La biblioteca teologica del Monastero di Strahov a Praga

La bacheca dei libri, ha come modello questa immensa fonte di conoscenza perché: "La lettura è per la mente ciò che l'esercizio è per il corpo

Novità e successi della NORD Editore

Ecco le novità da non perdere e il successo di "Vita dopo vita" che come sottolinea l'Espresso:«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»

Novità e successi della Dunwich Edizioni

La Porta dei cieli, il thriller archeologico protagonista del Blog Tour ancora in corso; Il successo dell'horror "William Killed The Radio Star" uno sfondo musicale dalla intricata indagine psicologica e le attese novità legate ai concorsi della Dunwich.

I 5 romanzi finalisti del Premio Strega 2014.

Ecco i romanzi candidati a entrare nell'immortale albo d'oro del Premio. Il favorito è "Non dirmi che hai paura" vincitore del Premio Strega Giovani. Alla finale del 3 Luglio ha vinto il prezioso elisir Francesco Piccolo con "Il desiderio di essere come tutti".

Novità editoriali da non perdere

Ecco le fresche letture che hanno attirato la mia attenzione. Da un Amore Alieno a Per sempre insieme,dalla passione di Così come sei al distopico fantasy Mystic city, ma un Eccezione serve sempre quindi non perdetevi l'eccezionale caos di sentimenti scritta dall'islandese Audur...

martedì 8 ottobre 2013

I libri si dividono in due categorie: i libri di adesso e i libri per sempre. John Ruskin

Buongiorno amici di lettura,
    inizia una nuova giornata e i nostri amici libri sono sempre con noi per ricordarci i piacevoli momenti trascorsi in loro compagnia e che a volte un buon libro può migliorare la giornata. E John Ruskin, lo scrittore e pittore inglese che come William Morris, anche lui è stato uno dei maggiori esponenti del movimento Arts and Crafts, lo sa bene, infatti con questa sua citazione vi auguro una buona giornata  e che anche oggi possiate scoprire un libro che merita di essere ricordato. Quindi come sempre,

                              buona lettura   

lunedì 7 ottobre 2013

Poco tempo fa, quando tornando sui ricordi di mezzo secolo ho scritto L’histoire continue, mi sono reso conto di quale è stato lo svolgersi del lavoro compiuto. Georges Duby

Agenda letteraria
Ben ritrovati, cari amici al momento dedicato ai nostri autori, oggi 7 Ottobre, l’agenda letteraria mi ricorda la nascita di un autore che è considerato uno dei più grandi storici del medioevo, Georges Duby. Questo personaggio, ha avuto il merito di introdurre un nuovo metodo di indagine, che si basa sulla dimensione antropologica della ricerca storica, infatti del medioevo lui ha portato avanti uno studio sulla mentalità e la vita quotidiana, che possiamo ritrovare in uno dei suoi testi più famosi ovvero una monumentale opera in cinque volumi intitolata, Storia della vita privata, che ha scritto in collaborazione con Philippe Ariès.
Un’opera che sottolinea come:
In tutti i tempi un’area particolare, nettamente delimitata, è stata assegnata a quella parte dell’esistenza che in tutte le lingue è stata detta privata; una zona d’immunità, offerta al raccoglimento, al riposo, dove ognuno può abbandonare le armi e le difese di cui gli conviene munirsi quando si avventura nello spazio pubblico; una zona in cui ci si distende, ci si mette a proprio agio, per così dire ‘in pantofole’, liberi dalla corazza di ostentazione che ci assicura protezione all’esterno. Questo luogo è familiare. È domestico. È anche segreto. Nel privato è racchiuso ciò che si possiede di più prezioso, che appartiene solo a noi, ciò che non riguarda gli altri; che è vietato divulgare e mettere in mostra perché troppo diverso da quelle apparenze che l’onore esige si salvino in pubblico. Naturalmente inserita dentro la casa, dentro la dimora, chiusa sotto chiave e cintata, la vita familiare si presenta come fosse murata. Il recinto accoglie un gruppo, una formazione sociale complessa, dove le inuguaglianze, le contraddizioni, sembrano addirittura al colmo, con un urto più sensibile, rispetto all’esterno, del potere degli uomini con quello delle donne, di quello dei vecchi con quello dei giovani, e del potere dei padroni con lo spirito ribelle dei servi. L’ambizione di quest’opera è precisamente quella di rendere percettibili questi mutamenti lenti o precipitosi, che nel corso del tempo hanno caratterizzato la nozione e gli aspetti della vita privata.
Georges Duby

Per concludere questo 7 Ottobre, eccovi una piccola curiosità della nostra Agenda letteraria, che ci riporta nel 1719,  quando in questo giorno è iniziata la prima serializzazione di un romanzo e a portare avanti il progetto è stato il giornale inglese  “The Original London Post”, e il libro è il fantastico Robinson Crusoe di Daniel De Foe.

Caffè letterario: “basta un fiocco di neve per cambiare il proprio destino”.

                     Buongiorno carissimi lettori,
  inizia una nuova settimana e non potendo tornare indietro, non ci resta che andare avanti e consolarci con un delizioso caffè e un bel libro, che oggi sarà delicato e fresco come “neve a primavera,, un romanzo di Sarah Jio.
Sarah Jio, una giornalista e scrittrice americana, che ha fatto il suo esordio in Italia lo scorso anno con l’apprezzato libro “Il diario di velluto cremisi” , che è diventato un successo internazionale come fa sapere la rivista femminile “ELLE”:
Ora ritorna a emozionare i lettori italiani con questo romanzo che come dice il Publishers Weekly: “Un romanzo unico, che mescola con sapienza misteri e amori, segreti e sentimenti.”.
Amori, misteri o segreti e sentimenti, cosa vuole dirci Sarah Jio?
Unico riferimento a queste emozioni, che sono due facce della stessa medaglia e la NEVE, fresca e leggera che fiocca come delicati petali di ciliegio nel mese di maggio.
Due sole volte si è verificato questo singolare evento che ha legato il 1933 e il 1910 stuzzicando l’interesse giornalistico di una redattrice che svelerà il mistero legato alla scomparsa di un bellissimo angelo di nome Daniel al dolore della madre e sotto questo dolore una profonda e impossibile storia d’amore.
Eccolo il libro che iniziamo a degustare con il nostro caffè, dove  “basta un fiocco di neve per cambiare il proprio destino”. Un romanzo edito dalla casa editrice NORD.

Tutto ha avuto inizio a Seattle, 1° maggio 1933.
Uno spiffero gelido s’infilò attraverso le assi del pavimento, facendomi rabbrividire, e mi strinsi addosso il maglione di lana grigio. Gli rimaneva un unico bottone ma, a cinque centesimi l’uno, il solo pensiero di rimpiazzare quelli che mancavano mi sembrava un lusso inutile. E poi, ormai era primavera. In teoria, almeno. Lanciai un’occhiata alla finestra di quella piccola stanza al secondo piano, ascoltando il fischio cupo, furioso del vento. I rami del vecchio ciliegio sbatterono contro la facciata con una forza tale da farmi sobbalzare: il vetro non avrebbe retto a un altro colpo. Non mi potevo permettere di farlo riparare, non quel mese. In quel preciso istante, qualcosa d’inaspettato catturò la mia attenzione, facendomi dimenticare per un attimo le preoccupazioni. Il cielo era un mulinare di germogli rosa pallido. Sorrisi. Proprio come la neve, pensai con un sospiro. “Mamma?” squittì la vocina di Daniel, da sotto le coperte. Scostai la trapunta blu, piena di rattoppi, e scoprendo il suo viso bellissimo, incorniciato di boccoli biondi e morbidi come quelli di un angioletto. Ormai aveva tre anni, guance rosee e paffute e occhi di un azzurro così intenso da togliere il fiato, ma quando dormiva aveva la stessa espressione del giorno in cui era venuto al mondo. A volte, all’alba entravo in punta di piedi nella sua stanza e lo guardavo, stretto al suo orsacchiotto di pezza, che aveva un orecchio strappato e il fiocco di velluto blu ormai logoro, ma lui non se ne separava mai. “Che c’è tesoro?” gli chiesi mentre mi inginocchiavo al letto in legno di pino, lanciando un’altra occhiata fuori, preoccupata per il tempaccio che infuriava. Che razza di madre sono, a lasciarlo qui tutto solo in una notte del genere? Mi chiesi, sospirando. Dl resto, che alternative avevo? Caroline faceva turno e io non potevo portarmelo di nuovo in albergo, non dopo quello che era successo il finesettimana precedente. Estella lo aveva trovato a dormire nella suite del nono piano e lo aveva scacciato dal piumino caldo come se fosse stato un topo sorpreso col muso in un barattolo di farina. Daniel si era spaventato a morte e io per poco non avevo perso il posto. Feci un respiro profondo. No, sarebbe stato benissimo lì a casa, il mio piccolo angelo, al caldo e al sicuro nel suo lettino. Avrei chiuso la porta a chiave. I muri erano sottili, ma la porta, quella sì, era robusta. Mogano massiccio, con una bella serratura in ottone. Trasalimmo entrambi quando sentimmo bussare, di sotto. Un martellare incalzante, ostinato, violento. Daniel fece una smorfia. “ È di nuovo lui mamma? È l’uomo cattivo?” mi chiese con una voce ridotta a un sussurro. Gli posai un bacio sulla fronte, cercando di nascondere la paura che mi schiacciava il petto. “Stai tranquillo amore mio. Forse  è solo zia Caroline. Tu stai qui, vado a vedere”.  Gli dissi prima di alzarmi. Scesi le scale e per un attimo rimasi paralizzata in soggiorno, chiedendomi che cosa fare. I colpi  alla porta continuavano ancora più forti e rabbiosi. Sapevo chi era, e che cosa voleva. Guardai la mia borsetta: non c’era che un dollaro, dentro, al massimo due. Ero in ritardo con l’affitto di tre settimane; finora avevo tenuto a bada Mr Garrison accampando scuse, ma adesso... E la mia paga se n’era andata per fare la spesa e per comprare un paio di scarpe nuove a Daniel. Non poteva più andarsene in giro con quelle ciabattine minuscole, poveretto. Toc, toc, toc...
Claire Aldridge Seattle, 2 maggio 2010
 Spalancai gli occhi, premendomi una mano sul ventre. Di nuovo quella fitta lacerante. Come lo aveva chiamato, la dottoressa Jensen? Ah si, “dolore fantasma”, una sorta di memoria cellulare del trauma. Fantasma o no che fosse, quel dolore insopportabile mi faceva compagnia al risveglio ormai da Natale. Rimasi lì qualche istante a indugiare nel ricordo... “Ethan?” sussurrai , mentre tendevo il braccio verso il suo lato del letto. Sentii solo le lenzuola, lisce e fredde: era di nuovo uscito all’alba. Mi sollevai, prendendo la vestaglia dalla sedia a righe  bianche e blu che avevo accanto. Il telefono stava suonando con insistenza, e mi diressi in soggiorno. ... Quella mattina, però, non trovai ad aspettarmi il solito panorama che tanto mi affascinava. In effetti, non c’era nessun panorama, perché era tutto... bianco. Mi strofinai di nuovo gli occhi e tornai a osservare la scena al di là dei doppi vetri. Neve. ...

 Che allettanti enigmi cari amici, chissà come andrà a finire questa storia, mi metto subito a leggerlo e a scoprirlo insieme a voi, questo intricante libro che ha catturato la mia attenzione mentre passeggiavo tra gli scaffali della libreria, che sia un nuovo amore? Beh! vediamo cosa ci riserva la lettura. Aspetto i vostri commenti magari avete già letto questo libro perché non stuzzicate la mia curiosità? Fate conoscere anche la vostra opinione.

domenica 6 ottobre 2013

Se gli avessero chiesto cos’è la libertà, che aveva tanto cercato avrebbe saputo cosa rispondere: non provare vergogna di se stessi. È questa l’unica vera e autentica libertà. Tutto il resto rende schiavi. Tratto da “Vita” Melania Mazzucco

Agenda letteraria
           Happy Birthday a Melania Mazzucco.
  Eccomi di nuovo a scribacchiare su questa rubrica dedicata a coloro che vorremmo chiamare al telefono quando ci pare, gli autori, che ci regalano grandi emozioni e la nostra Agenda letteraria, ci ricorda oggi 6 Ottobre che dobbiamo fare gli auguri a una grande scrittrice, che di emozioni ne ha regalate tante e se ne sono accorti anche i giurati del  Premio Strega, che gli hanno consegnato il prestigioso liquore nel 2003 con il bellissimo romanzo Vita
  Un libro indimenticabile, che ho letto con la stessa passione che lei Melania Mazzucco ha usato per scriverlo lasciandoci una pagina di storia degli Italiani e delle sue radici attraverso gli occhi di suo nonno che brilla come il suo nome, Diamante, nel cuore di Vita.
  In Spagna questo romanzo ottiene il Premio internazionale Arcebispo Juan de San Clemente di Santiago de Compostela per il miglior romanzo straniero (2004-2005); in Canada il Globe and Mail Book of the Year nel 2005; negli Stati Uniti è stato segnalato dal New York Times “Book Review editor’s choice” ed è stato incluso da Publishers Weekly tra i migliori dieci romanzi dell’anno, unico non in lingua inglese.
  Viste le grandi emozioni che Melania ha regalato non solo a me, ma al panorama letterario internazionale, vi lascio con un passo di questo splendido romanzo, trascinandoci ancora nel ricordo delle sue pagine e appassionatamente consigliato a chi non lo ha ancora letto.

 ...Siamo scappati e non sappiamo cosa farcene di questa notte. È venuta troppo presto. A undici anni, lo hanno messo fra gli uomini – ma non è un uomo. Adesso Vita vorrebbe che fosse già giorno. La libertà ha l’odore del sale che profuma la giacchetta di Diamante. I passeggeri, non credevano che Vita viaggiasse con lui. Un viaggio così pericoloso, così lontani da casa. Ci sono duemila persone, sulla nave. A tutti, Vita va dicendo di essere rimasta sola al mondo con Diamante. Orfani. È una gran bugiarda, ma tutti le credono. Le bugie nel vecchio mondo non sono un reato. Sono come i dollari, le monete d’oro abbagliano. E consolano. ... Accanto a lei, c’è un ragazzo col berretto rigido. Gli stringe la mano. Diamante dice, perché mi guardi così Vita? l’ avevo detto che sarei venuto. Lei dice, perché non sei venuto prima? Lui risponde, l’ho fatto adesso.

Il Libro dei Libri, inizia con un uomo e una donna in Paradiso e finisce con l'Apocalisse. Oscar Wilde


Buona domenica ,
          la vostra amica di lettura è appassionata di libri è tornata e con questa bella citazione del grande Oscar Wilde, vi auguro una buona domenica, con il primo libro che è stato stampato, secondo la rivoluzionaria tecnica a caratteri mobili introdotta da Johann Gutenberg nel XV secolo con una tiratura di 180 copie.

Una piccola curiosità. Lo sapevate che il primo libro stampato è stato il Sutra del Diamante?
Uno dei testi sacri del buddismo, datato al 848 d.C.  di cui vi lascio un passo insieme all’immagine della stampa.

Il Signore Buddha si rivolse a Subhuti, dicendo: "Cosa pensi? Se una persona benevola desse in elemosine un'abbondante quantità dei sette tesori, sufficiente a riempire l'universo, quella persona là accumulerebbe un considerevole merito?" 

Subhuti rispose: "Un merito molto considerevole; o Onorato dal Mondo! Perché ciò a cui ti sei riferito non condivide la natura del merito ordinario; in quel senso, il Signore Buddha giustamente parla di 'un merito considerevole'. "  

giovedì 26 settembre 2013

Matilde Camus: La vita es demasiado breve, par la eternidad de los sentimentos.

Agenda letteraria
Mi corazòn es un barco donde solo caben dos, tu y yo.
Miei cari lettori, era da un po’ che non scrivevo in questa rubrica, così oggi eccomi qui per ricordare la nascita di un altro autore che ci ha fatto dono delle sue opere. Oggi 26 Settembre l’agenda letteraria ricorda la scrittrice e poetessa spagnola Matilde Camus, una musa nel panorama letterario che nonostante la sua scomparsa nello scorso anno, continua a far risuonare la sua voce.

Has llegado hasta mí como un milagro
florecido de gozo sobre nieve.
Tú deslumbrante amor, vivo y auténtico,
ha enfocado la luz sobre mi frente…

Matilde Camus è stata una accademica e storica, nonché alunna del poeta e scrittore Gerardo Diego, famoso per aver rappresentato l’ideale della cosiddetta Generazione del 27’, alternando la poesia tradizionale con l’avanguardia. Questa poetessa e studiosa ha cercato di combinare la ricerca con la letteratura, dedicando le sue opere al suo paese natio Santander nella Cantambria che non ha mai abbandonato portando nel cuore fino alla fine dei suoi 92 anni vissuti con forte determinazione e profondo amore verso i suoi affetti e la sua terra di montagna.
Yo Soy de la Montaña

Yo soy de la Montaña vertebrada
llena de húmedos pulsos de rocío,
de campos soñadores,
de arroyos cantarines y de ríos;
de casonas hidalgas
y de ruido de albarca en los caminos.

Yo soy de esta vestida tierra herbosa
donde el sol nos envuelve con cariño,
donde la bruma besa nuestros rostros
y las playas se aroman con sus pinos.

Soy de estas costas, duras y norteñas,
donde se encrespa el mar embravecido,
donde hay temblor de algas
bajo espumas de armiño.

Yo soy de la ladera más hermosa
de nuestro litoral santanderino.
Aquí la primavera es voz mojada
rompiéndose en fulgores y estallidos

Miti e leggende: In un tempo ormai lontano sulle sponde del Fiume Celeste (Via Lattea) viveva il sovrano di tutti gli dei e imperatore del Cielo...

 Oggi vi narrerò la leggenda di un grande amore, un amore eterno e splendido come il firmamento, perché è proprio questo il luogo dove tutto ha avuto inizio.
Questa storia risale ad almeno 2000 anni fa, è nata dalle voci sussurrate in una terra lontana chiamata Giappone e ancora oggi per sottolineare l’importanza che ha nel cuore e nella cultura di questo popolo è ricordata e celebrata con una bellissima festa, chiamata
Tanabata Matsuri o Festa delle Stelle Innamorate.
Come in tutte le leggende, anche questa a varie versioni che si ricollegano anche con la tradizione cinese. Io ho scelto quella che si lega meglio al giorno della festa giapponese, che si celebra il 7 Luglio, ovvero quando le due stelle maggiori del cosiddetto triangolo estivo, Vega e Altair, sono visibili in cielo.
In un tempo ormai lontano sulle sponde del Fiume Celeste (Via Lattea) viveva il sovrano di tutti gli dei e imperatore del Cielo, Tentei, la cui figlia Orihime ( Vega) aveva il compito di tessere e cucire stoffe e vestiti regali per le divinità. Lavorava di giorno e di notte e senza avere mai un attimo di sosta maneggiava con rapidità e destrezza il suo fuso e realizzava abiti sempre più belli e splendidi per poter vestire tutte le divinità.
Lavorava talmente tanto che non aveva neppure il tempo di pensare a sé stessa e ai propri interessi. Giunta all’età adulta però, il padre mosso da pietà, dato che alla figlia non era mai stato concesso altro che lavorare il fuso, le scelse un marito: era un giovane mandriano, di nome Hikoboshi ( Altair) la cui attività consisteva nel far pascolare buoi e fare attraversare loro le sponde del Fiume Celeste. Era un grande lavoratore e anche lui non pensava ad altro che a svolgere il suo lavoro.
Essendo matrimonio combinato, i due finirono per conoscersi solo il giorno delle nozze; ma non appena i due si conobbero finirono per innamorarsi follemente l’uno dell’altro. Furono talmente presi dal profondo sentimento che provavano l’un per l’altro che dimenticarono completamente i loro doveri, il loro lavoro e gli altri Dei. La loro unica ragione di vita sembrava essere diventata l’amore e la passione.
Così la mandria di buoi finì per essere abbandonata a sé stessa e quando agli dei cominciarono a mancare gli abiti fino confezionati da Orihime, il sovrano degli dei si lasciò prendere dalla collera e separò ciò che era diventato inseparabile e per  evitare che i due giovani amanti potessero incontrarsi e lasciarsi trascinare dal loro appassionato amore dimenticando i loro lavori, l’Imperatore del Cielo creò due sponde separate dal fiume Celeste, lo rese  impetuoso e privo di ponti in modo tale che i due innamorati non potessero mai più incontrarsi.
Il risultato non fu però quello sperato dal sovrano infatti: il pastore sognando e pensando sempre alla sua innamorata non accudiva ugualmente le bestie e la dolce fanciulla, pensando continuamente al suo amore non cuciva più i vestiti agli dei. Il sovrano e gli dei provarono pietà per i due amanti e allora per risollevare il cuore dei due innamorati il sovrano Tentei, fece loro una proposta: “Se deciderete di ritornare ad occuparvi delle vostre attività come un tempo rispettando i vostri doveri, rimarrete divisi dalle sponde del Fiume Celeste per un anno intero però, vi sarà consentito di potervi incontrare una volta soltanto nella notte del settimo giorno del settimo mese dell’anno.
A queste parole, i due giovani innamorati, pensando all’idea di potersi incontrare di nuovo ripresero di buona lena a lavorare sodo con la speranza di potersi presto riabbracciare. Da quel momento in poi infatti, dopo un anno di lavoro e fatica i due ogni 7 luglio attraversano il Fiume Celeste e nel cielo stellato si incontrano.
Questa leggenda che fa da sfondo alla festa popolare del Tanabata, in uso già nel periodo Edo, prevede secondo la tradizione, di scrivere dei desideri su piccole strisce di carta colorata chiamate tanzaku, per poi legarli a un albero di bambù e poi pregare perché se i due innamorati si incontrano il loro desiderio si è avverato così come quello legato all’albero.
Il Tanabata è una festa molto romantica e amata soprattutto tra i giovani, che vedono coronarsi il loro amore insieme a quello di Hikoboshi e Orihime.