mercoledì 31 luglio 2013
Tutti scoprono, più o meno presto nella loro vita, che la felicità perfetta non è realizzabile, ma pochi si soffermano invece sulla considerazione opposta: che tale è anche una infelicità perfetta. "Se questo è un uomo" di Primo Levi
Agenda letteraria
“Voi che vivete sicuri nelle vostre
tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo che lavora nel fango che non conosce pace che
lotta per mezzo pane che muore per un sì o per un no…”
Ciao a tutti, eccoci al nostro consueto
appuntamento con la nostra Agenda letteraria, che oggi 31 Luglio, ci ricorda la nascita di uno scrittore
ebreo, noto per il suo antifascismo, Primo Levi, alleato dei partigiani,
è stato catturato e condotto nel campo di concentramento di Auschwitz in Polonia,
dove è riuscito a salvarsi, solo grazie a una serie di fortunati eventi che gli
hanno permesso di sopravvivere fino alla liberazione da parte dell’Armata Rossa.
Durante questo difficile periodo della sua vita, matura la sua opera più
famosa, Se questo è un uomo, scritto nel 1947, e come ci ricordano i
versi di introduzione, del post, ma non a caso anche del libro e che come
spiega il nostro autore fanno parte di una antica preghiera dello Shemà.
La natura
biografica e la reale testimonianza dei fatti raccontati, hanno fatto di questo
libro un’opera neorealistica, dove la narrazione si lega alla memoria della
voce dell’autore che attraverso le sue considerazioni, trascina il lettore in
una profonda riflessione.
Primo Levi, ha ricevuto sia il Premio Campiello per “La
tregua”,
dove il nostro scrittore racconta la sua avventura del viaggio di ritorno da Auschwitz;
e il Premio
Strega per il libro “La chiave a stella” nel 1979, dove rinnova
i temi cari negli anni sessanta, quelli dell’industrialismo, infatti racconta
le vicende di un operaio, celebrando con la sua storia il concetto del lavoro,
che noi ricordiamo con la famosa frase del libro.
Se si escludono istanti prodigiosi e singoli
che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è
privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla
felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono.
"Perché senti il bisogno che tutti si sposino?", gli ha chiesto Christopher, arrabbiato, quando Henry gli ha domandato della sua vita privata. "Perché non lasci che gli altri se la cavino da soli?" - Henry non vuole che gli altri siano soli. "Olive Kitteridge" di Elizabeth Strout
Parliamo di…
"I ragazzi
Burgess"
Ciao a tutti cari amici del ”la bacheca dei
libri”, ritorna la nostra rubrica Parliamo
di…, che oggi vi parla della scrittrice americana Elizabeth Strout, nata a Portland,
nel Maine, nel 1956 e da quasi trent’anni si è stabilita a New York. Questa popolare
scrittrice, ha vinto il Premio Pulitzer
nel 2009, e il Premio Bancarella nel
2010, con un successo editoriale dal titolo "Olive
Kitteridge", una raccolta di racconti che ha dato fama a questa
autrice che a cinque anni di distanza matura una nuova opera dal titolo “I
ragazzi di Burgess”, edito dalla Fazi Editore. Un libro che è stato
subito giudicato positivamente dalla critica nazionale e internazionale infatti
dicono:
“I ragazzi Burgess sa avere un punto di vista forte sull’oggi, su tutto
ciò che è contemporaneo della vita borghese, in America ma non soltanto”. Paolo Giordano
“Elizabeth Strout è ai vertici della narrativa contemporanea di lingua inglese”.
Roberto Bertinetti, Il Sole 24 Ore
“Elizabeth Strout è uno di quegli scrittori rarissimi capaci di fare di garbo e sottigliezza una forza, senza lasciare una parola al patetico”.
“Elizabeth Strout è ai vertici della narrativa contemporanea di lingua inglese”.
Roberto Bertinetti, Il Sole 24 Ore
“Elizabeth Strout è uno di quegli scrittori rarissimi capaci di fare di garbo e sottigliezza una forza, senza lasciare una parola al patetico”.
Tiziano Gianotti, D di Repubblica
“Un romanzo delicato, sottile ma anche brusco e sensibile come la sua protagonista”.
Daria Bignardi, Donna Moderna
“Una narratrice straordinaria”.
Caterina Soffici, Vanity Fair
“Un romanzo delicato, sottile ma anche brusco e sensibile come la sua protagonista”.
Daria Bignardi, Donna Moderna
“Una narratrice straordinaria”.
Caterina Soffici, Vanity Fair
Questo romanzo è stato paragonato dal Time,
alla grande pastorale americana di Roth, forse perché Elizabeth Strout, ci
parla di una epopea familiare, dove si sente il forte richiamo per la famiglia,
che nel momento del bisogno si riunisce, nonostante l’allontanamento e l’isolamento
di alcuni membri della famiglia e fa fronte comune contro le necessità della
vita. Secondo l’autrice il possibile elemento comune con questo monumento della
letteratura e l'ambientazione in una comunità chiusa, nel quale l'elemento
razziale finisce per imporsi irreversibilmente. Questo libro si caratterizza
secondo lo stile della nostra autrice, per il tono diretto che rende appieno i
risvolti psicologici dei personaggi, senza tralasciare la sua scrittura che si
presenta chiara al lettore, che può lasciarsi coinvolgere dalla storia dei
fratelli Burgess, Jim, Bob e Susan, che si sono allontanati per un dramma, che li
ha coinvolti, ma nonostante tutto non hanno dimenticato il forte legame che li
unisce e anche se il dolore e il rimorso tormentano le loro menti, quando Susan
chiede aiuto, i fratelli accorrono da lei e decidono di affrontare ognuno i
propri scheletri nell’armadio.
Titolo I ragazzi Burgess
Autore Elizabeth Strout
Editore Fazi
collana: le strade
Traduttore Castoldi S.
Data di Pubblicazione Giugno 2013
Prezzo: € 18.50
Pagine: 447
Formato: brossura
Ecco il video della conferenza di Paolo Giordano su la sua maestra, Elizabeth Strout.
Ecco il video della conferenza di Paolo Giordano su la sua maestra, Elizabeth Strout.
" I libri vanno letti con la stessa cura e con la stessa riservatezza con cui sono stati scritti. " Paul Auster, Trilogia di New York, 1987
News
Cari amici lettori, a due
mesi esatti dalla nascita di questo blog, “la bacheca dei libri”, ha fatto la sua prima intervista dal vivo, e presto vi presenterà un libro che
vale la pena di leggere e condividere, senza cadere nell’errore di
sottovalutarlo perché realizzato da un giovane autore, dato che ha scritto un’opera
di qualità, che merita tutta la nostra attenzione, quindi non perdete questo evento che è
motivo di orgoglio per un piccolo blog che sta muovendo i suoi primi passi, con
il proposito di diffondere e condividere la passione per la lettura e i libri,
e come diceva Amos Bronson Alcott, nel
Table Talk, 1877: “È un buon libro quello che si apre con
aspettativa e si chiude con profitto.”
Agenda letteraria, Baciami ancora, e non lasciarmi vedere i tuoi occhi. Io ti perdono per quello che hai fatto a me. Io amo il mio carnefice; ma il tuo? Come potrò?
Agenda letteraria
“Se tu morissi... io ne
morirei...”
Cari amici, oggi 30 Luglio
ricordiamo la nascita di una delle scrittrici romantiche inglesi più famose Emily Brontë, l’autrice famosa, come la
piccola frase introduttiva del post, per il romanzo Cime tempestose, uno dei
primi classici che ho iniziato a leggere quando ero piccola, subito dopo aver
visto il cartone animato di Maya, quando ha interpretato il personaggio di Catherine,
e la gioia della sua lettura mi ha avviato alla scoperta di questo genere
letterario e alle opere, che hanno popolato questo periodo, il XIX secolo. Emily
Brontë, è la seconda delle sorelle Brontë, anche se non può essere considerata
una scrittrice maggiore nella letteratura inglese, lei oltre che per le sue
poesie, e diventata celebre, con questa sua opera, che è stata considerata un classico
della letteratura inglese, regalandoci una delle storie d’amore più famose e
tormentate, che ci mostrano due personaggi controversi e potenti, come Heathcliff e
Catherine che si amano e si odiano, divisi ma uniti fino alla morte, una storia
ambientata nella brughiera inglese del North Yorkshire, è stata scritta nel 1847,
sotto lo pseudonimo di Ellis Bell, il titolo viene dal nome di una casa che è
una delle tre principali ambientazioni del libro.
Questo romanzo aveva
lasciato perplessi i critici del tempo che sono rimasti sbalorditi dalla sua
struttura innovativa, perché la storia è racconta a ritroso nel tempo e si
svela a poco a poco. Questo libro ha ispirato molto i registi, che ne hanno
tratto spunto per creare rappresentazioni teatrali, sceneggiati, film e
pensate anche una canzone ovvero quella di Kate Bush intitolata Wuthering Heighs,
del 1978, di cui vi lascio il video insieme alle tormentate parole di Catherine
per Heathcliff.
“Io lo amo più di me stessa, Ellen; e lo so da questo:
tutte le sere io prego di potergli sopravvivere, perché preferirei essere
infelice io, piuttosto che saperlo infelice. È la prova che l'amo più di me
stessa.”
martedì 30 luglio 2013
"Tienimi con te, solo io ti posso aiutare. Scalderò il tuo cuore."
Caffè letterario
Buongiorno carissimi
amici, siete pronti a lasciarvi coccolare da un caffè dolce come lo zucchero,
accompagnato da un amore di libro, che ci donerà un amore inatteso, e profondo
come gli occhi di un tenero e morbidissimo cucciolotto.
Un amore inatteso, come
quello che ci fa scoprire la scrittrice Lucy Dillon che dopo i vari successi
che hanno commosso e entusiasmato i lettori, come Il rifugio dei cuori solitari,
che ci ha accompagnato con Piccoli passi di felicità.
Lucy
Dillon, è una scrittrice inglese, che vive a Londra e dopo aver fatto ballare i
suoi lettori con la sua passione per il ballo nel 2008, con il libro “Lezioni
di ballo”, ora ci parla del suo più grande amore, quello per i nostri
amici a quattro zampe, che con i suoi precedenti libri ha conquistato il cuore
di molti lettori, e ora con La libreria
degli amori inattesi, ci regala una storia bellissima che ha sciolto le
serrature che bloccano le porte, spalancandole alla gioia e alle possibilità
che la vita può offrire, perché un amico fedele con il suo fiuto eccezionale,
può guidare i passi di chi ha smarrito la strada, e trovare quella giusta da
seguire, magari chissà, verso la felicità.
Titolo La libreria degli amori inattesi
Autore Dillon Lucy
Prezzo € 17,60 ebook 12,99
Editore Garzanti Libri
Uscito 2013
Pagine 477
Dopo un matrimonio fallito,
Michelle una piccola ma con un certo talento per le vendite, decide di
riprendere in mano la sua vita e cancellando con un colpo di spugna la sua vita
passata decide di trasferirsi e aprire un negozio in una zona tranquilla. Senza
amici o affetti durante il suo trasferimento incontra Anna e il suo cane Pongo,
una coetanea che lavora in una biblioteca e che ama profondamente gli animali. Questa
amicizia, le porterà a rilevare una libreria e tra scatoloni e scaffali
Michelle incontrerà chi la sanerà dalle sue ferite dandole la forza e il
coraggio per andare avanti a testa alta, donandole un amore inatteso e ...
tante meravigliose sorprese che scopriremo leggendo questo successo editoriale
che ha intenerito gli inglesi. Intanto iniziamo questo tenerissimo romanzo di
Lucy Dillon, edito dalla Garzanti Editore e sorseggiamo il nostro caffè in
compagnia di Michelle e del suo amore inatteso.
Michelle era ferma al centro del suo nuovo negozio. Tentava
di sceglierne il nome (Domestic Godress? Nightingale’s? Home Sweet Home?)
mentre se lo raffigurava pieno di sacchettini di lavanda cuciti a mano e grosse
candele di c’era d’api ma, soprattutto, privo del persistente aroma di sgombro
affumicato. Fu assalita, per la quinta volta quel giorno, dalla consapevolezza
dell’enormità dell’impresa in cui si stava imbarcando, completamente sola, ma
si accigliò e si disse – anche in questo caso per la quinta volta – che stava
facendo la cosa giusta. Nuovo inizio, nuovo negozio. Nuova Michelle. In un
mondo ideale non avrebbe aperto un negozio di articoli per la casa in una
pescheria e sicuramente non su quella strada principale, in una pescheria e
sicuramente non su quella strada principale, in una cittadina sede di mercato situata a metà
strada fra “Nel bel mezzo del nulla” e “In capo al mondo”; tuttavia, Michelle
sembrava nata per vendere e sapeva le caratteristiche principali del negozio
erano quelle giuste. La trasandata Longhampton, con le sue case, a schiera di
mattoni rossi e la deprimente zona commerciale di cemento, implorava un pizzico
di leggiadria. I locali erano a buon mercato (probabilmente a causa del puzzo
di pesce), luminosi, ampi e situati sulla via centrale, proprio accanto a
uffici pieni zeppi di persone pronte a curiosare durante la pausa pranzo fra
gli articoli esposti. Inoltre – e quello era l’aspetto più importante – il particolare
esercizio commerciale che interessava a Michelle si trovava a duecentoventi
chilometri da Harvey Stewart. Quella era l’unica parte della sua nuova vita che
lei aveva programmato. Lontano dieci chilometri dal raccordo anulare intorno a
Londra il cervello di Harvey cominciava già a soffrire di carenza di ossigeno,
quindi lì, dove persino i cani portavano giacche trapuntate, Michelle
immaginava che sarebbe stata al sicuro da lui e dai suoi modi sottili per
indurla a odiarsi. … Accanto alla futura ex pescheria c’era un caffè che,
contrariamente alla maggior parte dei negozi vicini, era aperto e stava facendo
buoni affari, quella domenica pomeriggio. Michelle ordinò un doppio espresso e
una fetta di torta al bancone e prese posto, con la sua lista di cose da fare,
a un tavolino accanto alla vetrina, da dove poteva esaminare la concorrenza
sulla via principale. Qualcosa nel locale – la pulizia impeccabile? Le torte
fatte in casa? – la rendeva rilassata, ma accanto alle coppiette e alle
famiglie intente a chiacchierare agli altri tavoli si sentiva a disagio,
sbirciata da tutti, quasi che la sua solitudine le aleggiasse intorno come un
cattivo odore. … Orwen, il fratello minore, era l’unica persona con cui si
confidasse davvero; le sue amiche, in realtà, erano solo le mogli dei compagni
di poker di Harvey. Dopo il matrimonio si era inserita nella vita sociale del
marito nello stesso modo in cui a diciotto si era inserita nell’attività di
famiglia. Nessun ex compagno o compagna di università, nessun ex fidanzato,
nessun amico conosciuto a scuola…la porta del bar si spalancò senza preavviso e
un enorme dalmata si fiondò all’interno, con gli occhi scintillanti e le
orecchie maculate drizzate per l’eccitazione. Si fermò accanto al
portaombrelli, dimenando la coda mentre si guardava intorno nel caffè come se
stesse cercando di decidere chi fosse più meritevole di attenzione, poi posò lo
sguardo su Michelle e si lanciò verso di lei. Con profondo stupore di Michelle
si accorse che nessuno dei presenti reagiva a vedere l’animale. Il dalmata la
guardò scodinzolando e lei si rese conto che in realtà lui voleva fare amicizia
con la sua fetta di torta alle carote. … Flash. Flash con il suo sguardo da
tenerone e le grosse zampe morbide. Le si contrasse lo stomaco. Di tutto quanto
aveva lasciato dietro di sé, a Harvey –
denaro, vestiti, anelli cosiddetti “eternity” -, l’unico che rimpiangeva di non
aver caricato sulla sua auto era Flashie. … “Oddio,
mi dispiace tanto. Pongo! Smettila, no! Ha strappato il guinzaglio!” Una
donna bionda più o meno dell’età di Michelle e apparentemente alta il doppio di
lei urtò il suo tavolino, sforzandosi di riavvolgere un guinzaglio estensibile con
una mano mentre con l’altra staccava il cane da un tavolo vicino sotto il quale
si era rifugiato. … “Ha rotto qualcosa? Le
ha rovesciato il caffè? Lasci che gliene ordini un altro. La prego, non lo dica
a Natalie. Gli ha già dato un’ ultimatum.”… “Mi sono appena trasferita qui
in città. Nuova arrivata. Immagino di avere un accento bizzarro.” La padrona di
Pongo sorrise e il volto le si illuminò. “Nooo.
Non lo penbsi nemmeno! Dipende più probabilmente dal fatto che non ha un amico
a quattro zampe. Questo è il caffè dei cani”, aggiunse quando vide l’aria
sconcertata dell’interlocutrice. “Le
persone sono invogliate a venire qui con i propri animali, che non sono ammessi
in nessun altro locale. Natalie dà loro un biscottino, se fanno i bravi.”… Mi
chiamo Anna”, disse, tendendole la mano al di sopra del menù.. “Lui è Pongo. Il nome è preso dal libro,
naturalmente. Bè, dal film, nel suo caso. Dubito che i suoi proprietari abbiano
mai saputo dell’esistenza di un libro.” Parve irritata con sé stessa. “Scusi, è
stata una battutaccia. Finga che io non abbia detto nulla.” - “Io sono Michelle, dammi del tu”, replicò
lei. “Ho appena comprato il negozio qui
accanto.” -“Davvero?” Anna parve
interessata. “Vendi pesce?” –“Dio, no! Il
mio sarà un negozio di articoli per la casa. In realtà”, continuò Michelle,
cogliendo al volo l’opportunità di fare un’indagine di mercato, “puoi aiutarmi dandomi informazioni…” …
La mattina dopo, quando Michelle arrivò al negozio con il muratore, il metro a
nastro e il fascicolo del progetto, trovò davanti alla porta una scatola di
cartone, legata grossolanamente con della rafia e corredata di un’etichetta su
cui è scritto semplicemente Michelle. … Anna aveva aggiunto un suo messaggio,
sollecitando Michelle a passare a trovarla nella biblioteca in cui lavorava… “Non ci vorrà molto!” aveva precisato. Michelle
rimase ferma davanti al suo nuovo negozio e in quel preciso istante il sole fece
capolino da dietro le nuvole illuminando la High Street di Longhampton. Si sentiva
già meglio ancora prima che iniziassero i lavori di ristrutturazione. Due anni e mezzo più tardi…
Una vita nuova, e una amica nuova di zecca,
che preannuncia una amicizia speciale. Che cosa avrà realizzato Michelle due
anni e mezzo dopo questo nuovo inizio? Scopriamo leggendo questo amore di
libro, che parla di un’amicizia speciale e unica come può solo può essere
quella con un animale, un amico insostituibile che ricambia l’affetto che gli
viene dato proteggendo e sostenendo per istinto chi tanto lo ama, senza riserve
e tradimenti.
Agenda letteraria, "Ogni uomo, di qualsiasi razza, colore, origine e ideologia, è capace di tutto e di qualsiasi cosa". Chester B. Himes
Agenda letteraria
“Guardando
a est dalle torri della chiesa di Riverside, appollaiata tra gli edifici
universitari sulla riva alta del fiume Hudson, in una valle molto più in basso,
le onde di tetti grigi distorcono la prospettiva come la superficie di un mare.
E sotto la superficie, nelle acque scure di luridi casamenti, una città di
gente nera convulsa in un vivere disperato, come l'insaziabile ribollire di
milioni di pesci cannibali affamati. Bocche cieche che divorano le proprie
stesse viscere. Ci infili una mano e tiri fuori un moncherino. Questa è Harlem.
Più ci si sposta a est e più diventa nera. A est della Seventh Avenue, fino al
fiume Harlem, viene chiamata The Valley. Case brulicanti di vita si stendono
nel tetro squallore. Ratti e scarafaggi, contendono a cani e gatti rognosi ossa
già rosicchiate dagli uomini”
Nero, nero come la pece e rabbia tanta rabbia,
contro un mondo dove i bianchi disprezzano il colore del cioccolato, questo era
ciò che ha provato il Balzac nero, Chester
B. Himes, (1909-1984) lo scrittore afro-americano di cui oggi 29 Luglio
la nostra Agenda letteraria, ricorda la nascita. Un uomo che ha lottato contro
le discriminazioni razziali, di cui è stato vittima quasi tutta la vita, che
gli ha fatto montare una rabbia che ha riversato nei suoi romanzi di genere
criminale, dove utilizza la trama poliziesca, per dar voce alle ingiustizie
della società, che si mostrano in modo prepotente e forte in uno dei suoi più
famosi romanzi Cieco, con la pistola, un romanzo che contiene la rabbia e la
durezza della sue emozioni, pubblicato nel 1969, ci presenta due indagini di
due poliziotti neri più duri di tutta
Harlem.
Titolo Cieco, contro la pistola
Autore Chester B. Himes
Editore
Rizzoli
Collana
Scrittori contemporanei
Data uscita
23/06/2010
Pagine
250
Formato
brossura
Prezzo
€ 9,80
Vi
lascio con una massima di Chester B. Himes:
"Ogni
uomo, di qualsiasi razza, colore, origine e ideologia, è capace di tutto e di
qualsiasi cosa".
domenica 28 luglio 2013
Non abbiate paura, della vostra giovinezza e di quei profondi desideri che provate, di felicità, di verità, di bellezza e di durevole amore!
Non
abbiate paura ! …

Cari amici, in occasione della Giornata mondiale della Gioventù, oggi vi propongo il libro dei libri, il primo a essere stato stampato, LA BIBBIA, uno dei testi sacri delle religioni mondiali, in questo caso quella cristiana, in una versione tutta nuova e tecnologica, pensata per essere portata in viaggio e come in questo caso, all'incontro nato nel 1984, in occasione dell'Anno Santo della Redenzione, grazie all'iniziativa di Giovanni Paolo II. Considerata la grande moltitudine dei giovani che il nostro amato Santo, riesce a coinvolgere, l’Incontro cresce per impatto e dimensioni, restando, sempre, un’occasione di amore, speranza e unità, la testimonianza di una fede viva e trasformatrice rivolta e praticata dai giovani, che si aprono e accolgono il messaggio di Cristo e lo restituiscono al mondo, senza farsi fregare dalla paura, dalla sensazione di essere soli o di andare controcorrente, e a testimoniare la gioia dell’incontro con Gesù. Sulla base di questo invito, si è pensato il motto di questa XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù che è iniziata il 23 con l'arrivo del nostro Papa Francesco I e si conclude oggi 28 luglio 2013 a Rio de Janeiro, in Brasile, con la frase, Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli (Mt 28, 19), ovvero le parole che chiudono il vangelo di Matteo, dove viene segnato il definitivo distacco di Gesù dai discepoli e viene espressa la fiducia nei confronti della sua chiesa. Il suo incoraggiamento e il suo mandato è: Cristo ha vinto la morte e rimane con ciascun membro della comunità.

Cari amici, in occasione della Giornata mondiale della Gioventù, oggi vi propongo il libro dei libri, il primo a essere stato stampato, LA BIBBIA, uno dei testi sacri delle religioni mondiali, in questo caso quella cristiana, in una versione tutta nuova e tecnologica, pensata per essere portata in viaggio e come in questo caso, all'incontro nato nel 1984, in occasione dell'Anno Santo della Redenzione, grazie all'iniziativa di Giovanni Paolo II. Considerata la grande moltitudine dei giovani che il nostro amato Santo, riesce a coinvolgere, l’Incontro cresce per impatto e dimensioni, restando, sempre, un’occasione di amore, speranza e unità, la testimonianza di una fede viva e trasformatrice rivolta e praticata dai giovani, che si aprono e accolgono il messaggio di Cristo e lo restituiscono al mondo, senza farsi fregare dalla paura, dalla sensazione di essere soli o di andare controcorrente, e a testimoniare la gioia dell’incontro con Gesù. Sulla base di questo invito, si è pensato il motto di questa XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù che è iniziata il 23 con l'arrivo del nostro Papa Francesco I e si conclude oggi 28 luglio 2013 a Rio de Janeiro, in Brasile, con la frase, Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli (Mt 28, 19), ovvero le parole che chiudono il vangelo di Matteo, dove viene segnato il definitivo distacco di Gesù dai discepoli e viene espressa la fiducia nei confronti della sua chiesa. Il suo incoraggiamento e il suo mandato è: Cristo ha vinto la morte e rimane con ciascun membro della comunità.
Il discorso ai giovani di Giovanni Paolo II, alla GMG del 2000.
Per voi il video per la GMG 2013 da Papa Benedetto XVI a Papa Francesco I

- Editore: San Paolo Edizioni
- Formato: Libro rilegato 12,5 x 19,5
- Prezzo: 7,90 ebook € 4, 99
Una
Bibbia agile,
in formato tascabile,
nella versione in assoluto più economica, adatta
per vivere la fede e la lettura delle Sacre Scrittura, Vecchio
e Nuovo Testamento, come
un'esperienza quotidiana, una "compagna di viaggio" e di
riflessione da portare sempre con sé.
La traduzione è accurata e integrale, i percorsi di lettura, la qualità di stampa ne fanno una Bibbia adatta a tutte le esigenze: per la meditazione personale e lo studio; per la lettura in comunità, per i più giovani e...per tutti.
La traduzione è accurata e integrale, i percorsi di lettura, la qualità di stampa ne fanno una Bibbia adatta a tutte le esigenze: per la meditazione personale e lo studio; per la lettura in comunità, per i più giovani e...per tutti.
Vi lascio con l'inno italiano di questa XVIII GMG in Brasile.























