La biblioteca teologica del Monastero di Strahov a Praga

La bacheca dei libri, ha come modello questa immensa fonte di conoscenza perché: "La lettura è per la mente ciò che l'esercizio è per il corpo

Novità e successi della NORD Editore

Ecco le novità da non perdere e il successo di "Vita dopo vita" che come sottolinea l'Espresso:«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»

Novità e successi della Dunwich Edizioni

La Porta dei cieli, il thriller archeologico protagonista del Blog Tour ancora in corso; Il successo dell'horror "William Killed The Radio Star" uno sfondo musicale dalla intricata indagine psicologica e le attese novità legate ai concorsi della Dunwich.

I 5 romanzi finalisti del Premio Strega 2014.

Ecco i romanzi candidati a entrare nell'immortale albo d'oro del Premio. Il favorito è "Non dirmi che hai paura" vincitore del Premio Strega Giovani. Alla finale del 3 Luglio ha vinto il prezioso elisir Francesco Piccolo con "Il desiderio di essere come tutti".

Novità editoriali da non perdere

Ecco le fresche letture che hanno attirato la mia attenzione. Da un Amore Alieno a Per sempre insieme,dalla passione di Così come sei al distopico fantasy Mystic city, ma un Eccezione serve sempre quindi non perdetevi l'eccezionale caos di sentimenti scritta dall'islandese Audur...

sabato 19 luglio 2014

Un nuovo esordio letterario, quello di Federica Nalbone e del suo romanzo Poteri Spezzati, edito da Lettere Animate, che presto conquisterà anche la Spagna.

 Benvenuti tra le mie pagine...
Oggi desidero parlarvi di un nuovo esordio letterario, quello di Federica Nalbone che a Maggio, si è presentata ai lettori italiani grazie alla casa  editrice 
 con un romanzo Urban fantasy dal titolo:

Poteri Spezzati
Trama:

Alison è una coraggiosa cacciatrice di creature soprannaturali che possiede il dono della preveggenza, ma quando il suo potere, inaspettatamente, comincia a ritorcersi contro di lei si ritrova in grave pericolo. Accorre in suo aiuto un misterioso e affascinante cacciatore, Dave, che la coinvolge in una corsa contro il tempo per tentare di scoprire perché i poteri di alcuni cacciatori siano diventati di colpo tanto pericolosi. Saranno avventure rischiose e i due ragazzi, nella splendida cornice di Chicago, verranno a contatto con molte altre creature: potenti stregoni, vampiri assetati di sangue, un misterioso fantasma e persino altri cacciatori con un'idea di giustizia ben differente dalla loro. L'amore busserà alle loro porte, ma i pericoli sono molti: qualcuno ha alterato un equilibrio precario e i due dovranno, prima di tutto, riuscire a salvarsi.

Adesso parliamo un po’ di Federica Nalbone
Biografia:

Federica è nata in Sicilia nel Novembre del 1987. Da sempre lettrice di libri Thriller, si è avvicinata da alcuni anni al mondo dell'Urban Fantasy sino a trovarlo fonte di ispirazione anche per i suoi scritti. È proprio la scrittura, infatti, la sua più grande passione, un piacere che coltiva da tempo con entusiasmo. Ama anche il cinema, segue svariate serie televisive e nutre un grande interesse per il mondo Disney.

Allora! Dalla sinossi, come vi sembra questa nuova storia?
Io la trovo davvero intrigante, proprio come la serie Shadowhunters dell’amata Cassandra Clare.

Alison e Dave saranno una coppia esplosiva come Clary e Jace ? 
      Direi che l’unico modo per scoprirlo è... Leggere

.Per questo motivo, vi presento un’anteprima impaginata dal blog Penne Matte e condivisa sulla pagina facebook del romanzo.
Bello vero?

Adesso non vi resta che acquistare questo strepitoso romanzo e scoprire  come si evolveranno gli eventi
Store:

Cliccate anche voi

sulla pagina facebook e seguitelo su 

venerdì 18 luglio 2014

FINALMENTE! Eccola, una nuova scrittrice, BEATRICE MARIANI, intervistata per voi da "la bacheca dei libri".

Come vi avevo preannunciato, ho l’immenso piacere di ospitare tra le mie pagine, una giovane penna, che sta cercando di mostrare al mondo i suoi meravigliosi colori, Beatrice Mariani. In questa nuova intervista scopriremo qualcosa di più su di lei, sul suo romanzo 

Amore Alieno e parleremo della sua grande passione “la Scrittura”, che ha già dato luce a diversi racconti che potete trovare su Amazon.


Ma adesso, accogliamo con un applauso Beatrice Mariani
 

  • Beatrice, benvenuta tra le pagine di “la bacheca dei libri” e grazie infinite per avermi dedicato un po’ del tuo tempo per rispondere alle mie curiosità. Allora, Beatrice, parlaci un po’ di te e della tua passione per la scrittura, come e quando è nata, cosa ti spinge a scrivere e soprattutto chi è realmente Beatrice Mariani?


Ciao, grazie a te per l’ospitalità. Mi trovo sempre in difficoltà quando qualcuno mi chiede di parlare di me e non perché non voglia farlo ma perché sono una persona assolutamente normale, senza nulla di speciale da raccontare di sé. Mi sento più a mio agio a scrivere e, attraverso gli scritti, comunicare quel che penso, desidero o temo. La passione per la scrittura è nata dalle esperienze che ho vissuto. Per necessità familiari durante l’infanzia e l’adolescenza ho viaggiato moltissimo, trasferendomi in città diverse anche ogni sei mesi. Sono stata un po’ dappertutto - Usa, Australia, Cina, Brasile - ma, a differenza di quello che molti pensano, non è bello cambiare continuamente casa e amici. Da piccolissima cominciai a scrivere un diario per affidare alle sue pagine ciò che sentivo: il mio diario era sempre con me, non mi avrebbe detto addio come molte persone a cui mi ero affezionata. Da lì è nata la mia passione per la scrittura. Ora che sono adulta mi sono finalmente fermata scegliendo Roma, la mia città natale, come luogo in cui costruire il mio futuro. E la scrittura è rimasta con me, quasi come una necessità, il mio modo per comunicare con il mondo.

  • Ho notato che quest’anno hai iniziato a pubblicare su Amozon diversi racconti, ma solo Amore Alieno è il tuo primo vero romanzo. Quello che mi ha incuriosito molto è stata non tanto la scelta di pubblicare racconti alcuni davvero brevissimi, ma la diversità del genere letterario, infatti h0 notato: young adult, fantasy, Paranormal fantasy, romance e addirittura qualcosa di più piccante, come mai hai deciso di spaziare tra così tanti generi e non ti sei concentrata su uno in particolare?


Mi piace sperimentare. Sebbene mi venga più naturale scrivere racconti rosa, ho tentato di scrivere ogni tinta di questo genere. Con Amore Alieno ho dato sfogo alla mia passione per l’astronomia e la scienza e l’esperienza mi è piaciuta molto. Credo che scriverò molto altro di questo genere, ma ho ancora intenzione di provare qualcos’altro, come un rosa storico, un thriller o un giallo.

  • Hai già provato a inviare i tuoi scritti a una casa editrice, anche locale o hai deciso di passare direttamente al self-publishing per vedere la reazione del pubblico on line?

Non ho cercato il contatto con nessuna casa editrice per il momento. In una delle mie ultime tappe Usa (Ohio) mia madre mi ha presentato dei docenti universitari che facevano anche parte di un’agenzia letteraria. All’epoca non avevo mai nemmeno pensato di dedicarmi seriamente alla scrittura però grazie a queste conoscenze ho avuto modo di comprendere come funziona l’editoria. Approdata definitivamente in Italia ho confrontato la situazione editoriale nostrana con quella degli States e le differenze sono abissali, disarmanti. È il concetto alla base dell’editoria che è diverso; come vanno le cose qui in Italia non mi piace per niente. Credo che, se mai decidessi di contattare un editore, sarebbe un editore straniero e pubblicherei in inglese. Nel frattempo ho deciso di sottoporre ai lettori italiani i miei scritti per vedere cosa ne pensano. Amazon è un’ottima piattaforma.

  • Come è nata l’idea e la trama di Amore alieno, che cosa ti ha ispirato e come sono nati questi personaggi metà alieni e metà umani chiamati Jonah e Davin e come hai deciso l’abbinamento delle personalità dei personaggi femminili Liberty e Summer a quelle di Jonah e Davin?

Per un periodo piuttosto lungo, o meglio relativamente lungo (due anni), ho vissuto a Tucson, in Arizona. È una città straordinaria: sospesa tra la cultura dei nativi americani, quella messicana e quella statunitense più classica. Inoltre l’area circostante è ricca di strutture di ricerca, geologica ma anche astronomica (per esempio l’osservatorio del Monte Graham che compare anche in Amore Alieno), le lande sconfinate del deserto, il cielo stupendo che si può osservare di notte: tutte queste caratteristiche insieme mi hanno fatto pensare che, se non esiste davvero una presenza aliena in quella zona, sarebbe comunque l’area perfetta per la sua comparsa e mimetizzazione. Sono appassionata di astronomia ma anche di genetica e seguo da anni lo sviluppo di alcune teorie sulla possibilità di creazione di ibridi da parte di esseri alieni (le testimonianze di addotti a riguardo sono tantissime) e ho pensato che potrebbe davvero essere possibile. Il DNA tra l’altro è come una mappa di cui noi siamo riusciti a decifrare ancora poco ma potrebbe essere possibile imprimere al suo interno dei dati, da ciò l’idea dei flash di Jonah e Davin e delle informazioni sulla propria natura. Magia di Tucson + infinite possibilità offerte dal DNA + romance = Amore Alieno.
Jonah sarebbe stato un classico bravo ragazzo se non fosse stato alieno, timido e schivo ma affidabile. Liberty è uno spirito temprato dalle perdite familiari, indipendente ma dolce, il perfetto completamento della personalità di Jonah. Insieme possono raggiungere grandi obiettivi. Davin, un "cattivo" ragazzo, con la sua impulsività esplosiva (e nel libro scopriamo perché) è un po’ egoista, si esalta facilmente, proprio come Summer, la migliore amica di Liberty. Ho pensato che farli avvicinare avrebbe dato vita a scene divertenti e litigi frequenti, per un po’ di quel pepe che serve in ogni libro.

  • Quando è maturata l’idea di scrivere un vero romanzo, visto che ho notato solo racconti tra i tuoi scritti e  come mai (secondo le recensioni che ho letto su Amazon) non hai sviluppato le buone idee che sono state abbozzate nei racconti scrivendo direttamente un romanzo invece di racconti brevi?


Bella domanda. Come accennato prima, mi piace sperimentare. Ho provato a scrivere diversi generi vedendo fino a dove riuscivo ad arrivare, cosa ne ottenevo. I risultati che mi hanno soddisfatta di più sono stati i racconti erotici perché secondo me leggere 200 pagine di erotismo dopo un po’ stanca, mentre un racconto è più che sufficiente. Per i racconti chick lit, come Una possibilità, ci ho messo impegno nel sviluppare la caratteristica peculiare per questi scritti, cioè il sarcasmo e l’ironia, ma sento che non è esattamente la mia strada. Non credo che sarei riuscita a sviluppare interi romanzi su questa linea. Con Amore Alieno invece la stesura mi è venuta molto più naturale e ho lasciato le dita correre sulla tastiera da sole, fino alla fine.

  • All’inizio del tuo romanzo hai lasciato una citazione di Murakami Haruki tratta dal terzo libro del popolare romanzo 1Q84. Ottobre-dicembre :  “Ci sono amori che devono superare ostacoli, difficoltà, avversari, enigmi. Amori che devono, soprattutto, vincere le paure interiori, inquietanti e terribili come piccole creature che albergano dentro di noi, per poter creare a propria volta un mondo in cui non ci sia più la paura, un mondo nuovo in cui essere al sicuro in due.”
  • Dalla lettura del romanzo, posso capire perché l’hai scelta, ma credo che la tua opinione in merito sia molto importante per i nostri lettori, perché non sempre si ha la stessa visione delle cose, quindi come mai questa cit. e come mai tra tanti autori hai scelto proprio Murakami Haruki?


Il primo romanzo che ho letto di Murakami Haruki fu Tokyo Blues. Mi colpì per la chiave nostalgica dell’intera narrazione, per il linguaggio intimo e suggestivo. Leggendo altri suoi libri ho poi compreso che Murakami è molto più di questo ed è diventato uno degli autori che leggo con più piacere. In particolare mi colpisce la sua volontà, in quasi ogni romanzo, di presentare le sfide che la moderna società tecnologica pone alla società e agli individui. L’eventuale contatto tra l’umanità e una razza aliena sarebbe esattamente questo, una sfida: verrebbero messe in dubbio le convinzioni di ogni essere umano, la percezione della Terra come pianeta e dello spazio, ci sarebbero risvolti imprevedibili. Per questo una citazione di Murakami è secondo me l’ideale per introdurre un libro come Amore Alieno. La particolare citazione che ho scelto inoltre rimanda al più intimo rapporto tra Jonah e Liberty e alle difficoltà che devono affrontare e superare per sperare in un futuro insieme.

  • Dopo quest’ultima domanda mi viene naturale chiederti, quali sono i tuoi personaggi letterari preferiti e quale romanzo ha lasciato il segno su di te e perché?


Amo Isaac Asimov e Stanley Kubrick, ma anche i loro predecessori come Allan Poe, per quanto riguarda il genere fantascientifico. Mi piace anche leggere distopici, primo fra tutti George Orwell con 1984 e anche i nuovi distopici young adults come Hunger Games. Sono tuttavia anche un’anima romantica che non disdegna un buon romance, o ancor meglio rosa storico. Uno dei libri che ho preferito sopra gli altri è La straniera di Diana Gabaldon. C’è di tutto: storia, amore, passione, viaggi nel tempo… non potevo non amarlo.

  • Se dovessi identificarti con uno scrittore o scrittrice, chi si avvicina di più a te e perché?

Nessuno mi hai mai fatto questa domanda e sinceramente io non me la sono mai posta. Non riesco a identificare il mio stile in uno schema preciso poiché lo modifico in base al genere che scrivo. Inoltre, avendo interessi letterari a volte contrastanti (per esempio letteratura fantascientifica e di contro il classico romance) non posso identificarmi con un autore o una corrente in particolare. Tuttavia la domanda è interessante, per cui accetto volentieri le impressioni dei lettori a riguardo.

  • Quando scrivi ti è mai capitato di  lasciar perdere qualsiasi cosa perché hai avuto un’ispirazione improvvisa? E  in genere hai un ambiente ideale per favorire la tua ispirazione?


Per quanto io sia una persona ordinata, precisa fino all’ossessione, divento disordinata quando si tratta di scrivere. Se mi viene in mente qualcosa che vorrei scrivere in un racconto o modificare in un altro, prendo appunti su post-it colorati. E così la mia scrivania si ricopre di bigliettini stile casa di Bruce Nolan in Una settimana da Dio, quando cerca di catalogare le preghiere.
Riesco a lavorare solo e soltanto in un luogo: nello scantinato di casa mia, dove i rumori della città non arrivano e la luce è smorzata, dove sono solo io di fronte al cursore che lampeggia sul foglio bianco di Word.
  • Un libro, la Musica, l’arte o anche un film,  hanno mai favorito l’ispirazione? E se sì, quale e perché?


L’arte. Amo l’impressionismo e in particolare Monet e Degas. Ogni volta che guardo i loro quadri (di cui casa mia è tappezzata) mi sembra di vedere qualcosa al di là si ogni singola pennellata, un disordine di sentimenti, di intenzioni o di sogni, qualcosa che, a seconda della luce usata nel dipinto e del mio umore, cambia eppure resta sempre uguale. Ogni ballerina di Degas mi comunica una cosa diversa ogni giorno, mi ricorda qualche particolare sfumatura che vorrei dare a un personaggio, e allora corro ad aggiungere un post-it alla scrivania di Bruce Nolan.

  • Prima di concludere l’intervista e prima di lasciare la recensione con tutte le mie motivazioni da lettrice imparziale, volevo chiederti,  secondo te perché i nostri lettori dovrebbero leggere Amore Alieno?


Amore Alieno ha le caratteristiche dell’urban fantasy, del paranormal romance, dello sci-fi, del rosa, con qualcosina di poliziesco e giallo. Inoltre, da lettrice di young adults, direi che gli scaffali delle librerie ormai sono pieni di vampiri, licantropi, demoni e angeli, ma gli alieni in chiave romance scarseggiano. Spero si riveli una lettura piacevole.

  • A conclusione di questa domanda forse un po’ spiazzante ti chiedo come faccio sempre nelle mie interviste, di scegliere un passo significativo secondo il tuo punto di vista, tratto dal tuo romanzo Amore Alieno da lasciare ai nostri lettori, giusto per stuzzicare la loro curiosità?


Questa è la richiesta che sempre temo. Paradossalmente, trovo più facile scrivere un racconto che scegliere un estratto significativo di un mio scritto. Ci provo comunque, sperando di scegliere qualcosa di interessante ;)

«Ah, detesto quando manca l’acqua», sbuffò Brody uscendo dal bagno. «E non è agosto o settembre, accidenti. Se non la sprecassero su tutti quei campi da golf! Dove vai?», chiese alla figlia che si stava truccando allo specchio dell’ingresso.
«Scusa papà, ho dimenticato di avvisarti. Vado con Summer a una festa sul fiume.»
«Che tipo di festa?»
«Non è un rave, tranquillo», rispose Liberty sorridendo con espressione innocente. «Si tratta di una cosa molto per bene. Non è proprio una festa, piuttosto una sagra data da un’associazione di navajo.»
«Uhm. Va bene. Mi raccomando a te.»
Liberty gettò alla rinfusa i trucchi nel beauty-case e lanciò un baciò volante al padre. «Non preoccuparti.»
Summer la aspettava in strada, il macinino già in moto. Liberty salì dal lato passeggero.
«Non sono in ritardo», dichiarò.
«Soltanto di un quarto d’ora», rispose Summer partendo. «Stai migliorando.»
«Wallace?», si informò Liberty.
«Non viene. Sua nonna è ammalata e Dio solo sa quant’è buono di cuore quel ragazzo. A quest’ora le starà leggendo un libro di fiabe.»
«Domani gli dico che lo stai prendendo in giro», minacciò Liberty ridendo.
«Non potrai», replicò l’altra. «Non verrà a scuola per assistere la nonna.»
«Cattivissima.»
«È per questo che mi volete bene!», esclamò Summer.
«Non proprio.» Liberty fece una linguaccia che Summer non vide ma udì.
Il luogo in cui si teneva la sagra era a qualche miglio dalla città, sul fiume Santa Cruz. Tra gli amici di famiglia di Summer c’erano diversi navajo, così la ragazza era stata informata della sagra. Aveva invitato Liberty e Wallace per trascorrere una tranquilla serata umana per soli partecipanti umani. A Liberty l’idea era piaciuta: non che disdegnasse la compagnia di Jonah e Davin, ma distrarsi e fare qualcosa di altamente normale poteva solo farle del bene. Tra l’altro aveva un debole per la cultura dei nativi americani: era stata un sacco di volte al museo cittadino a loro dedicato.
«Non sarà qualcosa di affollatissimo come il rave», annunciò Summer entrando nel parcheggio provvisorio allestito per l’occasione. Parcheggiò alla meglio il macinino verde battaglia.
«Meglio così. L’esperienza non mi è piaciuta», ricordò Liberty.
Non ci sarebbe stato nessun incendio a una tranquilla sagra navajo, giusto? Tuttavia le numerose candele e torce accese lasciavano intendere un rischio potenziale.
Il fiume scorreva scuro e poco rumoroso accanto alle bancarelle della fiera. La notte era limpida come tutte le notti. L’atmosfera di tranquillità in cui versava generalmente l’altopiano sembrava quella notte dilatata dai fuochi, dalle piume, dai colori sgargianti dei nativi.
Buona parte della fiera era dedicata all’artigianato e ai prodotti tipici. C’erano poi gli angoli della musica e dei giochi.
Summer e Liberty si spostarono da una bancarella all’altra come api sui fiori, nutrendosi di ciò che vedevano, sentivano, toccavano. È vero che c’è qualcosa di magico, arcaico, nelle culture dei nativi americani: Liberty se ne sentiva pervasa, ebbra. Anche Summer era particolarmente elettrizzata e, al suo solito, esternò l’eccitazione provando a rimorchiare. Lui era un gran bel pezzo di navajo, alto e muscoloso, con i lineamenti decisi e virili. Liberty lasciò l’amica libera di flirtare e gironzolò per le bancarelle vicine. Sarebbe volentieri rimasta lì fino all’alba.
Si chinò su un banco per esaminare un braccialetto.
«Carino», sentì dire alle proprie spalle.
Si tirò su e si voltò. «Ciao, Jonah. Che sorpresa.»
«Già. Non immaginavo di trovarti qui.»
Liberty sorrise. «Sembra che ci piacciano le stesse feste.»
«Ti svelo un segreto», disse lui in tono cospiratorio. Si chinò per sussurrarle all’orecchio. «Non mi piacciono le feste.»
Liberty accennò una risata e Jonah si sollevò. «Anche stavolta mi ci ha trascinato Davin.» Cominciò a camminare verso il fiume.
«I navajo hanno qualcosa a che fare con la vostra… situazione?», domandò lei, seguendolo.
«Non lo so. La cultura dei nativi d’America è intrisa di leggende, è ricca di storia. Davin è venuto qui con il preciso intento di interrogare gli indiani più anziani.»
«Ma tu non lo farai», palesò Liberty.
Jonah si fermò in riva al fiume e la guardò. «Non lo farò.»
Liberty gli si avvicinò. «Sai, certe volte sembra che tu non sia affatto interessato a scoprire il tuo passato o il tuo destino. Voglio dire, a differenza di Davin tu sei sempre cauto, riflessivo, quasi schivo nei confronti delle novità. Ecco, forse il tuo potere speciale deriva da questo lato di te. Proteggi ciò che hai, ciò che vuoi mantenere al sicuro… difendi le cose in modo che rimangano sempre uguali.»
Jonah accennò un sorriso. «Wow. Direi che ci stavi pensando da molto.»
Liberty gli sorrise in modo incoraggiante e lui osservò il fiume.
«Non so, forse temo qualcosa», disse piano. I rumori della sagra sembrarono improvvisamente lontani. «Temo di scoprire davvero perché sono qui. E se fossi stato programmato per uccidere gli esseri umani? Se un giorno si risvegliasse in me qualcosa di terribile? Potrei fare del male ai miei genitori, a te.»
«Che dici?», domandò lei dolcemente, colpita dalla sensibilità nelle sue parole. «Tu sei buono. Non faresti del male a nessuno, neanche se fosse scritto nel tuo DNA.»
Si voltò verso di lei, fissandola con gli occhi castani accesi dei riflessi delle torce. «Ne sei davvero convinta?»
Liberty annuì. «Farai sempre ciò che è giusto. Io ho fede in te», soggiunse dicendo a lui le parole che il padre aveva dedicato a lei. Era un gesto d’affetto e di stima, ora lo sapeva.
Jonah la guardò in modo diverso e Liberty per un attimo rivide i suoi occhi accesi d’azzurro fosforescente. Non si era resa conto di come e quando era accaduto, ma ora era così vicina a lui da sentire il suo respiro, il suo odore.
«Liberty», disse piano Jonah.
Liberty chiuse gli occhi ma li riaprì di scatto nell’udire un grido. Si voltarono entrambi e, scorgendo un nugolo di persone raccolto all’estremità del mercato, cominciarono a correre. Si fecero largo tra la gente e raggiunsero l’oggetto di tanto interesse. Disteso nella polvere c’era il corpo senza vita di un uomo.

La nostra intervista si conclude qui, con la lettura di questo significato passo lasciato da Beatrice Mariani e tratto dal suo romanzo Amore Alieno, di cui domani potrete leggere la mia recensione, intanto saluto calorosamente la nostra scrittrice, ringraziandola immensamente per la sua disponibilità con l’augurio che possa presto raggiungere le vette proprio come la grande Jennifer Armentrout, che con questo genere ha raggiunto il cuore di milioni di lettori o come i grandi scrittori che la nostra Beatrice ama tanto leggere.
A domani con la recensione su Amore Alieno di Beatrice Mariani.

BIG NEWS!!! Arriva una nuova intervista per “la bacheca dei libri”, chi sarà?


Benvenuti tra le mie pagine...
Presto miei carissimi lettori e viandanti sperduti avrò l’immenso piacere di presentarvi un altro fantastico autore, chi sarà?
Lo scoprirete presto, anzi prestissimo rimanete in zona e naturalmente i vostri commenti sono sempre i benvenuti, perché  sono loro a dare vita e sostegno al blog stesso.Quindi

Grazie e a presto


Non mancate! 

lunedì 14 luglio 2014

News! Ecco i vincitori del 1° Premio Internazionale di Letteratura. Città di Como


Miei carissimi lettori, benvenuti tra le mie pagine.

Come vi avevo annunciato Sabato 12 Luglio alle ore 16:00  nella magnifica Villa Giulia sita nella città comasca, si è tenuta l’attesa premiazione del 1° Premio Internazionale di Letteratura. Città di Como. In questa incantevole sede, la giuria tecnica presieduta dall’apprezzato scrittore Andrea Vitale ha annunciato al mondo della letteratura i vincitori di questo 1° concorso letterario, dedicato agli immortali autori vissuti nel territorio lariano, come la grandiosa poetessa Alda Merini e lo scrittore Giuseppe Pontiggia, a cui è stato dedicato questo premio di portata internazionale, organizzato dalla Associazione Eleutheria, con il patrocinio della: Provincia di Como, Comune di Como, Camera di Commercio di Como, Comune di Erba e con il contributo di Corriere di Como, Comolake.com, Editoriale Lariana, Associazione Italiana di Cultura Classica, Città della Comunicazione, Partners Advertising & Web Addicted, Espansione Tv, Associazione Culturale Parolario, Casa della Poesia di Como, Amici di Como e Centro Studi Casnati.
L’evento come avevo annunciato è stato presentato dalla popolare giornalista televista Claudia Ricifari, della rete Espansione TV.
Dopo questa breve premessa, ecco finalmente  le penne vincitrici delle varie sezioni
(se desiderate conoscere i nomi dei finalisti cliccate sul link sottostante).
Per la sezione “Poesia edita” il vincitore è stato Mario Santagostini con “Felicità senza soggetto”.
 La motivazione è stata: “Per la piena maturità essenziale dello stile e per la ricchezza dei contenuti.”
Questo grandioso poeta non finisce di stupire e la sua apprezzata poesia, ottiene ancora un importante riconoscimento.
 Per la sezione “Poesia inedita”, è stata premiata Maria Pia Quintavalla con “Quinta Vez”.
La motivazione è stata: “Versi inediti che vedono China, la protagonista, risorgere in una dimensione spaziale e temporale straniata, dove la luce del sole che illumina il cielo castigliano e andaluso sembra essere metafora della rinascita a nuova vita.
Una poetessa e scrittrice, nota nel panorama letterario non solo per aver vinto diversi concorsi, ma anche per i suoi scritti e collaborazioni.
La sezione “Narrativa edita” ha visto vincere Camilla Baresani con  il romanzo, “Il sale rosa dell’Himalaya” edito da Bompiani.
Con la motivazione: “Un meccanismo ben orchestrato che ha messo a nudo le contraddizioni e i vizi della società di oggi. Con grande abilità l’autrice ha costruito una trama ad alta tensione innestandola con spunti e riflessioni su temi difficili e complessi da trattare.”
 Vincono ex aequo la sezione “Racconti del territorioLaura d’Incalci con “Il cavaliere che guarda le stelle”, un racconto tratto dal libro “A cavallo sono un re”, e Marco Scarpelli con “Sulla funicolare leggendo una storia”.
 Per la sezione “Aforismi”, alla fine ha vinto: Sandro Montalto con “L’eclissi della chimera”.
 Con la motivazione: “Un testo in cui l’autore propone un vasto spaccato della sua sapienza aforistica, mai costretta entro schemi prestabiliti.”
Il direttore editoriale delle edizioni Joker, ci sa proprio fare con le parole infatti ecco uno dei suoi aforismi
“L’uomo non può sapere tutto, ma non è un buon motivo per non sapere niente.”
Nella sezione “Under 25” ha primeggiato: Lorenzo Nguyen con “Un’altra isola
Con la motivazione: “una riflessione che dà voce alle seconde generazioni che riflettono sulla loro identità di italiani e sulle storie, che arrivano da lontano, delle loro famiglie.”
C’è un bambino davanti alla televisione. Guarda le immagini di due isole; una è Lampedusa. L’altra L’Isola dei famosi. Nella prima ci si arriva scappando, nella seconda per inseguire uno scampolo di notorietà. Inizia da questo aneddoto la storia di Lorenzo Nguyen, quindicenne torinese, che ha scritto Un’altra Isola, edito da Loescher, ed è la storia di come suo padre Loi è fuggito dal Vietnam per arrivare in Italia.

Con questo si è concluso questo 1° Premio Internazionale di Letteratura. Città di Como, ma non è il momento di rilassarsi, perché già bisogna prendere le penne in mano e prepararsi per il concorso del prossimo anno infatti, vi ricordo, che sarà presentato in anteprima a Parolario il 6 settembre. All’incontro parteciperanno anche alcuni dei vincitori della prima edizione, chissà chi di loro interverrà?
Restate in zona per scoprirlo, le news non mancheranno e intanto vi aspetto alla prossima edizione.

Pochi istanti dopo essere venuta al mondo, il mio cuore ha smesso di battere. A quattro anni, sono annegata nell’oceano. A cinque anni, sono scivolata da un tetto coperto di ghiaccio. A otto anni, ho preso l’influenza spagnola. Quattro volte. A ventidue anni, mio marito mi ha spinto con violenza contro un tavolino, uccidendomi. A trent’anni, sono morta durante un bombardamento tedesco su Londra. E su di me cadevano le tenebre. Ma ho sempre avuto un’altra possibilità.

Buongiorno miei carissimi lettori e...
                                                      Benvenuti tra le mie pagine.

Inizia una nuova settimana e niente rinfranca di più di un energizzante caffè per avere la carica giusta, per affrontare una nuova settimana. Se poi al caffè aggiungiamo la compagnia di una lettura da caso editoriale, allora si! Che possiamo partire al massimo. Quindi eccomi qui per offrirvi un piccolo assaggio da assaporare insieme al vostro caffè e se poi l’’assaggio a fatto centro, allora avete trovato una piacevole compagnia per questa settimana di luglio.
 Iniziamo dunque, il nostro Caffè Letterario, dove il piacere della lettura s’incontra con il gusto deciso del caffè creando un ménage perfetto, tuffandoci nel romanzo di Kate Atkinson, Vita dopo vita, un vero successo letterario osannato dal New York Times e dal pubblico internazionale al punto che presto sarà trasformato in un film che potremmo vedere sul grande schermo.
Pochi istanti dopo essere venuta al mondo, il mio cuore ha smesso di battere.
 A quattro anni, sono annegata nell’oceano.
 A cinque anni, sono scivolata da un tetto coperto di ghiaccio.
 A otto anni, ho preso l’influenza spagnola. Quattro volte.
 A ventidue anni, mio marito mi ha spinto con violenza contro un tavolino, uccidendomi.
 A trent’anni, sono morta durante un bombardamento tedesco su Londra.
 E su di me cadevano le tenebre.
 Ma ho sempre avuto un’altra possibilità.

 In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, e nessuno riesce a salvarla.
 In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, ma il medico di famiglia, giunto proprio all’ultimo istante, lo taglia e permette alla piccola di respirare.
 Inizia così la vita straordinaria di Ursula Todd, una vita che, nel corso degli anni, verrà spezzata più e più volte, mentre l’umanità si avvia inesorabilmente verso la tragedia della guerra.
 Vita dopo vita, Ursula troverà la forza di cambiare il proprio destino, quello delle persone che incrocerà e quello del mondo intero?

Vita dopo vita è uno di quei rari e fortunati casi in cui il talento creativo e la qualità letteraria hanno saputo conquistare anche il grande pubblico. Salutato dalla critica come un capolavoro destinato a rimanere nella storia della letteratura, questo romanzo è da mesi in testa alle classifiche inglesi e americane ed è stato eletto miglior romanzo dell’anno da alcune tra le più prestigiose testate giornalistiche del mondo.
Ma cosa dicono di questo romanzo?
«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»     L'Espresso
«Sono vite da romanzo: tinte forti, toni accesi. Kate Atkinson attraversa i generi letterari e prova il brivido del romanzo storico e d'amore.»
 Il Corriere della Sera
Scopriamo un po’ chi è Kate Atkinson.
Kate Atkinson  è nata a York, nel 1951. È una scrittrice britannica, vincitrice di un Costa Book Awards nel 1995, e attualmente vive ad Edimburgo.
È stata una studentessa di Letteratura britannica presso la University of Dundee in Scozia, e ha ricevuto la laurea magistrale nel 1974. Dopo essersi sposata, ha avuto il primo figlio, Eve, nel 1975, continuando comunque a studiare per il dottorato in Letteratura statunitense. Ha lavorato come segretaria in uno studio legale ed è poi stata anche insegnante nella cittadina di Whitby, nello Yorkshire.
Ha esordito con il romanzo “Dietro le quinte al museo” (Behind the Scenes at the Museum) nel 1995, vincendo nello stesso anno il prestigioso Costa Book Awards, superando le opere di due scrittori già affermati: The Moor's Last Sigh di Salman Rushdie e la biografia di William Ewart Gladstone scritta da Roy Jenkins.
Autrice di racconti, a volte di stampo comico altre più satirico, le sue tematiche preferite sono la vita mondana e la magia che in essa entra, avviando così la crescita del protagonista, di solito una persona sola, isolata. Con la Atkinson non è sbagliato, quindi, parlare di Realismo magico. A volte si cimenta anche come scrittrice di gialli e polizieschi.
Il suo ultimo romanzo è,  Vita dopo vita, che è stato pubblicato nel gennaio 2013 con molta acclamazione e le ha fatto vincere il premio Costa 2013 e il South Bank Sky Arts Award per la letteratura ed è stato anche finalista Prize femminile per la narrativa.
Nel dicembre 2013 Kate viene denominata Waterstones autore dell'anno Specsavers National Book Awards.
Kate Atkinson è una delle più importanti scrittrici del panorama narrativo inglese e, nel 2011, è diventata Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico per meriti letterari.
Adesso, vi lascio in compagnia del vostro energizzante caffè e di un estratto del miglior romanzo del 2013, anche se in Italia è arrivato solo questo maggio, grazie alla Casa Editrice

https://docs.google.com/file/d/0B3Kyw-xgcleASnVZYTRxR3ZIR0U/edit 

Allora! Cosa ve ne pare di questa intro di Vita dopo vita il miglior romanzo dell’anno per il:  The New York Times; The Guardian; Time; Barnes&Nobles; Waterstone. Sicuramente la storia di Ursula Todd, incuriosisce infatti sono anch’io immersa nella lettura di questo romanzo, perché se un libro raggiunge tali livelli sicuramente non può essere merito solo del fattore mediatico, ma deve contenere qualcosa di più ed è proprio quel più determinante che vado ricercando nella lettura dei libri, quello che cattura il cuore del lettore e li consacra a diventare immortali pagine della letteratura. Questo naturalmente è il mio pensiero personale, ma se anche voi siete curiosi di sapere come  si conclude questa storia tra il magico e il reale, non mi resta che augurarvi... Buona lettura