La biblioteca teologica del Monastero di Strahov a Praga

La bacheca dei libri, ha come modello questa immensa fonte di conoscenza perché: "La lettura è per la mente ciò che l'esercizio è per il corpo

Novità e successi della NORD Editore

Ecco le novità da non perdere e il successo di "Vita dopo vita" che come sottolinea l'Espresso:«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»

Novità e successi della Dunwich Edizioni

La Porta dei cieli, il thriller archeologico protagonista del Blog Tour ancora in corso; Il successo dell'horror "William Killed The Radio Star" uno sfondo musicale dalla intricata indagine psicologica e le attese novità legate ai concorsi della Dunwich.

I 5 romanzi finalisti del Premio Strega 2014.

Ecco i romanzi candidati a entrare nell'immortale albo d'oro del Premio. Il favorito è "Non dirmi che hai paura" vincitore del Premio Strega Giovani. Alla finale del 3 Luglio ha vinto il prezioso elisir Francesco Piccolo con "Il desiderio di essere come tutti".

Novità editoriali da non perdere

Ecco le fresche letture che hanno attirato la mia attenzione. Da un Amore Alieno a Per sempre insieme,dalla passione di Così come sei al distopico fantasy Mystic city, ma un Eccezione serve sempre quindi non perdetevi l'eccezionale caos di sentimenti scritta dall'islandese Audur...

lunedì 24 febbraio 2014

Arriva il 2° appuntamento con il tour di 8 settimane, della rubrica Covers & Songs.Quali saranno le 3 books covers di questa settimana?


Benvenuti tra le mie pagine...

e dentro la strepitosa rubrica Covers & songs, che ha iniziato il suo emozionante tour di otto settimane,  che come sapete, si concluderà, con un estrazione, dove verrà premiata la fedele amicizia di chi mi ha accompagnato in questo viaggio, tra books covers e musica, con un Libro e un CD a scelta del fortunato partecipante estratto da Random.org.

Il viaggio di oggi ci porterà nel distopico e fantastico mondo della Trilogy di Kimberly DertingTHE PLEDGE”. Ecco a voi  le books covers della serie.
 Ma prima di andare avanti scopriamo cosa si cela dentro queste belle covers.
The Pedge
Sinossi: Nel paese violento Ludania, le classi sono rigorosamente divisi in base alla lingua che parlano. La trasgressione più piccola, come guardare un membro di una classe superiore negli occhi mentre parlano la loro lingua nativa, si traduce in esecuzione immediata. Charlaina ha diciassette anni, e da sempre, è stata in grado di comprendere le lingue di tutte le classi, ma questo è un segreto che cerca di nascondere da tutta la vita. L'unico posto dove si può davvero essere liberi è il club drug-fueled, dove la gente va a scrollarsi di dosso le regole oppressive del mondo in cui vivono. È lì che incontra un bellissimo e misterioso ragazzo di nome Max che parla una lingua che non ha mai sentito prima. . . e il suo segreto è quasi esposto. Charlie è intensamente attratta da Max, anche se non può essere sicura della sua vera lealtà. La violenza si intensifica e le situazioni di emergenza aumentano lasciando il posto a una vera e propria crisi, ormai è chiaro che Charlie con la sua capacità possiede la chiave per qualcosa di molto più grande. Ormai lei è l’unica possibilità del suo paese, per ottenere la libertà dal terribile potere retto, da un regime mortale.
The Essence 
Sinossi: "Pericolo, terrore, mistero e romanticismo" continuano nel secondo volume della trilogia The Pledge, come il regno di Charlie è sotto assedio da più insolito dei nemici. Alla conclusione luminosa del regno, Charlaina ha sconfitto il tiranna Sabara e preso il suo posto come regina di Ludania. Ma Charlie sa che Sabara non è scomparsa: l'essenza della regina malvagia è fusa alla psiche di Charlie, pronta a presentarsi al primo segno di debolezza. Charlie non è debole, ma lei l’ha spinta al limite. Oltre a sopprimere l'onnipresente influenza di Sabara, lei è occupata ha mantenere il suo ruolo di regina e a combattere una crescente resistenza, che è determinata a far tornare Ludania al suo sistema di caste discriminatorio. Charlie vuole essere la stessa ragazza di prima, ama Max, ma lei è una regina, e si sente divisa in due. Mentre Charlie fa un viaggio verso un vertice annuale per incontrare i leader della vicina Queendoms, un evento in cui la sua capacità di capire tutte le lingue saranno messe alla prova, lei si troverà di fronte al tradimento. E l'unica persona a cui può rivolgersi per chiedere aiuto è l'anima malvagia che risiede dentro di lei.

Dopo aver scoperto la trama dei primi due volumi, passiamo a conoscere la vera protagonista della nostra rubrica, la terza meravigliosa book cover che completa la serie.
The Offering 
Il vero amore e la guerra mondiale, è in gioco nella conclusione alla trilogia The Pledge, una miscela scura composta da distopia e fantasia cosparsa di romanticismo.
Charlie, altrimenti nota come Regina Charlaina di Ludania, ha raggiunto la perfetta stabilità come un leader. Ha compiuto una mirabile opera di ripristino dei sistemi di comunicazione di Ludania con gli altri Queendoms, e finalmente ha imparato a ignorare Sabara, l'ex regina del male la cui essenza è ancora viva dentro di Charlie. O almeno così pensa. Quando la negoziazione di un accordo di pace con il Queendom di Astonia va storto, Charlie riceve un messaggio brutale che minaccia Ludania, e lei sembra essere l’unica opzione richiesta in cambio della libertà di Ludanian. Ma le cose non sono sempre come sembrano. Charlie sta andando incontro a una trappola,  organizzata da Sabara, che è determinata a recuperare i Queendoms ad ogni costo.
Wow! Che bella trilogy, peccato che ancora, non c’è una versione italiana. Comunque, a gusto di chi non ha problemi a leggere in lingua inglese, si trova tra le mani una interessante lettura, da aggiungere alla sua playlist.

Dal distopico mondo di The Pledge, passiamo al primo volume pubblicato in Italia (Rizzoli) della mitica serie Urban fantasy “RAVEN BOYS” narrata dall’autrice di Shiver, Maggie Stiefvater.
Raven Boys di Maggie Stiefvater
È la vigilia di San Marco, la notte in cui le anime dei futuri morti si mostrano alle veggenti di Henrietta, Virginia. Blue, nata e cresciuta in una famiglia di sensitive, vede per la prima volta uno spirito e capisce che la profezia sta per compiersi: è lui il ragazzo di cui s’innamorerà e che è destinata a uccidere. Il suo nome è Gansey ed è uno dei ricchi studenti della Aglionby, prestigiosa scuola privata di Henrietta i cui studenti sono conosciuti come Raven Boys, i Ragazzi Corvo, per via dello stemma della scuola, e noti per essere portatori di guai. Blue si è sempre tenuta alla larga da loro, ma quando Gansey si presenta alla sua porta in cerca di aiuto, pur riconoscendolo come il ragazzo del destino non può voltargli le spalle. Insieme ad alcuni compagni, Gansey è da molto tempo sulle tracce della salma di Glendower, mitico re gallese il cui corpo è stato trafugato oltreoceano secoli prima e sepolto lungo la “linea di prateria” che attraversa Henrietta. La missione di Gansey non riguarda solo un’antica leggenda, ma è misteriosamente legata alla sua stessa vita. Blue decide di aiutare Gansey nella sua ricerca, lasciandosi coinvolgere in un’avventura che la porterà molto più lontano del previsto.
Anche se la book cover, non è molto particolare, di sicuro lo è la vicenda dei fantastici protagonisti di questa serie. Ecco i protagonisti di questa interessante saga, Ronan, Gansey, Adam and Blue. Non male, vero?
Beh! con questo romanzo siamo fortunati, perché è stato presentato in Italia dalla Rizzoli, quindi possiamo goderci in modo unanime questa bellissima storia.

Adesso direi che è il caso di giocare in casa, quindi ecco a voi la bellissima book cover disegnata dal geniale e italianissimo Paolo Barbieri, creata per il romanzo fantasy di Licia Troisi, I regni di NASHIRA, in questo caso vi presento il 3° volume della serie, Il sacrificio
La fine di Nashira è vicina, e sulle sue terre riarse Talariti e Femtiti, razze da sempre nemiche, continuano a combattere una guerra sanguinaria, ignari del destino che presto li annienterà.
Talitha e Saiph appartengono a due popoli diversi, ma lottano per una missione comune: salvare Nashira e scoprire le origini di Verba, la creatura millenaria sopravvissuta a due catastrofi.
La risposta è custodita nelle profondità della terra, il luogo inviolato in cui secondo la religione dimorano gli dei, il mondo segreto in cui viveva l'antichissimo popolo da cui Verba discende. Ma una terribile profezia grava su Saiph, e lo spingerà a prendere una decisione irrevocabile.
Talitha, braccata dai ribelli e dai soldati talariti, sarà di nuovo costretta a scegliere: lottare per Nashira o seguire Saiph? La sua vita è a un bivio, mentre i due astri che da sempre hanno segnato il fato di Nashira si preparano a riversare sul pianeta un apocalisse di fuoco.
Bene amici, ecco a voi le books covers a cui dovete trovare la giusta colonna sonora:
  1. The Offering di Kimberly Derting
  2. Raven Boys di Maggie Stiefvater
  3. Il sacrificio - I regni di NASHIRA di Licia Troisi

Fatevi avanti amici de “la bacheca dei libri”, partecipate alla rubrica Covers & Songs, vi ricordo che avete una intera settimana per trovare la musica che secondo voi si adatta meglio a queste 3 covers. 
Tutti coloro che parteciperanno potranno vincere un Libro & un CD a scelta.

Benvenuti nella "Grande Mela" la città dove tutto è possibile, anche vivere un amore da favola.

    Caffè      Letterario


Buongiorno miei cari lettori e viandanti sperduti, pronti con il caffè? Perché oggi vi porterò tra le dolci pagine di... Tutta colpa di New York  di Cassandra Rocca
Inizia una nuova settimana, ma non temete, ho trovato la lettura giusta per iniziare con dolcezza questa nuova settimana. Immagino che anche voi avete trovato fantastico il bellissimo film con Julia Roberts e Hugh Grant, Notting Hill. 
Beh! allora seguitemi, perché ora ci spostiamo a New York dove vi presento la versione femminile di William Thacker, Clover O’Brian,
una comunissima e irruenta giovane donna, senza peli sulla lingua, con occhi verdi, morbidi capelli rossi e a differenza del nostro William, non lavora in una libreria di viaggi, ma pur sempre in un negozio, con la particolare mansione di personal shopper. Caspita! sapevo dei personal trainer, ma onestamente i “personal shopper” mi mancavano. Infatti la nostra protagonista, aiuta i suoi clienti nell’ardua impresa di scovare il regalo perfetto. 
La parte di Sara Scott è rappresentata da Cade Harrison,

un attore di Hollywood bello, ricco, famoso e amato. Ma diversamente da Sara, il nostro Cade non è un suo cliente, ma allora come si possono incontrare due persone che vivono in mondi completamente diversi? Come per Sara, la causa principale è il risvolto negativo del successo, infatti Cade, è appena uscito da una relazione disastrosa con una collega, e il bisogno di rifugiarsi in un luogo poco frequentato dalle star, lontano da occhi indiscreti e soprattutto dai paparazzi è la motivazione che lo spinge a trascorrere le feste a New York, in una casa presa in prestito da un amico. 

Adesso, non mi resta che lasciarvi a questo assaggio, da degustare insieme al vostro caffè, dove potrete scoprire come avviene il magico incontro tra i protagonisti di questa romantica e divertente storia, narrata da

Cassandra Rocca
Ma scopriamo qualcosa di più su...
Cassandra Rocca, una giovane scrittrice di origini siciliane, che vive a Genova. Nella vita di tutti i giorni lavora come educatrice infantile, ma dedica il tempo che le resta al suo amore più grande: i libri. Accanita lettrice e aspirante scrittrice fin dalla tenera età, ha iniziato a pensare di rendere pubblica la sua passione solo negli ultimi anni. Tutta colpa di New York è il suo romanzo d’esordio.
Rivolgiamo uno sguardo ai commenti di chi ha letto questo libro?
“Dialoghi brillanti e spassosissimi che rendono irresistibile la lettura. Puro godimento.”
Elisabetta
“Dolce come un’intera scatola di cioccolatini, ma senza calorie”
Benedetta
Beh! direi che gli ingredienti sono ottimi, per iniziare con dolcezza questa nuova settimana, quindi godetevi la vostra insostituibile bevanda mattutina, il caffè e la spensierata storia di Clover & Cade e del loro... fortuito incontro nella “Grande Mela”, la città dove tutto può diventare possibile.
Le risate dei bambini risuonavano lungo la via, facendo eco a quelle più contenute degli adulti e ai tipici rumori delle case in festa. In un piccolo quartiere residenziale di Staten Island le famiglie erano intente a celebrare il giorno del Ringraziamento attorno a tavole imbandite, su cui facevano bella mostra di sé tacchini ripieni, gustando squisite torte di zucca, patate dolci, e chiacchierando amabilmente con gli ospiti. In strada, i bambini si godevano la fredda giornata di sole di fine novembre rincorrendosi fra loro, ma erano i piccoli gemelli Stevenson a ridere più di tutti gli altri, inseguiti da una strana specie di tacchino umano. - “E così vorreste mangiarmi, eh? Ve la faccio vedere io, cannibali! Sono stufo di vedere i miei simili stesi sui vostri tavoli!”. Con voce stridula, infarcita dei buffi versi tipici di un tacchino, Clover O’Brian continuò a rincorrere i tre monelli di sette anni per il piccolo spazio erboso di fronte alla chiesa, deliziata dalle loro grida. - “Chi di voi ha mangiato più tacchino a pranzo?”, chiese, facendo seguire una raffica di glo glo glo per dare enfasi al personaggio. - “Io, io!”, strillò Sam, quello con due buchi vuoti al posto degli incisivi superiori. - “Ne ho mangiati ben due piatti!”. - “Ah, non stento a crederlo! Con tutto quello spazio lì davanti, è naturale che cada più cibo nella tua bocca”, scherzò Clover, fingendo di caricarlo a testa bassa. - “Allora mangerò prima te! Glo glo glo!”. Scattò in avanti facendo urlare di gioia il bambino, poi si dedicò anche agli altri due. Iniziava ad avere il fiatone, ma le piaceva sentire il suono di quelle risate infantili. E poi non aveva niente di meglio da fare: era sempre sola il giorno del Ringraziamento. Anzi, a dirla tutta, era sola quasi in ogni ricorrenza speciale. Non poteva affermare di avere una famiglia e i suoi pochi amici passavano le feste con i propri cari, com’era giusto che fosse. Riceveva spesso i loro inviti, ma preferiva declinare e trovare passatempi alternativi per trascorrere quelle giornate. Imbucarsi nelle case altrui non faceva che ricordarle ciò che a lei mancava, e non voleva che pensieri così tetri le rovinassero un giorno di festa. L’allegria era quasi un dovere, per Clover. Soprattutto in quel periodo. Adorava il Natale, l’atmosfera che si respirava a dicembre e in nessun altro mese dell’anno, e si batteva continuamente perché nessuno rovinasse quei trenta giorni per lei sacri, anche a costo di festeggiare da sola. Da quando suo padre era morto, ormai dieci anni prima, Clover si era lentamente abituata alla solitudine. Non che prima ci fosse un gran clima di festa in casa O’Brian: nessuno nella sua famiglia aveva una predisposizione al buonumore, né uno spiccato spirito natalizio. Ma lei non aveva perso quell’esuberanza infantile che la faceva sorridere come un ebete al pensiero di dozzine di pacchi colorati sotto un albero luminoso. Per questo cercava in tutti i modi di non farsi avvelenare dal cinismo e dal disincanto altrui. Sua madre aveva sempre odiato il Natale. Dover organizzare una festa impeccabile per gli ospiti, andare alla ricerca dei regali per tutti e sorridere a parenti e amici comportava nervosismo e imprecazioni, dai quali suo padre si teneva sempre saggiamente alla larga. Ma una volta rimasta vedova le cose erano ulteriormente peggiorate, e così Nadia O’Brian aveva smesso di organizzare qualunque festeggiamento, limitandosi ad accettare gli inviti altrui. Suo fratello Patrick, invece, da quando si era sposato aveva perso ogni interesse per quel periodo, considerandolo solo una festa per bambini. A dire il vero erano molti i cambiamenti avvenuti in lui, dopo il matrimonio, e tutti negativi: si era chiuso in se stesso, pensando unicamente al lavoro e ai figli, dimenticando il bel rapporto di complicità che li aveva sempre legati. Clover ripensava a Patrick con nostalgia e rabbia… Ripensava, sì, perché i ricordi erano tutto ciò che le rimaneva: non essendo particolarmente simpatica alla cognata, il loro legame si era inesorabilmente allentato e i loro incontri erano diventati sporadici. In ogni caso, per quanto la cosa potesse dispiacerle, il distacco dalla sua famiglia le aveva permesso di mettere la giusta distanza fra il suo bisogno di serenità e allegria e la loro tendenza al melodramma. La morte della nonna paterna, per di più, aveva dato a Clover la possibilità di allontanarsi anche fisicamente da quel clima teso. Andarsene dal Maine e prendere possesso della sua eredità – la piccola villetta nella quale viveva da ormai tre anni – era stata una benedizione, e gli incontri con la sua famiglia si erano ridotti quasi a zero. Adesso le feste comandate erano monopolio di Patrick e sua moglie Sienna: ogni anno, tutta la famiglia O’Brian si riuniva nella loro casa di campagna e, per almeno un paio di giorni, fingeva di andare d’amore e d’accordo e di provare interesse per tradizioni natalizie osservate solo a beneficio dei bambini. A causa della sua scarsa inclinazione a mentire e della sua incapacità a trattenere verità scomode, Clover non era la benvenuta… ma poco le importava. Partecipare a quei ricevimenti, i primi anni, era stato un tormento costellato da discussioni e musi lunghi, che inevitabilmente sfociavano in feroci mal di testa e tristezza latente. Da allora era nato un tacito accordo tra lei e suo fratello: Patrick la invitava alla cena della vigilia e al pranzo di Natale, lei fingeva di avere già altri impegni e tutto si riduceva all’invio, da parte sua, degli annuali regali per tutta la famiglia. Soltanto questo la salvava dall’essere depennata definitivamente dall’albero genealogico: era maledettamente brava a fare regali. -  “Clover, sei troppo lenta! Non riesci a prenderci!”, sbottò Mark, il più sveglio dei gemelli Stevenson, strappandola ai suoi pensieri e riportandola alla realtà. - “Ho mangiato troppi bambini a pranzo, forse è il caso che vada a riposarmi. Vi mangerò un’altra volta”. - “All’attaccoooo!”, urlarono tutti insieme, correndo verso di lei. Con una risata, Clover si voltò di scatto per scappare, ma un ostacolo inaspettato si parò dinnanzi a lei, una barriera che occupava tutta la sua visuale e che la fece rimbalzare all’indietro, scaraventandola sull’erba. - “Ma che cavolo…?”, bofonchiò. “Si è fatta male?”. A quella voce Clover alzò lo sguardo, mentre una mano dalle dita lunghe si affacciava nel suo campo visivo. La mano non era che l’elegante appendice di un braccio, a sua volta parte di un corpo ben proporzionato, coperto ma non nascosto da una giacca di ottima fattura. - “Porca miseria”, borbottò, rialzandosi senza l’aiuto della mano tesa. - “Ma lei chi è, Wolverine” 
- “No, quello è Hugh Jackman”. 
- “Dalla consistenza del suo torace si direbbe che anche lei è fatto di adamantio”
- “Il colpo è stato così forte? Devo chiamare un’ambulanza?”, chiese l’uomo, con una chiara nota divertita nella voce. Clover alzò finalmente lo sguardo su di lui e per poco non cadde un’altra volta. Nonostante il cappello di lana e il bavero della giacca sollevato, era impossibile non riconoscere quel viso dalla bellezza sconvolgente. Cade Harrison, il noto attore di Hollywood...
   ......
Come si concluderà questa romantica storia iniziata con questo incontro? Scopriamolo continuando a LEGGERE.
Al prossimo Caffè Letterario e... 

Buona Lettura


venerdì 21 febbraio 2014

Stanza vuota proprio così. Adesso so che roba sono le crociate. I giovani sono una specie aliena. Non ci sostituiranno con una rivoluzione. Ci dimenticheranno e ci ignoreranno fuori d'esistenza. Il Posto delle Volpi del Deserto era soltanto uno spettacolo qualsiasi con appena la giusta sfumatura di dimostrazione. Lasciateci in pace. - “Chiamatemi semplicemente Joe” - 1979, p. 128

Parliamo di...
William  Seward Burroughs
Benvenuti tra le mie pagine...
 Il 5 febbraio 2014, è stato ricordato il centenario della nascita di questo scrittore statunitense, William  Seward Burroughs, nato a St. Louis, nel Missouri, in un mondo di ricchezza relativa, sostenuta dai profitti della Burroughs Adding Machine Corporation. Suo nonno, infatti è stato considerato tra gli inventori e produttori della calcolatrice meccanica o addizionatrice. Il nostro protagonista, non ha seguito le orme di famiglia, ma si è distinto in un altro immortale campo, quella della letteratura, infatti, lui è stato uno dei precursori del celebre movimento culturale americano, che si è sviluppato nel secondo dopoguerra, soprattutto tra gli anni cinquanta principalmente negli Stati Uniti, parlo della Beat Generation. Gli elementi centrali della cultura "Beat" consistono nel rifiuto di norme imposte, le innovazioni in stile, la sperimentazione delle droghe, sessualità alternativa, l'interesse per la religione orientale, un rifiuto del materialismo e rappresentazioni esplicite della condizione umana. In pratica, la Beat Generation è quella che ha ispirato il titolo del celebre film di James Dean, da cui ha preso il nome di  “Gioventù Bruciata”.
Carl Solomon, Patti Smith, Allen Ginsberg e William Burroughs
I fondatori di questo movimento sono stati, Carl Solomon, Patti Smith, Allen Ginsberg e William Burroughs , che hanno influenzato considerevolmente la cultura popolare e la letteratura. Burroughs ha scritto diciotto romanzi, sei raccolte di racconti e quattro raccolte di versi. Inoltre, ci sono cinque pubblicazioni, che raccolgono interviste o corrispondenze. William, era un eccentrico, anticonformista, e non è stato esattamente un modello di virtù, infatti fino alla fine ha mantenuto fede ai proclami della sua gioventù bruciata. Amava essere al centro dell’attenzione infatti, apparve in vari film, e ha collaborato con numerosi musicisti e performer. Immortale è stata la sua partecipazione al videoclip Last Night on Earth degli U2, dove compare nella scena finale, mentre chiude gli occhi. Il videoclip è stato girato pochi giorni prima della sua morte, sopraggiunta a causa di un fatale attacco cardiaco.
Ha cominciato a scrivere i primi versi in età adolescenziale e nonostante la sua vita ribelle,
 è stato uno studente eccellente, di fatto nel 1932, è entrato alla Harvard University, laureandosi in Inglese, e in antropologia, come specializzazione. Più tardi, è entrato in una scuola di medicina, a Vienna. Dopo essere stato scartato dall'esercito e dalla marina militare nel 1942, è diventato schiavo della droga, un problema che l' ha accompagnato per il resto della sua vita, influenzando molto anche i suoi scritti che di fatto, sono semi autobiografici, e parlano delle sue esperienze con la droga, che ha vissuto per il mondo, da Città del Messico, Londra, Parigi, Berlino, nel Sud America e a Tangeri in Marocco. Quando si è trasferito a New York nel 1943, è diventato amico di Allen Ginsberg e Jack Kerouac, con cui ha formato il nucleo centrale del movimento conosciuto come Beat Generation.
William Burroughs, ha raggiunto la celebrità grazie al suo primo romanzo, La scimmia sulla schiena, che è stato pubblicato nel 1953 ottenendo un successo clamoroso, che l’ha reso uno degli scrittori più famosi del tempo. Il suo lavoro più importante è senza ombra di dubbio, Il Pasto Nudo, che ha raggiunto le stampe per la prima volta in Francia nel 1959. Uno scritto controverso che è stato il primo volume di una tetralogia, conosciuta come The Nova Trilogy (1961–64), la leggendaria epopea di prosa da incubo.
“A naked lunch is natural to us
We eat reality sandwiches.
But allegories are so much lettuce.
Don't hide the madness.”  Allen Ginsberg
Parlando di questo romanzo, Norman Mailer, aveva affermato che William Burroughs, ha rivelato di essere “l’unico romanziere americano vivente a cui si possa plausibilmente attribuire genio”. Scavando nelle proprie ferite con l’acume della paranoia e un’acrobatica inventiva stilistica, in Pasto nudo Burroughs disegna, sfrontato e perentorio, un ritratto dell’America all’acido fenico. Si tratta di un libro con frasi apparentemente senza senso e scollegate tra loro, ma in realtà, il filo conduttore dell'opera è il controllo sulle menti che lo Stato può attuare sugli individui (in questo libro infatti si immaginano due Stati, Anexia e Terra Libera, con diversi gradi di controllo sulla mente umana) e la telepatia quale strumento per sfuggire al controllo e alla censura attuata sulle menti umane. Questo libro come sapete è stato pubblicato inizialmente in Francia, a causa delle leggi statunitensi sull’oscenità che hanno impedito la pubblicazione nel Paese di origine del nostro autore. Il libro non viene pubblicato in America fino al 1962, però a Boston era stata subito bloccata la pubblicazione a causa delle oscenità, e l’abrogazione del divieto è avvenuta solo nel 1966, con la conclusione del processo su Naked Lunch, dove le menzioni fatte nel libro sull’ infanticidio e gli atti di pedofilia, non sono state considerate oscenità, ma ha una realtà sociale. Questo processo ha rappresentato l'ultima più significativa accusa per oscenità, che interessa la letteratura americana. Sono stati coinvolti in questa lotta anche Allen Ginsberg e Norman Mailer, che con la vittoria nel processo, hanno riportato una grande vittoria per la libertà di parola e delle arti.
Curiosità
Il titolo di questo romanzo era stato suggerito da Jack Kerouac, ma Allen Ginsberg, ha letto male il titolo che originariamente era Naked Lust, e l’ha trasformato in Naked Lunch, e alla fine in ricordo di questo divertente errore è rimasto così.
Vi lascio con un breve estratto di Pasto nudo:
Sento sul collo il fiato caldo della Legge, li sento che fanno le loro mosse, piazzano pupe diaboliche come informatori e canticchiano davanti al cucchiaino e al contagocce che butto via alla fermata di Washington Square, salto un cancelletto girevole, scendo a precipizio due rampe di scale di ferro, prendo la metropolitana in direzione uptown...

mercoledì 19 febbraio 2014

RECENSIONE di Onislayer di Barbara Schaer. - "Prima di morire per mano del suo collaboratore e amico aveva maledetto e promesso VENDETTA a tutti quelli che lo avevano sostenuto... era tornato nel mondo reale sottoforma di oni e aveva fatto scempio..."

  Benvenuti tra le mie pagine...

Allora, miei carissimi lettori e... viandanti sperduti, dopo aver dato voce al mio pensiero su Alis Grave Nil, è giunto il momento di parlarvi dell’altro romanzo di Barbara SchaerOnislayer
Sinossi
A Fairport, Washington D.C, gli Eredi degli antichi clan giapponesi combattono da centinaia di anni una guerra silenziosa contro i demoni Oni. Braccati da una terribile maledizione, l'unico ostacolo al ritorno del feroce Oda Nobunaga dagli Inferi è il vincolo della Coppia Eletta che gli Eredi proteggono a costo della vita.
Jin e Asami sono i prescelti per creare la nuova Coppia Eletta, ma tutto cambia quando Asami sparisce senza lasciare tracce, mettendo in pericolo gli Eredi e spezzando il cuore a Jin.
Sullo sfondo di una guerra senza fine, Jin e Asami si ritroveranno di nuovo insieme, ma nulla sarà più uguale a prima. Animata da una fredda e letale sete di vendetta Asami coinvolgerà Jin nella sua battaglia personale, e in un mondo dove nulla è ciò che sembra, fra travolgenti passioni, tradimenti, e oscure profezie, scopriranno che nonostante tutto il dolore che li ha divisi, l'amore che un tempo li legava non è andato completamente perduto.
Cosa penso di questo romanzo?
Be’ prima di giungere alle conclusioni, scopriamo cosa si cela dentro le sue pagine.
Recensione
Onislayer è stata una interessante scoperta, tra le sue pagine si celano molte più cose di quelle che appaiono in superfice, basta solo guardare un po’ più in fondo, togliendo il velo della mera apparenza e il gioco è fatto. A questo proposito, è necessario fare delle constatazioni. Chi avrà letto entrambi i romanzi di questa giovane autrice, sicuramente avrà notato la palese differenza che esiste tra i due. Infatti, mentre Alis Grave Nil è dedicato a un pubblico più femminile e preadolescenziale Onislayer, è una lettura, che si rivolge a un pubblico sempre giovanile, ma un po’ più maturo, e può essere apprezzata anche dai lettori maschili questo perché non troviamo la dolce storia da fiaba romantica, ma un mix di azione, passione, suspense e fantasy che scekerati insieme creano un cocktail esplosivo. Tutto questo, mette in luce, la bravura di questa scrittrice, che è riuscita a calzare comodamente, come una scarpa fatta su misura, la vicenda raccontata al linguaggio narrativo. Naturalmente, cambiare il linguaggio narrativo, significa cambiare anche lo stile e per intenderci, sarebbe come se Nicholas Sparks, iniziasse a scrivere thriller al posto dei romance, immagino che la cosa vi lascerebbe alquanto sorpresi, eppure alcuni scrittori importanti, come Ken Follett, hanno fatto una scelta simile, infatti, lui passa comodamente dal thriller al romanzo storico, riscuotendo sempre un enorme successo. Ma questo perché? Semplice, perché calza comodamente entrambe le scarpe. A questo punto, viene da chiedersi, perché non lo fanno tutti gli scrittori? A questa domanda, posso rispondere con un’altra, voi cambiereste un paio di scarpe comode e sicure, con altre dall’aria scomoda e insicura? Be’ onestamente, molti pensano che è meglio mantenersi sul sicuro e non rischiare dolorose bolle. Ecco che qui entra in gioco anche il fattore “rischio”, come i cantanti o gli attori che cambiano stile e ruoli e si ritrovano con un flop colossale, che li fa precipitare nel dimenticatoio. Allora, perché questa scrittrice inerba ha rischiato, cambiando scarpe?  Anche questa risposta è facile, perché, ha appena iniziato a scrivere e non ha ancora trovato i suoi comodi calzari, al contrario degli scrittori affermati. Per questo Barbara Schaer, è riuscita a cambiare molto bene, anzi fin troppo bene il registro narrativo, pur mantenendo lo stesso genere letterario.
Portando avanti entrambe le letture ho avuto modo di notare come quest’ultima risulti più efficace dell’altra, perché riesco a percepire meglio la potenza e la determinazione della sua scrittura, nonostante entrambe in apparenza sono molto scorrevoli e piacevoli da leggere, e questo secondo me rende Onislayer un romanzo superiore al precedente.  Da queste riflessioni, posso constatare, che le sue comode scarpe siano rappresentate da quest’ultimo stile narrativo.
La trama come i personaggi, sono ben costruiti e delineati, entrambi hanno basi solide e determinate caratteriste che attraggono l’attenzione del lettore, incatenandolo alla lettura e coinvolgendolo nella vita e nelle emozioni provate dai protagonisti. A differenza dell’altro romanzo, qui a trattenere la scena non sono i personaggi secondari, ma quello principale Asami.  Leggendo il libro, potrete scoprire come questo personaggio domini la scena, con tutte le sfaccettature connesse al suo particolare e forte carattere, muovendo così i fili decisionali di tutti quelli che calcano questo palcoscenico. Ma, andando a fondo potrete scoprire, come questo personaggio sia molto più congeniale alla nostra autrice, rispetto alla protagonista dell’altro romanzo, e lo possiamo notare perché al contrario di Sara, Asami domina la scena in modo diretto e potente, e non c’è nessun personaggio secondario capace di dominare le decisioni dei protagonisti. Con questa congettura, voglio far notare come la nostra scrittrice si ritrovi nei personaggi femminili forti, ricchi di determinazione e carattere, che con le loro caratteristiche raffigurano il perfetto leader, capace di riscuotere l’attenzione del lettore, che si ritrova a puntare inevitabilmente il suo occhio su questo. Possiamo notare questo fenomeno, verso la fine del romanzo quando l’attenzione del lettore era incentrata sulla battaglia e lei (Asami)... il nostro sole cosa fa... Afferrò il kunai con entrambe le mani e lo sollevò in alto, fin sopra la sua testa. “Oda!” chiamò. Un urlo lacerante, che sovrastò il rumore della lotta e gelò tutti, bloccando ogni movimento, ogni rumore, ogni respiro... “Lascia che Taro mi guardi morire!” gridò ancora, odio e determinazione le sfiguravano i lineamenti in modo selvaggio. E mentre il mentre il marrone scuro delle iridi del fratello tornava a prendere il sopravvento sul bianco, si piantò il pugnale nel ventre. Perché era una donna, ma sarebbe morta da uomo.” Infatti, nell’altro romanzo Sara, che doveva per forza di cose, vestire i panni di una Cenerentola, non poteva di certo avere le caratteristiche di Lara Croft o meglio La Sposa (Black Mamba), la protagonista di Kill Bill, per questo cerca di dare carattere e forza visibile al romanzo inserendo personaggi secondari dominanti (Reb e il suo gruppo), che supportano la figura sottomessa della protagonista. 
Tornando a Asami, devo confessare che questo personaggio mi ha fatto impazzire, Barbara, ha creato una figura dalle incredibili potenzialità e varie sfaccettature, tante quante sono quelle di un diamante. La sua doppia vita, la personalità prima e dopo, due facce della stessa moneta, come quella di Due Facce, il personaggio di Batman. ( Che si sia ispirata a lui? ) Ma, è questa sua caratteristica che la rende UNICA e inimitabile. Da un lato abbiamo Asami, dolce, bella, capelli lunghi e morbidi, lineamenti delicati e pura come un giglio, dai modi impeccabili come vera lady; dall’altro, Alex, dai modi rudi, come una vera dura, forte e spigolosa, determinata e rasata come il soldato Jane, con il top in stile Lara Croft, pantaloni mimetici e anfibi, un mostruoso tatuaggio a ricordarle ciò che è ora, e... dominatrice a letto, perché lei ormai non è più un candido fiore, lei deve essere l’opposto di ciò che era prima, PERCHÉ... 
Sorry, sorry... non posso rovinare il divertimento a chi ancora non ha letto il libro, non trovate? Hi... hi... hi...
La trama, è spettacolare un mix eccezionale, dove tra passato e presente rivivono antiche leggende, l'onore di nobili guerrieri, una temibile profezia, feroci combattimenti in stile Kill Bill, profondi tradimenti, passione, vendetta e amore. 
WOW!  Si amici anche l’amore... quel sentimento che accomuna Alex/Asami, lo Yin e lo Yang di questo personaggio.
(Asami/Alex)

                                         (                     &                    )

(Jin.)
Jin, come Eric, il protagonista maschile dell’altro romanzo, non ha un ruolo fuori dagli schemi, entrambi vestono i panni del cavaliere dalla scintillante armatura, amano disperatamente la loro dolce metà e sono sottomessi alla sua volontà. Ecco cosa confessa Jin a Alex quando lei lo lascia per l'ennesima volta: E se vuoi sapere perché provo quello che provo non so risponderti, non ho motivi che ti possano convincere che quello che ti dico è vero. Ti amo e basta, come se fosse una cosa naturale, come bere, come mangiare, e non posso farci niente. Potrei dirti che mi completi, che senza di te mi manca qualcosa, ma non renderebbe l’idea. Ti amo perché devo, perché non ho alternative, non ne ho mai avute, e senza di te mi manca tutto. Mi manca la mia vita, perché la mia vita sei tu.
Alex è fantastica, porta avanti con forza e determinazione la sua personale vendetta, tra combattimenti con katane e kunai, che mi hanno riportato alla mente il mitico personaggio interpretato da Uma Thurman in Kill Bill. I combattimenti sono senza dubbio una parte interessante del romanzo, certo devono essere migliorate le scene descrittive, perché si nota un po' l’inesperienza, però, rivelano del vero potenziale, infatti, se la nostra scrittrice riesce a curare questo aspetto, i suoi romanzi futuri saranno una vera BOMBA.
Di questo romanzo, personalmente mi piacerebbe leggere un secondo volume, perché la storia rimane aperta per interessanti sviluppi. Nonostante entrambi i romanzi sono belli, il primo, non può reggere il confronto con Onislayer, che secondo me, rivela le vere potenzialità di questa giovane scrittrice, che ha trovato in questo stile narrativo, il terreno fertile per diventare un giorno (speriamo presto), la prossima Licia Troisi.
Il mio voto per questo libro... è ECCEZIONALE 5 rose Consigliato a chi ama i fantasy d’azione e i mix esplosivi.
ECCEZIONALE
A proposito, vi ricordo che Onislayer è disponibile su Amazon al link:

A breve, sarà disponibile anche la copia cartacea, non perdetela.

Adesso ecco per voi la mia piccola aggiunta, il book trailer di Onislayer, realizzato da la bacheca dei libri.              Buona Visione

martedì 18 febbraio 2014

Recensione per Alis Grave Nil di Barbara Schaer - "L’unico amore possibile è quello vero, quello potente, quello profondo. Quello che ti spezza il fiato. Quello che ti fa dimenticare problemi e differenze. Quello che ti dà la forza per affrontarli. Quello che ti fa ammettere che sì, nulla è pesante per chi sa amare. Nulla è pesante per chi ha le ali. "


  Benvenuti tra le mie pagine...

Bene miei cari lettori, finalmente!!! Ho messo un po’ di ordine tra le mie letture, quindi ecco a voi la mia recensione su un libro scoperto per caso e che ho iniziato a leggere per pura curiosità.  La cosa che mi stupisce è che l’ho letto praticamente in un soffio, e quando ho raggiunto la fine, ho provato la classica sensazione di vuoto e tristezza che prova ogni povero lettore alla conclusione di un bel romanzo. E mi sono detta: “Uffa! È finito e ora... Beh! ora... devo scoprire chi è questo scrittore e magari vado a leggere qualche altro suo libro.” Così, ho scoperto questa giovane autrice Self Publishing e sono andata a caccia di informazioni su di lei, per poi passare a leggere il suo secondo fenomenale romanzo, di cui ho concluso voracemente la lettura. L’autrice di cui parlo è Barbara Schaer abbastanza nota tra i blog letterari, per cui ha rilasciato varie interviste, infatti, come poteva passare inosservata vista la sua bravura.
Il libro di cui vi propongo la recensione è il suo primo romanzo dal titolo Alis Grave Nil.
Sinossi:   Sara è pronta per un altro giorno della sua solita vita. La scuola, i dispetti della sorella Reb, le malignità delle vecchie amiche e la certezza di non contare granché. E' sicura che l'amore non faccia per lei e che le favole siano solo invenzioni per sognatrici. Ma proprio quel giorno, in un incontro tutt'altro che casuale, conosce Eric. Bellissimo e misterioso, protettivo e minaccioso, Sara intuisce che Eric è decisamente più che un ragazzo normale, ma quello che proprio non può immaginare è che la loro storia sia cominciata molto prima di incontrarsi e che le parole latine tatuate sul suo braccio nascondano un inquietante segreto... Senza curarsi di quanto il principe si confonda pericolosamente con il cacciatore, Sara dovrà lottare con tutta se stessa per opporsi alle forze oscure che minacciano di separarli per sempre e far vivere l'amore da fiaba che ha sempre desiderato.
Recensione
La scelta di un titolo in latino è stata la scintilla che ha innescato la mia curiosità, anche se la trama, a primo impatto, può sembrare lo stereotipo di tutte le dozzinali storie che continuano a riempire gli scaffali delle nostre librerie alla sezione, Urban fantasy. No, i protagonisti, non sono vampiri o bestie notturne, ma come si può intravedere dalla traduzione del titolo “Nulla è pesante per chi ha le ali”, i protagonisti, come la lingua usata per definire questo romanzo, sono esseri antichi e immortali gli ANGELI.
Perché, nulla è pesante per chi ha le ali? Bella domanda, e la risposta è possibile trovarla solo leggendo tra le sue pagine. 

Ho trovato Alis Grave Nil, una lettura piacevole, abbastanza scorrevole, nonostante sia un libro d’esordio in Self Publishing. Questa giovane autrice, con il tema scelto, forse ha deciso di scegliere un terreno sicuro per giocare la sua prima mossa nel mondo letterario, ma il suo talento traspare proprio perché è riuscita a sorvolare sulle copiose narrazioni che trattano il tema, regalandoci qualcosa di nuovo e inaspettato, che mi ha trattenuto fino all’ultima pagina, non parlo solo della grande organizzazione di angeli caduti, rappresentata dal nome latino ma, della particolare costruzione dei personaggi, dove anche chi ha un ruolo secondario gioca un ruolo determinante all’interno del romanzo, come ad esempio Reb, la sorella di Sara. Bravissima attrice, che secondo il mio giudizio, si è meritata l’Oscar come migliore attrice non protagonista.
Ma perché penso questo? Semplice, perché la nostra protagonista Sara, non avrebbe quelle caratteristiche che la determinano se non ci fosse stata la presenza dominante di Reb. Sono un esempio i suoi sensi di colpa per la morte dei genitori, il suo aspetto dimesso frutto del suo senso d’inferiorità rispetto alla sorella, il risentimento verso la sorella che l’ha privata del primo amore. Anche se le situazioni rendono Sara una piccola Cenerentola, maltrattata dalla sorella malvagia, io onestamente non mi fermerei a considerare Reb solo con questa veste, perché la forza e la determinazione delle scelte di Sara, sono stabilite anche dal profondo legame che unisce le due sorelle.
A questo proposito,  consideriamo quando Sara era in ospedale, il suo pensiero nel bene o nel male è stato per Reb ....  Quando si dispera per il suo amore perduto...  Quando sono morti i genitori...   Quando è fuggita....  Quando affronta Fabio...  in tutte queste occasioni, le sue scelte sono state compiute perché nella sua mente c’era sua sorella, ma, la cosa diventa evidente quando la chiama al telefono prima di essere rapita...  – Mi mordicchiai il pollice, indecisa, ma alla fine alzai il ricevitore con uno strattone e composi il numero. Il numero di Reb... “Okay, be’... ti sembrerà strano, ma volevo salutarti.” Già, volevo salutarla. Ero sincera, dopotutto. “Salutarti... e dirti alcune cose”... Inspirai. “Che mi dispiace. Mi dispiace per mamma e papà. Per come è andata, voglio dire. Non so se sia stata davvero colpa mia, comunque mi dispiace che fossero con me quel giorno e non con te,” Ancora silenzio. “E... volevo dirti che in quel momento, poco prima dell’incidente, stavano parlando di te.” ... “Ti volevano bene, Reb. Te ne volevano tanto quanto a me. Solo che io ero più facile da gestire, quindi litigavamo meno.” Strinsi forte il cavo nel palmo della mia mano. “E anche io te ne voglio. Mi dispiace per tutto quello che è successo. Mi dispiace... tantissimo.”...
Un’altra cosa che lo distingue dagli altri stereotipi è la temibile battaglia tra nemiche/amiche, all’interno del gruppo inseparabile di Reb, che anche se si detestano continuano a restare unite per puro vicendevole dispetto. Questo interessante gruppetto è formato da Reb, Pi, Cri, Fede e Lilli ovvero Rebecca; Paola; Cristina; Federica; Lilli; che influiscono in modo preponderante sul personaggio di Sara, per intenderci, Pi (Paola), diventa la cosiddetta fata madrina di Sara, ma perché? Certo non per amicizia o affetto, ma per vendicarsi e fare dispetto a Reb. - Mi strizzo l’occhio. “Ma stasera sarò per te come la fata madrina per Cenerentola.”... “Niente ma, Sara! Hai subito le angherie di tua sorella per troppo tempo, è il momento di prenderti qualche piccola rivincita” ... Pi mi aveva trascinato con lei nonostante quel piccolo raduno fosse organizzato esclusivamente per le damigelle, ufficialmente per non lasciarmi da sola, ufficiosamente per far saltare i nervi a Reb, ennesimo espediente organizzato appositamente per ferirmi, e mi ero dovuta adeguare...
Incredibile  come questi machiavellici sotterfugi, muovono i fili dei personaggi, determinando le scene fondamentali del romanzo. Questo, ci fa capire la destrezza della nostra autrice, che non potendo alterare la personalità dei protagonisti, perché altrimenti intaccherebbe la base di questo genere di narrazione, cerca di dare colore alla trama, mettendo in questi dettagli il suo vero io narrativo, infatti mi sono concentrata su di loro proprio perché secondo me, è qui, che possiamo trovare la vera Barbara Schaer.
I protagonisti, Sara e Eric, sono esattamente come devono essere lei l’umana da proteggere e da amare, la piccola Cenerentola di questa fiaba, mentre Eric è l’angelo che cade per amore, il cavaliere dalla scintillante armatura, forte e bellissimo, pronto a morire per la sua bella.
Ma, attenzione!... non tutto è come sembra, la costruzione dei personaggi è questa, ma cosa riflette realmente lo specchio della loro anima? Sara, sembra la debole umana da proteggere, la piccola sorella maltrattata, ma ciò che riflette lo specchio è il volto di una donna determinata, pronta a tutto per proteggere ciò che ama, e per questo che scappa sapendo che verrà catturata, resiste tenacemente alla tortura indiretta che le viene imposta e affronta il suo destino a testa alta, senza dimenticare la sorella, da cui subisce volontariamente le sue “angherie”, questo, perché si sente responsabile della sua sofferenza e solitudine. E cosa dire di Eric, il prode angelo, il bellissimo cavaliere, l’unico fra i suoi simili a possedere la piena potenza dei suoi poteri. Però, anche il suo riflesso interiore è molto diverso. Lui in realtà, non è poi così forte come sembra, tutta la storia rivela la sua profonda debolezza,  che risiede nell’insicurezza delle sue azioni e nella grande paura di amare in modo incondizionato e per questo che è facilmente manovrato dai suoi nemici. Infatti è Sara a spingerlo al bordo del dirupo e a costringerlo a prendere coscienza dei suoi sentimenti. Ecco come l’essere più forte diventa debole e il debole diventa forte, è qui, in tutto questo che io, come lettrice ho trovato la vera Barbara, una scrittrice piena di talento che è riuscita a celare in una deliziosa storia dozzinale, il suo vero io narrativo e la sua predilezione a creare personaggi femminili forti e determinati, che nonostante la fragilità del loro guscio, sono duri come il diamante e così, ha scritto qualcosa che è di per sé unico. ALIS GRAVE NIL.
Concludendo, penso che troverei interessante uno spin off, sulla storia di Noah e Selene; un seguito... onestamente come lettrice, io preferirei questa conclusione, per evitare quello che purtroppo molti scrittori tendono a fare, forzare, stiracchiare una storia all’inverosimile, quando in realtà sarebbe meglio mettere la parola FINE, e lasciare il lettore con quella bella sensazione di... Peccato... è finito.
Il mio voto è Bello, quattro rose. Abbastanza scorrevole e intrattenente, anche se non è perfetto (ma la perfezione si sa, non esiste), lo consiglio a chi ama leggere senza troppo impegno, una piacevolissima storia Urban fantasy con protagonisti gli angeli caduti.
Bello
Sorpresa, ecco a voi il book trailer realizzato da 
"la bacheca dei libri"