venerdì 18 luglio 2014
BIG NEWS!!! Arriva una nuova intervista per “la bacheca dei libri”, chi sarà?
Benvenuti tra le mie
pagine...
Presto miei carissimi
lettori e viandanti sperduti avrò l’immenso piacere di presentarvi un altro fantastico
autore, chi sarà?
Lo scoprirete presto,
anzi prestissimo rimanete in zona e naturalmente i vostri commenti sono sempre
i benvenuti, perché sono loro a dare
vita e sostegno al blog stesso.Quindi
Grazie e a presto
Non mancate!
lunedì 14 luglio 2014
News! Ecco i vincitori del 1° Premio Internazionale di Letteratura. Città di Como
Miei carissimi lettori,
benvenuti tra le mie pagine.
Come vi avevo annunciato
Sabato 12 Luglio alle ore 16:00 nella
magnifica Villa Giulia sita nella città comasca, si è tenuta l’attesa
premiazione del 1° Premio Internazionale di Letteratura. Città di Como. In
questa incantevole sede, la giuria tecnica presieduta dall’apprezzato scrittore
Andrea Vitale ha annunciato al mondo della letteratura i vincitori
di questo 1° concorso letterario, dedicato agli immortali autori vissuti nel
territorio lariano, come la grandiosa poetessa Alda Merini e lo scrittore
Giuseppe Pontiggia, a cui è stato dedicato questo premio di portata
internazionale, organizzato dalla Associazione Eleutheria, con il patrocinio
della: Provincia di Como, Comune di Como, Camera di Commercio di Como, Comune
di Erba e con il contributo di Corriere di Como, Comolake.com, Editoriale
Lariana, Associazione Italiana di Cultura Classica, Città della Comunicazione,
Partners Advertising & Web Addicted, Espansione Tv, Associazione Culturale
Parolario, Casa della Poesia di Como, Amici di Como e Centro Studi Casnati.
L’evento come avevo
annunciato è stato presentato dalla popolare giornalista televista Claudia
Ricifari, della rete Espansione TV.
Dopo questa breve premessa,
ecco finalmente le penne vincitrici delle varie sezioni
(se desiderate conoscere i
nomi dei finalisti cliccate sul link sottostante).
Per la sezione “Poesia edita” il
vincitore è stato Mario Santagostini con “Felicità
senza soggetto”.
Questo grandioso poeta non
finisce di stupire e la sua apprezzata poesia, ottiene ancora un importante
riconoscimento.
Per la sezione “Poesia
inedita”, è stata premiata Maria Pia Quintavalla con “Quinta Vez”.
La motivazione è stata: “Versi inediti che
vedono China, la protagonista, risorgere in una dimensione spaziale e temporale
straniata, dove la luce del sole che illumina il cielo castigliano e andaluso
sembra essere metafora della rinascita a nuova vita.”
Una poetessa e scrittrice,
nota nel panorama letterario non solo per aver vinto diversi concorsi, ma anche
per i suoi scritti e collaborazioni.
La sezione “Narrativa edita”
ha visto vincere Camilla Baresani con il romanzo, “Il sale rosa dell’Himalaya” edito da Bompiani.
Con la motivazione: “Un meccanismo ben
orchestrato che ha messo a nudo le contraddizioni e i vizi della società di
oggi. Con grande abilità l’autrice ha costruito una trama ad alta tensione
innestandola con spunti e riflessioni su temi difficili e complessi da trattare.”
Vincono ex aequo la sezione “Racconti del territorio”
Laura
d’Incalci con “Il cavaliere
che guarda le stelle”, un racconto tratto dal libro “A cavallo sono un re”, e Marco Scarpelli con “Sulla funicolare leggendo una storia”.
Con la motivazione: “Un testo in cui
l’autore propone un vasto spaccato della sua sapienza aforistica, mai costretta
entro schemi prestabiliti.”
Il direttore editoriale
delle edizioni Joker, ci sa proprio fare con le parole infatti ecco uno dei
suoi aforismi
“L’uomo non può sapere tutto, ma non è un buon motivo per
non sapere niente.”
Nella sezione “Under 25” ha
primeggiato: Lorenzo Nguyen con “Un’altra
isola”
Con la motivazione: “una riflessione che dà
voce alle seconde generazioni che riflettono sulla loro identità di italiani e
sulle storie, che arrivano da lontano, delle loro famiglie.”
C’è un bambino davanti alla
televisione. Guarda le immagini di due isole; una è Lampedusa. L’altra L’Isola
dei famosi. Nella prima ci si arriva scappando, nella seconda per inseguire uno
scampolo di notorietà. Inizia da questo aneddoto la storia di Lorenzo Nguyen,
quindicenne torinese, che ha scritto Un’altra
Isola, edito da Loescher, ed è la storia di come suo padre Loi è fuggito
dal Vietnam per arrivare in Italia.
Con questo si è concluso
questo 1° Premio Internazionale di
Letteratura. Città di Como, ma non è il momento di rilassarsi, perché già
bisogna prendere le penne in mano e prepararsi per il concorso del prossimo
anno infatti, vi ricordo, che sarà presentato in anteprima a Parolario il 6 settembre. All’incontro parteciperanno anche alcuni dei vincitori
della prima edizione, chissà chi di loro interverrà?
Restate in zona per
scoprirlo, le news non mancheranno e intanto vi aspetto alla prossima edizione.
Pochi istanti dopo essere venuta al mondo, il mio cuore ha smesso di battere. A quattro anni, sono annegata nell’oceano. A cinque anni, sono scivolata da un tetto coperto di ghiaccio. A otto anni, ho preso l’influenza spagnola. Quattro volte. A ventidue anni, mio marito mi ha spinto con violenza contro un tavolino, uccidendomi. A trent’anni, sono morta durante un bombardamento tedesco su Londra. E su di me cadevano le tenebre. Ma ho sempre avuto un’altra possibilità.
Buongiorno miei carissimi lettori
e...
Benvenuti tra le mie pagine.
Inizia una nuova settimana e niente
rinfranca di più di un energizzante caffè per avere la carica giusta, per
affrontare una nuova settimana. Se poi al caffè aggiungiamo la compagnia di una
lettura da caso editoriale, allora si! Che possiamo partire al massimo. Quindi eccomi
qui per offrirvi un piccolo assaggio da assaporare insieme al vostro caffè e se
poi l’’assaggio a fatto centro, allora avete trovato una piacevole compagnia
per questa settimana di luglio.
Pochi istanti dopo essere venuta al mondo, il mio cuore ha
smesso di battere.
A quattro anni, sono
annegata nell’oceano.
A cinque anni, sono
scivolata da un tetto coperto di ghiaccio.
A otto anni, ho preso
l’influenza spagnola. Quattro volte.
A ventidue anni, mio
marito mi ha spinto con violenza contro un tavolino, uccidendomi.
A trent’anni, sono
morta durante un bombardamento tedesco su Londra.
E su di me cadevano
le tenebre.
Ma ho sempre avuto
un’altra possibilità.
In una gelida notte di febbraio del 1910, a
Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo,
e nessuno riesce a salvarla.
In una gelida notte di febbraio del 1910, a
Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo,
ma il medico di famiglia, giunto proprio all’ultimo istante, lo taglia e
permette alla piccola di respirare.
Inizia così la vita straordinaria di Ursula
Todd, una vita che, nel corso degli anni, verrà spezzata più e più volte,
mentre l’umanità si avvia inesorabilmente verso la tragedia della guerra.
Vita dopo vita, Ursula troverà la forza di
cambiare il proprio destino, quello delle persone che incrocerà e quello del
mondo intero?
Vita dopo vita è uno di quei
rari e fortunati casi in cui il talento creativo e la qualità letteraria hanno
saputo conquistare anche il grande pubblico. Salutato dalla critica come un
capolavoro destinato a rimanere nella storia della letteratura, questo romanzo
è da mesi in testa alle classifiche inglesi e americane ed è stato eletto
miglior romanzo dell’anno da alcune tra le più prestigiose testate
giornalistiche del mondo.
Ma cosa dicono di questo romanzo?
«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli
volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la
fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai
visto.» L'Espresso
«Sono vite da romanzo: tinte forti, toni
accesi. Kate Atkinson attraversa i generi letterari e prova il brivido del
romanzo storico e d'amore.»
Il Corriere della Sera
Scopriamo un po’ chi è Kate Atkinson.
Kate Atkinson è nata a York, nel 1951. È una scrittrice
britannica, vincitrice di un Costa Book Awards nel 1995, e attualmente vive ad
Edimburgo.
È stata una studentessa di Letteratura
britannica presso la University of Dundee in Scozia, e ha ricevuto la laurea
magistrale nel 1974. Dopo essersi sposata, ha avuto il primo figlio, Eve, nel
1975, continuando comunque a studiare per il dottorato in Letteratura statunitense.
Ha lavorato come segretaria in uno studio legale ed è poi stata anche
insegnante nella cittadina di Whitby, nello Yorkshire.
Ha esordito con il romanzo “Dietro le
quinte al museo” (Behind the Scenes at the Museum) nel 1995, vincendo nello
stesso anno il prestigioso Costa Book Awards, superando le opere di due
scrittori già affermati: The Moor's Last Sigh di Salman Rushdie e la biografia
di William Ewart Gladstone scritta da Roy Jenkins.
Autrice di racconti, a volte di stampo
comico altre più satirico, le sue tematiche preferite sono la vita mondana e la
magia che in essa entra, avviando così la crescita del protagonista, di solito
una persona sola, isolata. Con la Atkinson non è sbagliato, quindi, parlare di
Realismo magico. A volte si cimenta anche come scrittrice di gialli e
polizieschi.
Il suo ultimo romanzo è, Vita dopo vita, che è stato pubblicato nel
gennaio 2013 con molta acclamazione e le ha fatto vincere il premio Costa 2013
e il South Bank Sky Arts Award per la letteratura ed è stato anche finalista
Prize femminile per la narrativa.
Nel dicembre 2013 Kate viene
denominata Waterstones autore dell'anno Specsavers National Book Awards.
Kate Atkinson è una delle più
importanti scrittrici del panorama narrativo inglese e, nel 2011, è diventata
Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico per meriti letterari.
Adesso, vi lascio in compagnia del
vostro energizzante caffè e di un estratto del miglior romanzo del 2013, anche
se in Italia è arrivato solo questo maggio, grazie alla Casa Editrice
Allora! Cosa ve ne pare di questa
intro di Vita dopo vita il miglior romanzo dell’anno
per il: The New York Times; The
Guardian; Time; Barnes&Nobles; Waterstone. Sicuramente la storia di Ursula
Todd, incuriosisce infatti sono anch’io immersa nella lettura di questo
romanzo, perché se un libro raggiunge tali livelli sicuramente non può essere
merito solo del fattore mediatico, ma deve contenere qualcosa di più ed è
proprio quel più determinante che vado ricercando nella lettura dei libri,
quello che cattura il cuore del lettore e li consacra a diventare immortali
pagine della letteratura. Questo naturalmente è il mio pensiero personale, ma
se anche voi siete curiosi di sapere come
si conclude questa storia tra il magico e il reale, non mi resta che
augurarvi... Buona lettura
venerdì 11 luglio 2014
News! La Premiazione dei FINALISTI del PREMIO Internazionale di Letteratura. Città di Como, sarà domani, sabato 12 luglio, ore 16:00 a Villa Gallia, Como
Benvenuti tra le mie pagine...
Finalmente! domani Sabato 12 luglio, sapremo chi sono i vincitori della prima
edizione del Premio Internazionale di Letteratura Città di Como organizzato
dall’Associazione
Eleutheria, il primo premio letterario del capoluogo lariano, rivolto
ad autori e case editrici per opere edite e inedite.
La cerimonia di premiazione, si svolgerà alle ore 16:00 presso Villa Gallia.
Come vi avevo annunciato, la data della premiazione è stata spostata su richiesta della giuria tecnica, per poter permettere una migliore valutazione delle opere in concorso, visto il grandioso successo di partecipazione e la qualità degli scritti presentati in questa prima edizione del Premio lariano.
Questo premio, è stato
pensato per rendere omaggio ai grandi letterati nati nel territorio lariano,
infatti, le sezioni POESIA, sono dedicate alla grandiosa poetessa Alda Merini;
quella di NARRATIVA, è dedicata allo scrittore comasco Giuseppe Pontiggia.

Nonostante, la dedica circoscritta agli autori del
luogo, il premio ha una portata internazionale, infatti alla sezione UNDER 25 hanno aderito ben 1400 autori provenienti da
tutta Italia e dall’estero: i testi sono giunti dalla vicina Svizzera, ma anche
dalla Germania, dalla Spagna, dalla Grecia e persino dagli Stati Uniti.
Per ogni categoria la giuria tecnica, presieduta dallo scrittore Andrea Vitali
e formata da: Giorgio Albonico, Maurizio Cucchi, Laura Garavaglia, Emilio Magni
e Lorenzo Morandotti, e la giuria popolare, composta da un gruppo
di lettori, hanno selezionato i finalisti tra i quali verrà decretato il
vincitore.
Per la sezione “Poesia edita” sono stati nominati:
- Donatella Bisutti, con “Un amore con due braccia”;
- Mario Fresa, con “Uno stupore quieto”;
- Marica Larocchi, con “La cometa e l’ibisco”;
- Alberto Pellegatta, con “L’ombra della salute”;
- Claudio Recalcati, con “Cartoline dell’addio”;
- Mario Santagostini, con “Felicità senza soggetto”;
- Wolfango Testoni, con “La prima ora”;
- Ida Travi, con “Katrin saluti dalla casa di nessuno”.

I finalisti della sezione “Poesia inedita”,
sono:
- Nicoletta Grillo, con “Inediti”;
- Stefano Guglielmin, con “Strani stridori”;
- Piero Marelli, con “Il venditore di orologi”;
- Luca Minola, con “Inediti”;
- Alessandro Pancotti, con “Cortile di altri tempi”;
- Maria Pia Quintavalla, con “Quinta Vez”.
Cinque sono i finalisti
della sezione “Aforismi”:
- Rinaldo Caddeo, con “Etimologie del caos”;
- Giovanni Leone, con “Vite parzialmente scremate”;
- Sandro Montalto, con “L’eclissi della chimera”;
- Stefano Morleschi, con “Derive” ;
- Alessandra Paganardi, con “Centodiciotto”.
Per la
sezione “Narrativa edita”, sono stati selezionati:
- Camilla Baresani, con “Il sale rosa dell’Himalaya”;
- Massimo Bargna, con “Un taxi fantasma per l’Africa”;
- Daniele Bondi, con “Il caso Cartesio”;
- Pierluigi Comerio, con “Gigi Meroni”;
- Paolo Corticelli, con “Quel giorno nella vita”;
- Aurelio Picca, con “Un giorno di gioia”;
- Stella Stollo, con “I delitti della primavera”;
- Vincenzo Todisco, con “Rocco e marittimo”.
I finalisti della sezione “Racconti del territorio” sono:
- Angelo Brofferio, con “Melancolia”;
- Laura D’Incalci, con “A cavallo sono un re”;
- Renzo Romano, con “La cruna del lago”;
- Marco Scarpelli, con “Sulla Funicolare”;
- Sergio Scipioni e Andrea Fogarollo, con “La sfrosina”;
- Gennaro Sica, con “Quel cielo azzurro oltre l’arcobaleno”.
Infine, i finalisti “Under 25”
sono:
- Lorenzo Nguyen, con “Un’altra isola”;
- gli alunni dell’Istituto Comprensivo Arma di Arma di Taggia (IM) e dell’Istituto San Carpoforo di Como, entrambi con poesie inedite.
I vincitori riceveranno un
premio in denaro. In particolare, ai primi classificati nelle categorie “Volume
Edito di Poesia”, “Inediti Poesia” e “Libro Edito di Narrativa” verranno
assegnati 1.000 euro ciascuno, mentre i primi classificati in “Racconti del
territorio” e “Aforismi” verranno premiati con 500 euro ciascuno. Nella sezione
“Giovani” invece, verrà dato un premio di 250 euro al primo classificato, di
150 al secondo e di 100 al terzo. Potranno essere conferiti ulteriori premi in
denaro ai secondi e ai terzi classificati nelle varie sezioni e saranno
assegnati riconoscimenti e segnalazioni della giuria con diplomi e targhe.
Inoltre, saranno assegnati
anche due premi speciali: uno in ricordo di Carla Porta Musa, scrittrice che
per molti anni ha onorato la vita culturale comasca, e un premio
all’associazione Iubilantes – Organizzazione di Volontariato Culturale – ONLUS
di Como che, in questi ultimi due anni, si è distinta per la diffusione della
cultura.
Alla cerimonia di
premiazione, presentata dalla giornalista di Espansione TV Claudia Ricifari, saranno presenti l’attore Marco Ballerini, che leggerà le poesie e alcuni passi dei brani
vincitori (che saranno inseriti eventualmente in un’antologia), Sergio Scappini, maestro alla
fisarmonica MI.DI e docente al conservatorio di Milano, che eseguirà
l’accompagnamento musicale, e le figlie
di Alda Merini.
La II edizione del
in programma per il prossimo
anno, sarà presentata in anteprima a Parolario
il 6 settembre. All’incontro
parteciperanno anche alcuni dei vincitori della prima edizione.
Il Premio è organizzato con il patrocinio di: Provincia di Como, Comune di Como, Camera di Commercio
di Como, Comune di Erba e con il contributo di Corriere di Como, Comolake.com,
Editoriale Lariana, Associazione Italiana di Cultura Classica, Città della Comunicazione,
Partners Advertising & Web Addicted, Espansione Tv, Associazione Culturale
Parolario, Casa della Poesia di Como, Amici di Como e Centro Studi Casnati.
mercoledì 9 luglio 2014
Ritorna il Caffè Letterario, con una sorsata di una intensa lettura, che vi porterà sul misterioso Sentiero dei Profumi.
Benvenuti tra le mie pagine,
Buongiorno! Sentite anche voi il fragrante e
intenso profumo del caffè?
Si, perché questo è il profumo che lascia la rubrica ”Caffè Letterario”,
che dopo una lunga assenza ritorna ad allietare il vostro risveglio e la vostra
voglia di lettura, stuzzicandovi, con un delizioso libro da assaporare insieme
all’insostituibile caffè mattutino.
Purtroppo, la vita frenetica e gli impegni, mi hanno impedito il continuo
di questa rubrica, ma finalmente! spero di poter riuscire a portare avanti
questa rubrica a cui tengo molto e che mi ha lasciato molte soddisfazioni, forse
perché quello che ho sempre amato è proprio ”il caffè e la lettura” quindi, un
accoppiata vincente dal mio punto di vista.
Visto che il miglior modo di svegliarsi è con l’intenso e deciso profumo
del caffè, non c’è niente di meglio che
accompagnarlo con delle pagine che di profumo se ne intendono, e questo romanzo è senza dubbio azzeccatissimo, dato che mi è rimasto nel cuore proprio come quello di Valentina Cebeni,
L’ultimo battito del cuore, sono lieta di presentarvi ancora una volta...
Il sentiero dei profumi di Cristina Caboni
Un libro di cui sicuramente
avete già sentito parlare e di cui vi avevo proposto l’anteprima al momento
della sua uscita avvenuta l’8 Maggio. Adesso, vi ripropongo una sorsata di
questa intensa lettura, da sorseggiare con il vostro caffè, così potreste
scoprire o riscoprire la gioia e il piacere dei sensi, seguendo Il
sentiero dei profumi
La vita mi ha messo alla prova.
Ma con l'iris ritrovo la fiducia.
Con la vaniglia mi sento protetta.
Perché i profumi sono la mia strada.
Il profumo è il
sentiero. Percorrerlo significa trovare la propria anima.
Elena non si fida di
nessuno. Ha perso ogni certezza e non crede più nell'amore.
Solo quando crea i suoi
profumi riesce ad allontanare tutte le insicurezze. Solo avvolta dalle essenze
dei fiori, dei legni e delle spezie sa come sconfiggere le sue paure. I profumi
sono il suo sentiero verso il cuore delle persone. Parlano dei pensieri più
profondi, delle speranze più nascoste: l'iris regala fiducia, la mimosa dona la
felicità, la vaniglia protegge, la ginestra aiuta a non darsi per vinti mai. Ed
Elena da sempre ha imparato a essere forte. Dal giorno in cui la madre se n'è
andata via, abbandonandola quando era solo una ragazzina in cerca di affetto e
carezze. Da allora ha potuto contare solo su sé stessa. Da allora ha chiuso le
porte delle sue emozioni.
Adesso che ha ventisei
anni il destino continua a metterla alla prova, ma il suo dono speciale le
indica la strada da seguire. Una strada che la porta a Parigi, la capitale del
profumo, dove le fragranze si preparano ancora secondo un'arte antica. Le sue
creazioni in poco tempo conquistano tutti. Elena ha un modo unico di capire ed
esaudire i desideri: è in grado di realizzare il profumo giusto per riconquistare
un amore perduto, per superare la timidezza, per ritrovare la serenità.
Ma non è ancora
riuscita a creare l'essenza per fare pace con il suo passato, per avere il
coraggio di perdonare. C'è un'unica persona che ha la chiave per entrare nelle
pieghe della sua anima e guarire le sue ferite: Cail. Cail che conosce la
fragilità di un fiore e sa come proteggerlo e amarlo. Perché anche il seme più
acerbo, quando il sole arriva a riscaldarlo, trova la forza di sbocciare.
Il sentiero dei profumi
è un debutto italiano che è già un fenomeno editoriale internazionale. Conteso
in patria dagli editori, è stato venduto in tutta Europa. Cristina Caboni è
un'autrice che conquista ed emoziona, che commuove e stupisce. E lo fa con una
storia indimenticabile sulle insicurezze dell'animo umano e sul coraggio per
affrontarle. Sulle cicatrici del passato che solo l'amore più profondo può
rimarginare.
Scopriamo
qualcosina su questa intensa penna. Cristina
Caboni.
Cristina
Caboni vive in provincia di Cagliari con suo marito e i loro tre figli. Oltre a
dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, lavora per l’azienda apistica di
famiglia, occupandosi principalmente della cura delle api regine. Un’altra sua
grande passione sono le rose, delle quali coltiva una grande varietà di specie.
Il mondo dei profumi e delle essenze naturali la accompagna da lungo tempo, e
il suo primo romanzo Il sentiero dei profumi vuole essere un omaggio a quanto
di più affascinante si cela dietro un odore, che sia quello di un ricordo
lontano, un amore perduto e irraggiungibile, una speranza che sa di nuove
opportunità.
Andate
a trovarla su:
IL SENTIERO DEI PROFUMI
«Chiudi gli occhi, piccola.»
«Così, nonna?»
«Sì, Elena. Così. E ora fai come ti ho
insegnato.»
Con le mani poggiate sul
tavolo, in penombra al centro della camera, la bambina tiene gli occhi serrati.
Le dita sottili scivolano lungo la superficie e si aggrappano al bordo smussato
davanti a lei. Ma non sono le essenze conservate nei flaconi che ricoprono la
parete ciò che percepisce con più forza. È l’impazienza di sua nonna. È l’odore
della propria paura.
«Allora?»
«Ci sto provando.» La vecchia
serra le labbra. L’odore della sua rabbia è acre, ricorda l’ultimo fumo che sprigiona
la legna quando è quasi cenere. Tra un minuto la colpirà e poi andrà via. Elena
lo sa, deve resistere ancora un po’, solo un po’. «Impegnati, devi
concentrarti. E chiudi gli occhi, ho detto!» Lo schiaffo le sposta appena i
capelli. Finto, come tutto il resto. Come le bugie che le racconta sua nonna, e
come quelle che Elena a sua volta le dice. «Allora, dimmi cos’è!» Si è stancata
di aspettare e ora le agita sotto il naso una fiala di essenze. Ma non è una
semplice risposta ciò che desidera da lei. Vuole ben altro. Qualcosa che Elena
non ha nessuna intenzione di darle. «Rosmarino, timo, verbena.» Un altro colpo. Le lacrime le bruciano in
gola. Ma non cede e, per farsi coraggio, comincia a canticchiare un motivetto. «No,
no. Non restare fuori. Entra, cercalo... Fa parte di te, devi sentire ciò che
ti suggerisce, devi comprenderlo, devi amarlo. Prova ancora, e questa volta
concentrati!» Ma Elena non ama più i profumi. Non vuole vedere i prati lungo il
corso del fiume dove sua madre la portava da piccola, appena fuori del paese.
Non vuole udire il rumore dell’erba tenera che cresce, né quello dell’acqua che
scorre.
Non vuole sentire gli occhi delle
ranocchie che la fissano da sotto il canneto. Stringe nuovamente le palpebre e
serra i denti, decisa a tenere fuori tutto. Ma in quel nero appena punteggiato
di chiaro esplode una scintilla. «Il rosmarino è bianco.» La nonna spalanca gli
occhi. «Sì», mormora mentre la speranza
accende il suo sguardo.
«Perché? Raccontami di lui.» Elena apre la bocca, lasciando che le emozioni le
scivolino dentro, riempiendo la mente e l’anima.
Socchiude gli occhi,
spaventata. «No! Non voglio! Non voglio!» La nonna impietrita la guarda correre
via. Scura in volto, scuote la testa e si abbandona su uno sgabello. Dopo un
lungo sospiro si rialza e apre le imposte. La luce stanca della sera penetra
all’interno del laboratorio che appartiene alle Rossini da più di tre secoli. Lucia
raggiunge la credenza in legno massiccio che occupa l’intera parete, accarezza
i volumi ordinati davanti a lei, poi con calma ne sceglie uno. Lo stringe al
petto per un istante e, dopo essersi seduta al tavolo di legno lucido, lo apre,
sfogliandolo con cura. Le dita scorrono sulle pagine ingiallite dal tempo come
hanno fatto innumerevoli altre volte. Anche in quel momento sembra che Lucia
cerchi qualcosa. Ma non c’è nulla in quella grafia ordinata che possa aiutarla a
spiegare alla nipotina che il profumo non è qualcosa che si sceglie. Il profumo
è il sentiero. Percorrerlo significa trovare la propria anima. ...
18 ANNI DOPO
UN INCONTRO SPECIALE
Il Marais era uno dei pochi quartieri
ad aver conservato il carattere della Parigi seicentesca. Elena si aggirava tra
i vicoli stretti, in cerca dell’appartamento in cui avrebbe cominciato la sua
nuova vita. Si fermò accanto all’insegna di una boulangerie, guardando per
l’ennesima volta il pezzo di carta sul quale aveva segnato l’indirizzo. Rue du
Parc-Royal, al numero dodici. «Eccoti, finalmente», esclamò poco dopo davanti a
un arco in pietra. Si tirò dietro il trolley ed entrò nel cortile. La sua amica
Monique le aveva mandato un SMS. Era passata nel pomeriggio, le aveva portato
un po’ di spesa e aveva lasciato la porta socchiusa. In teoria lei avrebbe
dovuto giusto spingere con un po’ di energia. Con entrambe le mani sul portone,
Elena fece come le aveva indicato l’amica. Ma non accadde nulla. Spinse allora,
con tutte le sue forze. Il portone si spalancò di colpo, catapultandola in
avanti. Cercò di recuperare l’equilibrio, le mani in avanti, il respiro
affannato. Lanciò un grido quando l’oscurità sembrò inghiottirla, mentre la sua
corsa terminava contro un ostacolo e le ginocchia le cedevano. «Che diavolo...?»
Un braccio robusto l’afferrò alla vita, frenando la sua caduta. «Tutto bene?» A
Elena servì qualche secondo per rendersi conto di ciò che era successo. Per
fortuna quell’uomo l’aveva afferrataprima che finisse sul pavimento. Le ci
mancava solo quello, pensò un po’ stordita. «Sì, grazie», mormorò. Lui non
rispose. Elena si agitò, nervosa. «Può lasciarmi ora», gli disse un po’
imbarazzata, mentre lui continuava a tenerla stretta. All’improvviso l’uomo la lasciò
andare, facendosi poi da parte. «Non volevo spaventarla», fece brusco. Elena si
afferrò alla voce dello sconosciuto, alla nota dolente in fondo a quella frase.
Le emozioni che l’avevano oppressa un attimo prima si erano dissolte. Erano
state sostituite da altre, infinitamente più interessanti. C’era del dolore
nelle parole di quell’uomo. Una sofferenza antica, ingiusta. Elena si domandò
perché e provò un’inspiegabile frustrazione nel pensare di non poter avere una
risposta. Voleva conoscerlo, voleva sapere. Non era qualcosa di ben definito,
si trattava più che altro di istinto. «Non riesco a vederla», gli rispose
trovando la sua mano e afferrandosi a lui, tenendolo forte quasi volesse
consolarlo per quell’assurdità. Non l’aveva spaventata, perché poi? Con le dita
avvinghiate alle sue, si girò per vedere il suo viso. La luce dei lampioni che penetrava
dal portone delineava la figura massiccia dell’uomo, lasciandolo tuttavia in
ombra. Elena non riusciva a distinguere altro che una sagoma robusta. Era molto
alto, la voce un po’ aspra, ma allo stesso tempo cortese, profonda. «Non ho
paura di lei», disse. E gli sorrise. Lui non rispose, limitandosi a tenere le
dita di lei che non volevano lasciarlo andare. Elena sapeva che era
irragionevole, era persino assurdo. Ma in quell’ultimo periodo aveva smesso di
agire in modo ragionevole. «Ha un buon profumo.» Fu un impulso quella
confessione, le parole semplicemente le sfuggirono dalle labbra. Subito dopo
arrossì. Cielo, sembrava volesse rimorchiarlo! «Scusi, crederà che io sia matta.
Ma ho avuto una giornata orribile e la prima cosa positiva che mi è accaduta è
stato il suo... salvataggio. Se lei non mi avesse afferrato sarei finita distesa
sul pavimento, una fine degna di questa giornata tremenda. Ero semplicemente
sconcertata perché il portone si è aperto all’improvviso...» «Di cosa?» Elena
ammutolì. «Di cosa... che?» «Ha detto che ho un buon profumo. Di cosa?» «Ah,
sì», rise, un suono leggero, vellutato. «È un po’ una deformazione
professionale.» Ma lui non rideva,
continuava a fissarla intensamente. Elena sentiva quello sguardo su di sé,
percepiva l’importanza di quella risposta e delle parole che quell’uomo,
chiunque fosse, aspettava. Si concentrò, allora, e lasciò che il profumo di lui
le parlasse, raccontandole cose che lei sola avrebbe saputo cogliere. «Sa di
pioggia, di freddo, ma anche di sole. Di parole pensate, di lunghi silenzi e di
riflessione. Sa di terra e di rose... Lei ha un cane ed è una persona gentile,
che si ferma ad aiutare e che si addolora per ciò che ha dentro il cuore.» Un
altro lungo silenzio. Poi l’uomo ritirò le mani, quasi di scatto. «Devo andare
ora. Lasci il portone aperto, la luce dell’androne non funziona. Faccia
attenzione.» La lasciò, indietreggiando un passo alla volta, senza distogliere lo
sguardo da lei. Solo una volta raggiunta la porta si voltò e uscì. Elena
represse il desiderio improvviso di richiamarlo indietro. Sollevò il viso e cercò
ancora quel profumo. Era una promessa mantenuta, era la dolcezza della fiducia,
il peso e la responsabilità insieme. Era azione e bisogno. Cercò ancora nella
notte, fiutando l’aria, provando a rintracciare quel filo che andava
scomparendo. Ma per quanto desiderasse afferrarlo, era svanito, lasciandole
dentro quasi un senso di struggimento.
Cosa è successo alla piccola Elena?
Perché Ora odia i profumi? Cosa si nasconde nel suo passato? Quando e perché
decide di percorrere il sentiero dei profumi? Chi è quest’uomo misterioso?
Tante piccole curiosità attendono
soddisfazione e l’unico modo per sciogliere i nodi che intrecciano questa
storia è leggerla, quindi chi ancora non ha letto questo romanzo, non deve far
altro che seguire la scia di profumo lasciata dalle incantevoli pagine scritte
da Cristina Caboni e percorrere insieme a lei il magico e misterioso sentiero
dei profumi. E come sempre...
Buona Lettura






























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