a entrare nell'immortale albo d'oro del Premio. Il favorito è "Non dirmi che hai paura" vincitore del Premio Strega Giovani. Alla finale del 3 Luglio ha vinto il prezioso elisir Francesco Piccolo con "Il desiderio di essere come tutti".

Novità editoriali da non perdere

Ecco le fresche letture che hanno attirato la mia attenzione. Da un Amore Alieno a Per sempre insieme,dalla passione di Così come sei al distopico fantasy Mystic city, ma un Eccezione serve sempre quindi non perdetevi l'eccezionale caos di sentimenti scritta dall'islandese Audur...

sabato 24 agosto 2013

“ Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli, Un Anello per ghermirli, e nel buio incatenarli.”


  Ciao a tutti, eccoci ancora qui con “My readyng of the heart”, che oggi ci riporta nella immaginaria Terra di Mezzo, sorta dalla menta del geniale e insigne professore di lingua e letteratura inglese presso la prestigiosa Università di Oxford, John Ronald Reuel Tolkien, un grande studioso del linguaggio, che è stato in grado di ideare una lingua nuova per i suoi personaggi, che ispirata al finlandese, ha preso il nome di Quenya. Così intorno a questa lingua, ispirato dai miti nordici, tra gli scenari medioevali inglesi, sono nati il popolo dei mezzuomini, gli Hobbit e la dinastia dei grandi Re i Nibelunghi, con la stirpe di Erendil, i popoli elfici con il saggio Elrond e la dama Galadriel, il popolo dei nani e le figure dei Maiar, gli Ainur, gli spiriti di Arda, chiamati dagli uomini stregoni, come Gandalf e Saruman, poi Barbalbero, il pastore degli alberi che capeggia il grande popolo degli Ent e come ogni storia che si rispetti il male viene creato per poter essere abbattuto così ecco Sauron, l’Oscuro Signore. Questo scrittore è stato GRANDE, sotto tutti i punti di vista, perché con le sue opere a iniziare dal Simarillion, Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli e le altre opere varie, che sono serviti per creare una vera epica fantasy che parte dalle origini, di questo mondo immaginario, con un albero genealogico di ogni dinastia dagli elfi agli uomini, ai nani, fino alla creazione della Terra di Mezzo, che fa da scenario al brano che ho tratto da “Il Signore degli Anelli”, che è stata una delle più belle storie fantasy su cui ho poggiato gli occhi, infatti ho letto le sue 1380 pagine almeno tre volte. Di questo romanzo si potrebbe parlare per ore e scrivere un vero e proprio libro per poter dargli una spiegazione, perché nonostante lo splendido e semplice linguaggio, contiene la cultura e la storia di tutti i popoli nordici senza contare le tante citazioni religiose, insomma un vero e proprio monumento culturale scritto con la freschezza che solo un fantasy può avere. 

Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
Sette ai Principi dei Nani nelle loro rocche di pietra,
Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,
Uno per l'Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra,
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra nera scende.
Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra cupa scende
L’intero consiglio sedeva con gli occhi bassi, …  Infine, con grande sforzo, parlò, meravigliandosi di udire le proprie parole, come se qualche altra volontà comandasse la sua piccola voce.
    << Prenderò io l’Anello >>, disse, << ma non conosco la strada >>.  …  << Ma è un fardello assai pesante. Così pesante che nessuno potrebbe caricarne le spalle di qualcun altro. Io non lo carico sulle tue spalle. Se tuttavia, lo prendi di tua scelta, dirò che la tua scelta è giusta; e fossero riuniti qui insieme tutti i potenti amici degli Elfi del passato, Hador ed Hùrin, Tùrin e persino Beren, il tuo posto sarebbe fra loro >>.
  << Ma non vorrai mandarlo via da solo, Messere! >>, gridò Sam, incapace di trattenersi ulteriormente, saltando su dall’angolino dove era rimasto tranquillamente seduto per terra.
  << No di certo! >>, esclamò Elrond, volgendosi verso di lui con un sorriso. << Tu almeno lo accompagnerai. Visto che è impossibile separarti da lui, anche quando si tratta di una riunione segreta alla quale non sei invitato >>. Sam si sedette arrossendo
e balbettando.  … <<   E’ giunta l’ora >>, disse.  <<  … Hai tu ancora intenzione di mantenere la parola data, Frodo, e di essere il Portatore dell’Anello? >>.   << Lo sarò>>, disse Frodo, << e partirò con Sam >>. << Non ti posso dare molto aiuto, e nemmeno utili consigli >>, disse Elrond.  … << E sceglierò per te dei compagni che ti secondino, sin dove essi lo vorranno o sin dove il fato lo permetterà. Piccolo dev’esser il numero, poiché la vostra speranza è nella rapidità e nella segretezza. … >>  
<< Nove saranno i membri della Compagnia dell’Anello, ed i Nove Viandanti si opporranno ai Nove Cavalieri che sono malvagi. Con te ed il tuo fido servo verrà anche Gandalf; … Gli altri rappresenteranno i rimanenti Popoli Liberi della Terra: Elfi, Nani, e Uomini.
Legolas per gli Elfi, e Gimli figlio di Glòin per i Nani. … Quanto agli Uomini, sarà Argon figlio di Arathorn ad accompagnarti, …>>
   …  << … Boromir farà perciò parte della Compagnia. E’ un uomo valoroso.>> 
 << Dobbiamo ancora cercare altri due>>, … …  << Ma in tal modo non vi sarà più posto per noi! >>, gridò Pipino costernato.
   << Non vogliamo essere lasciati addietro. Vogliamo andare anche noi con Frodo >>. … … << Sia dunque come vuoi tu. Andrai con loro. >> , disse Elrond, e sospirò  << Il totale è stato raggiunto. Fra sette giorni la Compagnia deve partire >>. …
“ Il Signore degli Anelli” – John Ronald Reuel Tolkien  (1892-1973).  

“Tu sei Vladislav Basarab Dracul, ex voivode di Valacchia, ma negli ultimi cinquecento anni ti hanno chiamato Tepesh. L'impalatore.”

Recensione
 Cari amici, la pausa che mi sono presa questo mese, mi ha dato la possibilità di dedicarmi maggiormente alla mia passione, la lettura, infatti insieme a quelle serali o approfittato anche delle calde giornate per dedicarmi a delle letture più fresche e leggere come gli Urban fantasy, infatti dopo aver letto Attrazione di sangue di Victory Storm della Elister Editore, ho preso in mano il romanzo La fiamma del desiderio di Jeaniene Frost per la Fanucci Editore, di cui avevo presentato e consigliato la lettura quando è uscito l’11 Luglio.
 “Lei è una mortale con un potere oscuro. Lui è il principe della notte.”
Titolo La fiamma del desiderio
Autore Jeaniene Frost
Editore Fanucci
Prezzo 10,00 euro
“La fiamma del desiderio”, è un libro davvero emozionante l’ho letto praticamente in un batti baleno, grazie alla sua scrittura scorrevole e alla trama avvincente, con cui la nostra Jeaniene Frost, riesce ancora una volta a incollare il lettore tra le sue pagine, grazie al suo talento messo in luce con la fortunata serie "Night Huntress", in Italia  edita sempre dalla Fanucci Editore, con il titolo “La cacciatrice della notte”, con cui ha già conquistato numerosi fan non solo in America ma anche nel vecchio Continente. Ora questa brava autrice ritorna con questo primo libro, che apre la nuova serie Prince Night, dove incontriamo una ragazza di nome Leila, una promettente ginnasta candidata alle Olimpiadi giovanili, che per ironia della sorte si ritrova a lasciare la sua famiglia e il suo grande sogno, per entrare a far parte di un gruppo di circensi, ma non i classici clown, domatori e così via, ma in un gruppo dove l’attrazione principale è la loro diversità, come la bellissima, ma barbuta Raquel, Katie che si fa ammirare, con il suo vitino da vespa, i suoi fianchi larghi e una coppa E di reggiseno o Dean, che con i suoi due metri e mezzo di altezza e un corpo pieno di tatuaggi, non passa certo inosservato e per non parlare di lei che dal gruppo dello Showtown, viene chiama Frankie, naturalmente ispirata al mitico Frankenstein, il personaggio venuto fuori dalla mente fantastica di Mary Shelley, questo perché lei ha una cicatrice che parte dalla testa corre lungo il braccio, per finire sulla mano, un doloroso ricordo di un incidente che come dice la stessa Leila: - “Dodici anni fa sono stata fulminata da una linea elettrica abbattuta. Sono rimasta in coma per mesi. Quando mi sono svegliata, mi sono ritrovata con gravi danni al sistema nervoso e con questa cicatrice.» Feci scorrere il dito dalla tempia alla mano, per sottolineare il concetto. «Con il tempo, i problemi al sistema nervoso sono spariti, ma poi ho scoperto gli effetti collaterali.”
L’elettricità ormai è diventata parte di lei, e questo l’ha privata di qualunque contatto umano, fatta eccezione per Marty, il suo compagno al trapezio, un nano che si è presa cura di lei come un padre, quando ha dovuto lasciare la sua famiglia.
Ma perché lui riesce a sopportare le sue scariche che potrebbero friggere qualunque altro essere umano? Semplice cari amici, il circo degli orrori prende vita, perché in realtà Marty è un vampiro, una creatura ormai non più umana e come tale, con una forza e una resistenza sorprendente. Leila, ormai è rassegnata a dover vivere una vita solitaria,  per colpa di questo potere che oltre a far del male a chi le sta vicino, le provoca delle visioni che le permettono di vedere il passato, il presente o il futuro di chiunque la sua mano destra sfiori. Sarà proprio quella che lei considera una maledizione a farle incontrate l’unico essere in grado di poterla salvare dai vampiri che vogliono sfruttare il suo potere e che potrà insegnarle a gestire e usarlo come arma. - Poi fece schioccare la frusta che teneva in mano. Si mosse troppo in fretta perché riuscissi a seguirla con lo sguardo, ma il pugnale che Maximus aveva in mano all'improvviso si ritrovò sul pavimento, a diversi metri da lui. Vlad si rivolse a me. “Potrei staccargli la mano, se volessi, e questa è una frusta normalissima. Tu hai la capacità di crearne una di pura energia elettrica. Usandola in maniera appropriata, potresti tagliare chiunque in due, umano o vampiro che sia.” E sarà lui, Vlad, “Con i capelli lunghi e scuri, i bei lineamenti, carisma da vendere e quel corpo muscoloso sarebbe potuto passare per il Principe delle Tenebre”, infatti lui è un principe, un puro sangue tra gli altri vampiri, unico e potente come le sue fiamme, capaci di incenerire qualunque cosa e  il suo titolo non è una colorazione ma una realtà … Parlai con voce roca, per lo shock. “Tu sei Vladislav Basarab Dracul, ex voivode di Valacchia, ma negli ultimi cinquecento anni ti hanno chiamato Tepesh. L'impalatore.” … Io discendo da una stirpe di principi che hanno una sola cosa in comune: sono stati tutti assassinati. Ho vissuto circondato dalla morte, dal tradimento e da atti di violenza per centinaia di anni, eppure sono sopravvissuto e ho tenuto la mia gente al sicuro, perché sono stato più furbo e più spietato dei miei nemici. Questo principe della notte, le farà battere il cuore e sentire le farfalle allo stomaco e provare la gioia di poter amare finalmente qualcuno che non morirà al suo tocco. Restituendogli anche l’amore della sua famiglia che credeva ormai di aver definitivamente perduto.
Un libro molto bello, ricco di forti emozioni scritto in modo deciso, che vi farà sussultare e bruciare tra le fiamme di Vlad e la passione di Leila, uniti per far fronte a un comune nemico. Una serie che ci riserverà tante sorprese, un romanzo che sarà sicuramente apprezzato dai patiti degli Urban Fantasy e anche da chi si accosta per la prima volta a questo genere.
Jeanienen Frost, è una scrittrice americana di fantasy di successo, molto apprezzata dal “New York Time”. Vive in Florida e ormai è diventata una veterana nel settore, infatti ha scritto diverse serie tra cui vi lascio i titoli della più famosa.
Serie La cacciatrice della notte
1.      Halfway to the Grave, 2007 La cacciatrice della notte
2.      One Foot in the Grave, 2008 La regina della notte
3.      At Grave’s End, 2008 L’urlo della notte
4.      Destined for an Early Grave, 2009 L’odore della notte
5.      This Side of the Grave, 2011 I sussurri della notte
6.      One Grave at a Time, 2011 I fantasmi della notte
7.      Up From the Grave, previsto per l’inverno 2013

venerdì 23 agosto 2013

A noi venìa la creatura bella, | biancovestito e ne la faccia quale | par tremolando mattutina stella. (Dante Alighieri)

Agenda letteraria
  Eccoci al momento di sfogliare la nostra Agenda letteraria, che oggi 23 Agosto, fa gli Auguri di Buon Compleanno alla scrittrice e critica letteraria Bianca Garavelli, che scrive di letteratura e poesia sull’Avvenire e legge e commenta in pubblico Dante. Esordisce nel 1988, con una raccolta di poesie, poi inizia a scrivere romanzi, tra cui uno per ragazzi, dal titolo: “Il mistero della Gatta Bianca”, edito dalla Laterza. Oltre a romanzi come studiosa e critica, pubblica una serie di antologie, commenti e saggi. I suoi libri non trattano un solo genere letterario, ma spaziano dai thriller esoterici al romanzi d’amore a quelli realistici e anche di viaggio. Il suo ultimo libro è uscito il 29 Luglio 2013, è finalista al Premio letterario "Città di Fabriano" 2013 e si intitola "L´oscurità degli angeli" edito dalla Ladolfi Editore, che racchiude nove racconti che cercano di dare un volto a quelle figure che chiamiamo angeli, ma talvolta la realtà non può essere più diversa e niente è come sembra. 
Titolo L'oscurità degli angeli
Collana Perle. Narrativa
Autore Bianca Garavelli
Editore Giuliano Ladolfi Editore, 2013
Pagine 102
Prezzo 10,00 euro

Nello scaffale... "Beato chi innalza al cielo la bica, di bionde mannelle, e preghiera fa pei lampi che guizzan in cielo !"

Nello scaffale…
Cari amici, oggi mentre sistemavo lo scaffale dei libri, mi è scivolato un libro tra le mani.
È non indovinereste mai … tataan…!!! Arie Bifolchine di Enrico Pea, prima edizione del Marzo 1943, pubblicato dalla Vallecchi Editore. Pensate, il mio regalo di compleanno dello scorso anno, una copia ripescata in una libreria antiquaria di Roma.
Forse non tutti conoscono questo poeta e scrittore italiano, che si è guadagnato il Premio Viareggio nel 1938, con il romanzo Maremmana, caratterizzato da una grande espressività di sentimenti.

Arie Biforchine, pubblicato nel 1943, è l’ultima raccolta poetica di questo autore, l'edizione è stata curata da  Enrico Falqui. Enrico Pea, è stato apprezzato maggiormente per le sue opere narrative, ma si è occupato anche di teatro, di cui è stato anche impresario e pensate, ha avuto la parte di un vecchio naturalista in un film di Giovanni Paolucci, dal titolo Gli orizzonti del sole. Anche se la narrativa ha avuto più successo, è stata una figura importante nel mondo della poesia, infatti sicuramente molti poeti riconosceranno la sua figura e il suo ruolo tra i fondatori del Premio Lerici, sorto nel 1954 e dopo la morte del nostro scrittore nel 1958, in onore alla sua memoria, è stato aggiunto il suo nome al concorso di poesia, che è stato denominato: “Premio Lerici/Pea”.
Prima di lasciarvi con una sua poesia presa a caso dal suo libro, bisogna fare un accenno allo stile di questo autore, che predilige trattare scene della vita paesana, con le paure e tormenti che caratterizzano i popolani, anche se a volte fa sentire il suo tormento religioso. Importante per Enrico Pea è stato l’incontro con Giuseppe Ungaretti, che visto il suo talento ha fatto pubblicare nel 1910, la sua prima raccolta di poesie Fole.
Pagina 84-:
“Rosalbina Maria, perché bussate?
Che domandate alla chiesa di Dio?”
E due voci risposero: “La fede”.
“E la fede che bene vi darà?”
“La fede mi darà la vita eterna.”

Buenos días. “Un caffè, un delizioso libro e un dolce churros con cioccolato per te, e Una storia d'amore tutta mediterranea: calda, seducente, tenera e piccante.

Caffè letterario

 “Buenos días”
“Un caffè, un delizioso libro e un dolce churros con cioccolato per te.”
 Eccomi qui per animare la vostra giornata, e per coccolarvi sin dal mattino, con un inebriante caffè, che potrete sorseggiare mentre leggete le deliziose pagine di un libro pieno che vi porterà a inspirare i piccanti e speziati profumi e i segreti della Catalogna, scritto da una scrittrice rivelazione, Ada Parellada che ci rivelerà “La piccola cucina dei sapori segreti”.
“Una storia d'amore tutta mediterranea: calda, seducente, tenera e piccante.”
Ada Parallada è una chef di origine spagnola, gestisce tre ristoranti a Barcellona, così tra corsi di cucina e seminari di educazione alimentare, ha deciso di gettarsi a capofitto nella scrittura e ideare una nuova ricetta segreta, creando “La piccola cucina dei sapori segreti”, il suo primo romanzo.
Titolo La piccola cucina dei sapori segreti
Autore Ada Parellada
Editore Sperling & Kupfer
Pagine 360
Prezzo € 9,90
Quella di questo romanzo, è una storia che ci trasporta nel mondo della cucina, dove aleggiano sapori e profumi, dove i grandi segreti dei piatti di uno chef super premiato di nome Alex, saranno a portata di mano anche se il suo caratteraccio tiene a distanza chiunque si avvicini a lui e al suo locale, che a differenza di altri privi di classe è vuoto. Ma il suo muro di orgoglio eretto dietro una spina di ghiaccio nel cuore, sta per sciogliersi come il burro su una padella, come quando prepara le sue deliziose mele, perché Annette, con il suo fuoco rosso come i suoi capelli riuscirà a sciogliere la questa scheggia, facendo a pezzi il suo muro e insieme a Alex curerà anche il suo cuore. 
Quindi, lasciamoci trasportare dall'amore piccante di Alex e Annette, e scopriamo che ricetta verrà fuori quando due peperoncini si incontrano.
Ad Alex farebbe proprio comodo avere un aiuto in cucina. È ormai una settimana che l’ultimo buono a nulla lo ha piantato in asso. “Ma lo sa cosa le dico? Vada a farsi friggere”, gli ha sputato in faccia lanciando il grembiule con furia sul tavolo 3. Da quando Moha se n’è andato, sei mesi, ormai, gli affari stanno andando di male in peggio. Anche gli altri sono con l’acqua alla gola, questo è vero. Lui non parla e non ascolta praticamente nessuno, però daperttutto si sente dire che la maggior parte di locali sta chiudendo. La crisi. Ma non è così per tutti. Davanti all’Antic Mòn c’è il Can Bret che lavora parecchio, anzi, tantissimo. I giorni feriali si riempie di gente delle zone industriali di Bigues i Riells. Niente operai, solo impiegati, anche se tirati con i soldi. Se mangiano con i fornitori, bevono un vino del Prioratii di quelli cari; se lo fanno conn i clienti e si vedono costretti a pagare il pranzo, ordinano quello della casa e dicono che è “di una piccola cantina appena scoperta”. La sanno proprio lunga! E i fine settimanaè un autentico delirio, al Can Bret. Le macchine dei clienti si spingono fin nel parcheggio dell’Antic Mòn! Alex non lo sopporta. Quando succede, esce come un indemoniato dalla cucina, qualsiasi cosa stia facendo in quel momento. Se sta sfilettando una spigola, si precipita fuori con il pesce in mano e, quasi fosse un’arma, minaccia i clienti della concorrenza. A volte si stanca di gridare, e li lascia parcheggiare dove vogliono. In ogni modo, è da tempo che non gli si riempiono tutti i posti. Al Can bret, da quando pure loro si sono messi a servire quella stronzata della calçotada, con tutti quei cipollotti mezzo carbonizzati, fanno sempre il tutto esaurito. A quegli imbecilli gli affari vanno benissimo. Le due figlie dei padroni hanno una Mini nuova fiammante a testa, di cui una rosa. Povere ragazze, sono così ridicole, pensa Alex mentre sbuccia le mele e controlla dalla finestra della cucina. Una delle sue principali distrazioni mentre prepara le pietanze è spiare l’aspetto dei clienti che entrano dalla concorrenza. Li trova tutti orrendi, così come trova assolutamente spregevole il locale. Lui sì che se ne intende. È puro, integro. Non ha frequentato alcuna scuola alberghiera; la vita, per chi la vive intensamente, è come un dottorato ad Harvard. Si esige il massimo e coloro che vi si laurean raggiungono la cima. Altri rimangono a metà strada. Alex si era meritato la lode all’Università della Vita, ma era un po’ debole in Diplomazia. Non avrebbe ottenuto manco la sufficienza. Ormai le mele sono pronte. Le passa in padella, con un po’ di burro e un pizzico di zucchero, finche prendono quella tonalità dorata del sole del tramonto. Le mette da parte su un vassoio e, come gli capita ogni volta che prepara questo piatto, non riesce a trattenersi e ne mangia un boccone… È delizioso. Le mele impregnano la stanza di un profumo intenso, difficile da descrivere, che lo riporta direttamente alla cucina di casa sua, quando era molto piccolo e non c’erano che giochi e risate. … Domani stesso telefonerà a Oscar e accetterà la sua amica come aiutocuoco. Purtroppo ha bisogno di un rinforzo, non riesce a cavarsela da solo. È stanco di offrire opportunità agli incapaci. Con Moha tutto filava liscio. O, almeno era più facile. Di tanto in tanto capitava pure che si facessero quattro risate. Una battuta per dire che quel ragazzo era capace di fare quattro cose allo stesso tempo: puliva una pentola, controllava la cottura della bistecca, rimestava la crema e rigirava la Tartin di pere, il tutto in un microsecondo… Oscar gli ha chiesto un favore, quando e passato: ingaggiare una sua amica. Una di quelle conoscenze straniere su blogger, un’amicizia senza frontiere trovata al Club virtuale, come lo chiama lui. … - “Annette è una foodie”… È curiosa, questa donna; o dovrebbe dire ragazza? Deve avere più o meno trentacinque anni, e ha lunghi capelli rossi. Lo incuriosiscono anche i suoi riccioli e le sue lentiggini sulla faccia. Questi capelli finiranno nella minestra, sicuro , e vediamo poi chi è che li ripesca, rimurgina. Forse se li dovrebbe tagliare, conclude. Non è nemmeno convinto di questo suo profumo agli agrumi, rovinerà l’odore dei piatti…
Come se la caverà Annette con questo chef burbero e pignolo? Alex, la lascerà girare tra i suoi fornelli, o … scopriamolo finendo questo saporoso libro che ci farà scoprire i sapori, caldi e speziati della bella terra spagnola.

In un nodo con otto incroci, un numero che si può ritenere medio, sono possibili 256 combinazioni. Basta un cambiamento nella sequenza di questi incroci, e il risultato è un nodo completamente diverso, oppure il nodo si disfa del tutto.

Agenda letteraria
Cari amici, la nostra Agenda letteraria oggi rende omaggio come Google al grande compositore Claude Debussy facendo suonare le meravigliose note di "La fille aux cheveux de lin", mentre facciamo gli auguri di buon compleanno alla scrittrice statunitense di origini canadesi, Edna Annie Proulx, che oggi 22 Agosto festeggia i suoi 75 anni. Questa scrittrice ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa, il National Book Award e altri riconoscimenti con il romanzo Avviso ai naviganti, un romanzo molto forte dai toni intensi, che racconta la difficile esistenza di un uomo che viene ferito da tutti quelli che lo circondano, afflitto dalla inettitudine di cui viene accusato, ritrova la pace quando trova un amico che gli da forza e coraggio fino a quando l’incontro e l’abbandono con una donna sbagliata lo lasciano solo e senza lavoro, con due bambine piccole da accudire, cosi decide di partire con loro alla ricerca di se stesso ritornando alla sua terra d’origini nell’isola canadese di Terranova sull'Oceano Atlantico, un luogo primitivo, dove a contatto con la natura cerca di ritrovare se stesso.
Titolo Avviso ai naviganti
Autore Edna Annie Proulx
Editore Dalai Editore
Collana Romanzi e racconti
Data uscita 09/2003
Pagine 210
Prezzo 12,40 euro
Vi lascio con un passo tratto da Avviso ai naviganti:
La prima percezione che aveva avuto di sé era stata quella di una figura distante. Lì davanti, in primo piano, vedeva la sua famiglia; sullo sfondo, proprio dove finiva l'orizzonte, c'era lui. Fino all'età di quattordici anni si era illuso di essere stato affidato alla famiglia sbagliata e che da qualche parte i suoi veri genitori, gravati dal vero figlio dei Quoyle, morivano dalla voglia di abbracciarlo. Poi un giorno, curiosando in una scatola di souvenir, aveva trovato una foto di suo padre insieme ai fratelli e alle sorelle, appoggiati al parapetto di una nave. Una ragazza si teneva in disparte e guardava l'orizzonte con gli occhi socchiusi, come se riuscisse a vedere il porto di destinazione, mille miglia più a sud. Quoyle si era riconosciuto nei loro capelli, nelle braccia, nelle gambe, nella grossa figura dall'aria scaltra, con indosso un maglione ristretto e la mano tra le gambe: suo padre. Sul retro, una scritta a matita blu: “La grande partenza, 1946”.

giovedì 22 agosto 2013

Miti e Leggende: il Ponte Carlo superò senza intoppi tutte le inondazioni, però quando il sacerdote Nepomuceno, che poi fu fatto santo, venne gettato nella Moldava da questo ponte, si dice che fosse crollata tutta l'arcata...

Che cosa ne pensate dei miti e delle leggende?
Una rubrica dedicata alle leggende che sono alla base delle culture di ogni nazione, alcune famose, altre un po’ meno, nostrane e straniere, europee e continentali, una caccia alle storie più belle e bizzarre per scoprire il filo invisibile che lega tutti i popoli.

Quella di oggi è una storia misteriosa, piena di curiosità, dove lo scenario è una delle città più belle del mondo, PRAGA, una meta che ho avuto la fortuna di raggiungere e che mi ha affascinato molto, perché è antica e piena di misteri che trasudano da ogni viuzza o ponte, palazzo o chiesa, ogni elemento ha una storia da raccontare, ma tra tutte ho scelto quella legata a uno dei luoghi più affascinanti di questa città, “Il Vicolo d’Oro”, situato a nord-orientale dell'area del Castello di Praga, è una stradina in stile Mago di Oz, orlata di piccole casette coloratissime che ti trasportano in un luogo magico che sembra uscito da un bellissimo dipinto manierista. Questa via viene anche chiamata via degli alchimisti, per la leggenda che sto per narrarvi.
 Il castello del Vicolo d’oro
Si racconta che in questa via , il re Rodolfo, faceva alloggiare anche degli alchimisti, quei chimici che cosi venivano chiamati nell’età medievale, poiché desiderava smisuratamente conoscere l’arte di produrre l’oro. Molto tempo dopo, in una piccola casetta andò ad abitare un vecchio misterioso. Era un personaggio bizzarro, che non usciva quasi mai e non dava parola a nessuno. All’interno della sua piccola casa, era come una pentola in ebollizione, infatti dal camino gli altri abitanti vedevano sempre uscire del fumo nero, altre volte giallo o blu, naturalmente tutti erano molto incuriositi da cosa stesse combinando rinchiuso li dentro sempre fino a tarda notte. Ma col passare del tempo vista la sua tranquillità non badarono più a lui e alle sue stramberie. Un pomeriggio, però, il vecchio corse fuori dalla casetta con gli occhi scintillanti e lunghi capelli arruffati, che ondeggiavano. Agitava le mani sopra la testa e gridava: “Gente, gente, c’è l’ho fatta ho creato l’oro! Oro puro!.” Tutti corsero da quel vecchio pazzo, che agitava le mani, mentre balbettando cercava di spiegare qualcosa, fino a quando all’improvviso non s’irrigidì e cadde steso a terra morto. Gli abitanti non conoscendo nessun parente del vecchio, lo seppellirono in una fossa comune. Quando poi i funzionari perquisirono la casetta, non trovarono nessuna traccia dell’oro di cui parlava il vecchio, ma scoprirono delle carte secondo le quali il vecchio apparteneva a una nobile e ricca famiglia. Poco tempo dopo si presentò nel vicolo il figlio del vecchio, che iniziò a chiedere della vita che faceva suo padre. Così raccontò agli abitanti come suo padre anni prima, viveva tranquillo nel loro castello in Boemia meridionale insieme a tutti i suoi figli e alle loro famiglie, fino a quando non si mise in testa di voler assicurare a tutti loro una ricchezza da favola, intestardito da questa idea, iniziò a studiare alchimia per poter creare l’oro e così iniziarono i suoi esperimenti. La sua famiglia cercò di impedirgli di proseguire con la sua follia, tanto che un giorno il vecchio sparì senza lasciare traccia. I figli preoccupati, lo cercarono in tutta la Boemia, senza successo, infatti non potevano immaginare che si fosse rinchiuso nella casetta del Vicolo d’Oro per poter continuare indisturbato i suoi esperimenti. Comunque quello che successe al vecchio restò un mistero, se ha scoperto l’oro oppure no, nessuno lo sa o lo saprà mai perché il segreto è andato con lui nella tomba. Però il Vicolo d’Oro ha aggiunto alla sua storia un vero nobile. E per un bel po’ di anni dopo la sua morte, alla più piccola delle casette del Vicolo d’Oro, i vicini diedero il nome di…. Castello.
La leggenda è tratta da "77 leggende praghesi" di Alena Ježková: