La biblioteca teologica del Monastero di Strahov a Praga

La bacheca dei libri, ha come modello questa immensa fonte di conoscenza perché: "La lettura è per la mente ciò che l'esercizio è per il corpo

Novità e successi della NORD Editore

Ecco le novità da non perdere e il successo di "Vita dopo vita" che come sottolinea l'Espresso:«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»

Novità e successi della Dunwich Edizioni

La Porta dei cieli, il thriller archeologico protagonista del Blog Tour ancora in corso; Il successo dell'horror "William Killed The Radio Star" uno sfondo musicale dalla intricata indagine psicologica e le attese novità legate ai concorsi della Dunwich.

I 5 romanzi finalisti del Premio Strega 2014.

Ecco i romanzi candidati a entrare nell'immortale albo d'oro del Premio. Il favorito è "Non dirmi che hai paura" vincitore del Premio Strega Giovani. Alla finale del 3 Luglio ha vinto il prezioso elisir Francesco Piccolo con "Il desiderio di essere come tutti".

Novità editoriali da non perdere

Ecco le fresche letture che hanno attirato la mia attenzione. Da un Amore Alieno a Per sempre insieme,dalla passione di Così come sei al distopico fantasy Mystic city, ma un Eccezione serve sempre quindi non perdetevi l'eccezionale caos di sentimenti scritta dall'islandese Audur...

venerdì 18 luglio 2014

BIG NEWS!!! Arriva una nuova intervista per “la bacheca dei libri”, chi sarà?


Benvenuti tra le mie pagine...
Presto miei carissimi lettori e viandanti sperduti avrò l’immenso piacere di presentarvi un altro fantastico autore, chi sarà?
Lo scoprirete presto, anzi prestissimo rimanete in zona e naturalmente i vostri commenti sono sempre i benvenuti, perché  sono loro a dare vita e sostegno al blog stesso.Quindi

Grazie e a presto


Non mancate! 

lunedì 14 luglio 2014

News! Ecco i vincitori del 1° Premio Internazionale di Letteratura. Città di Como


Miei carissimi lettori, benvenuti tra le mie pagine.

Come vi avevo annunciato Sabato 12 Luglio alle ore 16:00  nella magnifica Villa Giulia sita nella città comasca, si è tenuta l’attesa premiazione del 1° Premio Internazionale di Letteratura. Città di Como. In questa incantevole sede, la giuria tecnica presieduta dall’apprezzato scrittore Andrea Vitale ha annunciato al mondo della letteratura i vincitori di questo 1° concorso letterario, dedicato agli immortali autori vissuti nel territorio lariano, come la grandiosa poetessa Alda Merini e lo scrittore Giuseppe Pontiggia, a cui è stato dedicato questo premio di portata internazionale, organizzato dalla Associazione Eleutheria, con il patrocinio della: Provincia di Como, Comune di Como, Camera di Commercio di Como, Comune di Erba e con il contributo di Corriere di Como, Comolake.com, Editoriale Lariana, Associazione Italiana di Cultura Classica, Città della Comunicazione, Partners Advertising & Web Addicted, Espansione Tv, Associazione Culturale Parolario, Casa della Poesia di Como, Amici di Como e Centro Studi Casnati.
L’evento come avevo annunciato è stato presentato dalla popolare giornalista televista Claudia Ricifari, della rete Espansione TV.
Dopo questa breve premessa, ecco finalmente  le penne vincitrici delle varie sezioni
(se desiderate conoscere i nomi dei finalisti cliccate sul link sottostante).
Per la sezione “Poesia edita” il vincitore è stato Mario Santagostini con “Felicità senza soggetto”.
 La motivazione è stata: “Per la piena maturità essenziale dello stile e per la ricchezza dei contenuti.”
Questo grandioso poeta non finisce di stupire e la sua apprezzata poesia, ottiene ancora un importante riconoscimento.
 Per la sezione “Poesia inedita”, è stata premiata Maria Pia Quintavalla con “Quinta Vez”.
La motivazione è stata: “Versi inediti che vedono China, la protagonista, risorgere in una dimensione spaziale e temporale straniata, dove la luce del sole che illumina il cielo castigliano e andaluso sembra essere metafora della rinascita a nuova vita.
Una poetessa e scrittrice, nota nel panorama letterario non solo per aver vinto diversi concorsi, ma anche per i suoi scritti e collaborazioni.
La sezione “Narrativa edita” ha visto vincere Camilla Baresani con  il romanzo, “Il sale rosa dell’Himalaya” edito da Bompiani.
Con la motivazione: “Un meccanismo ben orchestrato che ha messo a nudo le contraddizioni e i vizi della società di oggi. Con grande abilità l’autrice ha costruito una trama ad alta tensione innestandola con spunti e riflessioni su temi difficili e complessi da trattare.”
 Vincono ex aequo la sezione “Racconti del territorioLaura d’Incalci con “Il cavaliere che guarda le stelle”, un racconto tratto dal libro “A cavallo sono un re”, e Marco Scarpelli con “Sulla funicolare leggendo una storia”.
 Per la sezione “Aforismi”, alla fine ha vinto: Sandro Montalto con “L’eclissi della chimera”.
 Con la motivazione: “Un testo in cui l’autore propone un vasto spaccato della sua sapienza aforistica, mai costretta entro schemi prestabiliti.”
Il direttore editoriale delle edizioni Joker, ci sa proprio fare con le parole infatti ecco uno dei suoi aforismi
“L’uomo non può sapere tutto, ma non è un buon motivo per non sapere niente.”
Nella sezione “Under 25” ha primeggiato: Lorenzo Nguyen con “Un’altra isola
Con la motivazione: “una riflessione che dà voce alle seconde generazioni che riflettono sulla loro identità di italiani e sulle storie, che arrivano da lontano, delle loro famiglie.”
C’è un bambino davanti alla televisione. Guarda le immagini di due isole; una è Lampedusa. L’altra L’Isola dei famosi. Nella prima ci si arriva scappando, nella seconda per inseguire uno scampolo di notorietà. Inizia da questo aneddoto la storia di Lorenzo Nguyen, quindicenne torinese, che ha scritto Un’altra Isola, edito da Loescher, ed è la storia di come suo padre Loi è fuggito dal Vietnam per arrivare in Italia.

Con questo si è concluso questo 1° Premio Internazionale di Letteratura. Città di Como, ma non è il momento di rilassarsi, perché già bisogna prendere le penne in mano e prepararsi per il concorso del prossimo anno infatti, vi ricordo, che sarà presentato in anteprima a Parolario il 6 settembre. All’incontro parteciperanno anche alcuni dei vincitori della prima edizione, chissà chi di loro interverrà?
Restate in zona per scoprirlo, le news non mancheranno e intanto vi aspetto alla prossima edizione.

Pochi istanti dopo essere venuta al mondo, il mio cuore ha smesso di battere. A quattro anni, sono annegata nell’oceano. A cinque anni, sono scivolata da un tetto coperto di ghiaccio. A otto anni, ho preso l’influenza spagnola. Quattro volte. A ventidue anni, mio marito mi ha spinto con violenza contro un tavolino, uccidendomi. A trent’anni, sono morta durante un bombardamento tedesco su Londra. E su di me cadevano le tenebre. Ma ho sempre avuto un’altra possibilità.

Buongiorno miei carissimi lettori e...
                                                      Benvenuti tra le mie pagine.

Inizia una nuova settimana e niente rinfranca di più di un energizzante caffè per avere la carica giusta, per affrontare una nuova settimana. Se poi al caffè aggiungiamo la compagnia di una lettura da caso editoriale, allora si! Che possiamo partire al massimo. Quindi eccomi qui per offrirvi un piccolo assaggio da assaporare insieme al vostro caffè e se poi l’’assaggio a fatto centro, allora avete trovato una piacevole compagnia per questa settimana di luglio.
 Iniziamo dunque, il nostro Caffè Letterario, dove il piacere della lettura s’incontra con il gusto deciso del caffè creando un ménage perfetto, tuffandoci nel romanzo di Kate Atkinson, Vita dopo vita, un vero successo letterario osannato dal New York Times e dal pubblico internazionale al punto che presto sarà trasformato in un film che potremmo vedere sul grande schermo.
Pochi istanti dopo essere venuta al mondo, il mio cuore ha smesso di battere.
 A quattro anni, sono annegata nell’oceano.
 A cinque anni, sono scivolata da un tetto coperto di ghiaccio.
 A otto anni, ho preso l’influenza spagnola. Quattro volte.
 A ventidue anni, mio marito mi ha spinto con violenza contro un tavolino, uccidendomi.
 A trent’anni, sono morta durante un bombardamento tedesco su Londra.
 E su di me cadevano le tenebre.
 Ma ho sempre avuto un’altra possibilità.

 In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, e nessuno riesce a salvarla.
 In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, ma il medico di famiglia, giunto proprio all’ultimo istante, lo taglia e permette alla piccola di respirare.
 Inizia così la vita straordinaria di Ursula Todd, una vita che, nel corso degli anni, verrà spezzata più e più volte, mentre l’umanità si avvia inesorabilmente verso la tragedia della guerra.
 Vita dopo vita, Ursula troverà la forza di cambiare il proprio destino, quello delle persone che incrocerà e quello del mondo intero?

Vita dopo vita è uno di quei rari e fortunati casi in cui il talento creativo e la qualità letteraria hanno saputo conquistare anche il grande pubblico. Salutato dalla critica come un capolavoro destinato a rimanere nella storia della letteratura, questo romanzo è da mesi in testa alle classifiche inglesi e americane ed è stato eletto miglior romanzo dell’anno da alcune tra le più prestigiose testate giornalistiche del mondo.
Ma cosa dicono di questo romanzo?
«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»     L'Espresso
«Sono vite da romanzo: tinte forti, toni accesi. Kate Atkinson attraversa i generi letterari e prova il brivido del romanzo storico e d'amore.»
 Il Corriere della Sera
Scopriamo un po’ chi è Kate Atkinson.
Kate Atkinson  è nata a York, nel 1951. È una scrittrice britannica, vincitrice di un Costa Book Awards nel 1995, e attualmente vive ad Edimburgo.
È stata una studentessa di Letteratura britannica presso la University of Dundee in Scozia, e ha ricevuto la laurea magistrale nel 1974. Dopo essersi sposata, ha avuto il primo figlio, Eve, nel 1975, continuando comunque a studiare per il dottorato in Letteratura statunitense. Ha lavorato come segretaria in uno studio legale ed è poi stata anche insegnante nella cittadina di Whitby, nello Yorkshire.
Ha esordito con il romanzo “Dietro le quinte al museo” (Behind the Scenes at the Museum) nel 1995, vincendo nello stesso anno il prestigioso Costa Book Awards, superando le opere di due scrittori già affermati: The Moor's Last Sigh di Salman Rushdie e la biografia di William Ewart Gladstone scritta da Roy Jenkins.
Autrice di racconti, a volte di stampo comico altre più satirico, le sue tematiche preferite sono la vita mondana e la magia che in essa entra, avviando così la crescita del protagonista, di solito una persona sola, isolata. Con la Atkinson non è sbagliato, quindi, parlare di Realismo magico. A volte si cimenta anche come scrittrice di gialli e polizieschi.
Il suo ultimo romanzo è,  Vita dopo vita, che è stato pubblicato nel gennaio 2013 con molta acclamazione e le ha fatto vincere il premio Costa 2013 e il South Bank Sky Arts Award per la letteratura ed è stato anche finalista Prize femminile per la narrativa.
Nel dicembre 2013 Kate viene denominata Waterstones autore dell'anno Specsavers National Book Awards.
Kate Atkinson è una delle più importanti scrittrici del panorama narrativo inglese e, nel 2011, è diventata Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico per meriti letterari.
Adesso, vi lascio in compagnia del vostro energizzante caffè e di un estratto del miglior romanzo del 2013, anche se in Italia è arrivato solo questo maggio, grazie alla Casa Editrice

https://docs.google.com/file/d/0B3Kyw-xgcleASnVZYTRxR3ZIR0U/edit 

Allora! Cosa ve ne pare di questa intro di Vita dopo vita il miglior romanzo dell’anno per il:  The New York Times; The Guardian; Time; Barnes&Nobles; Waterstone. Sicuramente la storia di Ursula Todd, incuriosisce infatti sono anch’io immersa nella lettura di questo romanzo, perché se un libro raggiunge tali livelli sicuramente non può essere merito solo del fattore mediatico, ma deve contenere qualcosa di più ed è proprio quel più determinante che vado ricercando nella lettura dei libri, quello che cattura il cuore del lettore e li consacra a diventare immortali pagine della letteratura. Questo naturalmente è il mio pensiero personale, ma se anche voi siete curiosi di sapere come  si conclude questa storia tra il magico e il reale, non mi resta che augurarvi... Buona lettura

venerdì 11 luglio 2014

News! La Premiazione dei FINALISTI del PREMIO Internazionale di Letteratura. Città di Como, sarà domani, sabato 12 luglio, ore 16:00 a Villa Gallia, Como

 Benvenuti tra le mie pagine...
Finalmente! domani Sabato 12 luglio, sapremo chi sono i vincitori della prima edizione del Premio Internazionale di Letteratura Città di Como organizzato dall’Associazione Eleutheria, il primo premio letterario del capoluogo lariano, rivolto ad autori e case editrici per opere edite e inedite.
La cerimonia di premiazione, si svolgerà alle ore 16:00 presso Villa Gallia.


Come vi avevo annunciato, la data della premiazione è stata spostata su richiesta della giuria tecnica, per poter permettere una migliore valutazione delle opere in concorso, visto il grandioso successo di partecipazione e la qualità degli scritti presentati in questa prima edizione del Premio lariano.
Questo premio, è stato pensato per rendere omaggio ai grandi letterati nati nel territorio lariano, infatti, le sezioni POESIA, sono dedicate alla grandiosa poetessa Alda Merini; quella di NARRATIVA, è dedicata allo scrittore comasco Giuseppe Pontiggia



 
Nonostante, la dedica circoscritta agli autori del luogo, il premio ha una portata internazionale, infatti alla sezione UNDER 25  hanno aderito ben 1400 autori provenienti da tutta Italia e dall’estero: i testi sono giunti dalla vicina Svizzera, ma anche dalla Germania, dalla Spagna, dalla Grecia e persino dagli Stati Uniti.

Per ogni categoria la giuria tecnica, presieduta dallo scrittore Andrea Vitali e formata da: Giorgio Albonico, Maurizio Cucchi, Laura Garavaglia, Emilio Magni e Lorenzo Morandotti, e la giuria popolare, composta da un gruppo di lettori, hanno selezionato i finalisti tra i quali verrà decretato il vincitore. 

Per la sezione “Poesia edita” sono stati nominati:
  • Donatella Bisutti, con “Un amore con due braccia”;
  • Mario Fresa, con “Uno stupore quieto”;
  • Marica Larocchi, con “La cometa e l’ibisco”;
  • Alberto Pellegatta, con “L’ombra della salute”;
  • Claudio Recalcati, con “Cartoline dell’addio”;
  • Mario Santagostini, con “Felicità senza soggetto”;
  • Wolfango Testoni, con “La prima ora”;
  • Ida Travi, con “Katrin saluti dalla casa di nessuno”.
                                  
I finalisti della sezione “Poesia inedita”, sono:
  • Nicoletta Grillo, con “Inediti”;
  • Stefano Guglielmin, con “Strani stridori”;
  • Piero Marelli, con “Il venditore di orologi”;
  • Luca Minola, con “Inediti”;
  • Alessandro Pancotti, con “Cortile di altri tempi”;
  • Maria Pia Quintavalla, con “Quinta Vez”.


Cinque sono i finalisti della sezione “Aforismi”:
  • Rinaldo Caddeo, con “Etimologie del caos”;
  • Giovanni Leone, con “Vite parzialmente scremate”;
  • Sandro Montalto, con “L’eclissi della chimera”;
  • Stefano Morleschi, con “Derive” ;
  •  Alessandra Paganardi, con “Centodiciotto”.


Per la sezione “Narrativa edita”,  sono stati selezionati:
  • Camilla Baresani, con “Il sale rosa dell’Himalaya”;
  • Massimo Bargna, con “Un taxi fantasma per l’Africa”;
  • Daniele Bondi, con “Il caso Cartesio”;
  • Pierluigi Comerio, con “Gigi Meroni”;
  • Paolo Corticelli, con “Quel giorno nella vita”;
  • Aurelio Picca, con “Un giorno di gioia”;
  • Stella Stollo, con “I delitti della primavera”;
  • Vincenzo Todisco, con “Rocco e marittimo”.

I finalisti della sezione “Racconti del territorio” sono:
  • Angelo Brofferio, con “Melancolia”;
  • Laura D’Incalci, con “A cavallo sono un re”;
  • Renzo Romano, con “La cruna del lago”;
  • Marco Scarpelli, con “Sulla Funicolare”;
  • Sergio Scipioni e Andrea Fogarollo, con “La sfrosina”;
  • Gennaro Sica, con “Quel cielo azzurro oltre l’arcobaleno”.

Infine, i finalisti “Under 25” sono:
  • Lorenzo Nguyen, con “Un’altra isola”;
  • gli alunni dell’Istituto Comprensivo Arma di Arma di Taggia (IM) e dell’Istituto San Carpoforo di Como, entrambi con poesie inedite.

I vincitori riceveranno un premio in denaro. In particolare, ai primi classificati nelle categorie “Volume Edito di Poesia”, “Inediti Poesia” e “Libro Edito di Narrativa” verranno assegnati 1.000 euro ciascuno, mentre i primi classificati in “Racconti del territorio” e “Aforismi” verranno premiati con 500 euro ciascuno. Nella sezione “Giovani” invece, verrà dato un premio di 250 euro al primo classificato, di 150 al secondo e di 100 al terzo. Potranno essere conferiti ulteriori premi in denaro ai secondi e ai terzi classificati nelle varie sezioni e saranno assegnati riconoscimenti e segnalazioni della giuria con diplomi e targhe.
Inoltre, saranno assegnati anche due premi speciali: uno in ricordo di Carla Porta Musa, scrittrice che per molti anni ha onorato la vita culturale comasca, e un premio all’associazione Iubilantes – Organizzazione di Volontariato Culturale – ONLUS di Como che, in questi ultimi due anni, si è distinta per la diffusione della cultura.
Alla cerimonia di premiazione, presentata dalla giornalista di Espansione TV Claudia Ricifari, saranno presenti l’attore Marco Ballerini, che leggerà le poesie e alcuni passi dei brani vincitori (che saranno inseriti eventualmente in un’antologia), Sergio Scappini, maestro alla fisarmonica MI.DI e docente al conservatorio di Milano, che eseguirà l’accompagnamento musicale, e le figlie di Alda Merini.





La II edizione del
in programma per il prossimo anno, sarà presentata in anteprima a Parolario il 6 settembre. All’incontro parteciperanno anche alcuni dei vincitori della prima edizione.

Il Premio è organizzato con il patrocinio di: Provincia di Como, Comune di Como, Camera di Commercio di Como, Comune di Erba e con il contributo di Corriere di Como, Comolake.com, Editoriale Lariana, Associazione Italiana di Cultura Classica, Città della Comunicazione, Partners Advertising & Web Addicted, Espansione Tv, Associazione Culturale Parolario, Casa della Poesia di Como, Amici di Como e Centro Studi Casnati.

mercoledì 9 luglio 2014

Ritorna il Caffè Letterario, con una sorsata di una intensa lettura, che vi porterà sul misterioso Sentiero dei Profumi.

Benvenuti tra le mie pagine,

Buongiorno! Sentite anche voi il fragrante e intenso profumo del caffè? 
Si, perché questo è il profumo che lascia la rubrica ”Caffè Letterario”, che dopo una lunga assenza ritorna ad allietare il vostro risveglio e la vostra voglia di lettura, stuzzicandovi, con un delizioso libro da assaporare insieme all’insostituibile caffè mattutino.
Purtroppo, la vita frenetica e gli impegni, mi hanno impedito il continuo di questa rubrica, ma finalmente! spero di poter riuscire a portare avanti questa rubrica a cui tengo molto e che mi ha lasciato molte soddisfazioni, forse perché quello che ho sempre amato è proprio ”il caffè e la lettura” quindi, un accoppiata vincente dal mio punto di vista.
Visto che il miglior modo di svegliarsi è con l’intenso e deciso profumo del caffè,  non c’è niente di meglio che accompagnarlo con delle pagine che di profumo se ne intendono, e questo romanzo è senza dubbio azzeccatissimo, dato che mi è rimasto nel cuore proprio come quello di Valentina Cebeni, L’ultimo battito del cuore, sono lieta di presentarvi  ancora una volta...
Il sentiero dei profumi di Cristina Caboni
Un libro di cui sicuramente avete già sentito parlare e di cui vi avevo proposto l’anteprima al momento della sua uscita avvenuta l’8 Maggio. Adesso, vi ripropongo una sorsata di questa intensa lettura, da sorseggiare con il vostro caffè, così potreste scoprire o riscoprire la gioia e il piacere dei sensi, seguendo Il sentiero dei profumi
La vita mi ha messo alla prova.
Ma con l'iris ritrovo la fiducia.
Con la vaniglia mi sento protetta.
Perché i profumi sono la mia strada.
Il profumo è il sentiero. Percorrerlo significa trovare la propria anima.
Elena non si fida di nessuno. Ha perso ogni certezza e non crede più nell'amore.
Solo quando crea i suoi profumi riesce ad allontanare tutte le insicurezze. Solo avvolta dalle essenze dei fiori, dei legni e delle spezie sa come sconfiggere le sue paure. I profumi sono il suo sentiero verso il cuore delle persone. Parlano dei pensieri più profondi, delle speranze più nascoste: l'iris regala fiducia, la mimosa dona la felicità, la vaniglia protegge, la ginestra aiuta a non darsi per vinti mai. Ed Elena da sempre ha imparato a essere forte. Dal giorno in cui la madre se n'è andata via, abbandonandola quando era solo una ragazzina in cerca di affetto e carezze. Da allora ha potuto contare solo su sé stessa. Da allora ha chiuso le porte delle sue emozioni.
Adesso che ha ventisei anni il destino continua a metterla alla prova, ma il suo dono speciale le indica la strada da seguire. Una strada che la porta a Parigi, la capitale del profumo, dove le fragranze si preparano ancora secondo un'arte antica. Le sue creazioni in poco tempo conquistano tutti. Elena ha un modo unico di capire ed esaudire i desideri: è in grado di realizzare il profumo giusto per riconquistare un amore perduto, per superare la timidezza, per ritrovare la serenità.
Ma non è ancora riuscita a creare l'essenza per fare pace con il suo passato, per avere il coraggio di perdonare. C'è un'unica persona che ha la chiave per entrare nelle pieghe della sua anima e guarire le sue ferite: Cail. Cail che conosce la fragilità di un fiore e sa come proteggerlo e amarlo. Perché anche il seme più acerbo, quando il sole arriva a riscaldarlo, trova la forza di sbocciare.
Il sentiero dei profumi è un debutto italiano che è già un fenomeno editoriale internazionale. Conteso in patria dagli editori, è stato venduto in tutta Europa. Cristina Caboni è un'autrice che conquista ed emoziona, che commuove e stupisce. E lo fa con una storia indimenticabile sulle insicurezze dell'animo umano e sul coraggio per affrontarle. Sulle cicatrici del passato che solo l'amore più profondo può rimarginare.

Scopriamo qualcosina su questa intensa penna. Cristina Caboni.
Cristina Caboni vive in provincia di Cagliari con suo marito e i loro tre figli. Oltre a dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, lavora per l’azienda apistica di famiglia, occupandosi principalmente della cura delle api regine. Un’altra sua grande passione sono le rose, delle quali coltiva una grande varietà di specie. Il mondo dei profumi e delle essenze naturali la accompagna da lungo tempo, e il suo primo romanzo Il sentiero dei profumi vuole essere un omaggio a quanto di più affascinante si cela dietro un odore, che sia quello di un ricordo lontano, un amore perduto e irraggiungibile, una speranza che sa di nuove opportunità.
Andate a trovarla su:
IL SENTIERO DEI PROFUMI
«Chiudi gli occhi, piccola.» 
«Così, nonna?» 
 «Sì, Elena. Così. E ora fai come ti ho insegnato.»
Con le mani poggiate sul tavolo, in penombra al centro della camera, la bambina tiene gli occhi serrati. Le dita sottili scivolano lungo la superficie e si aggrappano al bordo smussato davanti a lei. Ma non sono le essenze conservate nei flaconi che ricoprono la parete ciò che percepisce con più forza. È l’impazienza di sua nonna. È l’odore della propria paura.
«Allora?»
«Ci sto provando.» La vecchia serra le labbra. L’odore della sua rabbia è acre, ricorda l’ultimo fumo che sprigiona la legna quando è quasi cenere. Tra un minuto la colpirà e poi andrà via. Elena lo sa, deve resistere ancora un po’, solo un po’. «Impegnati, devi concentrarti. E chiudi gli occhi, ho detto!» Lo schiaffo le sposta appena i capelli. Finto, come tutto il resto. Come le bugie che le racconta sua nonna, e come quelle che Elena a sua volta le dice. «Allora, dimmi cos’è!» Si è stancata di aspettare e ora le agita sotto il naso una fiala di essenze. Ma non è una semplice risposta ciò che desidera da lei. Vuole ben altro. Qualcosa che Elena non ha nessuna intenzione di darle. «Rosmarino, timo, verbena.»  Un altro colpo. Le lacrime le bruciano in gola. Ma non cede e, per farsi coraggio, comincia a canticchiare un motivetto. «No, no. Non restare fuori. Entra, cercalo... Fa parte di te, devi sentire ciò che ti suggerisce, devi comprenderlo, devi amarlo. Prova ancora, e questa volta concentrati!» Ma Elena non ama più i profumi. Non vuole vedere i prati lungo il corso del fiume dove sua madre la portava da piccola, appena fuori del paese. Non vuole udire il rumore dell’erba tenera che cresce, né quello dell’acqua che scorre.
Non vuole sentire gli occhi delle ranocchie che la fissano da sotto il canneto. Stringe nuovamente le palpebre e serra i denti, decisa a tenere fuori tutto. Ma in quel nero appena punteggiato di chiaro esplode una scintilla. «Il rosmarino è bianco.» La nonna spalanca gli occhi. «Sì», mormora mentre la speranza
accende il suo sguardo. «Perché? Raccontami di lui.» Elena apre la bocca, lasciando che le emozioni le scivolino dentro, riempiendo la mente e l’anima.
Socchiude gli occhi, spaventata. «No! Non voglio! Non voglio!» La nonna impietrita la guarda correre via. Scura in volto, scuote la testa e si abbandona su uno sgabello. Dopo un lungo sospiro si rialza e apre le imposte. La luce stanca della sera penetra all’interno del laboratorio che appartiene alle Rossini da più di tre secoli. Lucia raggiunge la credenza in legno massiccio che occupa l’intera parete, accarezza i volumi ordinati davanti a lei, poi con calma ne sceglie uno. Lo stringe al petto per un istante e, dopo essersi seduta al tavolo di legno lucido, lo apre, sfogliandolo con cura. Le dita scorrono sulle pagine ingiallite dal tempo come hanno fatto innumerevoli altre volte. Anche in quel momento sembra che Lucia cerchi qualcosa. Ma non c’è nulla in quella grafia ordinata che possa aiutarla a spiegare alla nipotina che il profumo non è qualcosa che si sceglie. Il profumo è il sentiero. Percorrerlo significa trovare la propria anima. ... 
18 ANNI DOPO
UN INCONTRO SPECIALE
Il Marais era uno dei pochi quartieri ad aver conservato il carattere della Parigi seicentesca. Elena si aggirava tra i vicoli stretti, in cerca dell’appartamento in cui avrebbe cominciato la sua nuova vita. Si fermò accanto all’insegna di una boulangerie, guardando per l’ennesima volta il pezzo di carta sul quale aveva segnato l’indirizzo. Rue du Parc-Royal, al numero dodici. «Eccoti, finalmente», esclamò poco dopo davanti a un arco in pietra. Si tirò dietro il trolley ed entrò nel cortile. La sua amica Monique le aveva mandato un SMS. Era passata nel pomeriggio, le aveva portato un po’ di spesa e aveva lasciato la porta socchiusa. In teoria lei avrebbe dovuto giusto spingere con un po’ di energia. Con entrambe le mani sul portone, Elena fece come le aveva indicato l’amica. Ma non accadde nulla. Spinse allora, con tutte le sue forze. Il portone si spalancò di colpo, catapultandola in avanti. Cercò di recuperare l’equilibrio, le mani in avanti, il respiro affannato. Lanciò un grido quando l’oscurità sembrò inghiottirla, mentre la sua corsa terminava contro un ostacolo e le ginocchia le cedevano. «Che diavolo...?» Un braccio robusto l’afferrò alla vita, frenando la sua caduta. «Tutto bene?» A Elena servì qualche secondo per rendersi conto di ciò che era successo. Per fortuna quell’uomo l’aveva afferrataprima che finisse sul pavimento. Le ci mancava solo quello, pensò un po’ stordita. «Sì, grazie», mormorò. Lui non rispose. Elena si agitò, nervosa. «Può lasciarmi ora», gli disse un po’ imbarazzata, mentre lui continuava a tenerla stretta. All’improvviso l’uomo la lasciò andare, facendosi poi da parte. «Non volevo spaventarla», fece brusco. Elena si afferrò alla voce dello sconosciuto, alla nota dolente in fondo a quella frase. Le emozioni che l’avevano oppressa un attimo prima si erano dissolte. Erano state sostituite da altre, infinitamente più interessanti. C’era del dolore nelle parole di quell’uomo. Una sofferenza antica, ingiusta. Elena si domandò perché e provò un’inspiegabile frustrazione nel pensare di non poter avere una risposta. Voleva conoscerlo, voleva sapere. Non era qualcosa di ben definito, si trattava più che altro di istinto. «Non riesco a vederla», gli rispose trovando la sua mano e afferrandosi a lui, tenendolo forte quasi volesse consolarlo per quell’assurdità. Non l’aveva spaventata, perché poi? Con le dita avvinghiate alle sue, si girò per vedere il suo viso. La luce dei lampioni che penetrava dal portone delineava la figura massiccia dell’uomo, lasciandolo tuttavia in ombra. Elena non riusciva a distinguere altro che una sagoma robusta. Era molto alto, la voce un po’ aspra, ma allo stesso tempo cortese, profonda. «Non ho paura di lei», disse. E gli sorrise. Lui non rispose, limitandosi a tenere le dita di lei che non volevano lasciarlo andare. Elena sapeva che era irragionevole, era persino assurdo. Ma in quell’ultimo periodo aveva smesso di agire in modo ragionevole. «Ha un buon profumo.» Fu un impulso quella confessione, le parole semplicemente le sfuggirono dalle labbra. Subito dopo arrossì. Cielo, sembrava volesse rimorchiarlo! «Scusi, crederà che io sia matta. Ma ho avuto una giornata orribile e la prima cosa positiva che mi è accaduta è stato il suo... salvataggio. Se lei non mi avesse afferrato sarei finita distesa sul pavimento, una fine degna di questa giornata tremenda. Ero semplicemente sconcertata perché il portone si è aperto all’improvviso...» «Di cosa?» Elena ammutolì. «Di cosa... che?» «Ha detto che ho un buon profumo. Di cosa?» «Ah, sì», rise, un suono leggero, vellutato. «È un po’ una deformazione professionale.»  Ma lui non rideva, continuava a fissarla intensamente. Elena sentiva quello sguardo su di sé, percepiva l’importanza di quella risposta e delle parole che quell’uomo, chiunque fosse, aspettava. Si concentrò, allora, e lasciò che il profumo di lui le parlasse, raccontandole cose che lei sola avrebbe saputo cogliere. «Sa di pioggia, di freddo, ma anche di sole. Di parole pensate, di lunghi silenzi e di riflessione. Sa di terra e di rose... Lei ha un cane ed è una persona gentile, che si ferma ad aiutare e che si addolora per ciò che ha dentro il cuore.» Un altro lungo silenzio. Poi l’uomo ritirò le mani, quasi di scatto. «Devo andare ora. Lasci il portone aperto, la luce dell’androne non funziona. Faccia attenzione.» La lasciò, indietreggiando un passo alla volta, senza distogliere lo sguardo da lei. Solo una volta raggiunta la porta si voltò e uscì. Elena represse il desiderio improvviso di richiamarlo indietro. Sollevò il viso e cercò ancora quel profumo. Era una promessa mantenuta, era la dolcezza della fiducia, il peso e la responsabilità insieme. Era azione e bisogno. Cercò ancora nella notte, fiutando l’aria, provando a rintracciare quel filo che andava scomparendo. Ma per quanto desiderasse afferrarlo, era svanito, lasciandole dentro quasi un senso di struggimento.

Cosa è successo alla piccola Elena? Perché Ora odia i profumi? Cosa si nasconde nel suo passato? Quando e perché decide di percorrere il sentiero dei profumi? Chi è quest’uomo misterioso?
Tante piccole curiosità attendono soddisfazione e l’unico modo per sciogliere i nodi che intrecciano questa storia è leggerla, quindi chi ancora non ha letto questo romanzo, non deve far altro che seguire la scia di profumo lasciata dalle incantevoli pagine scritte da Cristina Caboni e percorrere insieme a lei il magico e misterioso sentiero dei profumi. E come sempre...  

                   Buona Lettura