La biblioteca teologica del Monastero di Strahov a Praga

La bacheca dei libri, ha come modello questa immensa fonte di conoscenza perché: "La lettura è per la mente ciò che l'esercizio è per il corpo

Novità e successi della NORD Editore

Ecco le novità da non perdere e il successo di "Vita dopo vita" che come sottolinea l'Espresso:«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»

Novità e successi della Dunwich Edizioni

La Porta dei cieli, il thriller archeologico protagonista del Blog Tour ancora in corso; Il successo dell'horror "William Killed The Radio Star" uno sfondo musicale dalla intricata indagine psicologica e le attese novità legate ai concorsi della Dunwich.

I 5 romanzi finalisti del Premio Strega 2014.

Ecco i romanzi candidati a entrare nell'immortale albo d'oro del Premio. Il favorito è "Non dirmi che hai paura" vincitore del Premio Strega Giovani. Alla finale del 3 Luglio ha vinto il prezioso elisir Francesco Piccolo con "Il desiderio di essere come tutti".

Novità editoriali da non perdere

Ecco le fresche letture che hanno attirato la mia attenzione. Da un Amore Alieno a Per sempre insieme,dalla passione di Così come sei al distopico fantasy Mystic city, ma un Eccezione serve sempre quindi non perdetevi l'eccezionale caos di sentimenti scritta dall'islandese Audur...

martedì 25 giugno 2013

Suspence, Warren Ellis

Si avvicina, cerco di fuggire ma vedo la sua ombra dietro di me, il suo passo pesante mi sta raggiungendo, un brivido mi corre lungo la schiena, e…

Cari amici, eccoci al momento dedicato agli amanti del fiato sospeso, dei thriller mozzafiato, come quello del trailerbook che vi ho presentato che ci ha regalato qualche minuto di suspense.

Ed è proprio del thriller di Warren Ellis, La macchina dei corpi, che parleremo in questo nuovo appuntamento di  Suspense .
Ma quali sono i giudizi su questo libro?
"Un concentrato di divertimento e spietatezza."
Wired
"Chi è innamorato di New York non deve perdersi questa detective story! Non è solo la caccia a un pericoloso killer, ma anche un viaggio fra i tanti volti della città che sfuggono al nostro sguardo." The New York Journal of Books
Prima di parlare di questo libro mozzafiato, credo di dover presentarvi il suo autore, un personaggio molto particolare e che forse ricorderete, Warren Ellis



Warren Ellis, di origine britannica è uno scrittore, giornalista, autore di fumetti e graphic novel, fra i quali RED, da cui è stato tratto l’omonimo film con Bruce Willis e Helen Mirren. Questo autore è famoso per la sua carica eversiva e polemica, ma soprattutto per il grande talento di narratore. Ha lavorato per la MARVEL Comics e rivoluzionato il mondo delle storie a fumetti,  ha influenzando il linguaggio e gli stili dei grandi film di successo tratti dagli eroi Marvel (X-Men, Avengers) e Iron Man: Extremis (Marvel Comics), che ha ispirato il film di Iron Man 3. Il suo approccio eclettico, irriverente e geniale gli ha procurato numerosissimi premi e fa sentire la sua presenza in modo magnetico e carismatico anche su Internet. Warren Ellis, ha inventato o reinterpretato mondi e saghe che hanno ridisegnato i confini dell’immaginario fumettistico, cinematografico e letterario. Le sue opere, sono state spesso censurate per la violenza delle scene raffigurate e dal suo libro, La macchina dei corpi, negli Stati Uniti è prevista la produzione di una serie televisiva.
Dopo aver visto il trailerbook e conosciuto il nostro autore siamo pronti ad affrontare il cacciatore, si perché è così che si fa chiamare il misterioso e metodico serial killer pazzo e visionario,  che si aggira per le strade di New York, e l’unico che può catturarlo è il detective John Tallow che dopo aver assistito alla morte del suo compagno di pattuglia, ucciso da un inquilino impazzito sulle scale di un fatiscente condominio di Manhattan, scopre un misterioso appartamento blindato, pieno di armi messe in mostra sulle pareti, sul soffitto e il pavimento, e dall’indagine balistica scopre che ogni arma è legata a un omicidio irrisolto, ciò lo porta a riaprire tutti i casi a cui sono legate e al disprezzo dei suoi colleghi. Ma come mai l’indagine lo porta poco a poco a un mondo in cui la nuova Manhattan e quella antica, con i suoi villaggi, i sentieri, le foreste, si sovrappongono come in una dissolvenza cinematografica. Perché il solitario detective viene continuamente ostacolato? Dove lo porta la soluzione dell’enigma? Come si ritroverà ad affrontare il cacciatore? Chi si nasconde nell’ombra? Amici, siamo appena entrati nel mondo visionario e spietato di Warren Ellis, da dove non si torna indietro, quindi possiamo solo andare avanti e sperare di uscirne vivi.
LA MACCHINA DEI CORPI

Genere Thriller
Titolo Originale Gun Machine
Autore Warren Ellis
Traduzione di Massimo Gardella
Editore Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Pagine: 296
Prezzo:  € 16.40 ebook 11,99
Uscito: 13 Giugno 2013
UN BRANO
 "L’uomo nudo con il fucile spuntò in cima alle scale e sparò. Il colpo staccò la parte superiore sinistra della testa di Jim Rosato. Una manciata del suo cervello atterrò sulla parete con un tonfo umido. Dal punto in cui si trovava, tre passi indietro a destra, Tallow vedeva l’occhio di Rosato a un palmo dalla testa, ancora collegato all’orbita da un intrico di vermicelli rossi. In quella frazione di secondo, Tallow si rese conto che nell’ultimo istante della sua vita, James Rosato aveva visto il proprio assassino da due angolazioni differenti. Il globo oculare di Rosato schizzò contro il muro. Nell’aria pesante pulsava l’eco del colpo di fucile. Il rumore del killer di Jim Rosato che ricaricava sembrò durare all’infinito." 

Parliamo di... Simona Sparaco

Parliamo di
                                   … Simona Sparaco
e del suo ultimo libro, selezionato tra i finalisti del Premio Strega 2013, Nessuno sa di noi, edito dalla Giunti Editore.
 Ciao a tutti cari amici del “La bacheca dei libri”, oggi parliamo di una scrittrice che dopo i successi dei suoi due precedenti romanzi, mi ha colpito profondamente con il suo terzo libro, perché ha avuto il coraggio di affrontare un argomento veramente difficile come l’aborto terapeutico, che tocca in vivo un acceso dibattito etico,  morale, sociale che molte volte tralascia l’aspetto forse più importante, quello umano.

Ma, Vediamo cosa ha risposto la nostra scrittrice alla domanda: Parliamo un po’ del tuo ultimo romanzo, Nessuno Sa di Noi. Come mai hai scelto di affrontare un argomento così “scomodo”, soprattutto nel nostro Paese, come quello dell’aborto terapeutico?
  Il dolore di Luce necessitava di una voce disposta a raccontarlo. Quello che capita a lei, capita a molte più donne di quello che comunemente si crede. Le nuove frontiere delle indagini prenatali hanno cambiato profondamente la nostra società e il modo di vivere una gravidanza, sollevando questioni etiche, morali, religiose, che a mio avviso meritavano di essere indagate, almeno dal punto di vista letterario.
http://www.toylet.it/2013/40862/intervista-simona-sparaco-premio-strega-2013-nessuno-sa-di-noi.toy
Prima di scoprire “Nessuno sa di noi”, scopriamo Simona Sparaco, chi è?


Simona Sparaco, è una scrittrice e sceneggiatrice nata nel 1978 a Roma. Dopo aver preso una laurea inglese in Scienze della Comunicazione, spinta dalla passione per la letteratura, è tornata in Italia e si è iscritta alla facoltà di Lettere, indirizzo Spettacolo. Ha frequentato diversi corsi di scrittura creativa, tra cui il master della Holden di Torino, la scuola di Alessandro Baricco. La passione per la scrittura è iniziata fin da giovanissima, tanto che all’età di dodici anni, ha sentito il bisogno di scrivere, componimenti, pensieri, infatti la nostra scrittrice nonostante le molte idee nel cassetto, ha iniziato a scrivere seriamente, solo dopo aver fatto degli studi appropriati, perché come ha affermato in una intervista, il lettore è importante ed è giusto presentare un buon lavoro. Per la Newton Compton ha pubblicato i romanzi Lovebook e Bastardi senza amore, tradotto anche in lingua inglese. Oggi vive tra Roma e Singapore.

Dettagli
Autore: Simona Sparaco
Titolo: Nessuno sa di noi
Editore: Giunti
Collana: A
Pagine: 256
Prezzo: 12,00 ebook 6.99 €
Un romanzo che scuote l'anima
Questo romanzo tratta una storia molto reale, difficile da raccontare, che ha messo a dura prova anche le coppie più salde, che si sono perse nel dolore della scelta, penosa e dura , ma nel romanzo di Simona Sparaco, Luce e Pietro resistono soprattutto grazie alla sua forte personalità, e insieme prendono coscienza e la grave decisione di un aborto terapeutico, perché il piccolo Lorenzo, il bambino che hanno tanto desiderato e che finalmente è arrivato ha una grave malformazione della crescita, che comprometterà la sua vita, il dolore, la sofferenza, le lacrime e le colpe con cui decidono di vivere li portano a questa difficile decisione che ha turbano la vita di molti altri genitori che come loro si sono trovati ad affrontare questa orribile decisione e come loro a portarne il peso di fronte a l’etica cristiana e alla società.
 Nessuno sa di noi, è un romanzo forte, commovente, che ci mette di fronte ad una realtà molto privata, che in genere si nasconde, per proteggersi dalla critica sociale, dalla vergogna e dal profondo dolore di chi si trova a vivere questa esperienza che dal di fuori, può sembrare semplice dire: Si, sono contro l’aborto terapeutico, ma quando ti dicono che tuo figlio, l’amore della tua vita, la creatura che hai tanto atteso e che soprattutto una donna sente crescere dentro di sé, è malato, non c’è la farà a vivere, quale dovrebbe essere la reazione giusta? Difficile dirlo per chi purtroppo non si trova nella situazione, e la scelta è amara da qualunque punto di vista.

  Altre parole sono inutili, quindi diamo voce alla nostra scrittrice e a Nessuno sa di noi:
La dottoressa ferma la proiezione su un profilo attendibile e digita sulla tastiera dell’ecografo per prendere le misure esatte. Lorenzo è di nuovo lì, in bianco e nero, sopra le nostre teste, mentre linee rette lo attraversano da parte a parte. L’ultima volta mi sono commossa, riuscendo a distinguere tra quelle ombre la sua faccia coperta dalle manine, in un gesto di fastidio o difesa, chissà. Mentre un cerchio si apre come una voragine sul suo minuscolo cranio per determinarne il diametro, analizzo lo sguardo della dottoressa, cercando di leggere in ogni minima contrazione delle palpebre un’anticipazione, un indizio. La dottoressa si rivolge all’assistente parlando di numeri che per me non hanno senso, ma lo capisco lo stesso che qualcosa sta cambiando. Ora. Per sempre. “È corto” sentenzia più volte, riferendosi al femore. Comincio a tirarmi i capelli, come faccio quando mi assale l’ansia. Li afferro a ciocche e li arrotolo tra le dita. Tengo lo sguardo incollato alle sue gambette, che per la prima volta riesco a distinguere nitidamente. I piedini, mio Dio, sono lì, perfetti, un dito dopo l’altro, come devono essere i piedini di un neonato, solo che lui è ancora dentro di me. Il cuore mi rimbomba nelle orecchie, nella pancia, nelle ossa. Non so se sia il mio o il suo, lo sento dappertutto. Ho la testa confusa, annebbiata. La dottoressa preme la sonda muovendo il manipolo in tutte le direzioni. Pietro mi stringe la mano senza dire niente. Quelle linee e quei cerchi continuano ad agitarsi sulla sagoma di nostro figlio, come uno scarabocchio, però di una precisione geometrica, infallibile. La dottoressa lo misura più volte, si sofferma sulle gambe, sulle braccia, sulla testa, infine sul torace, il dettaglio che sembra preoccuparla di più. Mi dice di stare tranquilla, ma all’assistente ordina di telefonare alla mia ginecologa: “Dica alla Gigli di venire subito”. Poi toglie il manipolo con un sospiro che è come un vetro che cade e si frantuma sul pavimento, e mi chiede di rivestirmi. Io sono rigida, ho le mani tremanti, ancora aggrappate ai capelli. Con un foglio di carta assorbente, mi tolgo il gel dalla pancia, ma quando la copro sento che è ancora umida e gelida. “Dalla ventesima settimana a oggi, il bambino non è cresciuto come ci si aspettava. Ci sono delle anomalie preoccupanti che mi fanno pensare a una forma di displasia scheletrica, ma non sono in grado di darle una diagnosi.”
“Perché finora non si è visto niente? Che cosa dobbiamo fare adesso? Qual è la cura?” Riconosco la voce di Pietro, vicino, da qualche parte. I suoi appelli inquieti, ma ovattati, distorti. Ho la sensazione di essere rimasta sola nella stanza, e nel mondo, come quando da bambina giocavo a nascondino e alla fine di una conta mi mettevo alla caccia dei miei compagni senza riuscire a trovarli. “Ho fatto qualcosa che non dovevo?” li interrompo, bruscamente, mentre le lacrime mi rigano silenziose le guance. Li guardo entrambi senza vederli. Poi la faccio, la domanda temuta e maledetta da ogni madre, tutta d’un fiato, strizzando tra le mani un lembo bagnato del vestito: “È stata colpa mia?”. ...

lunedì 24 giugno 2013

Agenda letteraria, Silvio Pellico


Agenda letteraria

« Chi mente, se anche non scoperto, ha la punizione in sé medesimo; egli sente che tradisce un dovere e si degrada. »
Silvio Pellico, da Dei doveri degli uomini.

  Ben ritrovati cari amici, oggi 24 Giugno, la nostra Agenda letteraria ricorda la nascita di un grande scrittore, poeta e patriota italiano Silvio Pellico, autore del famosissimo libro Le mie prigioni.
Tutti conosciamo il grande patriottismo di questo scrittore che ha scritto la sua opera più famosa nei lunghi dieci anni che ha passato in prigione, quando è stato catturato dalla polizia austriaca per aver aderito alle idee risorgimentali che sosteneva la setta dei Federati di cui ha fatto parte e per cui è stato arrestato la sera del 13 Ottobre 1820. Durante la lunga prigionia oltre alla famosa opera, il nostro patriota e scrittore, ha ritrovato la sua fede che non manca di citare ne Le mie Prigioni, di cui vi lascio un passo.
Silvio Pellico, Le mie prigioni, cap. IC.
"Ah! delle mie passate sciagure e della contentezza presente, come di tutto il bene e il male che mi sarà ancora serbato, sia benedetta la Provvidenza, della quale gli uomini e le cose, si voglia o non si voglia, sono mirabili stromenti [sic] ch'ella sa adoprare a fini degni di sé. »

Top Secret,Yellow Birds


  Ciao a tutti cari amici, dopo un libro come Salvate il soldato Ryan, da cui è stato tratto l’omonimo film con Tom Hanks, vi presento un libro, vincitore del Guardian First Book Award 2012, finalista al National Book Award 2012, tra i migliori dieci titoli del 2012 secondo il «New York Times» e il Premio PEN/Hemingway Award 2013 per il miglior esordio, è il primo grande romanzo sull’ultima guerra in Iraq. Yellow birds, è il frutto dell’esperienza personale dello scrittore Kevin Powers, che ci raccolta in modo romanzato la sofferenza, la paura e l’orrore della guerra, con gli occhi di chi è stato sul campo, e ha visto il rosso e odorato il metallico odore del sangue dei suoi amici e della povera popolazione. Un’esperienza che lo ha segnato solo come può segnare una guerra, e dopo un anno passato in Iraq, ritorna e inizia a scrivere e racconta con una storia di fantasia, le sue emozioni ciò che è rimasto, attraverso i personaggi di questo romanzo.
Ma chi è Kevin Powers?


Kevin, è nato e cresciuto a Richmond, in Virginia, è il figlio di un operaio e di una postina,  si e arruolato nell'esercito degli Stati Uniti, all'età di diciassette anni, per potersi garantire gli studi universitari, troppo costosi per la sua famiglia. Sei anni dopo, nel 2004, ha servito il suo Paese per un anno in Iraq come mitragliere assegnato ad una unità di assistente tecnico, il suo compito era difendere i compagni mentre disattivavano le bombe. Il suo primo romanzo è Yellow Birds,che nonostante l’inesperienza, è stato giudicato positivamente da molti critici letterari guadagnandosi con il suo linguaggio schietto e sincero ricco di una forte carica emotiva i tanti premi che lo hanno reso un romanzo importante nel panorama letterario internazionale.

«Yellow Birds nasce dall'esperienza diretta, trasportata sulla pagina con compassione e intelligenza».  Alice Sebold


Dettagli
Prezzo € 17,00
Editore Einaudi
Collana Einaudi. Stile libero
Uscita 26/03/2013
Pagine 220
Formato brossura
Estratto dal libro Yellow birds
Settembre 2004

Al Tafar, Governatorato di Ninawa, Iraq
  La guerra provò a ucciderci in primavera. Quando l’erba tingeva di verde le pianure del Ninawa e il clima si faceva più caldo, pattugliavano le colline basse dietro città e cittadine. Superavano le alture e ci spostavamo nell’erba alta mossi dalla fede, aprendoci sentieri con le mani come pionieri, tra la vegetazione spazzata dal vento. Mentre dormivamo, la guerra sfregava la terra le sue mille costole in preghiera. Quando arrancavamo, sfiniti, i suoi occhi erano bianchi e spalancati nel buio. Se noi mangiavamo, la guerra digiunava, nutrita dalle sue stesse privazioni. Faceva l’amore e procreava e si propagava col fuoco. … la guerra spingeva i suoi abitanti a trafficare all’ombra di edifici bianchi. … La guerra prendeva ciò che poteva. Era paziente. Non si curava degli obiettivi, dei confini, del fatto che ti volessero bene in tanti o nessuno. Mentre dormivo, quell’estate, la guerra … A settembre, la guerra ne aveva uccisi a migliaia. … uomini , donne, bambini. …

Caffè letterario, Non lasciarmi andare

Caffè Letterario.
Buongiorno, cari amici eccoci al nostro gustoso incontro con un buon caffè e un buon libro, ideali per darci la carica per affrontare una nuova settimana.


Vi assicuro che niente è più gustoso di questo clamoroso caso editoriale americano del 2013, che finalmente è arrivato in Italia, pubblicato dalla Newton e anche ad un prezzo niente male, solo 9,90 e in ebook 4,99 €.
Il libro più romantico e sensuale dell’anno, The Secret Trilogy, Non lasciarmi andare.

Eravamo amici da bambini.
Eravamo io e lei contro il mondo.
Ma la vita ci ha cambiati…


Ecco cosa pensano di Non lasciarmi andare
«Oh mio Dio! Ho iniziato a leggere il libro alle dieci la scorsa notte e non sono riuscita a metterlo giù fino a quando non l’ho finito! Ottimo modo per saltare un giorno di lavoro! ;-) Non vedo l’ora che esca il secondo episodio.» Kimberly
«Cinque stelle sono troppo poche! Grandissima storia d’amore, due protagonisti magnifici, lacrime, sorrisi ed emozioni assicurate!» Tiffany B.
Non lasciarmi andare, di Jessica Sorensen, è l’inizio di questa strepitosa trilogia “The secret”, che ha praticamente conquistato gli americani e che in Italia da quando è arrivato si mantiene tra i cinque libri più venduti. È infatti arrivato ai primi posti dei libri più venduti su Amazon e sulla classifica del New York Times, ed è stato venduto in oltre 30 paesi per cifre astronomiche in poche settimane.

 Dopo il libro Ti prego lasciati odiare, non perdetevi Non lasciarmi andare, una storia che parla di due amici d’infanzia, che sono cresciuti insieme condividendo tutto, ma dopo una dolorosa separazione legata ad un segreto, ora è giunto il momento fatidico, Ella e Micha si rincontrano e si ritrovano a fare i conti con un sentimento e un’attrazione che non avevano considerato, soprattutto Ella, perché Micha, è sicuro di sé e di quello che vuole, bello, sexy e intelligente, come reagirà lei nei confronti di questo ragazzo che non ha mai considerato tipe semplici senza nessuna caratteristica particolare come le sue? E qual è il segreto che ha allontanato i due inseparabili amici? Il segreto del successo di questo romanzo è la passione, cari amici e non solo. La scrittura scorrevole e appassionante di Jessica Sorensen, fa di questo yong adult un libro da leggere tutto d’un fiato ideale per rianimarci il lunedì e le nostre giornate sotto l’ombrellone. Quindi gustiamoci questa bellissima storia, iniziando da questo piccolo assaggio.

 Detesto gli specchi. Non perché odi la mia immagine riflessa o perché soffra di spettrofobia. Gli specchi vedono dritto altre l’apparenza. Loro sanno chi ero, una ragazza loquace e sconsiderata, che mostrava i propri sentimenti al mondo. Non avevo segreti. Ma ora sono i segreti a caratterizzarmi. Se il riflesso dello specchio rivelasse l’esterioriutà, sarebbe perfetto. I miei capelli castano ramato stanno bene con la mia carnagione pallida. Ho le gambe notevolmente lunghe e c on i tacchi sono più alta della maggior parte dei ragazzi che conosco. Ma questo non mi mette a disagio. È ciò che è profondamente sepolto dentro di me a spaventarmi, perché è distrutto, come uno specchio appeso al muro del dormitorio. È quasi del tutto nascosto dai disegni e oscura tutta la mia immagine, fatta eccezione per gli occhi verdi, congelati dall’infinito dolore e dai segreti. Avvolgo i capelli in uno chignon disordinato e ripongo il carboncino in una scatola sul letto, imballandola con l’altro materiale artistico. … Getto nella spazzatura tutti i miei compiti in classe, tutti contrassegnati dal massimo dei voti. Alle superiori invece ero una studentessa mediocre. Sinceramente non avevo nemmeno intenzione di andare al college, ma la vita cambia… le persone cambiano. … Guardo il ritratto che ha catturato l’intensità dello sguardo di Micha. Lila mi strappa il disegno dalle mani, spiegazzandone un po’ i bordi “Un giorno mi dovrai dire chi è questo stupendo ragazzo”. “È solo un ragazzo che conoscevo”. Mi riprendo il ritratto. “Ma non ci parliamo più”. “Come si chiama?”. Appoggia una scatola su una pila accanto alla porta. Sistemo il disegno dentro la scatola e la sigillo con un pezzetto di nastro. “Perché”. Lei fa spallucce. “Solo per sapere”. “Si chiama Micha”. È la prima volta che lo dico ad alta voce da quando me ne sono andata da casa. Fa male, come un sasso piantato in gola. “Micha Scott”. … “Mi dispiace, ma io e Micha… Non ci siamo lasciati bene e non gli ho più parlato da quando sono partita per la scuola in agosto”. Micha non sa nemmeno dove sono. … “Ritorno a casa…”. … Non sono pronta a tornare e affrontare tutti quelli che ho abbandonato. Specialmente Micha. Lui riesce a vedere attraverso di me meglio di uno specchio. … “Aspetta credo di aver dimenticato il telefono”. Appoggio la scatola sul pavimento e do un’occhiata intorno: il sacco della spazzatura, qualche bicchiere di plastica vuoto sul letto e lo specchio. “Dov’è?”. Controllo sotto il letto e nell’armadio. Il ritornello leggero di Funhouse di Pink, la suoneria che ho messo per le chiamate sconosciute, si diffonde da sotto il sacco della spazzatura. Sollevo il sacco ed ecco il mio telefono con lo schermo acceso. Lo raccolgo e mi si ferma il cuore. Non è un numero sconosciuto, solo uno che non ho salvato in rubrica quando ho cambiato operatore. “Micha”.
Ed ora cari amici, andiamo a scoprire cosa farà Ella, in libreria naturalmente

domenica 23 giugno 2013

Agenda letteraria, Robert Hunter


Agenda letteraria
Fai che la mia ispirazione fluisca
In linee che suggeriscono ritmo
E che queste non mi abbandonino
Finché il mio racconto non sarà finito”



  Con queste parole poetiche, la vostra agenda letteraria stasera ricorda la nascita di un personaggio speciale, che è stato poeta, paroliere e musicista, Robert Hunter (1941-2005), un uomo di origini americane, che con la sua poesia a dato voce a una famosissima band degli anni sessanta i The Graeteful Dead, che sono passati alla storia per il loro stile eclettico che univa il rock, il bluegrass, blues, country e jazz. La sua collaborazione con questo gruppo si deve all’amicizia che lo lega ad uno dei membri Jerry Garcia, e nel 1969 diventa il paroliere ufficiale del gruppo, fino alla morte dell’amico nel 1995. Questo grande artista ha realizzato anche molti album solisti tra cui letture di opere con accompagnamento musicale come Flight of the Marie Helena e Duino Elegies. Nel 1993, viene realizzata una raccolta di tutti i testi dello scrittore per i Greatelful Dead, intitolata A Box of Rain, di cui vi lascio la canzone.
Le sue canzoni :
Ripple 1970 American Beauty/Workingman's Dead
Touch of Grey 1987 In the Dark
Truckin' 1970 American Beauty/Workingman's Dead
Scarlet Begonias 1974 From the Mars Hotel
Eyes of the World 1973 Wake of the Flood
Friend of the Devil 1970 American Beauty/Workingman's Dead
Box of Rain 1970 American Beauty/Workingman's Dead
Uncle John's Band 1970 American Beauty/Workingman's Dead
Sugar Magnolia 1970 American Beauty/Workingman's Dead
Althea 1980 Go to Heaven
Shakedown Street 1978 Shakedown Street
Franklin's Tower 1975 Blues for Allah
Terrapin Station 1977 Terrapin Station
Dark Star 1968 Heartbits
Sugaree 1976 Steal Your Face!


Non abbiate paura, Mara Santangelo

Non abbiate paura …

  Cari amici, non abbiate paura…, come Mara, una donna, con una grande passione, forza e determinazione, qualità che hanno fatto di lei una campionessa del panorama tennistico internazionale, che dopo il suo ritiro annunciato nel 2011, a causa di un infortunio al piede, che l’ha messa a dura prova, è riuscita a rialzarsi dal suo grande dolore, grazie ad un viaggio  speciale per incontrare non solo la sua mamma, ma la mamma di tutti noi, che ha rinsaldato la sua fede e quelle doti che la caratterizzano e il risultato e una nuova sfida questa volta a colpi di penna, quindi ecco a voi la determinazione e la forza di una grande campionessa italiana: Mara Santangelo
Te lo prometto
Collana Religione
Editore Piemme
Serie Incontri
Rilegatura rilegato con sovraccoperta
Formato 13x21 cm
Pagine 196
Data di pubblicazione 19 febbraio 2013
Prezzo consigliato € 15,00 - ebook 9,99
  Scopriamo Mara, e vediamo come da grande tennista è diventata una testimonial della fede, che l’ ha fatta rinascere come scrittrice del suo meraviglioso libro biografico uscito in libreria il 19 Febbraio 2013.
Mara, è nata a Latina il 28 giugno del 1981, è stata una tennista professionista dal 1998 al 2010. Ha ricevuto la sua prima racchetta da tennis all’età di 5 anni, grazie ai genitori, che le hanno fatto scoprire la bellezza di questo sport, e con tanta passione, lavorando sodo, è riuscita all’età di 12 anni a essere convocata dal Centro Tecnico Federale entrando a far parte della squadra Nazionale fin dalle giovanili. Durante la sua carriera è riuscita a battere 4 top 10 player e vinto 9 tornei in singolare e 23 tornei in doppio.
Il primo grande successo lo raggiunge, nel 2004 agli Australian Open, dove, dopo aver passato le qualificazioni, è arrivata solo agli ottavi, perché si è confrontata da subito con la vincitrice del torneo e numero 1 al mondo Justine Henin, grazie a questa esperienza, è riuscita a vincere il WTA a Bangalore in India e l'anno successivo ha raggiunto la finale, insieme alla sua squadra, formata da altre grandi giocatrici come Francesca Schiavone, Flavia Pennetta, e Roberta Vinci, che hanno sconfitto il Belgio, vincendo la Fed Cup 2006.

http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Tennis/Primo_Piano/2007/06_Giugno/09/santangelo.shtml

  Nel 2007 ha vinto gli Internazionali d' Italia in coppia con Natalie Dechy, e si è guadagnata il Roland Garros in coppia con Alicia Molik. Mara Santangelo è stata anche la prima italiana a vincere un titolo del Grande Slam, e si è aggiudicata quattro vittorie di doppio nello stesso anno, ognuna con una partner diversa.

 Nel 2008, inizia il suo calvario a causa di un infortunio al piede sinistro che la costringe a saltare i tornei di preparazione all’Australian Open e il torneo stesso. Riesce a tornare in campo solo dopo 8 mesi, con la partecipazione alle Olimpiadi di Pechino del 2008, nonostante i problemi al piede si sono fatti risentire la campionessa ha cercato di continuare la sua carriera in attesa di un nuovo intervento, nel frattempo, si appassiona al Beach Tennis e il 6 settembre del 2009 si aggiudica i Campionati Europei. Dopo essersi sottoposta al delicato intervento e alla riabilitazione, la nostra grande tennista è costretta a fare i conti con la realtà della situazione, a malincuore nel gennaio del 2011 a Milano ha dovuto annunciare il suo ritiro definitivo dall'attività agonista. La rinuncia al suo grande sogno che stava per sfiorare con le dita, a cui ha dedicato ogni giorno della sua vita, che le ha dato forza, coraggio e determinazione a alzarsi sempre in piedi nonostante la fatica, il dolore, le lacrime solo per riuscire ad essere la migliore, la più grande al mondo, l’ha fatta precipitare in un baratro senza fondo, perché si sa, più alta è la cima da dove si precipita, più veloce e dura è la caduta. A salvare Mara è stata la luce di sua madre che le ha ricordato di una mamma speciale, la Madonna di Medjugorie che ha donato un nuovo paio di ali a questo angelo caduto che ha finalmente ripreso quota riacquistando la forza e la determinazione che le sono sempre appartenute e una nuova fede, che le ha fatto conquistare a colpi di penna un set decisivo, che farà urlare i suoi fan e incontrarne di nuovi.



Adesso, ecco a voi l'intervista alla nostra campionessa sulla esperienza che le ha cambiato la vita.