martedì 8 ottobre 2013
I libri si dividono in due categorie: i libri di adesso e i libri per sempre. John Ruskin
Buongiorno amici di lettura,
inizia una nuova giornata
e i nostri amici libri sono sempre con noi per ricordarci i piacevoli momenti
trascorsi in loro compagnia e che a volte un buon libro può migliorare la
giornata. E John Ruskin, lo scrittore e pittore inglese che come William
Morris, anche lui è stato uno dei maggiori esponenti del movimento Arts and Crafts, lo sa bene, infatti con questa sua citazione vi auguro una buona
giornata e che anche oggi possiate
scoprire un libro che merita di essere ricordato. Quindi come sempre,
buona lettura
lunedì 7 ottobre 2013
Poco tempo fa, quando tornando sui ricordi di mezzo secolo ho scritto L’histoire continue, mi sono reso conto di quale è stato lo svolgersi del lavoro compiuto. Georges Duby
Agenda letteraria
Ben ritrovati, cari amici al momento dedicato ai nostri autori,
oggi 7 Ottobre, l’agenda letteraria mi ricorda la nascita di un autore che è
considerato uno dei più grandi storici del medioevo, Georges Duby. Questo personaggio,
ha avuto il merito di introdurre un nuovo metodo di indagine, che si basa sulla
dimensione antropologica della ricerca storica, infatti del medioevo lui ha
portato avanti uno studio sulla mentalità e la vita quotidiana, che possiamo
ritrovare in uno dei suoi testi più famosi ovvero una monumentale opera in
cinque volumi intitolata, Storia della
vita privata, che ha scritto in collaborazione con Philippe Ariès.
Un’opera che sottolinea come:
In tutti i tempi un’area
particolare, nettamente delimitata, è stata assegnata a quella parte
dell’esistenza che in tutte le lingue è stata detta privata; una zona
d’immunità, offerta al raccoglimento, al riposo, dove ognuno può abbandonare le
armi e le difese di cui gli conviene munirsi quando si avventura nello spazio
pubblico; una zona in cui ci si distende, ci si mette a proprio agio, per così
dire ‘in pantofole’, liberi dalla corazza di ostentazione che ci assicura
protezione all’esterno. Questo luogo è familiare. È domestico. È anche segreto.
Nel privato è racchiuso ciò che si possiede di più prezioso, che appartiene
solo a noi, ciò che non riguarda gli altri; che è vietato divulgare e mettere
in mostra perché troppo diverso da quelle apparenze che l’onore esige si
salvino in pubblico. Naturalmente inserita dentro la casa, dentro la dimora,
chiusa sotto chiave e cintata, la vita familiare si presenta come fosse murata.
Il recinto accoglie un gruppo, una formazione sociale complessa, dove le
inuguaglianze, le contraddizioni, sembrano addirittura al colmo, con un urto
più sensibile, rispetto all’esterno, del potere degli uomini con quello delle
donne, di quello dei vecchi con quello dei giovani, e del potere dei padroni
con lo spirito ribelle dei servi. L’ambizione di quest’opera è precisamente
quella di rendere percettibili questi mutamenti lenti o precipitosi, che nel
corso del tempo hanno caratterizzato la nozione e gli aspetti della vita
privata.
Georges Duby
Per concludere questo 7 Ottobre, eccovi una piccola curiosità della
nostra Agenda letteraria, che ci riporta nel 1719, quando in questo giorno è iniziata la prima
serializzazione di un romanzo e a portare avanti il progetto è stato il
giornale inglese “The Original London
Post”, e il libro è il fantastico Robinson Crusoe di Daniel De Foe.
Caffè letterario: “basta un fiocco di neve per cambiare il proprio destino”.
Buongiorno carissimi
lettori,
inizia una nuova settimana e non potendo
tornare indietro, non ci resta che andare avanti e consolarci con un delizioso
caffè e un bel libro, che oggi sarà delicato e fresco come “neve a primavera,, un
romanzo di Sarah Jio.
Sarah Jio, una giornalista e scrittrice
americana, che ha fatto il suo esordio in Italia lo scorso anno con l’apprezzato
libro “Il diario di velluto cremisi” ,
che è diventato un successo internazionale come fa sapere la rivista femminile “ELLE”:
Ora ritorna a emozionare i lettori italiani con questo romanzo che
come dice il Publishers Weekly: “Un
romanzo unico, che mescola con sapienza misteri e amori, segreti e sentimenti.”.
Amori, misteri o segreti e sentimenti, cosa vuole dirci Sarah Jio?
Unico riferimento a queste emozioni, che sono due facce della
stessa medaglia e la NEVE, fresca e leggera che fiocca come delicati petali di
ciliegio nel mese di maggio.
Due sole volte si è verificato questo singolare evento che ha
legato il 1933 e il 1910 stuzzicando l’interesse giornalistico di una
redattrice che svelerà il mistero legato alla scomparsa di un bellissimo angelo
di nome Daniel al dolore della madre e sotto questo dolore una profonda e
impossibile storia d’amore.
Eccolo il libro che iniziamo a degustare con il nostro caffè,
dove “basta
un fiocco di neve per cambiare il proprio destino”. Un romanzo edito dalla
casa editrice NORD.
Tutto ha avuto inizio a Seattle, 1° maggio 1933.
Uno spiffero gelido
s’infilò attraverso le assi del pavimento, facendomi rabbrividire, e mi strinsi
addosso il maglione di lana grigio. Gli rimaneva un unico bottone ma, a cinque
centesimi l’uno, il solo pensiero di rimpiazzare quelli che mancavano mi
sembrava un lusso inutile. E poi, ormai era primavera. In teoria, almeno. Lanciai
un’occhiata alla finestra di quella piccola stanza al secondo piano, ascoltando
il fischio cupo, furioso del vento. I rami del vecchio ciliegio sbatterono
contro la facciata con una forza tale da farmi sobbalzare: il vetro non avrebbe
retto a un altro colpo. Non mi potevo permettere di farlo riparare, non quel
mese. In quel preciso istante, qualcosa d’inaspettato catturò la mia
attenzione, facendomi dimenticare per un attimo le preoccupazioni. Il cielo era
un mulinare di germogli rosa pallido. Sorrisi. Proprio come la neve, pensai con un sospiro. “Mamma?” squittì la vocina di Daniel, da sotto le coperte. Scostai la
trapunta blu, piena di rattoppi, e scoprendo il suo viso bellissimo,
incorniciato di boccoli biondi e morbidi come quelli di un angioletto. Ormai aveva
tre anni, guance rosee e paffute e occhi di un azzurro così intenso da togliere
il fiato, ma quando dormiva aveva la stessa espressione del giorno in cui era
venuto al mondo. A volte, all’alba entravo in punta di piedi nella sua stanza e
lo guardavo, stretto al suo orsacchiotto di pezza, che aveva un orecchio
strappato e il fiocco di velluto blu ormai logoro, ma lui non se ne separava
mai. “Che c’è tesoro?” gli chiesi
mentre mi inginocchiavo al letto in legno di pino, lanciando un’altra occhiata fuori,
preoccupata per il tempaccio che infuriava. Che razza di madre sono, a
lasciarlo qui tutto solo in una notte del genere? Mi chiesi, sospirando. Dl resto,
che alternative avevo? Caroline faceva turno e io non potevo portarmelo di
nuovo in albergo, non dopo quello che era successo il finesettimana precedente.
Estella lo aveva trovato a dormire nella suite del nono piano e lo aveva
scacciato dal piumino caldo come se fosse stato un topo sorpreso col muso in un
barattolo di farina. Daniel si era spaventato a morte e io per poco non avevo
perso il posto. Feci un respiro profondo. No, sarebbe stato benissimo lì a
casa, il mio piccolo angelo, al caldo e al sicuro nel suo lettino. Avrei chiuso
la porta a chiave. I muri erano sottili, ma la porta, quella sì, era robusta. Mogano
massiccio, con una bella serratura in ottone. Trasalimmo entrambi quando
sentimmo bussare, di sotto. Un martellare incalzante, ostinato, violento. Daniel
fece una smorfia. “ È di nuovo lui mamma?
È l’uomo cattivo?” mi chiese con una voce ridotta a un sussurro. Gli posai
un bacio sulla fronte, cercando di nascondere la paura che mi schiacciava il
petto. “Stai tranquillo amore mio. Forse è solo zia Caroline. Tu stai qui, vado a
vedere”. Gli dissi prima di alzarmi.
Scesi le scale e per un attimo rimasi paralizzata in soggiorno, chiedendomi che
cosa fare. I colpi alla porta
continuavano ancora più forti e rabbiosi. Sapevo chi era, e che cosa voleva. Guardai
la mia borsetta: non c’era che un dollaro, dentro, al massimo due. Ero in
ritardo con l’affitto di tre settimane; finora avevo tenuto a bada Mr Garrison
accampando scuse, ma adesso... E la mia paga se n’era andata per fare la spesa
e per comprare un paio di scarpe nuove a Daniel. Non poteva più andarsene in
giro con quelle ciabattine minuscole, poveretto. Toc, toc, toc...
Claire Aldridge Seattle, 2 maggio 2010
Spalancai gli occhi, premendomi una mano sul
ventre. Di nuovo quella fitta lacerante. Come lo aveva chiamato, la dottoressa
Jensen? Ah si, “dolore fantasma”, una sorta di memoria cellulare del trauma. Fantasma
o no che fosse, quel dolore insopportabile mi faceva compagnia al risveglio
ormai da Natale. Rimasi lì qualche istante a indugiare nel ricordo... “Ethan?” sussurrai , mentre tendevo il
braccio verso il suo lato del letto. Sentii solo le lenzuola, lisce e fredde:
era di nuovo uscito all’alba. Mi sollevai, prendendo la vestaglia dalla sedia a
righe bianche e blu che avevo accanto. Il
telefono stava suonando con insistenza, e mi diressi in soggiorno. ... Quella mattina,
però, non trovai ad aspettarmi il solito panorama che tanto mi affascinava. In effetti,
non c’era nessun panorama, perché era tutto... bianco. Mi strofinai di nuovo gli
occhi e tornai a osservare la scena al di là dei doppi vetri. Neve. ...
Che allettanti enigmi cari
amici, chissà come andrà a finire questa storia, mi metto subito a leggerlo e a
scoprirlo insieme a voi, questo intricante libro che ha catturato la mia
attenzione mentre passeggiavo tra gli scaffali della libreria, che sia un nuovo
amore? Beh! vediamo cosa ci riserva la lettura. Aspetto i vostri commenti
magari avete già letto questo libro perché non stuzzicate la mia curiosità?
Fate conoscere anche la vostra opinione.
domenica 6 ottobre 2013
Se gli avessero chiesto cos’è la libertà, che aveva tanto cercato avrebbe saputo cosa rispondere: non provare vergogna di se stessi. È questa l’unica vera e autentica libertà. Tutto il resto rende schiavi. Tratto da “Vita” Melania Mazzucco
Agenda letteraria
Happy Birthday a Melania Mazzucco.
Eccomi di nuovo a
scribacchiare su questa rubrica dedicata a coloro che vorremmo chiamare al
telefono quando ci pare, gli autori, che ci regalano grandi emozioni e la nostra
Agenda letteraria, ci ricorda oggi 6 Ottobre che dobbiamo fare gli auguri a una
grande scrittrice, che di emozioni ne ha regalate tante e se ne sono accorti
anche i giurati del Premio Strega, che
gli hanno consegnato il prestigioso liquore nel 2003 con il bellissimo romanzo Vita.
Un libro indimenticabile, che ho letto con la stessa passione che lei Melania Mazzucco ha usato per scriverlo
lasciandoci una pagina di storia degli Italiani e delle sue radici attraverso
gli occhi di suo nonno che brilla come il suo nome, Diamante, nel cuore di Vita.
In Spagna questo romanzo ottiene
il Premio internazionale Arcebispo Juan
de San Clemente di Santiago de Compostela per il miglior romanzo straniero
(2004-2005); in Canada il Globe and Mail
Book of the Year nel 2005; negli Stati Uniti è stato segnalato dal New York Times “Book Review editor’s choice”
ed è stato incluso da Publishers Weekly tra i migliori dieci romanzi dell’anno,
unico non in lingua inglese.
Viste le grandi emozioni
che Melania ha regalato non solo a me, ma al panorama letterario internazionale,
vi lascio con un passo di questo splendido romanzo, trascinandoci ancora nel
ricordo delle sue pagine e appassionatamente consigliato a chi non lo ha ancora
letto.
...Siamo scappati e non sappiamo cosa farcene
di questa notte. È venuta troppo presto. A undici anni, lo hanno messo fra gli
uomini – ma non è un uomo. Adesso Vita vorrebbe che fosse già giorno. La libertà
ha l’odore del sale che profuma la giacchetta di Diamante. I passeggeri, non
credevano che Vita viaggiasse con lui. Un viaggio così pericoloso, così lontani
da casa. Ci sono duemila persone, sulla nave. A tutti, Vita va dicendo di
essere rimasta sola al mondo con Diamante. Orfani. È una gran bugiarda, ma
tutti le credono. Le bugie nel vecchio mondo non sono un reato. Sono come i
dollari, le monete d’oro abbagliano. E consolano. ... Accanto a lei, c’è un
ragazzo col berretto rigido. Gli stringe la mano. Diamante dice, perché mi
guardi così Vita? l’ avevo detto che sarei venuto. Lei dice, perché non sei
venuto prima? Lui risponde, l’ho fatto adesso.
Il Libro dei Libri, inizia con un uomo e una donna in Paradiso e finisce con l'Apocalisse. Oscar Wilde
Buona domenica ,
la vostra amica di
lettura è appassionata di libri è tornata e con questa bella citazione del
grande Oscar Wilde, vi auguro una buona domenica, con il primo libro che è
stato stampato, secondo la rivoluzionaria tecnica a caratteri mobili introdotta
da Johann Gutenberg nel XV secolo con una tiratura di 180 copie.
Una piccola curiosità. Lo sapevate che il primo libro stampato è
stato il “Sutra del Diamante”?
Uno dei testi sacri del buddismo, datato al 848 d.C. di cui vi lascio un passo insieme all’immagine
della stampa.
Il Signore Buddha si rivolse a Subhuti, dicendo: "Cosa pensi?
Se una persona benevola desse in elemosine un'abbondante quantità dei sette
tesori, sufficiente a riempire l'universo, quella persona là accumulerebbe un
considerevole merito?"
Subhuti rispose: "Un merito molto considerevole; o Onorato dal
Mondo! Perché ciò a cui ti sei riferito non condivide la natura del merito
ordinario; in quel senso, il Signore Buddha giustamente parla di 'un merito
considerevole'. "
giovedì 26 settembre 2013
Matilde Camus: La vita es demasiado breve, par la eternidad de los sentimentos.
Agenda letteraria
Mi corazòn es un barco donde solo caben dos, tu y yo.
Miei cari lettori, era da un po’ che non scrivevo in questa rubrica,
così oggi eccomi qui per ricordare la nascita di un altro autore che ci ha
fatto dono delle sue opere. Oggi 26 Settembre l’agenda letteraria ricorda la
scrittrice e poetessa spagnola Matilde Camus, una musa nel panorama letterario che
nonostante la sua scomparsa nello scorso anno, continua a far risuonare la sua
voce.
Has llegado hasta mí como
un milagro
florecido de gozo sobre
nieve.
Tú deslumbrante amor, vivo
y auténtico,
ha enfocado la luz sobre mi
frente…
Matilde Camus è stata una accademica e storica, nonché alunna del
poeta e scrittore Gerardo Diego, famoso per aver rappresentato l’ideale della
cosiddetta Generazione del 27’, alternando la poesia tradizionale con l’avanguardia.
Questa poetessa e studiosa ha cercato di combinare la ricerca con la letteratura,
dedicando le sue opere al suo paese natio Santander nella Cantambria che non ha
mai abbandonato portando nel cuore fino alla fine dei suoi 92 anni vissuti con forte determinazione e profondo amore verso i suoi affetti e la sua terra di montagna.
Yo Soy de la Montaña
Yo soy de la Montaña
vertebrada
llena de húmedos pulsos de rocío,
de campos soñadores,
de arroyos cantarines y de ríos;
de casonas hidalgas
y de ruido de albarca en
los caminos.
Yo soy de esta vestida
tierra herbosa
donde el sol nos envuelve
con cariño,
donde la bruma besa
nuestros rostros
y las playas se aroman con sus pinos.
Soy de estas costas, duras y norteñas,
donde se encrespa el mar
embravecido,
donde hay temblor de algas
bajo espumas de armiño.
Yo soy de la ladera más
hermosa
de nuestro litoral
santanderino.
Aquí la primavera es voz
mojada
Miti e leggende: In un tempo ormai lontano sulle sponde del Fiume Celeste (Via Lattea) viveva il sovrano di tutti gli dei e imperatore del Cielo...
Oggi vi narrerò la leggenda
di un grande amore, un amore eterno e splendido come il firmamento, perché è
proprio questo il luogo dove tutto ha avuto inizio.
Questa storia risale ad almeno 2000 anni fa, è nata dalle voci sussurrate in una terra lontana chiamata Giappone e ancora oggi per sottolineare l’importanza che ha nel cuore e nella cultura di questo popolo è ricordata e celebrata con una bellissima festa, chiamata Tanabata Matsuri o “Festa delle Stelle Innamorate”.
Questa storia risale ad almeno 2000 anni fa, è nata dalle voci sussurrate in una terra lontana chiamata Giappone e ancora oggi per sottolineare l’importanza che ha nel cuore e nella cultura di questo popolo è ricordata e celebrata con una bellissima festa, chiamata Tanabata Matsuri o “Festa delle Stelle Innamorate”.
Come in tutte le leggende, anche questa a varie versioni che si
ricollegano anche con la tradizione cinese. Io ho scelto quella che si lega
meglio al giorno della festa giapponese, che si celebra il 7 Luglio, ovvero
quando le due stelle maggiori del cosiddetto triangolo estivo, Vega e Altair,
sono visibili in cielo.
In un tempo ormai lontano sulle sponde
del Fiume Celeste (Via Lattea) viveva il sovrano di tutti gli dei e imperatore
del Cielo, Tentei, la cui figlia Orihime ( Vega) aveva il compito di tessere e
cucire stoffe e vestiti regali per le divinità. Lavorava di giorno e di notte e
senza avere mai un attimo di sosta maneggiava con rapidità e destrezza il suo
fuso e realizzava abiti sempre più belli e splendidi per poter vestire tutte le
divinità.
Lavorava talmente tanto che
non aveva neppure il tempo di pensare a sé stessa e ai propri interessi. Giunta
all’età adulta però, il padre mosso da pietà, dato che alla figlia non era mai
stato concesso altro che lavorare il fuso, le scelse un marito: era un giovane
mandriano, di nome Hikoboshi ( Altair) la cui attività consisteva nel far
pascolare buoi e fare attraversare loro le sponde del Fiume Celeste. Era un
grande lavoratore e anche lui non pensava ad altro che a svolgere il suo
lavoro.
Essendo matrimonio combinato,
i due finirono per conoscersi solo il giorno delle nozze; ma non appena i due
si conobbero finirono per innamorarsi follemente l’uno dell’altro. Furono
talmente presi dal profondo sentimento che provavano l’un per l’altro che dimenticarono
completamente i loro doveri, il loro lavoro e gli altri Dei. La loro unica
ragione di vita sembrava essere diventata l’amore e la passione.
Così la mandria di buoi finì
per essere abbandonata a sé stessa e quando agli dei cominciarono a mancare gli
abiti fino confezionati da Orihime, il sovrano degli dei si lasciò prendere
dalla collera e separò ciò che era diventato inseparabile e per evitare che i due giovani amanti potessero
incontrarsi e lasciarsi trascinare dal loro appassionato amore dimenticando i
loro lavori, l’Imperatore del Cielo creò due sponde separate dal fiume Celeste,
lo rese impetuoso e privo di ponti in
modo tale che i due innamorati non potessero mai più incontrarsi.
Il risultato non fu però
quello sperato dal sovrano infatti: il pastore sognando e pensando sempre alla
sua innamorata non accudiva ugualmente le bestie e la dolce fanciulla, pensando
continuamente al suo amore non cuciva più i vestiti agli dei. Il sovrano e gli
dei provarono pietà per i due amanti e allora per risollevare il cuore dei due innamorati
il sovrano Tentei, fece loro una proposta: “Se deciderete di ritornare ad
occuparvi delle vostre attività come un tempo rispettando i vostri doveri,
rimarrete divisi dalle sponde del Fiume Celeste per un anno intero però, vi
sarà consentito di potervi incontrare una volta soltanto nella notte del settimo
giorno del settimo mese dell’anno.
Questa leggenda che fa da sfondo alla festa popolare del Tanabata,
in uso già nel periodo Edo, prevede secondo la tradizione, di scrivere dei
desideri su piccole strisce di carta colorata chiamate tanzaku, per poi legarli a un albero di bambù e poi pregare perché
se i due innamorati si incontrano il loro desiderio si è avverato così come
quello legato all’albero.
Il Tanabata è una festa molto romantica e amata soprattutto tra i
giovani, che vedono coronarsi il loro amore insieme a quello di Hikoboshi e Orihime.
















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