venerdì 2 agosto 2013
È terribile il caldo di Luglio: si suda anche a volere far niente; è il mese che la terra bolle:... chi tira fuori la giacca, chi si spoglia e chi poi, per cercare refrigerio, corre ai monti o al mare sulle riviere.
Classifica del mese di… Luglio
col bene che ti voglio,
vedrai non finirà…ia… ia…ia…
Buongiorno
Cari amici, con le
famosissime parole della storica canzone di Riccardo
del Turco, vi annuncio che, Luglio ha lascito il posto al mese di Agosto,
lasciandoci così, la classifica dei libri che sono stati maggiormente acquistati durante
i suoi 31 giorni di permanenza, tra noi, e che all’unanimità vede al 1° posto E l'eco rispose Khaled
Hosseini Editore Piemme; al 2°
posto La verità sul caso Harry Quebert
Joel Dicker Editore Bompiani; al 3° posto Inferno Dan Brown Editore
Mondadori, che dalla sua uscita a maggio, si mantiene tra le prime posizioni, come
ci si aspettava, un vero successo, per Dan Brown. Le restanti posizioni variano
un poco, ma con una stima delle principali classifiche stilate da case editrici
e librerie, vi presento le restanti posizioni dei libri più venduti nel mese di
Luglio.
1. Khaled Hosseini E l’eco rispose Piemme 19,90 €
2. Joël Dicker La verità sul caso Harry Quebert Bompiani 19,50
€
3. Dan Brown Inferno Mondadori 25,00 €
4. Andrea Camilleri Un covo di vipere Sellerio 14,00 €
5. La risposta è nelle stelle Nicholas
Sparks Editore Frassinelli
6. Ferragosto in giallo Sellerio 14,00 €
7. Resistere non serve a niente Walter
Siti Editore Rizzoli
8. La trilogia di 50 sfumature di grigio
E.L.James Editore Mondadori Prezzo 5,00 euro
9. Io ti guardo Irene Cao Editore Rizzoli
Adesso, inizia il mese clou! dell'estate, quindi andiamo a rinfrescarci con delle nuove e fresche letture, per rianimarci dal caldo e dalla sete di cultura. Buona lettura a tutti tra le parole e le note della canzone Luglio e con la poesia omonima di Enrico Crespi, tratta da Lünari büstocu nella forma dialettale dei nostri amici lombardi e con la traduzione italiana.
L’è teribil ul coldu da Lüj:
a sa süda anc’ a vuè fa naguta;
a l’è ‘l mesi che a tera la büj:...
chi tra foêua ul burghes, chi sa sbiuta
e chi pò, par cercà refrigeri,
cur a i monti o dul mar sü i rivieri.
giovedì 1 agosto 2013
"Un can d'argento aver vuole Oliviero che giaccia e che la lassa abbia sul dosso con un motto che dica "finché venga"
Giovani Autori
Cari amici, per la rubrica Giovani Autori, sono orgogliosa di presentare il libro di un giovane
scrittore, Francesco Giuseppe Giorgianni, che ha portato avanti un lavoro di
ricerca eccezionale, durato vari anni, e che ora ha deciso di mettere nero su
bianco, regalandoci un opera degna di nota, soprattutto perché con grande
capacità di sintesi e con un linguaggio semplice e gradevole, è riuscito ha
trasportare il frutto delle sue ricerche, in sole 60 pagine, perché il suo
scopo è quello di offrire un lavoro di facile lettura e consultazione, come un
quaderno di appunti, dove tra storie e leggenda ci ricostruisce le origini e le
tradizioni di un paese, quello di Furnari. Una storia questa, citata in molte
opere, come l’Orlando Furioso e la Divina commedia di Dante, che infittisce il
mistero sulla verità storica che si confonde con la leggenda che da generazioni
si tramanda in questo paese, dove un povero contadino ha curato il levriero del
re per anni ( Finché venga ) e quando è tornato a riprenderlo gli ha donato il
territorio dove ora sorge Furnari, una cittadina di quasi 3.700 anime, posto su
una collina a pochi chilometri dal Santuario della Madonna del Tindari. Nell’antichità è stata un ottimo punto strategico non solo per gli avvistamenti ma anche per il
commercio perché collega il mare con le montagne.
Titolo Furnari tra storia e leggenda
Autore Francesco Giuseppe Giorgianni
Editore Giambra Editori
Genere Storiografico
Collana Storie
– La nostra terra
Prezzo 7,00 €
Il libro “Furnari tra storia e leggenda”,
scritto dal nostro Francesco Giorgianni,
è un’opera storiografica unica perché per la prima volta si cerca di svelare
ciò che la leggenda ha nascosto sulla realtà dei fatti, che vengono finalmente
messi in luce in queste pagine edite da una giovane Casa Editrice, Giambra Editori, che è nata lo scorso
anno, e si è subito distinta, per le sue pubblicazioni di qualità, presentando
nelle sue varie collane, che spaziano dalla storia, alle letterature classiche
e moderne, emergenti scrittori di talento, che si distinguono per la qualità
dei loro libri.
Questo giovane
autore, ha presentato il suo libro al pubblico, Domenica 28 Luglio 2013, nel
paese a cui ha dedicato la sua opera e nel luogo dove tutto ha avuto inizio,
piazza San Nicolò ovvero chianu di Santa
Nicola. Alla presentazione, hanno partecipato personalità di rilievo come
il sindaco di Furnari, l’avv. Mario
Foti, che ha introdotto il nostro scrittore e il suo libro, mettendo in
risalto l’importanza storica di questo lavoro; il regista Salvatore Presti, famoso
per il suo film documentario del 2006, “Luce
verticale – Rosario Livatino. Il martirio”, sulla vita del famoso giudice,
conosciuto anche come “il giudice ragazzino”, che è diventato un “martire della
Giustizia e indirettamente della fede”, come lo aveva definito, Papa Giovanni
Paolo II, al tempo della sua violenta scomparsa; il giornalista e scrittore Carmelo
Catania, e consulente editoriale della Giambra Editori, che fa parte
della redazione I giovani, diretto da
Riccardo Orioles, erede della storica testata diretta dal giornalista
assassinato dalla mafia Giuseppe Fava; il Dott.
Santino Gentile, Presidente
dell’Ass. “Accademia della terra Federico
II”, che ha chiarito alcuni punti, sulle conseguenze di alcuni fatti
storici, precisando l’importanza della strada Valeria costruita dai romani, che
ha reso Furnari una tappa di passaggio non solo per il Santo patrono di questo
paese, Sant’Antonio da Padova, ma
anche per coloro che si recavano in terra santa; a concludere la discussione
sull’importanza storica del libro è stato anche il Prof. Colonna, che si è
unito volentieri alla discussione, ha chiarito alcuni punti sull'importante passaggio dei bizantini in questo paese. A moderare l’intervento degli ospiti è
stato il Prof. Santino Recupero, che ha animato la discussione tra le
varie personalità, che si sono riunite per presentare un libro piccolo ma
grande allo stesso tempo, perché presenta una ricca e profonda ricerca
storiografica, che non si ferma ai soli fatti storici, che hanno chiarito ciò
che il mito “Finché venga” celava dietro di sé, ovvero la speranza per coloro che avevano perduto la
loro terra di averla indietro.
Una presentazione dei rappresentanti del libro e del paese che lo ha ispirato.
Oltre a
tutte queste personalità anche la sottoscritta, ha avuto la fortuna di
partecipare a questo evento e con grande soddisfazione sono riuscita a
strappare al nostro autore un poco del suo tempo, e gentilmente ha accettato di
rilasciare per “la bacheca dei libri”
una video intervista, dove ci parla di questo splendido libro, che non racconta
solo la storia di Furnari, ma riempie una pagina di storia importante che
interessa e coinvolge una zona molto più vasta.
Ma, chi è
questo giovane scrittore?
Francesco Giuseppe Giorgianni, è un insegnante di storia, educazione
all’immagine e musica presso le scuole primarie, dal 2006 vive a Venezia, ma
non ha mai dimenticato le sue origini
furnaresi, infatti questo suo primo libro è frutto non solo del suo amore per
la storia e l’arte, ma soprattutto per il suo paese, Furnari, ha cui ha
dedicato un’opera di grande impegno e
importante rilevanza storica e artistica, perché contiene anche una breve ma
esauriente citazione delle opere d’arte custodite nelle nostre piccole chiese,
che se non vengono ricordate rischiano di essere dimenticate.
Intervista
a Francesco Giorgianni sul libro “Furnari
tra storia e leggenda”, ecco le domande che sono state rivolte al nostro
autore nella video intervista, realizzata da “la bacheca dei libri”:
- Come nasce, “Furnari tra storia e leggenda”?
- Quando hai iniziato a scrivere questo libro?
- Quanto c’è di Padre Mangiapane in questo lavoro, e come lo ha influenzato?
- Un piccolo libro che nasconde un grande libro, ricco di una profonda ricerca storiografica. Quanti e quali sono i documenti consultati per poterlo scrivere?
- Nel tuo libro, citi un testo particolare, il libro Ravidà, ma cos’è?
- Nella seconda parte del tuo libro parli dell’arte sacra e delle chiese del nostro piccolo paese, dei culti e delle tradizioni popolari che si sono sviluppate. Considerando l’incendio saraceno che ha distrutto molti documenti, come sei riuscito a risalire alle informazioni necessarie?
- La bacheca dei libri, ha come principio quello di far parlare i libri, che rappresentano il pensiero e le emozioni dell’autore, perché questo è una parte importante di sé, quindi adesso chiediamo al nostro gentilissimo Francesco, di leggerci un passo del suo libro e lasciarci così il suo messaggio?
Seconda parte dell'intervista.
Con questo libro, il nostro scrittore non solo ha dimostrato una grande capacità di sintesi e raccolta dei documenti ma anche una talentuosa capacità visiva, che gli ha permesso di arricchire il suo quaderno di appunti, di disegni, proprio come gli illustratori del passato. Questi disegni, la bacheca dei libri, li ha riuniti in musica per voi.
I video sono visibili anche su You Tube di cui lascio il Link del mio canale:
Desidero ringraziare il nostro autore, per la sua disponibilità, e scusarmi per i visibili difetti dell'intervista, che il mio imbarazzo ha messo in evidenza e per la qualità dei video che ammetto sono frutto della mia inesperienza, spero di migliorare e nel futuro, regalarvi dei lavori di maggiore qualità. Grazie a tutti.
Tu sei mia sorella. Abbiamo nascosto il nostro segreto nel mare. Hai il coraggio di tornare a cercarlo?
Cosa abbiamo sul comodino?
Cari amici, credo seriamente
di aver trascurato questa piccola rubrica dedicata alle mie letture serali,
infatti dopo aver letto “La collina del vento” di Carmine Abate, ho iniziato e
finito di leggere un libro meraviglioso, non per niente è stato premiato dai
librai e osannato dalla critica, nonostante questo romanzo è stato l’esordio di
Hannah
Richell,
una donna inglese di nascita, che ha lavorato per anni per l’editoria,
fino a quando non si trasferisce in Australia, da alla luce due splendidi
bambini, che l’hanno ispirata per questo suo primo lavoro, che è diventato un
successo editoriale, infatti dicono:
“La Richell descrive perfettamente quello che può succedere se il
sottile ma resistente filo che tiene insieme una famiglia si dovesse spezzare.”
Daily Mail
“Un'irresistibile storia di colpa,
tradimento e perdono.”
Grazia UK
Parole piene, per
una storia che parla di: “ Due sorelle e
una colpa inafferrabile come il vento. Una madre e un amore che niente potrà
spezzare.”
Autore Richell Hannah
Titolo Le bambine che cercavano conchiglie
Editore Garzanti
Collana Narratori Moderni
Traduzione dall'inglese di Enrica Budetta
Pagine 416
Prezzo € 18.60
“Le bambine che cercavano conchiglie”, è un
libro che contiene 416 pagine di toccanti emozioni, racconta la storia di due
sorelle, Dora e Cassie, che da bambine vivevano il una bella casa colonica sul
mare nel Dorset, un meraviglioso scenario della Cornovaglia.
Durante l’estate, il
loro gioco preferito era cercare conchiglie lungo la spiaggia, questo è un
elemento fondamentale nel libro, infatti da questo loro passatempo, prende voce
il titolo, perché è proprio durante il loro gioco, che prende vita il segreto,
il rimorso che chiuderà Cassie in un rigido silenzio e allontanerà le due
sorelle, soprattutto dalla loro mamma. Un profondo rimorso che le divide e che
dopo tanto tempo bussa al cuore di Dora che chiede a Cassie: Tu sei mia sorella, Abbiamo nascosto il nostro
segreto nel mare. Hai il coraggio di tornare a cercarlo?
Dora deve affrontare
il suo scheletro dentro l’armadio per amore del suo bambino e la sorella
Cassie, che cosa farà?
Il libro parte da un
prologo per passare al tempo attuale, dove le bambine sono ormai adulte, quindi
quella che si presenta davanti è una storia che va alla ricerca dei ricordi
passati, quando la bella casa sulla scogliera era florida e l’edera non
ricopriva le pareti esterne della casa e delle voci allegre vociavano all’interno
delle sue mura dove ora regna il silenzio e l’abbandono nascosto dietro al
pesante portone di casa Clifftops. Un romanzo scorrevole, che merita i
riconoscimenti ricevuti, un libro pieno di emozioni dal prologo all’epilogo, in
definitiva un libro da leggere, per scoprire anche qual è il tormento che
graffia le anime di queste due bambine che cercavano conchiglie.
mercoledì 31 luglio 2013
Tutti scoprono, più o meno presto nella loro vita, che la felicità perfetta non è realizzabile, ma pochi si soffermano invece sulla considerazione opposta: che tale è anche una infelicità perfetta. "Se questo è un uomo" di Primo Levi
Agenda letteraria
“Voi che vivete sicuri nelle vostre
tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo che lavora nel fango che non conosce pace che
lotta per mezzo pane che muore per un sì o per un no…”
Ciao a tutti, eccoci al nostro consueto
appuntamento con la nostra Agenda letteraria, che oggi 31 Luglio, ci ricorda la nascita di uno scrittore
ebreo, noto per il suo antifascismo, Primo Levi, alleato dei partigiani,
è stato catturato e condotto nel campo di concentramento di Auschwitz in Polonia,
dove è riuscito a salvarsi, solo grazie a una serie di fortunati eventi che gli
hanno permesso di sopravvivere fino alla liberazione da parte dell’Armata Rossa.
Durante questo difficile periodo della sua vita, matura la sua opera più
famosa, Se questo è un uomo, scritto nel 1947, e come ci ricordano i
versi di introduzione, del post, ma non a caso anche del libro e che come
spiega il nostro autore fanno parte di una antica preghiera dello Shemà.
La natura
biografica e la reale testimonianza dei fatti raccontati, hanno fatto di questo
libro un’opera neorealistica, dove la narrazione si lega alla memoria della
voce dell’autore che attraverso le sue considerazioni, trascina il lettore in
una profonda riflessione.
Primo Levi, ha ricevuto sia il Premio Campiello per “La
tregua”,
dove il nostro scrittore racconta la sua avventura del viaggio di ritorno da Auschwitz;
e il Premio
Strega per il libro “La chiave a stella” nel 1979, dove rinnova
i temi cari negli anni sessanta, quelli dell’industrialismo, infatti racconta
le vicende di un operaio, celebrando con la sua storia il concetto del lavoro,
che noi ricordiamo con la famosa frase del libro.
Se si escludono istanti prodigiosi e singoli
che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è
privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla
felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono.
"Perché senti il bisogno che tutti si sposino?", gli ha chiesto Christopher, arrabbiato, quando Henry gli ha domandato della sua vita privata. "Perché non lasci che gli altri se la cavino da soli?" - Henry non vuole che gli altri siano soli. "Olive Kitteridge" di Elizabeth Strout
Parliamo di…
"I ragazzi
Burgess"
Ciao a tutti cari amici del ”la bacheca dei
libri”, ritorna la nostra rubrica Parliamo
di…, che oggi vi parla della scrittrice americana Elizabeth Strout, nata a Portland,
nel Maine, nel 1956 e da quasi trent’anni si è stabilita a New York. Questa popolare
scrittrice, ha vinto il Premio Pulitzer
nel 2009, e il Premio Bancarella nel
2010, con un successo editoriale dal titolo "Olive
Kitteridge", una raccolta di racconti che ha dato fama a questa
autrice che a cinque anni di distanza matura una nuova opera dal titolo “I
ragazzi di Burgess”, edito dalla Fazi Editore. Un libro che è stato
subito giudicato positivamente dalla critica nazionale e internazionale infatti
dicono:
“I ragazzi Burgess sa avere un punto di vista forte sull’oggi, su tutto
ciò che è contemporaneo della vita borghese, in America ma non soltanto”. Paolo Giordano
“Elizabeth Strout è ai vertici della narrativa contemporanea di lingua inglese”.
Roberto Bertinetti, Il Sole 24 Ore
“Elizabeth Strout è uno di quegli scrittori rarissimi capaci di fare di garbo e sottigliezza una forza, senza lasciare una parola al patetico”.
“Elizabeth Strout è ai vertici della narrativa contemporanea di lingua inglese”.
Roberto Bertinetti, Il Sole 24 Ore
“Elizabeth Strout è uno di quegli scrittori rarissimi capaci di fare di garbo e sottigliezza una forza, senza lasciare una parola al patetico”.
Tiziano Gianotti, D di Repubblica
“Un romanzo delicato, sottile ma anche brusco e sensibile come la sua protagonista”.
Daria Bignardi, Donna Moderna
“Una narratrice straordinaria”.
Caterina Soffici, Vanity Fair
“Un romanzo delicato, sottile ma anche brusco e sensibile come la sua protagonista”.
Daria Bignardi, Donna Moderna
“Una narratrice straordinaria”.
Caterina Soffici, Vanity Fair
Questo romanzo è stato paragonato dal Time,
alla grande pastorale americana di Roth, forse perché Elizabeth Strout, ci
parla di una epopea familiare, dove si sente il forte richiamo per la famiglia,
che nel momento del bisogno si riunisce, nonostante l’allontanamento e l’isolamento
di alcuni membri della famiglia e fa fronte comune contro le necessità della
vita. Secondo l’autrice il possibile elemento comune con questo monumento della
letteratura e l'ambientazione in una comunità chiusa, nel quale l'elemento
razziale finisce per imporsi irreversibilmente. Questo libro si caratterizza
secondo lo stile della nostra autrice, per il tono diretto che rende appieno i
risvolti psicologici dei personaggi, senza tralasciare la sua scrittura che si
presenta chiara al lettore, che può lasciarsi coinvolgere dalla storia dei
fratelli Burgess, Jim, Bob e Susan, che si sono allontanati per un dramma, che li
ha coinvolti, ma nonostante tutto non hanno dimenticato il forte legame che li
unisce e anche se il dolore e il rimorso tormentano le loro menti, quando Susan
chiede aiuto, i fratelli accorrono da lei e decidono di affrontare ognuno i
propri scheletri nell’armadio.
Titolo I ragazzi Burgess
Autore Elizabeth Strout
Editore Fazi
collana: le strade
Traduttore Castoldi S.
Data di Pubblicazione Giugno 2013
Prezzo: € 18.50
Pagine: 447
Formato: brossura
Ecco il video della conferenza di Paolo Giordano su la sua maestra, Elizabeth Strout.
Ecco il video della conferenza di Paolo Giordano su la sua maestra, Elizabeth Strout.
" I libri vanno letti con la stessa cura e con la stessa riservatezza con cui sono stati scritti. " Paul Auster, Trilogia di New York, 1987
News
Cari amici lettori, a due
mesi esatti dalla nascita di questo blog, “la bacheca dei libri”, ha fatto la sua prima intervista dal vivo, e presto vi presenterà un libro che
vale la pena di leggere e condividere, senza cadere nell’errore di
sottovalutarlo perché realizzato da un giovane autore, dato che ha scritto un’opera
di qualità, che merita tutta la nostra attenzione, quindi non perdete questo evento che è
motivo di orgoglio per un piccolo blog che sta muovendo i suoi primi passi, con
il proposito di diffondere e condividere la passione per la lettura e i libri,
e come diceva Amos Bronson Alcott, nel
Table Talk, 1877: “È un buon libro quello che si apre con
aspettativa e si chiude con profitto.”
Agenda letteraria, Baciami ancora, e non lasciarmi vedere i tuoi occhi. Io ti perdono per quello che hai fatto a me. Io amo il mio carnefice; ma il tuo? Come potrò?
Agenda letteraria
“Se tu morissi... io ne
morirei...”
Cari amici, oggi 30 Luglio
ricordiamo la nascita di una delle scrittrici romantiche inglesi più famose Emily Brontë, l’autrice famosa, come la
piccola frase introduttiva del post, per il romanzo Cime tempestose, uno dei
primi classici che ho iniziato a leggere quando ero piccola, subito dopo aver
visto il cartone animato di Maya, quando ha interpretato il personaggio di Catherine,
e la gioia della sua lettura mi ha avviato alla scoperta di questo genere
letterario e alle opere, che hanno popolato questo periodo, il XIX secolo. Emily
Brontë, è la seconda delle sorelle Brontë, anche se non può essere considerata
una scrittrice maggiore nella letteratura inglese, lei oltre che per le sue
poesie, e diventata celebre, con questa sua opera, che è stata considerata un classico
della letteratura inglese, regalandoci una delle storie d’amore più famose e
tormentate, che ci mostrano due personaggi controversi e potenti, come Heathcliff e
Catherine che si amano e si odiano, divisi ma uniti fino alla morte, una storia
ambientata nella brughiera inglese del North Yorkshire, è stata scritta nel 1847,
sotto lo pseudonimo di Ellis Bell, il titolo viene dal nome di una casa che è
una delle tre principali ambientazioni del libro.
Questo romanzo aveva
lasciato perplessi i critici del tempo che sono rimasti sbalorditi dalla sua
struttura innovativa, perché la storia è racconta a ritroso nel tempo e si
svela a poco a poco. Questo libro ha ispirato molto i registi, che ne hanno
tratto spunto per creare rappresentazioni teatrali, sceneggiati, film e
pensate anche una canzone ovvero quella di Kate Bush intitolata Wuthering Heighs,
del 1978, di cui vi lascio il video insieme alle tormentate parole di Catherine
per Heathcliff.
“Io lo amo più di me stessa, Ellen; e lo so da questo:
tutte le sere io prego di potergli sopravvivere, perché preferirei essere
infelice io, piuttosto che saperlo infelice. È la prova che l'amo più di me
stessa.”

























