La biblioteca teologica del Monastero di Strahov a Praga

La bacheca dei libri, ha come modello questa immensa fonte di conoscenza perché: "La lettura è per la mente ciò che l'esercizio è per il corpo

Novità e successi della NORD Editore

Ecco le novità da non perdere e il successo di "Vita dopo vita" che come sottolinea l'Espresso:«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»

Novità e successi della Dunwich Edizioni

La Porta dei cieli, il thriller archeologico protagonista del Blog Tour ancora in corso; Il successo dell'horror "William Killed The Radio Star" uno sfondo musicale dalla intricata indagine psicologica e le attese novità legate ai concorsi della Dunwich.

I 5 romanzi finalisti del Premio Strega 2014.

Ecco i romanzi candidati a entrare nell'immortale albo d'oro del Premio. Il favorito è "Non dirmi che hai paura" vincitore del Premio Strega Giovani. Alla finale del 3 Luglio ha vinto il prezioso elisir Francesco Piccolo con "Il desiderio di essere come tutti".

Novità editoriali da non perdere

Ecco le fresche letture che hanno attirato la mia attenzione. Da un Amore Alieno a Per sempre insieme,dalla passione di Così come sei al distopico fantasy Mystic city, ma un Eccezione serve sempre quindi non perdetevi l'eccezionale caos di sentimenti scritta dall'islandese Audur...

martedì 22 ottobre 2013

I poeti son vecchi signori che mangian le stelle distesi sui prati delle loro ville. E s'inventano zingare e more per farsi credibili agli occhi del mondo col loro dolore. (Tratto da: I poeti)

Chiacchiere in libertà
Ecco che arriva il momento di fare due chiacchiere. Il Premio Nobel si è concluso splendidamente e come sappiamo il 10 Ottobre i giurati di Stoccolma hanno deciso chi a Dicembre dovrà recarsi nella bellissima città svedese a ritirare il prestigioso riconoscimento, che è considerato un grande merito per la carriera di chi lo riceve. Come tutto il mondo sa, per il settore letteratura, ha visto premiato il suo talento la bravissima scrittrice canadese Alice Munro, di cui ho piacevolmente parlato nella rubrica Parliamo di... . Mah! Qual è il punto della nostra discussione?
  Beh! il dilemma che mi ha incuriosito è la candidatura a questo premio del nostro amato prof italiano, il grande Roberto Vecchioni, che con grande stupore degli italiani e dello stesso cantautore, che si è visto proporre alla pari del mitico Bob Dylan, Leonard Cohen che sono stati candidati come cantautori, la nuova categoria che i responsabili del prestigioso Premio hanno deciso di inserire tra le varie categorie presenti.
  Ciò che mi sbalordisce è stata la grande indignazione degli stessi italiani nei confronti del povero cantautore, che umilmente parlando non si spiega come e perché sia stato candidato. La discussione nei suoi confronti è stata molto accesa tanto che dalle sue interviste e dagli articoli letti il povero prof invece di essere contento o lusingato mi è sembrato così spaventato dalla cosa che non faceva altro che scusarsi con i suoi connazionali, che continuano a domandarsi perché non Francesco De Gregori?
 La critica potrebbe sembrale legittima, ma secondo me non è stato corretto inveire con simili toni contro questo cantautore e scrittore del resto,  infatti oltre ai testi delle più di duecento canzoni, che ha composto, gli eminenti giudici dell’Accademia di Stoccolma hanno considerato anche il suo apporto in campo letterario, con i suoi due romanzi editi dalla casa editrice Einaudi,  Scacco a Dio, del 2011, Il libraio di Selinunte del 2007, e poi
Volevo. Ed erano voli del 2008, Di sogni e d’amore. Poesie 1960 – 1964, che raccoglie una parte della sua vena poetica.

I suoi romanzi, mostrano il profondo rispetto per la letteratura, infatti le vicende si sviluppano attraverso gli insegnamenti dei grandi autori del passato, i classici..., letti a voce alta dal libraio di Selinunte a un giovane ragazzo che si ritrovava a volare tra le opere di Pessoa, Saffo, Tolstoj, Rimbaud… Un libro che come il pifferaio magico incanta con la sua melodiosa poesia, infatti ecco cosa dicono alcuni lettori:
12/09/2011 at 10:05 pm  
NICOLETTA ha detto: LA CANZONE CHE PORTA QUESTO TITOLO è BELLISSIMA, EMOZIONANTE , UNICA. IL LIBRO ANCHE. IO HO UTILIZZATO QUESTO TESTO PER UN LAVORO SULLA CONTINUITà FRA ORDINI DI SCUOLA: UN SUCCESSO
 20/09/2011 at 8:57 pm  
LUISA ha detto: Un libro che è pura poesia, ricerca raffinata, dichiarazione d’amore per altri libri e immensa capacità di farli amare e ricordare sotto una luce nuova. “Il libraio di Selinunte” è una lettura meravigliosa, che tutti dovrebbero affrontare. Mi ha emozionata e coinvolta, parola dopo parola, fino all’ultima pagina.
Ecco cosa scrive in Scacco a Dio:
Sembra quasi che lo facciano per farmi dispetto: arrivati a un certo punto è come se spegnessero la stella che li guida, come se s'incidessero un'altra linea della vita sulla mano. No, non parlo di peccati, quelle sono minuzie: dico il loro cammino, il corso del loro destino. Hanno un solco da seguire, un viaggio da compiere e improvvisamente lo cancellano, lo resettano vogliono essere altri da sé; stropicciano le loro anime fino a rendersele irriconoscibili, si ribellano alla felicità.
 E nel Libraio di Selinunte:
E voi cosa ne pensate? 
 Secondo me, nonostante, tutto non è stata immeritata questa candidatura, anzi come italiani dovremmo essere contenti che in questa categoria sia stato considerato di merito un nostro grande autore, senza nulla togliere agli altri cantautori italiani.

”Prenditi tutto il tempo che ti serve. Ricorda, a volte bisogna buttarsi, rischiare, prendere in mano la vita, fosse anche per un giorno soltanto.”

Caffè letterario
       Buongiorno amici in lettura,
  al mattino niente è più piacevole di un buon caffè accompagnato da una buona lettura per iniziare al meglio la giornata, infatti:                 
“Happiness is a cup of coffee and a really good book”.
 Per mettervi di buon umore oggi vi propongo un libro che mi ha letteralmente conquistata e che a differenza di altre novità ho scoperto per caso, infatti forse qualcuno l'ha letto o lo conosce perché è di qualche anno fa, “La libreria dei nuovi inizi” di un’autrice che onestamente parlando ancora non conoscevo, ma che mi ha conquistata con il suo esotico fascino, che caratterizza anche la sua  piacevolissima scrittura, Anjali Banerjee.
Ma chi è questa affascinante scrittrice?
Anjali Banerjee, è una scrittrice di origine indiana, infatti è nata nel Bengala, però ha praticamente vissuto in Canada, fino al matrimonio che la porta a vivere nello Stato di Washington negli Stati Uniti. È autrice di diversi libri sia per adulti che per ragazzi e “La libreria dei nuovi inizi” è stato il romanzo che l’ha fatta conoscere ai lettori italiani nel 2011, grazie alla pubblicazione della Casa Editrice Rizzoli.
La libreria dei nuovi inizi, è stato definito un romanzo da favola moderna, perché contiene quei magici elementi, che lo rendono tale, come un’amore incantato, ma dal mio punto di vista è l’amore per i libri a salvare la protagonista Jasmine, una donna, che si ritrova con il cuore spezzato dopo il tradimento del marito, e sarà la surreale libreria di sua zia a farle scoprire che la vita ha molto da offrire, infatti grazie a quei libri e al mondo che gira attorno a loro, imparerà una importante lezione e scoprirà che esiste un nuovo inizio nella vita. Questo libro mi ha incantato, sarà perché una libreria confortevole e con quel certo non so che... è sempre stato il mio sogno e chissà che un giorno non metta in atto il mio desiderio, una libreria che è come un rifugio confortevole, dove i suoi clienti non comprano solo i libri, ma possono ritrovarsi e godere del piacere che solo la lettura può dare.
Ci sono cose che accadono e ti trovano del tutto impreparata. Robert, il mio ex marito, aveva sempre usato il suo indiscutibile fascino come un’arma letale, senza badare ai cuori che spezzava, o alle vite che rovinava. Per non parlare dei letti nei quali si svegliava il mattino dopo. Mia madre continuava a ripetermi: “Visto, Jasmine, hai voluto sposarti un americano? Dovevi prenderti un bengalese come noi: fedele, di buon cuore, e rispettoso della nostra cultura”. E io me lo vedevo, il perfetto marito bengalese, in ghingheri nel tradizionale churidr kurta, durante il mio allegro e colorato matrimonio indiano. Ma mia madre non vedrà mai realizzato il suo sogno, perché io non ho nessuna intenzione di sposarmi un’altra volta. Adesso che ho ottenuto il divorzio, ho deciso di prendermi una pausa da Los Angeles. E da quel delinquente del mio ex marito, l’uomo che un tempo mi sembrava perfetto. Così eccomi qui, sul battello diretto a Shelter Island, il piccolo grumo verde di pioggia e oscurità nel mezzo di Puget Sound. Sul pontile, il vento mi frusta i capelli, ricordandomi che sono viva, e che posso ancora sentire il freddo. ... Man mano che ci avviciniamo all’isola, il contorno della costa est comincia a emergere dalle nebbie. Le distese di corbezzoli e abeti lasciano il posto a spiagge rocciose e selvagge, mentre i fianchi delle colline, ricoperti di foresta, si slanciano verso il cielo grigio che sembra di peltro, e la città di Fairport abbraccia la baia con il suo agglomerato di edifici antichi e di luci baluginanti. Ho un tuffo al cuore. Che ci faccio io qui? ... La lettera con la richiesta a cui non ho potuto dire di no. Nell’era della posta elettronica, zia Ruma preferisce scrivere come ai vecchi tempi. Tiro fuori la lettera dal suo nascondiglio e la annuso: una lieve fragranza di rosa. Ogni volta che apro il foglio, il profumo cambia: ieri sandalo, il giorno prima gelsomino. Ma le parole sono sempre le stesse, scritte con inchiostro dorato nella calligrafia un po’ obliqua della zia: Devo tornare in India. Voglio che tu ti prenda cura della libreria mentre non ci sono. Solo tu puoi farlo. ... Mi promette un rifugio sicuro tra i grandi classici della letteratura, anche se, a dire la verità, saranno anni che non leggo un romanzo tutto intero. ... Quanto può essere difficile convincere qualcuno a comprare l’ultimo libro di Nora Ephron o Mary Higgins Clark? Un mese a Shelter Island, a lavorare in una libreria, non è poi un sacrificio così grande da fare per una persona a cui vuoi molto, molto bene. Mi sono portata dietro del lavoro, per tenermi occupata: ho con me un voluminoso mazzo di report ancora da studiare. ... Il negozio della zia è a qualche isolato a nord del porticciolo, sul mare. Un edificio vittoriano a tre piani, stile Regina Anna, in terra d’ombra bruciata e bianco. Sono quasi arrivata, ... avevo dimenticato che l’edificio fosse così grande e dall’architettura così complessa: un intreccio di bovindi, torrette e un portico a colonne che corre lungo tutta la facciata. Da vicino salta all’occhio qualche indizio di rovina ... La pesante porta si richiude sbattendo alle mie spalle, lasciando fuori il resto del mondo. Un vago sentore di lucido per i mobili al limone si fa strada nell’aria, superando la coltre di polvere; sento odore di naftalina. ... Non c’è superficie che mia zia non abbia occupato. Alla mia sinistra sul muro è appeso un polveroso tappeto Kashmir che raffigura in oro e rosso l’albero della vita. ... vado a sbattere contro un tizio che sembra essersi materializzato dal nulla. Alzo lo sguardo, presa alla sprovvista, e vedo un volto vissuto, due occhi cerchiati, capelli scuri in disordine, come se il vento li avesse appena scompigliati. ... Ha in mano una pila di libri: ha quanto pare ha un sacco di tempo libero. ... Cerco di scivolargli accanto per passare oltre, e per poco non inciampo in una piega del tappeto. Lui si fa da parte. “Ha fretta vedo.”   “La mia è la velocità normale. Non ho ancora regolato l’orologio sul tempo di Shelter Island.” Mi guarda dritto negli occhi, impassibile. “Da dove arriva?” mi domanda. “Los Angeles. Sono venuta per dare una mano alla zia Ruma in libreria... per un po’.” Sì, dare una mano alla zia... ma tutto quello a cui riesco a pensare adesso è ce muoio dalla voglia di una doccia calda e di una tazza di caffè bollente. “Sua zia. L’incantevole signora col sari?”  “Proprio lei.” E così gli uomini guardano mia zia. E mia zia va ancora in giro col sari. “Evidentemente la bellezza e di famiglia” continua lui. Sento di arrossire fino alle orecchie. Per fortuna sono ben nascoste dai capelli. È da tempo che ho smesso di sentirmi bella. “Si diverte a fare lo sfacciato, signor...”    “Hunt. Connor Hunt. E lei dev’essere Jasmine.”   “Come fa a saperlo?”   “Ho sentito sua zia parlare di lei. E ha detto cose molto intriganti.” Intriganti? Non c’è niente di intrigante che si possa dire di me. “Cioè, ha sentito mia zia spettegolare su di me? E cosa avrebbe detto, di grazia? Mi sa che dovrò farci due chiacchiere.”     “Ha detto che lei lavorerà qui in libreria.”   “Tutto qui?”    “E poi che... è in fuga.”    “Io, in fuga?” Alzo la voce senza rendermene conto, e sento un nodo alla gola. “Questi non sono certo affari suoi, signor Hunt, e poi io non sto fuggendo da un bel niente. Giusto per chiarire le cose.” Lui alza le mani: “Certo, si figuri.”    “Ho un sacco di lavoro che mi aspetta, quindi, se non le dispiace, vado a cercare la zia.”    “Non ha nemmeno tempo per un caffè? O magari un tè?”  È incredibile questo tipo. “Senta, finché sarò su quest’isola, non avrò mai tempo per un appuntamento galante, chiaro?”  Specialmente non con uno come te. Uno che ci prova con la prima che capita. Uno tale e quale a Robert. “Chi ha parlato di appuntamenti galanti?” Fa un passo in avanti, e io uno indietro. “Le capita spesso di attaccare bottone con le donne in libreria?”   “Mi è capitato solo con lei. Non c’è un modo per farle cambiare idea, sul caffè? O tè?”   “Lo escludo categoricamente.” Vorrei prenderlo a spintoni e mandarlo dritto alla porta. Che faccia tosta! Si, è proprio uguale a Robert, che ha sempre fatto il cretino con qualunque essere umano di sesso femminile gli capitasse a tiro. Ma io non ho nessuna intenzione di ricascarci. Ormai sono diventata la fortezza di me stessa. Lui si accarezza un sopracciglio. “Come vuole. Mi dispiace molto. Non mi resta che sperare di vederla ancora.” Poi, senza far rumore, scivola verso la porta, per scomparire nella sera, mentre ormai ha cominciato a piovere forte. Me ne sono liberata, ben fatto Jasmine. Ma non riesco a togliermi dalla testa la sfacciataggine con cui quel Connor Hunt ha cercato di rimorchiarmi ... Dal reparto dei libri di storia, ... Il signore che dorme in poltrona lascia andare una russata più forte, che mi fa quasi sobbalzare. “Bippy! La mia nipotina!” sento gridare alle mie spalle. È la zia finalmente. ... In quel momento, un uomo, visibilmente irritato, entra di corsa nella stanza. È vestito con una cura pazzesca, in un pendant di colori autunnali, e ha i capelli neri pettinati all’indietro e impomatati con una dose più che abbondante di gel. E il tipo che la mattina passa delle ore davanti allo specchio a farsi bello. Tutto in lui è delicato e quasi femmineo, e i lineamenti sono smussati come se fossero stati scolpiti da un venticello leggero. ... “Lui è Tony” mi informa la zia. “È il mio aiutante. Lavorerete insieme mentre io sarò via.”... Mi sento come se mi fosse appena arrivato un pugno in pieno stomaco, ma in qualche modo riesco a fare una specie di sorriso. “Benissimo” dico il più educatamente possibile. ... Tony mi guarda dall’alto in basso. “Una cosa l’abbiamo capita, e cioè che ti sai vestire. Ma guarda che questa roba va bene per la città. Qui non ti serve a un bel niente. E anche i tacchi... non potrai certo indossarli per lavorare! I piedi ti faranno vedere le stelle.” In effetti, le dita mi fanno già male da un po’. “Ho un paio di scarpe da ginnastica in valigia” lo rassicurò. “E allora infilatele” fa lui, severo. Poi, con aria preoccupata aggiunge: “E ce li avrai un paio di jeans, voglio sperare!”.   “Un solo paio,” Tony alza drammaticamente gli occhi al cielo. “Be’, allora ti toccherà fare un sacco di bucato, a meno che non ne compri un altro paio. Sari indaffarata tutto il giorno, dovrai badare a mille cose insieme.” ... “Questa non è una normale “libreria indipendente” come le altre, tesoro” puntualizza la zia. Mi domando cosa voglia dire. Sto per gettare la spugna, quando lei aggiunge: “A volte mi sveglio ed è tutto sottosopra, tutto spostato. Libri qui, libri lì... chi li acchiappa più!” sorride come se avere dei libri che fanno il bello e il cattivo tempo fosse la cosa più normale del mondo. “Ma chi li sposta? Tony? I clienti?” chiedo, sperando che mi risponda in modo logico. “E chi lo sa, tesoro! Qualcuno che non vuole che i grandi classici siano dimenticati, immagino. Il colpevole questa volta è stato furbo: ha scelto libri di autori diversi, così non posso risalire a lui. Adesso vieni con me cara. Dobbiamo fare un giro nella libreria. E poi sarà l’ora del tè.” ... “Ti dimenticherai di quel poco di buono di Rob mentre sei qui, cara, vedrai. Gli autori ti aiuteranno .” Indica della stampe appese al muro, disegni a inchiostro di scrittori famosi. “Charles Dickens. Laura Ingalls Winder.”  Laura Ingalls Winder? Quella della Piccola casa nella prateria? Cerco di non scoppiare a ridere. La zia è sempre stata un po’ eccentrica. “Gli scrittori ti aiuteranno” ripete. “Le loro parole. Quello lì con la fronte così grande è Edgar Allan Poe. E naturalmente c’è Jane Austen. Il suo unico ritratto sopravvissuto. Una riproduzione, cioè.”  “Sembra così giovane... e così ordinaria.” Accarezzo la stampa, la tela ruvida della sua guancia. Gli occhi di Jane sembrano seguirmi attraverso i secoli. “Non parlare male dei morti.” La zia si guarda intorno, come se Jane Austen potesse saltar fuori da dietro un angolo da un momento all’altro. “Su, andiamo a prenderci il nostro tè.”   “Prima devo assolutamente controllare la posta.” È un po’ che le mie mani fremono, impazienti di muoversi sui tasti del BlackBerry, di avviare il Netbook. “Tranquilla, tesoro. Avrai tutto il tempo nei prossimi giorni.” ... “Il reparto dei libri antichi.” Entriamo in una stanza chiusa e soffocante, con alte scaffalature che coprono tutte le pareti. Anche qui l’aria è pregna di polvere e l’odore della carta fa prudere il naso. “Guarda qui. Lo sai che questa specchiera apparteneva a Charles Dichens?” Appeso al muro, uno specchio rettangolare con una cornice molto elaborata cattura per un attimo l’immagine dl mio viso. Oddio, ma questa è la mia faccia? Ho davvero un’aria così stanca e sciupata? “Gran bell’oggetto deve valere una fortuna, se è davvero appartenuto a Dickens.” Cosa di cui dubito fortemente. “È una specchiera da camino vittoriano, primo periodo, 1830 circa.” Nel corridoio qualcuno si schiarisce rumorosamente la gola, il viso nascosto nell’ombra. “Mi scusi se l’abbiamo disturbata” fa subito mia zia; ... È un tipo alto, con le spalle larghe. ...  Mi spinge fuori dall’ufficio verso l’ampia sala da tè. Qui il tempo sembra essersi fermato a qualche decenni fa: addossato alla parete c’è un lungo bancone con due fornelli a gas, un minifrigorifero e una credenza. E poi divani e poltrone dall’aria consunta. “Per i miei clienti” spiega la zia con un certo orgoglio. “Così si fermano più a lungo.” Io però non vedo anima viva. Magari se i divani fossero nuovi e non dei logori scarti di seconda mano, e se sugli scaffali polverosi e mezzi vuoti ci fossero dei libri ben allineati... Ci vorrebbe anche una macchina per il caffè espresso, per non parlare di altri oggetti, tazze di design, ex libris, lampade da lettura. Insomma, questa sala andrebbe rivoltata come un calzino. ... Magia bella roba. Il pensiero di dormire nel minuscolo appartamento della zia, in un sottotetto umido e buio, mi fa accapponare la pelle. Non mi stupirei se le pareti fossero ricoperte di muffa nerastra e se sui pavimenti crescesse il muschio. Dormirò in questa vecchia casa scricchiolante...
Ah! Ah! E ora come se la caverà la nostra Jasmine, qual è il mistero nascosto dietro il disordine di questa libreria così particolare e piena di gente bizzarra? Qual è il nuovo inizio e come possono gli scrittori aiutare a sanare il cuore deluso di Jasmine? Un romanzo che non è solo un “libro” ma anche un intricante mistero che nasconde qualcosa di più, la passione per questi oggetti, che non sono considerati tali, ma esseri vivi che hanno molto da dire. E qual è il risvolto romantico celato dietro questa storia? Chi sarà il nuovo amore di Jasmine? Forse ho scritto un po' troppo. Mah!... non vedo l'ora di scoprire come va a finire.

domenica 20 ottobre 2013

Non abbiate paura... "Oggi è un grande dono" Giusy Versace

Non abbiate paura...
   Cari amici in lettura, ecco che ritorno a scrivere su questa rubrica Non abbiate paura... Il titolo, prende spunto dalle parole di una figura che ha toccato il cuore di fedeli cristiani e non, Giovanni Paolo II. Delle parole che racchiudono molto in sé, e coinvolgono tutti, infatti, non bisogna essere per forza dei credenti per non avere paura... Questa rubrica vuole parlare dei libri che hanno come protagonisti, coloro che Non hanno paura..., di vivere, di esprimere le loro convinzioni e i loro ideali e magari sacrificarsi per questo, senza alcun rimpianto. Una rubrica dedicata ai forti e hai coraggiosi, come la protagonista di oggi, una donna, che ha dimostrato di saper superare le difficoltà e gli imprevisti della vita con forza e determinazione, perché “Con la testa e con il cuore si va ovunque”
 Così Giusy Versace, racconta la sua storia, per lasciare una testimonianza che sia un incoraggiamento per chi sta affrontando dei momenti difficili nella vita o come lei si è trovato a dover vivere all’improvviso senza gambe.
Forse molti ricordano Giuseppina Versace, la figlia di Alfredo Versace, cugino dei celebri stilisti Donatella e Santo Versace. Giovane, bella e in piena carriera imprenditoriale, fino all’età di 28 anni si è occupata di moda, poi nel 2005 ha un grave incidente stradale che le fa perdere le gambe, e qui che inizia la vera di Giusy Versace, che ha mostrato le forti caratteristiche dei suoi geni, forza e determinazione di riprendere in mano la sua vita indipendente e così supera il dolore, la perdita e l’amore, e con l’aiuto dei medici e del suo coraggio nel 2007 torna a guidare e nel 2010 inizia a correre. Avete capito bene a correre dopo aver avuto amputate le gambe dal ginocchio in giù. Come? Con delle tecnologiche protesi in fibra di carbonio e partecipa alle gare atletiche per disabili. Riesce a superare se stessa ai campionati italiani di Torino del 12 maggio 2012, dove ha corso i 100 m in 15”50, segnando il nuovo record Europeo. Dopo questo partecipa a vari campionati d’atletica guadagnandosi altri riconoscimenti. Il suo libro pubblicato nel febbraio di quest’anno, raccoglie tutte le sue avventure è una lettura che può dare molto ai suoi lettori, perché come dice Giusy: “Con la testa e con il cuore si va ovunque”.

sabato 19 ottobre 2013

Chi legge detta legge! ...

       Ma voi lo sapevate che chi legge detta legge?
Beh! Adesso lo sanno tutti e a ricordarcelo sono due simpatici nemici & amici.

                            Good night e buona lettura.

Il pane del povero è duro, e non è giusto dire che dove c’è poca roba c’è poco pensiero. Al contrario. Stare a questo mondo è una fatica, soprattutto saperci stare. Tratto da Metello

Agenda letteraria
   Buonasera, amici in lettura, oggi 19 Ottobre, l’Agenda letteraria ci ricorda la nascita di un’importante figura del neorealismo italiano Vasco Pratolini, che introducendo la realtà della vita cittadina, ha dato un volto nuovo al realismo che fino ad allora aveva raccontato solo la realtà della vita contadina. Con le sue narrazione sulle vite degli operai, le sue opera si impregnano di un convinto socialismo, come possiamo notare nel romanzo Metello, dove il protagonista è un giovane campagnolo chiamato Metello Salani, che va il città in cerca di fortuna e vivendo la realtà degli operai si unisce agli scioperi portati avanti dal movimento socialista, sullo sfondo di questa realtà cittadina, si sviluppano le vicende private della sua vita. Come ben sappiamo, questo romanzo fa parte di una trilogia chiamata “Una storia italiana”.

Vi lascio con estratto di Metello, un manifesto della realtà sociale degli inizi del Novecento.
...disposto a cedere una giornata di lavoro per due centesimi. Si era inimicato tutti i compagni di Porticciola che vivevano del suo stesso mestiere; e se qualcuno si azzardava a fargli delle rimostranze, lui borbottava tra i denti: “Ho da pagare la balia. Questo deve vivere. L’ho promesso a lei”...

I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro. Carlos Ruiz Zafòn ...Ricordo ancora il mattino in cui mio padre mi fece conoscere il Cimitero dei Libri Dimenticati.

     Allora, allora... cosa abbiamo trovato nello scaffale...    Numi Paesani, di Americo Brugnola.
   Adesso, immagino vi chiederete: Chi è Amerigo Brugnola e da dove viene fuori questo libro?
  Heh! Heh! La mia libreria avvolte è come quella che troviamo nel bellissimo libro di Carlos Ruiz Zafòn “L’ombra del vento”, sconosciuta e misteriosa e anche se 1250 volumi sono solo una piccola goccia nel mare, in confronto ai 10.000 che la grande Margherita Hack ha donato alla biblioteca di Venezia, per non parlare di quella dei libri dimenticati, ma nel suo piccolo può riservare delle sorprese e questo libro che naturalmente rientra tra quelli in via d’estinzione è un dei tanti “libri dimenticati”, che meritano di essere ricordati.

  Questo libro risale al 1921, è stato impresso dalla Casa Editrice Ausonia a Roma, che naturalmente, non è più in attività da molto tempo.
 Quando guardo i libri dimenticati, mi sento come Daniel Sempere davanti a tutti quei libri sconosciuti, senza nome, ma la loro voce è un eco profondo che risuona nelle orecchie. Così, è anche questo libro, sconosciuto. Dell’autore Americo Brugnola non ho trovato fonti che attestano una biografia, ma solo il suo nome e quello di questo libro che si presenta come un saggio monografico e il contenuto è ambientato nelle campagne di Perugia, lungo la strada Tuderte e racconta di una passeggiata alla scoperta delle rovine e dei luoghi che hanno costituito la cultura di un popolo. I protagonisti di questa passeggiata sono Marino e una fanciulla a cui quest’ultimo ha dato il nome di Naia.
...“Amica mia fra breve voglio condurti con me: faremo insieme un’interessante viaggio, cioè compiremo insieme un pellegrinaggio. Oh, vedrai... vedrai... attraverso luoghi d’immensa delizia... . Ma desidero che  per l’occasione tu muti nome e ne prenda un altro che meravigliosamente ti si addice. Ti chiamerai Naia. ...
La vecchia Tuderte lassù in vetta al poggio s’era già data alla gloria del sole: i campanili, i palazzi, i ruderi delle mura, il tempo della Consolazione fusi in un immenso grogiuolo di bellezza: il pezzo di muro lacero come il vecchio palazzo, l’edificio monumentale come la casa disadorna, anche ciò che si direbbe brutto, tutto , tutto era materiato di bellezza, fuso nell’immenso grogiuolo d’azzurro e oro. Ma in riva al fiume non era arrivata ancora l’onda solare. ...       Poi l’archeologo e Marino, allungando il braccio, cercarono di identificare le catene e le altre montagne più famose portanti un qualche nome, come Nerone, il Catria, il Cetona, l’Amiata, il Velino, il Sirente e i Sibillini e le distese alture ...
 Un libro è un riflesso del suo autore e dal contenuto di questo libro l’unica cosa che posso intuire è la sua passione per la storia e l’archeologia. Che fosse un’archeologo? .... Voi cosa ne pensate?

"Era il genere di complimento di cui Johanna di solito si sarebbe sentita in dovere di ridere, non fosse stato che in quel momento le parve sincero. Non aveva occhi grandi e, se le avessero chiesto di che colore erano avrebbe risposto “Ma, più o meno marroni direi”. Però adesso parevano proprio di un marrone intenso, morbido e luminoso. Non che si fosse improvvisamente messa in testa di essere bella, o qualcosa del genere. Era solo che gli occhi avevano un bel colore, se fossero stati un pezzo di stoffa." Tratto da Nemico, amico, amante...

Parliamo di ...
 Alice Munro
               Ben ritrovati amici in lettura.
 Eccoci di nuovo nella rubrica Parliamo di ... che oggi vi parla della scrittrice del momento Alice Munro la vincitrice del Premio Nobel per la letteratura di questo 2013.
  Ma, chi è questa autrice che il 10 Ottobre è entrata negli annali del Premio Nobel per la letteratura, il più prestigioso del mondo, di cui noi italiani possiamo vantare ben sei vincitori?
 Alice Munro è di origine canadese, e nei suoi 82 anni di vita è diventata una delle scrittrici più autorevoli e apprezzate dalla critica letteraria internazionale, una nuova figura nella letteratura contemporanea. Non ha caso quest’autrice si è ritrovata con questo importante Premio che come giustifica la menzione dei giudici, è:
"maestra del racconto breve contemporaneo".
  Questo perché questa scrittrice sin dalla sua adolescenza quando ha steso il suo primo racconto intitolato “The Dimensions of a Shadow”, ovvero Le dimensioni di un’ombra,  ha sviluppato un particolare stile di scrittura, che ha caratterizzato i suoi testi, infatti la sua prima raccolta La danza delle ombre felici (Dance of the Happy Shades) ha avuto un grande successo e il favore della critica, guadagnandosi nello stesso anno della sua pubblicazione, il 1968 il suo primo Governor General's Award, un premio che si aggiudicherà ancora nel 1978 con la raccolta di racconti Chi ti credi di essere?
 La sua bravura è quella di riuscire a mettere a nudo la parte più intima dei suoi personaggi, attraverso i minuziosi dettagli, che tolgono il velo sulle loro debolezze più nascoste, come il ghiaccio di un lago che si rompe improvvisamente sotto il peso di un pattinatore che si ritrova immerso nella gelida acqua che gli morde la pelle come punte acuminate.
...Lloyd era amato dai pazienti per via delle sue battute scherzose e perché li sapeva prendere con mani forti e sicure. Era largo di spalle, ben piantato e abbastanza autorevole da essere scambiato a volte per un dottore. (Non che la cosa lo lusingasse, peraltro: a suo giudizio, gran parte della scienza medica era una truffa e tantissimi medici, degli emeriti coglioni). ...
Gli scenari dei suoi libri sono circoscritti ai luoghi dove lei ha vissuto, il Canada. Scenari reali, che lei conosce e di cui può parlare liberamente, ciò le permette di rendere i suoi racconti vivi, reali in cui i lettori possono ritrovarsi, marcando un ambiente famigliare, dove però è impossibile rilassarsi, perché grazie alla sua grande abilità di spiazzare il povero lettore con brevi frasi e a effetto che aumentano il ritmo della narrazione.
Alice Munro, a mio avviso è diventato un vero e proprio caso investigativo, perché a Luglio aveva annunciato il suo ritiro dalla scena letteraria, con grande dispiacere dei suoi appassionati lettori. Ora, afferma che non ricordava neanche di essere stata candidata al Nobel e infatti ha ricevuto la comunicazione della sua vincita attraverso la segreteria telefonica, come ha ammesso con suo grande stupore ai giornalisti che erano andati a intervistarla. Ieri, 18 Ottobre, ecco l’ufficiale comunicazione che la grande scrittrice non potrà andare a ritirare il Premio nel mese di Dicembre a Stoccolma, perché è troppo debole e le sue condizioni di salute non lo consentono. Tirando le somme da queste dichiarazioni, diventa logico pensare che il suo ritiro è dovuto alle sue condizioni di salute, che sono diventate tali da impedirle di scrivere, e per una scrittrice puntuale e meticolosa come è la Munro, che ha sempre considerato scrivere una cosa normale come respirare, lascia davvero pensare...
 Comunque, auguriamo che possa rimettersi al meglio questa grande icona femminile della letteratura e chissà che non ci regali qualche altro capolavoro...  
  Beh! Intanto godiamoci quello che c’è, che non è poco e quindi... Buona lettura e buona visione con il trailer del film Away from her - Lontano da lei, tratto dal racconto The Bear Came Over the Mountain del libro Nemico, amico, amante... della nostra Alice Munro.