La biblioteca teologica del Monastero di Strahov a Praga

La bacheca dei libri, ha come modello questa immensa fonte di conoscenza perché: "La lettura è per la mente ciò che l'esercizio è per il corpo

Novità e successi della NORD Editore

Ecco le novità da non perdere e il successo di "Vita dopo vita" che come sottolinea l'Espresso:«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»

Novità e successi della Dunwich Edizioni

La Porta dei cieli, il thriller archeologico protagonista del Blog Tour ancora in corso; Il successo dell'horror "William Killed The Radio Star" uno sfondo musicale dalla intricata indagine psicologica e le attese novità legate ai concorsi della Dunwich.

I 5 romanzi finalisti del Premio Strega 2014.

Ecco i romanzi candidati a entrare nell'immortale albo d'oro del Premio. Il favorito è "Non dirmi che hai paura" vincitore del Premio Strega Giovani. Alla finale del 3 Luglio ha vinto il prezioso elisir Francesco Piccolo con "Il desiderio di essere come tutti".

Novità editoriali da non perdere

Ecco le fresche letture che hanno attirato la mia attenzione. Da un Amore Alieno a Per sempre insieme,dalla passione di Così come sei al distopico fantasy Mystic city, ma un Eccezione serve sempre quindi non perdetevi l'eccezionale caos di sentimenti scritta dall'islandese Audur...

martedì 20 agosto 2013

Anima amante mia per sbaglio segnata come una data in un estraneo anno domini io ti ho forse perché ho tutto quello che non dovrei avere per averti mio sapore d’altrove cerchiamo di fare in fretta la nostra eternità sta godendo di poche ore.

 Cari amici, eccola la rubrica dedicata alle letture che hanno conquistato il mio cuore, e particolare è stata per me la lettura di Alberto Bevilacqua, un grande autore che apprezzo molto e che mi ha affascinato con le sue poesie d'amore, soprattutto “Anima amante”, che ho letto tanto di quelle volte, da sciuparne la pagina. La sua poetica rispecchia le sue opere, è schietta, diretta, canta una melodia che ha la forza di una preghiera, e in alcuni casi si spinge fino in fondo dove risuona un eco lamentoso che fa risaltare le parole che come dei dardi colpiscono in pieno petto, infatti i versi della sua poesia sono stati incisi nella mia anima e sono quelli che ho condiviso con l’amore della mia vita.
Facendo l'amore
...d'improvviso, d'improvviso sei stata
quel me
che avrei felicemente voluto,
il mio né ora, né mai:
un fondo di riso
e di sere che mi è rimasto in cuore d’altri, chissà di quale
persa felicità
o troppo sazia, e ora resti il dito
di vino ancora dentro il bicchiere
sulla tavola disertata

- "Poveri noi", disse il topo, - "Il mondo diventa ogni giorno più stretto. Prima era talmente vasto da farmi paura, continuavo a correre, e fui felice di vedere finalmente, in lontananza, muri a destra e muri a sinistra, ma questi lunghi muri sfrecciano così in fretta l'uno verso l'altro, che mi trovo già nell'ultima stanza, e lì accanto c'è la trappola in cui finirò". - "Non hai che da mutare la direzione della corsa", disse il gatto e se lo mangiò

Saggi
            … 0
  Quanta fretta ma dove corri, dove vai….
Cari amici lettori la vostra lumaca della bacheca dei libri, ha messo le ruote e finalmente ha dato una bella accelerata al tempo, che si è concessa per la calura estiva, e ora nella rubrica dedicata ai saggi vi consiglia un libro niente male, per imparare a gestire meglio il nostro tempo che soprattutto nei tempi moderni ha subito una spinta troppo forte, che come a bordo di un auto da corsa, ci fa sfrecciare per la strada della nostra vita a una velocità incredibile che ci impedisce di vedere i contorni e le sfumature che la colorano. Un pessimo segno, che a differenza della eccessiva lentezza dei tempi passati ora ci fa perdere cose che nonostante le viviamo, non riusciamo più a goderle, perché diventano invisibili ai nostri occhi che subiscono l’influenza della tecnologia, della vita frenetica di ogni giorno e così il tempo scorre e non abbiamo prestato attenzione alle piccole cose della vita come il primo sorriso del nostro bimbo, la prima volta che i nostri figli si sono alzati in piedi o quando ci hanno stretto la mano, a un bel tramonto, che ha ispirato molti poeti nei tempi andati, ai colori di una bella farfalla che si posa su un fiore, a un piccolo gesto di affetto di chi ci sta vicino, a tutte quelle cose che magari si fanno ma non si presta la dovuta attenzione perché la mente è altrove. Così, Diego Fusaro, un giovane filosofo, attraverso la storia della filosofia cerca di scrivere un saggio per ricordarci di imparare a rallentare e camminare invece di correre.
Essere senza tempo…
"In un mondo che va sempre più veloce non abbiamo più tempo, siamo esseri senza tempo che rincorrono gli eventi. Viviamo nella fretta, il ritmo del mondo e quello della vita si sono dissociati e a volte possono bastare anche pochi minuti per mandarti in rovina."
     Titolo: Essere senza tempo. Accelerazione della storia e della vita
Autore: Diego Fusaro
Editore: Bombiani
Collana: Tascabili Saggi
Data di Pubblicazione: Ottobre 2010
Pagine: 411
Formato: brossura
Reparto: Filosofia
Andrea Tagliapietra, introduce, questo interessantissimo saggio di questo filosofo, che scrive questo libro, portando avanti una attenta analisi dei testi filosofici, per poter dimostrare come oggi bisogna imparare a rallentare, per non finire nella trappola del gatto, come il topo della kleine flabe di Kafka. Questo saggio l’ho letto qualche annetto fa, ma mi sono ripromessa di consigliarlo perché nonostante il linguaggio filosofico, sono stata affascinata da questo tema che mi ha coinvolta soprattutto perché può dar vita come dice il nostro autore a una paradossale filosofia della fretta, dove il motto è “mi affretto dunque sono”. Inoltre incuriosita dalla piccola favola di Kafka ero curiosa di sapere come Fusaro scioglie il nodo che si stringe attorno. Quindi armatevi di pazienza e approfittate di queste ultime giornate di Agosto prima di tornare alla solita routine e sfruttate i suggerimenti di questo stimatissimo studioso.
Ma chi è Diego Fusaro?
Diego Fusaro, è ricercatore presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dove ha ottenuto il dottorato dopo la laurea all’Università di Torino. Come ricercatore si occupa di un attento studio della “filosofia della storia” e delle strutture della temporalità storica, con particolare attenzione per il pensiero di Fichte, di Hegel, di Marx e per la “storia dei concetti” (Begriffsgeschichte) tedesca. È autore di diversi saggi filosofici, pubblicati dalla Bompiani Editore, che ha curato anche l’edizione bilingue di diverse opere di Marx. I suoi quattro studi monografici che trattano l’interpretazione del pensiero marxiano e i suoi nessi con l’idealismo fichtiano e hegeliano sono: Filosofia e speranza, 2005, Marx e l’atomismo greco, 2007, Karl Marx e la schiavitù salariata, 2007, Bentornato Marx!, Bompiani, Milano 2009, poi seguono i saggi: Essere senza tempo. Accelerazione della storia e della vita, Bompiani, Milano 2010, prefazione di Andrea Tagliapietra, Minima Mercatalia. Filosofia e capitalismo, Bompiani, Milano 2012 L' orizzonte in movimento. Modernità e futuro in Reinhart Koselleck, Il Mulino, Bologna 2012, Coraggio, Raffaello Cortina, Milano 2012, Idealismo e prassi. Fichte, Marx e Gentile, Il Melangolo, Genova 2013. Inoltre è anche il curatore del progetto internet “La filosofia e i suoi eroi” (www.filosofico.net).
Diego Fusaro parla del suo libro: 'Essere senza tempo', intervistato per Dillinger da Roberto Pierri e Paolo Granata.

Riprese e montaggio di Davide Maria Marucci.

La rabbia invece ha vent’anni: l’hai appena imparata e messa via, per quando ti servirà ancora. Sei la maestra e l’allieva della tua vita. Impari dalla te stessa del passato, insegni alla te stessa del futuro: le persone normali si smarriscono lì dentro, tu ti ci muovi danzando...

Cosa abbiamo sul comodino?
 Eccoci ancora al momento dedicato alle mie letture serali, infatti dopo aver parlato del bellissimo romanzo di Hannah Richell Le bambine che cercavano conchiglie edito dalla Garzanti, ora vi parlo di un romanzo che ha partecipato al Premio Strega, superando la prima selezione per posizionarsi tra i dodici libri che sono arrivati alle semifinali. Questo romanzo dal titolo “Sofia si veste sempre di nero” di Paolo Cognetti, si è guadagnato i voti dei giovani liceali del Liceo Einstein di Berlino. che sono stati selezionati per partecipare alle votazioni. Questo particolare libro e le sue storie, hanno fatto centro nei giovani tanto che gli è stato dedicato un trailer, di cui vi lascio la visione.
Prima di lasciarvi la mia recensione su questo libro è giusto presentarvi il suo autore, che con questo romanzo edito dalla casa editrice Minimun fax, è giunto al suo quarto lavoro, pubblicato nel 2012. 
Paolo Cogneti, è un trentacinquenne di origine milanese, e se devo descriverlo lo definirei, un ragazzo selvatico, come il suo ultimo libro uscito a maggio, che racconta la sua avventura tra le montagne, per ritrovare se stesso. Un ragazzo, che mi ricorda molto quello del libro Nelle terre estreme, il romanzo di Jon Krakauer edito da Corbaccio da cui è stato tratto il film Into the wild, una storia potente, che mi ha colpito profondamente e a quanto pare anche il nostro scrittore che come racconta nel suo sito, quando parla del suo libro, ha trovato ispirazione da questa storia, oltre che da altri testi sull’eremitaggio in natura, come Nelle foreste siberiane di Sylvain Tesson. Così, sulle orme di Chris McCandless, va alla ricerca di se stesso e la sua esperienza, fatta circa tre anni fa, si è trasformata in questo libro, che vi consiglio per comprendere meglio questo autore che dopo i precedenti libri incentrati sempre su ragazze, come quello che lo ha candidato allo Strega, finalmente ha dedicato un libro a un personaggio maschile, se stesso.
Paolo, ha un modo molto particolare di scrivere, infatti lui non scrive romanzi ma racconti, elaborati talmente bene che se raccolti in un  unico testo, sembrano dei capitoli, perché sono uniti l’uno all’altro come da un filo invisibile, proprio come il romanzo di Sofia, dove in 10 racconti che separati sono tali, ma riuniti danno voce alla storia di questa giovane, che inizia con la sua infanzia per concludersi nell’età adulta.
Titolo Sofia si veste sempre di nero
Autore Paolo Cognetti
Editore Minimum fax
Prezzo 14,00 euro
 Questa non è solo la storia di Sofia Muratore, la ragazza lugubre, che adora fare il bagno mentre fuma una sigaretta metafisica, vestire di nero e magari ingerirsi una o due scatole di Valium con il Montenegro, perché serve l’alcol per poter mettere in atto il piano di suicidio, mentre i suoi genitori tentano l’ennesima uscita per far quadrare i pezzi di due diversi puzzle che sono le loro vite, ma anche la storia di una generazione che vede gli anni tumultuosi, dove la sorella di suo padre dominava le rivolte operaie come una terrorista, infatti poi deve lasciare in fretta e furia il Paese e trasferirsi per alcuni anni in Francia, lasciando in balia delle onde Rossana, la madre di Sofia, che si era appoggiata a lei per trovare un equilibrio nella sua vita, che giorno dopo giorno precipita nell’abisso della depressione afferrando e mollando la traballante zattera che è la famiglia di questa ragazza che persa dietro la loro indifferenza, decide di sapere cosa si prova a togliere il disturbo con i farmaci che prendono i suoi genitori che finalmente decidono di separarsi e cercare di portare avanti le loro vite soprattutto suo padre Roberto che alla fine decide di affidare Sofia a Marta, la sorella che tornata in Italia vive a Milano e dopo la follia di Sofia cerca di rimetterle in piedi la vita incitando la ragazza a realizzare i suoi sogni, come quello di studiare recitazione. Questa storia, si protrae attraverso gli anni ottanta e novanta del secolo scorso, e nei trent'anni di vita di Sofia, si sviluppano le sue metamorfosi, dove cerca di trovare l’equilibrio nella sua vita, su quel ponte sospeso che ha costruito la sua famiglia. Grazie alla scrittura fluida e il linguaggio comune, questi dieci racconti riescono a intrattenere il lettore che si trova alla fine del libro in un attimo chiedendosi se non c’è per caso un altro racconto. Delle storie forse un po’ tristi per certi versi, ma il tono intenso e la stoica ironia di Sofia, che continua a andare avanti superando le proprie debolezze danno forza a questo romanzo rivelando ai nostri occhi una splendida tela di arte contemporanea, dove il nero si sfuma con altri toni, creando una testure di colori che non lascia indifferenti perché mostrano più di quello che sembra, e il risultato è un’opera d’arte che parla al lettore che si ritrova tra le mani una storia che poteva benissimo vincere il prestigioso premio letterario.
n°1 - Premio Internazionale d'arte contemporanea I Grifoni - V Edizione
Martina D'Alessandro - Autoritratto
Intervista radio a Paolo Cognetti

lunedì 19 agosto 2013

Come se Come se quel che xe èsser dovesse ancora come se quel che ga da èsser fusse quelo che xe ...

Agenda letteraria
 Come se quel che xe
èsser dovesse ancora
come se quel
che ga da èsser
fusse quelo che xe
 Cari appassionati lettori, finalmente riprendo in mano la nostra amata Agenda letteraria che oggi ricorda la nascita di un poeta dialettale Ernesto Calzavara, che ha dato sfoggio della sua poesia in dialetto trevigiano, soprattutto a partire dal 1960 con il testo Poesie dialettali. Questo avvocato è nato e ha vissuto a Treviso, dove oltre a essere diventato un avvocato di successo, si dilettava con la poesia, diventando un promotore, infatti ha curato e promosso l’istituzione dell’Archivio storico nazionale della poesia italiana in dialetto, con sede a Treviso e diretto dall’Università di Venezia.
Una delle sue opere più complete e famose è stata pubblicata dalla Garzanti editore, nel 1989, dove ha raccolto le sue poesie comprese quelle giovanili in un libro dal titolo Ombre sui veri - Poesie in lingua e in dialetto trevigiano (1946-1987), con una introduzione di Cesare Segre.
Vi lascio con una sua poesia in dialetto trevigiano e la rispettiva traduzione.

Parole mate    (dialetto trevigiano)
Rame che rema che respira de ua roza
rama remo rime roma ruma
totami dapartuto che casca
sul colo dea morte dai reclini de rame

E mi serco mi vago non so par dove
par che razo’n no vedo no so
ma rovine rente rovine
rovinasi ore de sol
suaque nere che frize pescao’ri’ e pesi
in croze de po’

Marao’ri’ Rua Chicaribo
romai amori più romai resta
parole mate
restè no morir
no morime in man
restè reste parole
T R A D U Z I O N E
Parole senza senso
Rami che remano che respirano di uva rosa
ramo remo rime roma ruma
rottami che cadono dappertutto
sul collo della morte dagli orecchini di rame

E io cerco io vado non so per dove
perché ragione non vedo non so
ma rovine vicino a rovine
macerie ore di sole
su acque nere che friggono pescatori e pesci
in croce di poi

Maraori Rua Chicaribo
ormai non più amori ormai restano
parole senza senso
restate non morite
non moritemi in mano
restate restate parole

"Presa dall'agitazione sollevai ancora più velocemente lo sguardo, finché non rimase nuovamente rapito da quegli occhi azzurri, che riuscivano a risaltare nonostante la poca luce. Era lui. Il vampiro."

Fantasy…
amo
 Per gli appassionati come me del genere fantasy, ma anche dell’Urban paranormal fantasy, oggi ci intratterremo con una delle mie ultime letture, l’emozionante romanzo di Victory Storm della casa editrice Elister Attrazione di sangue, che mi ha attratto dalla prima all’ultima pagina, trascinandomi all’interno di questa appassionante storia, dove con una scrittura scorrevole la nostra autrice, ci fa vivere le vicende della giovane Vera Campbell e della forte attrazione che il suo sangue suscita nel tenebroso Blake, un vampiro oscuro ma bellissimo a cui sarà legata non solo dal sangue ma anche da un appassionato amore: ...Blake mi sorrise e lentamente posò le sue labbra sulle mie. Ci baciammo a lungo, trasportati dalla dolcezza e dal romanticismo del momento. Non ne capivo il motivo, ma adoravo stare con lui. Volevo stare con lui, soffrivo per lui, mi preoccupavo per lui… Lo amavo? Non lo conoscevo ancora bene, ma sentivo di provare dei sentimenti molto forti per lui. Ero rimasta vittima di un colpo di fulmine oppure mi ero solo invaghita della sua bellezza e del fatto che sapevo che il nostro sarebbe sempre stato un amore impossibile? Ero confusa. Sapevo solo che volevo stare con lui, nonostante tutto. ...  Questo amore però dovrà affrontare l’odio e la persecuzione di una potente setta “L’Ordine della croce insanguinata” che agisce nell’ombra per estirpare quello che per loro è il male, ma a volte il bene si confonde con il male e il male con il bene, infatti il suo sangue può essere l’elemento fondamentale per portare la pace tra le due razze, quella umana e quella dei figli della notte. Tra inseguimenti, tradimenti e verità nascoste, si sviluppa questo avvincente romanzo che saprà tenervi incollati fino alla fine. Ma perché il sangue di Vera è così particolare? …E come se questo non bastasse, a volte il tuo odore diventa anche più dolce e attraente, come poco fa. Non so cosa sia successo, ma tu, cara mia, sei sicuramente un’arma contro di me, dato che prima o poi mi farai impazzire. Mi spiace sconvolgerti, ma sei tu quella più pericolosa tra di noi. Pure il cardinale Montagnard mi aveva messo in guardia su di te, dicendomi di non lasciarmi tentare o sarebbero stati guai. Voglio scoprire il motivo di questo tuo odore così ipnotico… Perché una ragazza anemica attrae così tanto i vampiri? …Continuava ad allungarsi sul sedile posteriore per annusarmi meglio. Il mio cuore cominciò a martellare dalla paura. Troppo tardi compresi che quella sensazione lo stava eccitando ancora di più. Fu un attimo e mi ritrovai aggredita da Will che cercò di saltarmi alla gola con i canini allungati e lo sguardo ipnotizzato… Quale  segreto si cela dietro la diciasettenne Vera, cosa è successo veramente a sua madre, e suo padre chi è in realtà? …Io ho amato moltissimo e profondamente tua madre, ma me la portarono via quando il convento scoprì che era rimasta incinta e io non seppi nulla della tua nascita fino a qualche anno fa…
 Un romanzo appassionante, una trama ben costruita come i suoi personaggi che ci coinvolgeranno in una storia avvincente dove niente è come sembra e tra inseguimenti, tradimenti, verità nascoste e un amore che va al di là di una mera attrazione di sangue, saremo immersi in un libro che ci terrà incatenati fino all'ultima pagina con una lettura scorrevole che si legge in un battito di ciglia.
Titolo Attrazione di sangue
Autore Victory Storm
Editore  Elister Edizioni
PREZZO ONLINE 6,99 €
PROMOZIONE ESTATE 2013: 3,99 €
Iniziate a gustare i primi tre capitoli offerti dalla Elister Editore

Caffè letterario, "Tutte le cose, tutti gli oggetti, hanno una storia da raccontare, talvolta insignificante talvolta buffa, magari frivola, oppure tragica: basta solo tendere bene l’orecchio, e saperla ascoltare".



 Cari amici, eccoci finalmente al nostro bellissimo momento letterario, dove gustiamo un delizioso libro sorseggiando un buon caffè, magari godendoci una profumata e fresca brezza marina su una bella veranda, naturalmente chi non ha questa bella fortuna non rimane altro che utilizzare l’elemento fondamentale degli appassionati lettori, l’immaginazione.
 Quindi torniamo a noi, e andiamo a goderci l’aria fresca e il nostro caffè letterario, in compagnia di Nadia Morbelli e del suo libro, colorato da una leggera sfumatura di giallo, dal titolo Amin, che è volato giù di sotto, il suo secondo libro, che continua la serie che la vede come protagonista immaginaria di questi piccoli gialli, che l’hanno trasformata in una improvvisata investigatrice, spinta dalla sua forte curiosità.
 Ma vediamo chi è questa scrittrice ligure che sullo sfondo della sua bella Genova, ci emoziona con le sue appassionanti storie, scritte con un linguaggio comune, che riesce a catturare il lettore nelle sue storie.
Nadia Morbelli, dopo essersi laureata in paleografia, ha iniziato a collaborare con diverse riviste di settore. Attualmente lavora come redattrice in una piccola casa editrice e vive tra Genova e il Basso Piemonte, da cui parte della sua famiglia proviene. I momenti più belli della sua vita li trascorre in biblioteche polverose o viaggiando in giro per il mondo. Per Giunti ha pubblicato nel 2012, il primo titolo di questa serie, Hanno ammazzato la Marinin, che la vede come protagonista immaginaria di questi piccoli gialli, che l’hanno trasformata in una improvvisata investigatrice nata dalla sua forte curiosità.
"Un giallo scoppiettante e intelligente, una Genova da togliere il fiato, un’indagine da non perdere con la protagonista-redattrice più simpatica che c’è."
Titolo Amin, è volato giù di sotto
Autore Nadia Morbelli
Editore Giunti
Collana: A
Prima edizione: giugno 2013
Prezzo 10,00 ebook 6,99 €
Dicono del libro
“Il segreto della Morbelli è di trattenere sullo sfondo, ben concreta e visibile, l'indagine in questione e di esaltare in primo piano parole e situazioni in grado di disegnare una sublime geografia delle convenzioni antropologiche in atto tra Liguria e (basso) Piemonte ” Danilo Arona, Pulp libri

“Un nuovo, avvincente caso per l’investigatrice fai-da-te che ha conquistato i lettori italiani."
 Adesso sorseggiamo il nostro caffè, iniziando a leggere questo scoppiettante romanzo che sono sicura vi appassionerà.
 Guardavo desolata gli stivali messi ad asciugare vicino al termosifone dell’ufficio,, un robone di ghisa anni Venti con tanto di zampette artigliate. Andare a comprare le acciughe in via  Gramsci durante la pausa caffè sotto una pioggia battente non era stata una buona idea. Tanto più che un’ora dopo era venuto fuori il sole, anche se palliduccio e incerto. Perfino l’arcobaleno era uscito, facendo capolino verso le undici dal finestrone davanti alla mia scrivania, accampato di traverso sul cielo ancora scuro di nubi fra il palazzo di fronte e i pini marittimi di Villetta Dinegro. Alla fine mi ero decisa a infilarli, gli stivali, che emanava il camoscio ancora tiepido. Un tacco era partito. Pazienza… Il silenzio era quasi totale, interrotto a tratti dallo sbuffare scocciato del mio capo che, chiuso nella propria stanza, era evidentemente alle prese con qualche rogna colossale. Del resto, per lui, erano tutte rogne colossali. Le otto passate. Avevo messo su il cappotto e mi ero avvoltolata la sciarpa attorno al collo. -”Io vado! Ci pensi tu a chiudere? Domanda retorica: a parte il fatto che non c’era nessun altro, a chiudere ci pensava lui tutte le sacrosante sere, e difficilmente lo faceva prima delle nove. Dalla porta a vetri illuminata si era levato una sorta di grugnito: - “Vai già via? L’impudenza della domanda valeva bene i quattro o cinque passi che mi separavano dal suo studio. Avevo socchiuso la porta e mi ero affacciata in quello spiraglio: - Gian Paolo! Sono le otto e un quarto! La Mariella non ti mazzia mai, che torni sempre a casa a delle ore allucinanti? Io ti avrei già ucciso da un pezzo… - La Mariella è a Laigueglia. – Con questo freddo? – Stanno facendo dei lavori nel condominio. Mettono le impalcature per dipingere la facciata e Mariella vuole controllare di persona che non facciano danni alla buganvillea sul terrazzo. Sai che è maniaca delle piante, no? La Mariella a Laigueglia, per Gian Paolo, equivaleva a un “liberi tutti”: sicuramente non si sarebbe schiodato dalla scrivania prima delle dieci. Anche ora che l’Althea pubblica quasi cento titoli l’anno, continua imperterrito a rivedere a una a una le bozza corrette prima di andare in stampa, nel caso fosse sfuggito a qualcuno un errore. E questo fa di lui un buon editore. – Va’, va’. A domani! – A domani! Mi ero infilata i mezzi guanti per le scale che avevo fatto quasi di corsa. Era proprio tardi. Più tardi del solito. Naturalmente, a quell’ora il portone grande era già chiuso: la luce spenta della guardiola lasciava intendere che il portinaio era già da un pezzo alle prese con un bel piatto di pasta fumante, il cui profumo aleggiava nel grande androne deserto. Avevo tirato con forza il portello ricavato nell’anta di legno  rinforzata da borchie, pesante come una madonna e con una molla da fare invidia a una tagliola per orsi. Prima o poi, ne ero sicura, ci avrei lasciato dentro una caviglia. Stando attenta a non inciampare nello zoccolo, ero uscita nell’aria gelida di una notte limpida e chiara. Almeno per essere gennaio. Avevo imboccato con passo lesto il carrugio in discesa che mi avrebbe portato a Caricamento, dove spesso prendo l’autobus. Avevo fatto poco più di duecento metri quando per terra, nella luce fioca di uno dei radi lampioni che cercavano invano di rischiarare quel vicolo angusto, avevo intravisto un qualcosa che lo ingombrava, messo per traverso. “Porca di quella mmm…: un sacco di rumenta… attorno pullulerà di pantegane!” Indecisa se proseguire e scavalcarlo, oppure fare marcia indietro e andaree alla fermata della Nunziata, alla fine aveva prevalso la stanchezza e la voglia di arrivare al più presto a casa, al caldo. Mi ero avvicinata un poco di più, circospetta, e mi ero accorta che quello che mi sbarrava la strada non era un grosso sacco della spazzatura ma qualcosa di meno informe e insieme di più familiare. Forse un uomo. Sì, un uomo che dorme appoggiato su un fianco, la testa nell’incavo dell’ascella di un braccio alzato dietro la nuca con l’altro proteso in avanti, l’avambraccio piegato all’altezza del volto. Le gambe erano rannicchiate. Calcato sul capo aveva un berretto di lana, e addosso un maglione pesante, a coste grosse, sopra a un paio di jeans. “Ecco sicuramente un tossico… Certo che dev’essere ben strafatto se non si accorge nemmeno di questo freddo porco… Strano, ormai se ne vedono pochi conciati così…” Stavo per battere in ritirata quando avevo buttato l’occhio su qualcosa di lucido e scuro che macchiava il selciato proprio davanti alla sua faccia. Fatto un passo avanti, uno solo, mi ero protesa per vedere cos’era: “Sangue? Cazzo! Ma non sarà mica morto?”. Non avevo fatto a tempo a formulare quell’abbozzo di pensiero e mi ero ritrovata a pigiare come una forsennata sul pulsante del citofono della casa editrice. Urlavo. – Gian Paolo! Gian Paolo! Vieni giù! Subito! Subito! Ovviamente doveva avermi risposto qualcosa, ma non ci avevo fatto caso… sentivo soltanto la mia voce isterica che gridava: - Presto! Fa’ presto! Vieni giù! Ero  ancora lì che sbraitavo attaccata al citofono quando Gian Paolo aveva spalancato il portello, con la faccia spaventata. Non aveva messo nemmeno il giaccone. -  Un morto! C’è un morto per terra!
E ora cosa sarà successo? Scopriamolo leggendo questo emozionante libro di Nadia Morbelli.

News, Leggere è un' arte in via di estinzione e i libri sono specchi in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi, e la lettura coinvolge mente e cuore, due merci sempre più rare. Carlos Ruiz Zafón

News


 Ciao a tutti cari amici lettori, dopo questa piccola pausa nella settimana clou dell’estate, quella del Ferragosto, riprendono i post della vostra “bacheca dei libri” per intrattenervi sulla cosa che amiamo di più i LIBRI.