La biblioteca teologica del Monastero di Strahov a Praga

La bacheca dei libri, ha come modello questa immensa fonte di conoscenza perché: "La lettura è per la mente ciò che l'esercizio è per il corpo

Novità e successi della NORD Editore

Ecco le novità da non perdere e il successo di "Vita dopo vita" che come sottolinea l'Espresso:«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»

Novità e successi della Dunwich Edizioni

La Porta dei cieli, il thriller archeologico protagonista del Blog Tour ancora in corso; Il successo dell'horror "William Killed The Radio Star" uno sfondo musicale dalla intricata indagine psicologica e le attese novità legate ai concorsi della Dunwich.

I 5 romanzi finalisti del Premio Strega 2014.

Ecco i romanzi candidati a entrare nell'immortale albo d'oro del Premio. Il favorito è "Non dirmi che hai paura" vincitore del Premio Strega Giovani. Alla finale del 3 Luglio ha vinto il prezioso elisir Francesco Piccolo con "Il desiderio di essere come tutti".

Novità editoriali da non perdere

Ecco le fresche letture che hanno attirato la mia attenzione. Da un Amore Alieno a Per sempre insieme,dalla passione di Così come sei al distopico fantasy Mystic city, ma un Eccezione serve sempre quindi non perdetevi l'eccezionale caos di sentimenti scritta dall'islandese Audur...

lunedì 27 gennaio 2014

"Noi sopravvissuti alla Shoah siamo inchiodati: vorremmo liberarci dal peso insopportabile di ciò che è stato e invece siamo costretti a riviverlo ogni volta. Delegati a testimoniare da chi avrebbe avuto il dovere di evitarcelo: quest'Europa che cancella i suoi sensi di colpa per lo sterminio degli ebrei non parlandone, e scaricando su noi vittime la responsabilità e il dolore della memoria. Una vera follia". Edith Bruck

Giorno della memoria
 “Sarò mai capace di scrivere qualcosa di importante? Lo spero proprio. Perché scrivendo posso confidare alla carta tutti i miei pensieri, i miei ideali, i miei sogni.”  Anna Frank
Benvenuti tra le mie pagine, miei carissimi lettori, che oggi ricordano un giorno indimenticabile, il 27 Gennaio, il Giorno della memoria. Un giorno, per ricordare ciò che non va MAI dimenticato, la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico.
Il 27 Gennaio 1945, è il giorno in cui le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, aprono le porte dei cancelli del luogo emblema della vergogna e della indelebile macchia dell’umanità, il campo di concentramento di Auschwitz. I pochi superstiti, sono la testimonianza vivente del grande odio e dell’orrore del genocidio nazista. “Nessuna  lingua comprensibile o gesto può dare una giustificazione a una simile perfidia e tanta depravata violenza ”. Una così grave violazione dell’umana natura, perpetrata da esseri umani verso altri esseri umani è inconcepibile. In questi termini, com’è possibile parlare d’inumanità, se alla fine è l’essere umano stesso ad aver commesso simili atrocità, dimostrando di detestare la sua stessa natura. Cosa siamo noi realmente, qual è la nostra reale natura?...
Sono tantissime le pagine scritte per questo giorno, tantissimi libri per non dimenticare e come ha scritto Norberto Bobbio:
"Il primo insegnamento che si può trarre da questi libri è che non bisogna dimenticare. Il secondo, che bisogna ricordare non per giudicare, ma prima di tutto per apprendere e capire."
Per onorare la memoria di chi è scomparso in questo modo così brutale e insensato, per chi è stato testimone, sopravvissuto con una inguaribile ferita nel cuore e per chi è caduto durante la liberazione da questo massacro e per noi, per non DIMENTICARE, oggi tra queste mie pagine riporterò i passi di alcune opere che sono diventate un emblema della nostra letteratura, quelle di PRIMO LEVI, un sopravvissuto alla deportazione nel campo di concentramento di Monowitz - lager satellite del complesso di Auschwitz e sede dell'impianto Buna-Werke proprietà della I.G. Farben, dove il suo nome è stato 174517.
Primo Levi, come sappiamo è stato deportato nel 1943, quando è stato catturato dai nazifascisti. Lui è un sopravvissuto, un testimone della brutalità umana e ha dedicato la sua vita e la sua penna, a ricordare ciò che non va dimenticato. Una delle sue opere più importanti oltre La tregua, è Se questo è un uomo, un romanzo, che rappresenta la sua testimonianza scritta tra il dicembre 1945 e conclusa nel gennaio 1947. Il titolo, è stato ispirato dall'antica preghiera dello Shemà e nel romanzo, il nostro autore, riporta i versi, che ne chiariscono il significato:
“Considerate se questo è un uomo
 Che lavora nel fango
 Che non conosce pace
 Che lotta per mezzo pane
 Che muore per un sì o per un no”
[Campo di internamento Fossoli (Modena)] ...Il giorno 20 febbraio i tedeschi avevano ispezionato il campo con cura, avevano fatte pubbliche e vivaci rimostranze al commissario italiano per la difettosa organizzazione del servizio di cucina e per lo scarso quantitativo della legna distribuita per il riscaldamento; avevano perfino detto che presto un’infermeria avrebbe dovuto entrare in efficienza. Ma il mattino del 21 si seppe che l’indomani gli ebrei sarebbero partiti. Tutti: nessuna eccezione. Anche i bambini, anche i vecchi, anche i malati. Per dove, non si sapeva. Prepararsi per quindici giorni di viaggio. Per ognuno che fosse mancato all’appello, dieci sarebbero stati fucilati...
Illustrazione di Emanuele Fucecchi
...Con la assurda precisione a cui avremmo più tardi dovuto abituarci, i tedeschi fecero l’appello. Alla fine, Wieviel Stück? domandò il maresciallo; e il caporale salutò di scatto, e rispose che i «pezzi» erano seicentocinquanta, e che tutto era in ordine; allora ci caricarono sui torpedoni e ci portarono alla stazione di Carpi. Qui ci attendeva il treno e la scorta per il viaggio. Qui ricevemmo i primi colpi: e la cosa fu così nuova e insensata che non provammo dolore, nel corpo né nell’anima. Soltanto uno stupore profondo: come si può percuotere un uomo senza collera (parla di violenza inutile)... Sono stati proprio i disagi, le percosse, il freddo, la sete, che ci hanno tenuti a galla sul vuoto di una
disperazione senza fondo, durante il viaggio e dopo. Non già la volontà di vivere, né una cosciente rassegnazione: ché pochi sono gli uomini capaci di questo, e noi non eravamo che un comune campione di umanità... Fra le quarantacinque persone del mio vagone, quattro soltanto hanno rivisto le loro case; e fu di gran lunga il vagone più fortunato . Soffrivamo per la sete e il freddo: a tutte le fermate chiedevamo acqua a gran voce, o almeno un pugno di[24] neve, ma raramente fummo uditi; i soldati della scorta allontanavano chi tentava di avvicinarsi al
convoglio. Due giovani madri, coi figli ancora al seno, gemevano notte e giorno implorando acqua . Meno tormentose erano per tutti la fame, la fatica e l’insonnia, rese meno penose dalla tensione dei nervi: male notti erano incubi senza fine...
Vi riporto un video dove Levi ritorna a Auschwitz e un articolo-intervista del giugno del 1982, realizzata da Enzo Biagi, al nostro scrittore-testimone:  Come nascono i lager? Facendo finta di nulla
Dopo questa viva testimonianza, voglio riportare le parole introduttive lasciate dalla giovane scrittrice Dami Jissed Vertiz Lozano nel libro: “Le ceneri dellesistenza”,  che ha ricevuto il titolo di libro + bello del 2013, tra quelli letti da "la bacheca dei libri". Perché questo romanzo, non è solo la classica love-story, ma racchiude qualcosa di più profondo, una importante pagina che documenta le sofferenze patite da chi ha vissuto quell’inferno. Infatti, non è un caso che questo libro sia rimasto indelebile nella mia memoria.
 ...Riuscivo a trattenere quel senso di depressione incombente dentro di me, quel posto mi distruggeva, ogni giorno mi sentivo più debole. Non ce la facevo a stare per ore e ore in piedi, passavo delle notti gelide. Il nostro capannone si svuotava settimana dopo settimana. Venivamo estratte come numeri della lotteria. Tutte coloro che venivano scelte per “la doccia”, non tornavano. Ogni volta che ci portavano in quella stanza spartana con i tubi argentati sul soffitto, sudavo freddo. Stringevo il mio pancino pregando Dio che non fosse l’ultima doccia... tratto da “Le ceneri dell’esistenza”
Nota dell’autore: L’amore, una parola minuscola eppure giustificazione dei fatti più bui della storia. Cosa si cela davvero dietro questa parola così misteriosa? Grandi filosofi e scienziati hanno studiato approfonditamente questo sentimento così controverso ed incoerente, capace di farci perdere ogni briciolo di razionalità. L’amore, quello folle, può essere anche distruttivo, oscuro, privo di umanità, di solidarietà verso gli altri. Può renderci macchine da guerra, pronte a tutto per un ideale. Perché si può amare incondizionatamente un’idea. La storia è piena di questi episodi, ripetuti continuamente, e senza alcun rimorso. L’amore è anche madre dell’odio, così opposto da sfiorarsi con l’antagonista stesso. Il passato non dovrebbe essere mai dimenticato. Si parla solo di cifre, nel complesso, nessuno parla, mai dei milioni di cuori infranti affogati nel pianto o nel dolore della perdita di una persona cara, per ragioni, a volte prive di fondamenta. Quanti madri, padri, mogli, mariti, fratelli, sorelle, figli e via dicendo non hanno più rivisto la persona amata? Quanta sofferenza hanno dovuto passare? Di questo non si proferisce mai sillaba. Si dovrebbe incidere su un muro ogni evento accaduto, ma non basterebbe nemmeno il vecchio muro di Berlino per tutti gli orrori che hanno vissuto i nostri antenati e tante altre persone in altri paesi. Credo personalmente che sia fondamentale pensare sempre con la propria testa e non farsi trascinare dalle continue correnti moderne che a volte celano tanto dolore per il prossimo. Dovremmo semplicemente rispettarci gli uni con gli altri. E vivere l’amore, sano, quello per sé stessi e per il prossimo, per evitare che molti eventi come l’olocausto, i genocidi ed i massacri che tutt’ora avvengano, continuino ad accadere. Per questo invito tutti, io per prima a non dimenticare il passato per vivere un futuro più cosciente.     Dami Jissed Vertiz Lozano
Dopo le sincere parole della nostra giovane scrittrice, vi lascio con quelle celebri della ottimista Anna Frank, tratte dal suo Diario.

"Ecco cos’è difficile in quest’epoca: gli ideali, i sogni e le belle aspettative non fanno neppure in tempo a nascere che già vengono colpiti e completamente devastati dalla realtà più crudele. È molto strano che io non abbia abbandonato tutti i miei sogni perché sembrano assurdi e irrealizzabili. Invece me li tengo stretti, nonostante tutto, perché credo tuttora all’intima bontà dell’uomo. "

SUPER BIG NEWS!!! Ecco i DUE vincitori EX AEQUO del Premio BAGUTTA

  
     Buongiorno, a tutti voi amici in lettura e...
Benvenuti tra la mie pagine.
Ieri 26 Gennaio, ultima Domenica di questo mese, come  da tradizione, è avvenuta nel corso di una cena alla storica trattoria/ ristorante Bagutta a Milano, la premiazione dell’87sima edizione del 1° premio letterario italiano, nato come sapete nel 1927. Quest’anno, la GIURIA, presieduta da Isabella Bossi Fedrigotti e composta da Stefano Agosti, Rosellina Archinto, Silvia Ballestra, Eva Cantarella, Pietro Cheli, Elio Franzini, Umberto Galimberti, Piero Gelli, Andrea Kerbaker, Giovanni Orelli, Ranieri Polese, Elena Pontiggia, Enzo Restagno, Mario Santagostini e Orio Vergani, si è lasciata incantare dal fascino della poesia, che ritorna a essere premiata.

I vincitori del 2014, sono due, EX AEQUO Maurizio Cucchi e Valerio Magrelli.
La poesia di Maurizio Cucchi, viene premiata con la sua ultima raccolta “Malaspina”, un’opera divisa in cinque sezioni in cui l’autore ripercorre la sua vita milanese. Una vera passeggiata lungo le vie e i percorsi storici della storica città, che sono state un riflesso della sua vita, infatti si possono vedere le trasformazioni e i cambiamenti di questa importante città. Una poesia nuova, con tralci di storia e di conoscenza, e soprattutto con la gioia di essere al centro di un’esperienza che coinvolge passato e presente. Il poeta riconosce e ama i suoi coprotagonisti in una storia in cui ci si muove con umiltà ma con illuminata visione delle cose. “E io mi infilo,/ mi insinuo zampettando/ per leggere e indagare, eterna,/ l’umiltà dei secoli”. Nella poesia “Solitario”, questa non indica la solitudine dell’individuo, ma le lunghe passeggiate che il nostro poeta fa da solo, lungo le strade del capoluogo lombardo, e in questa solitudine, lui si concentra su ciò che lo circonda, e riflette su come il tempo abbia cambiato i vecchi edifici, la gente e da tutto questo lui sente nascere un desiderio nuovo, quello di godere delle occasioni.
A raggiungere un ulteriore e fondamentale traguardo è l’opera di Valerio Magrelli, che con il suo libro “Geologia di un padre”, pubblicato da Einaudi nella collana “Supercoralli”, dopo aver raggiunto le finali del Premio Campiello, si aggiudica a merito, il riconoscimento del 1° premio letterario italiano, il BAGUTTA. Come sappiamo, questo libro, può considerarsi un’opera di memorie, legate al padre del nostro autore, che con una prosa essenziale  e asciutta, si lega ai ricordi del genitore, infatti scrive: “Il figlio come un filo che deve entrare nella cruna della propria crescita. Il padre come un filo che va sfilato”.

BAGUTTA OPERA PRIMA, quest’anno viene concesso a un saggio narrato, dalla voce esordiente di Fabrizio PassanisiBert e il mago” (Nutrimenti). Un interessantissimo saggio sulla vicenda umana e letteraria di due grandi  della letteratura tedesca, Thomas Mann e Bertold Brecht.
 Con questo si chiude anche per quest’anno, lo storico evento culturale, importantissima pagina della letteratura e della storia italiana.
Vi lascio con la poesia “Solitario” di Maurizio Cucchi.
La testa chiara, pelata del Cochi,
quell’esile villano imbalsamato,
il suo faccino triangolare smerigliato
sul colletto scomposto e intanto io,
di fianco e sempre altrove, sorridevo,
nelle bretelle e nei miei sandaletti,
sul pavimento grigio, appoggiato,
mentre di fronte la vecchia Ines
stendeva i panni e ci scrutava.

Ma quello stesso bambino che ride,
sereno e spensierato, porta un’eco
profonda dentro sé. Aveva
perfettamente noto e già presente
in cuore il suo destino.

sabato 25 gennaio 2014

ATTENZIONE!!! Arriva un ciclone... Il Chrysalis Contest

Amici in lettura e appassionati dei libri, in occasione dell’uscita della Paranormal trilogynewsoul”. La nuova new! entry da “COPERTINA” per Chrysalis, di Jodi Meadows.
Ammirando la bellissima copertina originale, poi usata anche dall’editore italiano, la Mondadori, “la bacheca dei libri” ha trovato l’ispirazione e organizza il Chrysalis Contest ovvero un CONTEST di COPERTINA, cos’è?
Un concorso, dove  dovrete presentare la copertina + sensazionale che vi è mai capitata, per poter tenere il confronto con quella che ha ispirato questa iniziativa. Il premio in palio è... Il libro di Jodi Meadows Chrysalis, che il 4 Febbraio arriverà nelle librerie italiane.


Con l’arrivo del libro si concluderà anche il contest, quindi avete tempo fino alla mezzanotte del 3 Febbraio per partecipare, perché l’indomani uscirà il libro. Vincerà chi proporrà la copertina più sensazionale. La giuria, si amici, ho l’immenso piacere di presentarvi delle personalità d’eccezione che hanno gentilmente concesso la loro presenza a questo evento, indossando la veste di giurati imparziali parlo di Erika del blog Wonderful Monster che come sapete ha intervistato in anteprima, l’autrice Jodi Meadows per la Mondadori; e di Erika, la masterbook del forum LA BIBLIOTECA INFINITA che di copertine se ne intende infatti, gestisce nel suo forum una sezione dedicata proprio a loro (andate a curiosare, magari trovate l’ispirazione).
e poi ci sarò io, Mirella, che rappresento “la bacheca dei libri” a completare la trilogy jury di questo Chrysalis Contest PARTECIPATE!!! E conquistate la copia cartacea di Chrysalis di Jodi Meadows.
Regolamento:  

Seguendo queste piccole regole potete partecipare a questa iniziativa adesso non vi resta che scrivere il titolo e l’autore e postare nella bacheca dei commenti l’url dell’immagine della sensazionale copertina del libro che avete scovato in ogni dove, italiane o straniere, recente o meno non importa, basta che sia sensazionale come quella di Chrysalis - (Incarnate).
Ecco le Fantastiche copertine di newsoul che mi hanno ispirato. Ora scovate una copertina ancora più sensazionale e...
Ovviamente queste sono escluse
Divertiamoci...  Buon Contest

“What if everyone you knew could live forever... except you? What if the boy you loved had lived a Hundred lifetimes...

       What if everyone you knew could live forever... except you?
Ciao e Benvenuti tra le pagine di un altro libro. Eh! che libro...
Ammirate questa copertina, è semplicemente Fantastica vero?
La luce, i colori, quegli occhi bellissimi dietro una maschera da farfalla rarissima. Questa fanciulla incarna una creatura ultraterrena, effimera come le ali di una farfalla e proprio come la protagonista di questa new paranormal trylogy newsoul.

Voto? 10, anzi 100 ai creatori di questa copertina, con la quale, hanno centrato non solo attraverso gli occhi, l’attenzione del lettore, ma anche l’essenza di questa bellissima storia, nata dalla penna dell’autrice Jodi Meadows.
Sinossi
Erin  è l’unica persona al mondo a non avere alle spalle decine di esistenze. Tutti gli altri abitanti di Range vivono da almeno cinquemila anni, in un sistema in cui ognuno si reincarna, tutti si conoscono da secoli e si raccontano storie e ricordi del passato per tenerlo in vita. E le anime gemelle restano fedeli per sempre le une alle altre. Al compimento dei suoi diciott’anni Erin decide di andare a Heart, la capitale, per cercare una spiegazione alla sua vita mortale… scoprirà un mondo affascinante ma pieno di pericoli, popolato da antiche leggende, creature d’ombra, oscuri segreti. Ad aiutarla ci sarà Sam, il musicista che da secoli dà voce a note meravigliose, di cui Erin ha letto nei libri e del quale è innamorata fin da piccola…
Come avrete capito dalla sinossi, quello che la nostra scrittrice ci prospetta è uno scenario nuovo, che ancora non avevo visto, in un Paranormal fantasy, un mondo fatto solo di anime, che vivono praticamente in eterno, perché si reincarnano sempre, mantenendo la stessa anima e gli stessi ricordi, anche se il corpo cambia.
Benvenuti a Range, dove l’Amore è eterno, nel senso letterale, visto che ognuno reincarnandosi, ritrova sempre la persona amata. In tutto questo sistema, ciclico, l’unica a essere una goccia fuori dal vaso è la nostra protagonista Erin, si, perché lei ha spezzato il ciclo; infatti, un’anima è scomparsa per sempre e al suo posto è nata lei unica nel suo genere e questo evento a sconvolto le altre anime a tal punto che l’hanno isolata, infatti è considerata una reietta, qualcosa che non dovrebbe esistere. L’unico a darle sostegno è un’anima di cui si è innamorata, Sam, un musicista.
Ma chi veramente Erin e perché è nata a nuova vita?
Davvero è nata solo per essere come una farfalla, nascere per poi morire il giorno dopo? Cosa succederà a Erin e Sam. Lui si innamorerà davvero di questa creatura così effimera?
Beh! per rispondere a tutti questi interrogativi e a tanto altro dobbiamo leggere tutta la trilogy "Newsoul":
1. Incarnate (Chrysalis)
2. Asunder    {Phoenix Overture
3. Infinite  
Una novità aggiunta a questa trilogy e Phoenix Overture, che la nostra Jodi Meadows ha aggiunto per chiarire e completare meglio questa storia. Questo libro è stato pensato in un secondo momento, come l’autrice ha spiegato sul suo blog e praticamente rappresenta la storia vista dagli occhi di Sam, chiarisce la sua visione e approfondisce la sua storia personale. Questo romanzo, risulta strettamente legato a Asunder  il 2° vol. e per questo che la nostra scrittrice consiglia la sua lettura dopo questo .
Ma chi è Jodi Meadows?
Come lei stessa afferma sul suo blog, vive e scrive nella Shenandoah Valley, Virginia, con il marito, Kippy (il gatto), e un numero allarmante di furetti. Lei è una book addict dichiarata, e ha voluto essere una scrittrice fin da quando decise di essere un’astronauta.
Adesso basta un click, per conoscere meglio questa strepitosa e socievole scrittrice e la storia di Erin e Sam, vi lascio con l’interessante intervista rilasciata dalla nostra Jodi Meadows a Erika del bellissimo blog Wonderful Monster per la Mondadori.

24 ore per amare, 365 per ricordare. 24 ore per amare, 365 per ritrovarsi.

Benvenuti tra le mie pagine, amici in lettura.
oggi andremo a curiosare tra le pagine di... Per un giorno d’amore & Per un anno d’amore di Gayle Forman Editore Mondadori.

Parlo dei due Romance in uscita nelle librerie il 28 Gennaio. La storia romantica di un tenero e travolgente amore nato per caso, in un solo giorno, ma il destino li separa e poi si ritrovano solo dopo un anno. Un anno durante il quale hanno continuato ad amarsi. Due romance legati dalla continuità, come l’amore di Allyson & Willem. Due sconosciuti, che si amano e si perdono. Ma poi... si ritrovano. Wow! Il Destino.
Sinossi di Per un giorno d’amore: Finite le superiori, Allyson parte dalla Pennsylvania per un tour in Europa, insieme alla migliore amica Melanie.
 Non sa ancora che l'amore, quello che fa perdere la testa e sconvolge ogni sicurezza, diventerà il suo compagno di viaggio. A Stratford-upon-Avon, il paese di Shakespeare, conosce infatti Willem, affascinante ragazzo olandese, che recita in una rappresentazione underground della Dodicesima notte. Fra i due scocca la scintilla- e Willem propone ad Allyson di seguirlo a Parigi per trascorrere un giorno e una notte insieme. Lei, per la prima volta nella sua vita, decide di seguire l'istinto e provare, finalmente, a scoprire un'altra se stessa.
 Ma il mattino dopo si ritrova sola. Willem è scomparso. Che fine ha fatto? Era amore o l'ennesima illusione sul palcoscenico della vita?
 La storia di Per un giorno d'amore continua nel romanzo Per un anno d'amore.
Sinossi di Per un anno d’amore Nel giro di 24 ore Willem e Allyson si sono trovati, innamorati e poi persi.
 La loro avventura folle e romantica a Parigi è finita prima del previsto. Nulla rimane di quella notte, tranne un orologio. E la borsetta di Allyson, in cui Willem spera di trovare un indirizzo, una speranza, un appiglio che lo riporti sulla strada verso la sua "Lulù", soprannominata così per via della somiglianza con l'attrice Louise Brooks. Ma il tempo, come spesso capita, scorre veloce e la vita fa il suo corso.
 La passione per il teatro porta Willem in giro per il mondo, dove farà tanti incontri, stringerà nuove amicizie, proverà a dimenticare.
 Ma una domanda lo segue a ogni passo: quell'orologio, unico ricordo di un amore durato solo una notte, scandirà il tempo per ritrovarsi?
 La storia di Per un anno d'amore ha inizio nel romanzo Per un giorno d'amore.
Ultimamente è in ballo una sfida tra la copertina italiana o quella originale.
Ecco quelle originali:
Consideriamo queste, secondo voi chi vince la sfida?
L’autrice di questa doppia opera è GAYLE FORMAN.
Ma scopriamo chi è?
Come la nostra stessa Gayle Forman racconta, in un tempo lontano e in una galassia molto, molto lontana, era una giornalista specializzata nella giustizia sociale sui giovani. In pratica cari lettori la penna era la sua arma contro le ingiustizie della vita perpetrate contro i minori. Dopo aver lavorato per il Seventeen magazine, ha iniziato a scrivere per varie riviste pubblicitarie. La sua vita da giornalista subisce un mutamento nel 2002, quando fa un viaggio con il marito Nick, durato pensate un po’ un ANNO e il risultato è ta...tan... il suo primo libro You Can’t Get There From Here, in pratica un diario del suo viaggio. Dopo questa grande emozione a quanto pare la nostra Gayle ha trovato la sua vera vocazione e così inizia a scrivere romanzi, e quindi nel 2007 fa la comparsa il suo secondo libro Sisters In Sanity. Visto che le vecchie abitudini sono dure a morire, questo libro parla di un vecchio caso a cui aveva lavorato quando era una giornalista sociale e da quel che vedo sembra davvero molto interessante, ma adiamo oltre perché la nostra autrice inizia a fare sul serio, infatti il suo prossimo romanzo sarà pubblicato nel 2009 in ben 30 Paesi, diventando un Best-Seller e s’intitola If i stay, a cui segue un sequel nel 2011, Where She Went. Il romanzo If i stay, è stato tradotto anche in Italia, con il titolo Resta anche domani, edito sempre dalla Mondadori, e presto diventerà anche un film. La nostra Gayle, si è guadagnata anche vari riconoscimenti, come : il premio NAIBA Book of the Year Awards e l'Indie Choice Honor Award. Attualmente vive a Brooklyn con il marito e due figlie, di cui una adottiva. Per concludere il tutto, la giornalista delle lontane galassie, tornata sulla Terra come scrittrice ci dice: mi chiamo Gayle Forman e mi piace scrivere romanzi Young-Adult. Quindi vi ringrazio per la loro lettura. Perché senza di voi, sarebbero solo per me. E voci nella mia testa.
Beh! cari lettori, Gayle Forman, ci ha regalato una storia da coming-of-age, che contiene tutti gli elementi di un super Romance, con la R maiuscola, quindi non perdiamo questo appuntamento con la giornalista delle lontane galassie e la fantastica scrittrice di adesso Gayle Forman, e non perdiamoci la meravigliosa storia ricca di colpi di scena dei presto nostri Allyson & Willem.

Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso e mi ricordano che i giorni corrono veloci e che la vita fugge via. ~ Francesco Petrarca

Buongiorno,
                 amici in lettura.

Bella vero? questa frase del nostro emblema letterario, Francesco Petrarca. Passano i secoli, cambiano le mode e i costumi, ma ci sono cose che non cambieranno uno di questi è l’amore per i libri e il benessere che riescono a dare a un lettore. Nulla è comparabile alla gioia di chi scopre questo sommo piacere.
   Splendida giornata a voi e come sempre...
                Buona Lettura

venerdì 24 gennaio 2014

“Noi dobbiamo piuttosto difendere l'immagine della cultura che il libro esprime rispetto ad altre fonti di sapere. E la lettura come esperienza che non coltiva l'ideale della rapidità, ma della ricchezza, della profondità, della durata. Una lettura amante degli indugi e dei ritorni su di sé, aperta, più che alle scorciatoie, ai cambi di passo che assecondano i ritmi della mente e vi imprimono le emozioni e le acquisizioni.”

Incontriamo...
Benvenuti tra le pagine di... un libro, sfogliato per voi, da “la bacheca dei libri”.

In occasione dell’evento letterario di cui ho avuto il grande privilegio di rendermi portavoce, ovvero il PREMIO INTERNAZIONALE DI LETTERATURA “Città di Como”. Oggi, incontreremo da vicino lo scrittore comasco, a cui è stata dedicata la sezione narrativa, Giuseppe Pontiggia.
Naturalmente, lo incontreremo attraverso la voce lasciata dai suoi libri e scopriremo insieme perché questo letterato merita un onore alla memoria, così grande.
Ma, chi è realmente Giuseppe Pontiggia?
Un bibliofilo? Un critico letterario? Un narratore o un saggista?
Grandi scrittori – I grandi scrittori sono in continuo aumento. Quelli che scarseggiano sono gli scrittori.
È, uno scrittore, dagli aforismi pronti per l’uso?
Lui è tutto questo, ma anche molto di più. Parlando di aforismi, nel libro: Prima persona Giuseppe Pontiggia, racconta la società italiana e l’esistenza individuale per chi le vive e le osserva, scrivendo in prima persona, con aforismi fulminei narrazioni esilaranti, passeggiate panoramiche.
Tuttologi – Quello che sorprende non è che si occupino di tutto, ma che ne abbiano il tempo. Se passano il tempo a rispondere alle domande, dove trovano il tempo per porsele?
Quest’uomo, ha sfruttato il suo grande amore verso i libri, la conoscenza e con grande soddisfazione e sacrifici, ha fatto della letteratura la sua vita, riuscendo a consegnare la sua memoria al mondo letterario.
“Scrivo narrativa quando sono spinto dalla necessità di raccontare qualcosa che sento importante non solo per me, ma potenzialmente anche per il lettore. Prima di affrontare un romanzo ho bisogno di crederci veramente, invece i racconti possono nascere da uno spunto immediato.”
Come molti sapranno, questo autore si è cimentato su diversi fronti letterari, seguendo come una foglia sull’acqua, le varie correnti del fiume della sua esistenza. I suoi romanzi, riflettono molto dal suo specchio interiore, infatti se prendiamo in considerazione la sua prima opera, La morte in banca, scopriamo che la vicenda narrata non è altro che la sua, perché rappresenta la sua insoddisfazione di quando è stato costretto a lavorare in banca. Un altro importante libro autobiografico, che personalmente ho amato molto come lettrice, è quello che l’ha consacrato negli annali della letteratura italiana e non solo, mi riferisco a: Nati due volte, il romanzo che si è aggiudicato il Premio Campiello nel 2001 e da cui è stato tratto il film Le chiavi di casa.
Sinossi: Un padre e un figlio speciale: Paolo, gravemente disabile a causa di un parto difficile affrontato con superficialità dal ginecologo di fiducia. Una famiglia lacerata da tensioni e conflitti, ma disperatamente coraggiosa nella guerra quotidiana contro le tante barriere culturali e materiali, per aiutare Paolo a vivere in un mondo che la prima nascita ha reso tanto ostile. Nati due volte rappresenta il drammatico percorso di tutti coloro ai quali la vita ha dato la possibilità di rinascere attraverso l’amore e il dolore.
 Il protagonista di questo romanzo, è Paolo un ragazzo disabile dalla nascita, proprio come il figlio del nostro scrittore, che si rivede nei panni del padre di Paolo.
Ma perché, è nato due volte?
A questo proposito, nel libro il nostro autore lascia una nota parlando della scelta del titolo: Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda nascita dipende da voi, da quello che saprete dare. Sono nati due volte e il percorso sarà più difficile. Ma alla fine anche per voi sarà una rinascita. Questa almeno è la mia esperienza. Non posso dirvi altro.
Beh! Leggendo questo romanzo e seguendo la nota del nostro scrittore, possiamo scoprire com’è quella di Paolo. La sua prima nascita è stata quella che gli ha provocato quella sofferenza al cervello che gli impedirà per sempre di muoversi come gli altri o di parlare con scioltezza. La sua seconda nascita è stata quella che gli ha permesso di diventare una persona forte e fiduciosa, amichevole e amata dal mondo. Le cause che lo hanno portato a queste due nascite sono state: la prima, i medici, perché lo hanno aiutato a venire al mondo; la seconda, l’amore dei suoi genitori. Infatti, è proprio grazie a questo forte legame a tre, che si è pensato a loro come ai Tre moschettieri, legati dall'amore e dalla fierezza e sempre pronti a combattere mille battaglie per conquistare il diritto di essere ciò che si è, insieme, “Uno per tutti, tutti per uno”.
In questo libro, il nostro scrittore come ho già detto incarna la pelle del padre di Paolo, e proprio attraverso la sua voce, si riversano nel libro le sue profonde paure e la sua incapacità di accettare la condizione del proprio figlio, questo trasforma questo romanzo in una pagina di diario segreto, qualcosa di molto personale e profondo, che viene esposto sotto gli occhi di tutti, così come il profondo amore che lui prova per il figlio e come questa terribile situazione, abbia rafforzato ulteriormente il rapporto con il figlio. Ecco uno dei passi più famosi e significativi del libro:
La scala mobile sale al terzo piano tra scale che discendono, gradini che spariscono in alto tra le luci, pavimenti che si allontanano ai due lati, la folla che circola lentamente nel brusio.
“Ti piace?” gli chiedo in un orecchio, alle spalle.
“Sì” risponde senza voltarsi.
 Aggrappato con la sinistra al corrimano di gomma, si lascia cadere indietro, sentendo che ho le braccia aperte.
 Sto curvo in avanti per sorreggerlo. Quando arriviamo in cima e i gradini di ferro scompaiono nella feritoia, si arrovescia con le spalle.
“Non avere paura!” gli dico, sollevandolo a fatica perché non inciampi. Si posa, con le gambe rigide, i piedi tesi, sulla moquette oltre la piastra metallica. Riesce a non cadere. Cammina. Mi guardo intorno, asciugandomi la fronte con il palmo della destra. Una signora ci guarda vicino a un ombrellone giallo, piantato in un rettangolo di sabbia che simula una spiaggia. Anch’io la guardo, sono stanco delle persone che ci guardano. Ma ecco che lancia un grido, portandosi la mano alla bocca, mentre si sente un tonfo pesante. Paolo è caduto su un fianco e ora, troppo tardi, si volta sul dorso, come gli è stato insegnato. Ha il viso contratto dal dolore, le mani                                                         inutilmente aperte sul pavimento. “Ti sei fatto male?” gli chiedo, piegandomi su di lui. Mi fa segno di no. Lo aiuto a rialzarsi, puntandogli i piedi contro i miei e tirandolo per le braccia. Una piccola folla, occhi di curiosità e paura, ha fatto il vuoto intorno a noi e si ritrae per lasciarci passare. “Non è niente” dico. Lo sorreggo per alcuni passi. “Va meglio?”  “Si.”  Gli indico, tra piccole palme dentro vasi d’argilla, un bar. “Vuoi che beviamo qualcosa?”  “Si.” Ci sediamo a un tavolo di legno, su panche rustiche. Sono stanchissimo e infelice. Gli chiedo: “Vuoi una coca-cola?” “Si.” Gli reggo il bicchiere mentre beve. Quando ci rialziamo, gli dico: “Cammina bene. Sta attento.” Lui procede ondeggiando come un marinaio ubriaco. No, come uno spastico. Si volta per dirmi con la sua voce stentata: “Se ti vergogni, puoi camminare a distanza. Non preoccuparti per me.”
Cosa dire, questo brano parla da solo, non so voi, ma io ho sentito la profonda vergogna di questo padre, solo nel momento in cui il figlio gli dice che può camminare a distanza. Un grande, grandissimo scrittore, di cui si potrebbe parlare ∞ ma, io preferisco lasciarvi così con le sue parole: Tra un libro "di" Einstein e un libro "su" Einstein scegli il primo. C'è più da imparare dalla oscurità di un maestro che dalla chiarezza di un discepolo. Gli scopritori di continenti hanno disegnato contorni sempre imprecisi delle coste, che oggi qualsiasi agenzia turistica è in grado di correggere. Preferisco chi ha scoperto i continenti.
Beh! a buoni intenditori bastano poche parole. Alla prossima amici in lettura.