giovedì 27 giugno 2013
Uscite dei fumetti
NOVITA’
MANGA STAR COMICS ESTATE 2013
In
arrivo da Star Comics due nuove serie manga che vi accompagneranno nella calda
estate 2013: MELTY BLOOD e IDOL A.
MELTY
BLOOD
L’11 Luglio arriva in Italia il primo volume
di MELTY BLOOD, il manga ufficiale del videogioco Melty Blood !
Estate, un caldo soffocante. In una città che
sembra aver assunto le sembianze di un luogo ormai caduto in rovina da tempo,
si diffonde la voce della presenza inquietante di un mostro assassino. Deciso
ad andare a fondo nella faccenda e scoprire la verità, il giovane Shiki Tono si
aggira tutto solo per la città semideserta in cerca di qualche indizio utile.
Sarà così che incontrerà una misteriosa ragazza che si fa chiamare Sion e che
sembra saperne qualcosa...
Se siete pronti a ritrovare i vecchi protagonisti
di Lunar Legend Tsukihime e a conoscere nuovi affascinanti personaggi, non
perdete questa fantastica serie di Takeru Kirishima, TYPE-MOON/French-bread!
Info
serie: MELTY BLOOD di Takeru Kirishima, TYPE-MOON/French-bread - 13x18, b, 208
pp, b/n e col, Sovracoperta, € 5,90. In fumetteria dal giorno 11 Luglio 2013.
IDOL
A
Dal 18 Luglio in fumetteria una nuova
imperdibile serie del grande maestro Mitsuru Adachi, già autore di grandi manga
come Touch, Rough, Q and A, e molti altri ancora.
Keita
Hirayama è un giovane liceale di diciassette anni, tra i migliori talenti
emergenti del baseball giapponese. Azusa Satomi è una sua coetanea amica
d’infanzia, nonché idol popolarissima in tutto il paese. Ma i due nascondono un
segreto inconfessabile, oltre ogni sospetto: il campione di baseball in realtà
è Azusa, mentre l’idol è Keita!
IDOL A, una storia piena di scambi di abiti,
parrucche, identità ed equivoci a non finire, arricchita da quella comicità
unica che contraddistingue tutte le opere del maestro Adachi, assolutamente da
non perdere!
Info
serie: IDOL A 1 di Mitsuru Adachi - 14,5x21, B, 208 pp, b/n e colore,
Sovracoperta, € 7,00.
In fumetteria dal 18 Luglio 2013.
Novità in libreria
Novità in Libreria
Cari amici, oggi esce in libreria Ferragosto
in giallo, della Sellerio Editore, che ci terrà compagnia in questa
estate, con le avventure dei nostri autori gialli preferiti tutti insieme, Camilleri,
Costa, Giménez-Bartlett, Malvaldi, Mancini, Recami.
Collana La memoria
Formato Brossura
Pubblicato 27/06/2013
Pagine 274
Descrizione
"La vita andava avanti lo stesso, spietata e inutile come quei giorni di agosto". C'è un morto sulla spiaggia con una siringa in vena: Montalbano, con Livia a Vigàta per il Ferragosto, sospetta una montatura, scopre il colpevole ma viene scavalcato. Un milionario russo è stato assassinato nel resort non lontano dal BarLume: il Barrista e i Vecchietti cercano la donna. Una rapina in banca finisce quasi in una strage: il vicequestore Rocco Schiavone gioca un po' sporco, come al solito. Nel cuore afoso delle ore piccole, una splendida fuggitiva irrompe nella Casa di ringhiera: tutto in una notte per il vecchio De Angelis con la sua auto feticcio e, dietro, il corredo di equivoci sarcastici da ballatoio. Un attentato nel ricco mondo dell'industria vinicola siciliana: Baiamonte, steso sulla sdraio, indaga per noia. Una pistola da collezione ha ucciso la moglie del commissario Carreras e ogni indizio accusa il marito: Petra Delicado e Fermin Garzon scommettono sul vero amore. Da Salvo Montalbano a Petra Delicado, gli investigatori degli autori presenti in questa raccolta hanno poderose personalità, tanto da riempire ampiamente lo spazio dei loro casi, non meno di quanto lo facciano gli intrecci in cui capitano. Da questa osservazione nasce l'idea di misurarne, appunto, la personalità, impegnandoli alla prova di occasioni speciali, di feste comandate e di giornate in cui di solito tutti vorrebbero liberarsi dei ruoli ufficiali.
mercoledì 26 giugno 2013
Agenda letteraria, Pearl Buck
Agenda letteraria

Cari amici, eccoci all’appuntamento con la nostra
agenda letteraria, oggi 26 Giugno, ricordiamo la nascita di una scrittrice
statunitense, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1938 con la
motivazione: "per le sue ricche ed
epiche descrizioni della vita contadina in Cina e per i suoi lavori
autobiografici", Pearl Buck (1892-1973).
Questa scrittrice, figlia di missionari della Chiesa Presbiteriana, vive la sua
infanzia fino all’età di 18 anni in Cina, poi torna negli Stati Uniti per
studiare, e dopo il suo matrimonio ritorna in Cina dove insegna letteratura all’Università
di Nanchino fino al 1934, quando a causa della situazione sociale è costretta a
lasciare il Paese. Il suo romanzo più famoso è La buona terra, pubblicato nel
1931, con cui ha vinto il Premio Pulitzer e la medaglia dall’American Academy
of Arts and Letters, da questo libro è stato tratto l’omonimo film del 1937 di
Sidney Franklin, che ha avuto numerose candidature nel Premio Oscar. Questo romanzo,
ambientato in Cina, è il primo della trilogia The
House of Earth, che narra le vicende della famiglia di Wang Lung, visceralmente
attaccato alla sua terra, e dell'umile e rassegnata O-Lan, sua moglie. Il tema
centrale è quello della vita patriarcale, legata a usanze secolari, del
contadino cinese, per il quale la terra rappresentava tutto: il benessere,
l'unione della famiglia, le tradizioni più sacre, le virtù delle generazioni
passate e le speranze di quelle future. In questo romanzo la nostra scrittrice,
descrive con sobrietà, potenza e un senso profondo e sottile di umanità un
mondo di umili e oppressi. La sua scrittura, realistica e schiva, dal lessico
scarno, ma capace di suscitare emozioni, affascina i lettori con la novità di
un racconto che rivela un Paese fino allora sconosciuto, con la sua millenaria
cultura, la sua antica miseria, la sua dignità, la sua poesia delle cose
semplici. Pearl Buck, ha scritto molte
opere tra saggi, biografie, racconti, opere teatrali, sceneggiature e
letteratura per l’infanzia.
Vi lascio
con un suo pensiero:È vera saggezza di vita saper scoprire il meraviglioso nelle cose di ogni giorno.
Caffè letterario, The look di Sophia Benett
Caffè Letterario
Titolo The Look
Autore Sophia Bennett
Editore Piemme
Collana Freeway Serie Freeway Love
Rilegatura brossura con alette
Formato 13x21 cm
Buondì cari amici, eccoci al nostro
momento grintoso con un buon caffè e un libro adatto all’occasione The Look di Sophia Benett, edito dalla Piemme

Autore Sophia Bennett
Editore Piemme
Collana Freeway Serie Freeway Love
Rilegatura brossura con alette
Formato 13x21 cm
Pagine 368
Pubblicato 27 maggio 2013
Prezzo consigliato 16,00 ebook 6,99 €
Un romanzo grintoso, come il mondo della moda e delle passerelle,
dove sfilano gambe vertiginose e donne bellissime. Entriamo in questo ambiente competitivo e
affascinante, con The look, che racconta la
storia di Ted, una ragazza con lunghe gambe ma zero fascino, se paragonata alla
sua bellissima sorella Ava, ma la sorte le ha riservato un’opportunità unica,
sfilare sulle grandi passerelle di tutto il mondo per diventare quello che fino
ad allora era solo un sogno irraggiungibile, una grande top model. Ma il
destino le riserva anche una dura scelta, il suo sogno o la sua famiglia? Ted, dovrà
prendere una decisione perché la sorella che ha sempre ammirato e invidiato sta
per morire. Cosa farà Ted? Scopriamolo in questo frizzante libro in stile
Sophia Bennett.Prezzo consigliato 16,00 ebook 6,99 €
Ma chi è Sophia Bennett?
Sophia Bennet, è nata nello Yorshire e vive
a Londra con il marito e quattro figli. Il suo sogno è sempre stato quello di
diventare una scrittrice, ed è affascinata dai ragazzi che uniscono talento e
impegno nel raggiungere i propri obiettivi. Per Piemme ha pubblicato anche Un
sogno su misura, Sfilare o rinunciare? e The Look. Nel 2009, ha vinto il Times
/ Fiction Chicken House per bambini con il suo romanzo d'esordio,
ambientato nel mondo della moda londinese.
Questo è stato seguito da altri due romanzi per il sequel della
trilogia the THREADS.
The look, è un romanzo che mostra in modo accurato il sensibile settore
della modellazione, è stato pubblicato in Inghilterra nel 2012, in Italia è uscito
dalla casa editrice Piemme il 27 Maggio 2013.
Il quinto libro di Sophia, si intitola You don’t know me, è stato pubblicato
in Inghilterra nel maggio 2013 per Chicken House.
Ecco per voi un pezzo di The look da
assaporare insieme al nostro amato caffè.
Improvvisare: compiere
un’esibizione di musica o teatro, senza aver provato, spesso in luoghi come
piazze o strade o comunque diversi da quelli in cui normalmente si svolgono gli
spettacoli.
Questa è la definizione ufficiale del vocabolario. L’ho cercata io
stessa sul computer di papà, prima di uscire, mentre aspettavo che Ava si
ricordasse dove aveva messo la custodia del suo flauto. Ma c’era un’altra
definizione, sotto.
Improvvisato: fatto
alla meno peggio, raffazzonato.
Ecco, era questa la definizione che faceva al nostro caso. Voglio dire,
mio e di mia sorella. La nostra non sarebbe stata un’improvvisazione, ma un’improvvisata.
E quando io ho una certa sensazione, be’, c’è poco da fare. Non riesco a
nasconderla. “Sei sicura che funzionerà?”
mormoro, mentre Ava soffia nel flauto e si fa strada, una nota dietro l’altra,
verso il coro finale di Yellow Submarine.
Lei termina con un gesto teatrale e un inchino, “Siamo favolose. Credimi.” Nemmeno un po’. L’ultima volta che ho creduto
a mia sorella maggiore eravamo alle
elementari e mi aveva assicurato che era perfettamente normale mettersi un
costume da Buzz Lightyear – con tanto di ali – per l’ora di ginnastica, se si è
dimenticata la tuta della nonna. L’insegnante mi fece fare tutta la lezione con
quel costume, compresi i movimenti dell’hula hoop. … Stavolta, Ava mi aveva
promesso un terzo dei guadagni e la cosa tutto sommato era allettante. Speravo di
arrivare a una somma sufficiente per comprare le matite nuove morbide per il
corso di arte. … “Secondo me possiamo
guadagnare il doppio della cugina di Jesse” dice Ava fiduciosa. “Tutte queste persone si sono fermate a
guardarci.” “Deve centrare qualcosa il tuo top.” “Perché?” chiede Ava,
guardandosi. “Che problema ha? È molto
meglio della tua T-shirt.” “Infatti, non ha nessun problema” sospiro. Quella
mattina, mia sorella aveva … un minuscolo top lilla e un paio di jeans tagliati
a metà gamba … capelli lucenti, occhi violetti, tutta curve e scintille. …
Siamo proprio una strana coppia, noi due: la liceale supertrendy, tipo star del
cinema in incognito, e la sua allampanata sorella minore, che assomiglia a un
lampione in pantaloncini corti. Mi piacerebbe copiare il suo stile. E ci ho
provato, ma non funziona. A me manca quella marcia in più. … Mentre Ava ha
ereditato l’aria da star del cinema di mamma, io mi sono aggiudicata tutti i
geni del nostro allampanato padre, che è alto quasi due metri, senza contare i
capelli da pazzo che ho vinto con tutto il resto, compreso un rigoglioso
monociglio. … Mi guardo intorno e Ava non c’è più. Poi mi accorgo che è seduta
sul marciapiede, con la testa appoggiata alle ginocchia. “Tutto bene?” chiedo. Dovrebbe mangiare di più a colazione. “Si ho solo bisogno di riposarmi un attimo.
...”. “Guardavo quel ragazzo laggiù. Secondo te è un poliziotto? Che cos’ha in
mano, un walkie-talkie?” Ava segue il mio sguardo. “No, è una macchina fotografica. Uh! Potrebbe essere uno scout.” Si
alza per guardare meglio. … “Uno scout di
modelle, non un Boy Scout! Lily Cole è stata ingaggiata da queste parti.”… “Ciao,
ragazze” dice il tipo, con un sorriso disarmante. “Come va?” “Bene” risponde Ava, intimidita. Lo guarda attraverso le
sue lunghe ciglia, mentre io penso al judo e cerco di ricordare qualche mossa. “Mi chiamo Simon e lavoro per un’agenzia di
modelle. Vi spiace se faccio una foto?” “Direi
di no.” Ava arrossisce. “Davvero, io
non…” “Veramente, pensavo a te” la interrompe Simon, superandola con lo
sguardo. Ava mi scruta. Ora che ci faccio caso, Simon sta indicando me. Lo
fisso, allibita. Lui mi guarda dritto negli occhi e il suo sorriso diventa
abbagliante. …
martedì 25 giugno 2013
Agenda letteraria, Antoni Gaudì
Agenda Letteraria
Cari amici, oggi è un giorno Sagrato, si perché ricordiamo la nascita del massimo esponente del modernismo catalano, il plasmatore della pietra, del laterizio e del ferro, il padre costruttore della Sagrata Familia, l’architetto Antoni Gaudì i Cornet (1852-1926).


L’elemento che caratterizza di più la Sagrada Familia sono le sue guglie affusolate, che sono state progettate rispettando il numero di 18 per rappresentare in ordine ascendente: i 12 apostoli, i 4 evangelisti, la Madonna e la più alta di tutte, Gesù. Il progetto prevede che le statue sormontino delle sculture simboliche che per gli evangelisti sono: un angelo, un bue, un'aquila e un leone. La guglia della Madonna prevede la Stella del Mattino, mentre quella centrale del Cristo, che deve essere innalzata sulla base della cupola sovrastante la navata centrale, per un'altezza di ben 170 metri prevede una grandissima croce. L'altezza totale delle guglie comunque non supera quella del Montjuïc, poiché Gaudí crede che il suo lavoro non dove superare quello di Dio. L’opera è incompleta e le guglie realizzate sono ancora otto quelle più basse e sono sormontate da grappoli d'uva, che rappresentano il frutto spirituale. I temi di tutta la decorazione includono parole della liturgia. Le torri sono decorate con parole come "Hosanna", "Excelsis", e "Sanctus"; la grande porta della facciata della Passione riproduce parole della Bibbia in svariate lingue, compreso il catalano; è previsto che la facciata della Gloria venga decorata con parole tratte dal Credo degli apostoli.
Vi lascio con un aforisma del nostro amato Gaudì:
A coloro i quali domandavano quando sarebbero terminati i lavori della Sagrada Familia.
Il mio cliente non ha alcuna fretta. Dio ha tutto il tempo del mondo
Cari amici, oggi è un giorno Sagrato, si perché ricordiamo la nascita del massimo esponente del modernismo catalano, il plasmatore della pietra, del laterizio e del ferro, il padre costruttore della Sagrata Familia, l’architetto Antoni Gaudì i Cornet (1852-1926).
Il suo stile è caratterizzato dall’elaborazione di
forme straordinarie, imprevedibili e oniriche, che ha utilizzato per creare
opere fantastiche con i più svariati materiali, dal mattone, alla pietra, alla
ceramica, al vetro e al ferro. Gaudì è ricordato per la sua profonda fede
cattolica, che ha riversato nella sua opera più maestosa inserita nella lista
dei patrimoni dell’unanità, La Sagrada Famiglia (1883-1926) di Barcellona un’opera
che mostra la sua spiritualità ed il suo peculiare misticismo attraverso i
molti e complessi motivi simbolici.

L’elemento che caratterizza di più la Sagrada Familia sono le sue guglie affusolate, che sono state progettate rispettando il numero di 18 per rappresentare in ordine ascendente: i 12 apostoli, i 4 evangelisti, la Madonna e la più alta di tutte, Gesù. Il progetto prevede che le statue sormontino delle sculture simboliche che per gli evangelisti sono: un angelo, un bue, un'aquila e un leone. La guglia della Madonna prevede la Stella del Mattino, mentre quella centrale del Cristo, che deve essere innalzata sulla base della cupola sovrastante la navata centrale, per un'altezza di ben 170 metri prevede una grandissima croce. L'altezza totale delle guglie comunque non supera quella del Montjuïc, poiché Gaudí crede che il suo lavoro non dove superare quello di Dio. L’opera è incompleta e le guglie realizzate sono ancora otto quelle più basse e sono sormontate da grappoli d'uva, che rappresentano il frutto spirituale. I temi di tutta la decorazione includono parole della liturgia. Le torri sono decorate con parole come "Hosanna", "Excelsis", e "Sanctus"; la grande porta della facciata della Passione riproduce parole della Bibbia in svariate lingue, compreso il catalano; è previsto che la facciata della Gloria venga decorata con parole tratte dal Credo degli apostoli.
Vi lascio con un aforisma del nostro amato Gaudì:
A coloro i quali domandavano quando sarebbero terminati i lavori della Sagrada Familia.
Il mio cliente non ha alcuna fretta. Dio ha tutto il tempo del mondo
Suspence, Warren Ellis
Si
avvicina, cerco di fuggire ma vedo la sua ombra dietro di
me, il suo passo pesante mi sta raggiungendo, un brivido mi corre lungo la schiena, e…
Ma quali sono i giudizi su questo libro?
"Un concentrato di divertimento e spietatezza."
Wired
"Chi è innamorato di New York non deve perdersi questa detective story! Non è solo la caccia a un pericoloso killer, ma anche un viaggio fra i tanti volti della città che sfuggono al nostro sguardo." The New York Journal of Books
Prima di parlare di questo libro mozzafiato, credo di dover presentarvi il suo autore, un personaggio molto particolare e che forse ricorderete, Warren Ellis

LA MACCHINA DEI CORPI
Autore Warren Ellis
Traduzione di Massimo Gardella
Editore Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Pagine: 296
Prezzo: € 16.40 ebook 11,99
Uscito: 13 Giugno 2013
UN BRANO
Cari amici, eccoci al momento dedicato agli amanti
del fiato sospeso, dei thriller mozzafiato, come quello del trailerbook che vi
ho presentato che ci ha regalato qualche minuto di suspense.
Ed è proprio del thriller di Warren Ellis, La macchina dei corpi, che parleremo
in questo nuovo appuntamento di Suspense .Ma quali sono i giudizi su questo libro?
"Un concentrato di divertimento e spietatezza."
Wired
"Chi è innamorato di New York non deve perdersi questa detective story! Non è solo la caccia a un pericoloso killer, ma anche un viaggio fra i tanti volti della città che sfuggono al nostro sguardo." The New York Journal of Books
Prima di parlare di questo libro mozzafiato, credo di dover presentarvi il suo autore, un personaggio molto particolare e che forse ricorderete, Warren Ellis

Warren Ellis, di origine britannica è uno scrittore,
giornalista, autore di fumetti e graphic novel, fra i quali RED, da cui è stato
tratto l’omonimo film con Bruce Willis e Helen Mirren. Questo autore è famoso
per la sua carica eversiva e polemica, ma soprattutto per il grande talento di
narratore. Ha lavorato per la MARVEL Comics e rivoluzionato il mondo delle
storie a fumetti, ha influenzando il
linguaggio e gli stili dei grandi film di successo tratti dagli eroi Marvel
(X-Men, Avengers) e Iron Man: Extremis (Marvel Comics), che ha ispirato il film
di Iron Man 3. Il suo approccio eclettico, irriverente e geniale gli ha
procurato numerosissimi premi e fa sentire la sua presenza in modo magnetico e carismatico anche su Internet. Warren Ellis, ha inventato o reinterpretato
mondi e saghe che hanno ridisegnato i confini dell’immaginario fumettistico,
cinematografico e letterario. Le sue opere, sono state spesso
censurate per la violenza delle scene raffigurate e dal suo libro, La macchina dei corpi, negli Stati Uniti
è prevista la produzione di una serie televisiva.
Dopo aver visto il trailerbook e conosciuto il
nostro autore siamo pronti ad affrontare il
cacciatore, si perché è così che si fa chiamare il misterioso e metodico serial
killer pazzo e visionario, che si aggira
per le strade di New York, e l’unico che può catturarlo è il detective John
Tallow che dopo aver assistito alla morte del suo compagno di pattuglia, ucciso
da un inquilino impazzito sulle scale di un fatiscente condominio di Manhattan,
scopre un misterioso appartamento blindato, pieno di armi messe in mostra sulle
pareti, sul soffitto e il pavimento, e dall’indagine balistica scopre che ogni
arma è legata a un omicidio irrisolto, ciò lo porta a riaprire tutti i casi a
cui sono legate e al disprezzo dei suoi colleghi. Ma come mai l’indagine lo
porta poco a poco a un mondo in cui la nuova Manhattan e quella antica, con i
suoi villaggi, i sentieri, le foreste, si sovrappongono come in una dissolvenza
cinematografica. Perché il solitario detective viene continuamente ostacolato? Dove
lo porta la soluzione dell’enigma? Come si ritroverà ad affrontare il
cacciatore? Chi si nasconde nell’ombra? Amici, siamo appena entrati nel mondo
visionario e spietato di Warren Ellis, da dove non si torna indietro, quindi possiamo solo
andare avanti e sperare di uscirne vivi.LA MACCHINA DEI CORPI
Genere
Thriller
Titolo
Originale Gun MachineAutore Warren Ellis
Traduzione di Massimo Gardella
Editore Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Pagine: 296
Prezzo: € 16.40 ebook 11,99
Uscito: 13 Giugno 2013
UN BRANO
"L’uomo nudo con il fucile spuntò in
cima alle scale e sparò. Il
colpo staccò la parte superiore sinistra della testa di Jim Rosato. Una
manciata del suo cervello atterrò sulla parete con un tonfo umido. Dal punto in cui si trovava, tre passi
indietro a destra, Tallow vedeva l’occhio di Rosato a un palmo dalla testa,
ancora collegato all’orbita da un intrico di vermicelli rossi. In quella
frazione di secondo, Tallow si rese conto che nell’ultimo istante della sua
vita, James Rosato aveva visto il proprio assassino da due angolazioni
differenti. Il globo oculare di Rosato schizzò contro il
muro. Nell’aria pesante pulsava l’eco del colpo di
fucile. Il rumore del killer di Jim Rosato che
ricaricava sembrò durare all’infinito."
Parliamo di... Simona Sparaco
Parliamo di
… Simona Sparaco
e del suo ultimo libro, selezionato tra i finalisti del Premio Strega 2013, Nessuno sa di noi, edito dalla Giunti Editore.
Ciao a tutti cari amici del “La bacheca dei libri”, oggi parliamo di una scrittrice che dopo i successi dei suoi due precedenti romanzi, mi ha colpito profondamente con il suo terzo libro, perché ha avuto il coraggio di affrontare un argomento veramente difficile come l’aborto terapeutico, che tocca in vivo un acceso dibattito etico, morale, sociale che molte volte tralascia l’aspetto forse più importante, quello umano.
http://www.toylet.it/2013/40862/intervista-simona-sparaco-premio-strega-2013-nessuno-sa-di-noi.toy
Prima di scoprire “Nessuno sa di noi”, scopriamo Simona Sparaco, chi è?

Dettagli
Autore: Simona Sparaco
Titolo: Nessuno sa di noi
Editore: Giunti
Collana: A
Pagine: 256
Prezzo: 12,00 ebook 6.99 €
Un romanzo che scuote l'anima
Questo romanzo tratta una storia molto reale, difficile da raccontare, che ha messo a dura prova anche le coppie più salde, che si sono perse nel dolore della scelta, penosa e dura , ma nel romanzo di Simona Sparaco, Luce e Pietro resistono soprattutto grazie alla sua forte personalità, e insieme prendono coscienza e la grave decisione di un aborto terapeutico, perché il piccolo Lorenzo, il bambino che hanno tanto desiderato e che finalmente è arrivato ha una grave malformazione della crescita, che comprometterà la sua vita, il dolore, la sofferenza, le lacrime e le colpe con cui decidono di vivere li portano a questa difficile decisione che ha turbano la vita di molti altri genitori che come loro si sono trovati ad affrontare questa orribile decisione e come loro a portarne il peso di fronte a l’etica cristiana e alla società.
Nessuno sa di noi, è un romanzo forte, commovente, che ci mette di fronte ad una realtà molto privata, che in genere si nasconde, per proteggersi dalla critica sociale, dalla vergogna e dal profondo dolore di chi si trova a vivere questa esperienza che dal di fuori, può sembrare semplice dire: Si, sono contro l’aborto terapeutico, ma quando ti dicono che tuo figlio, l’amore della tua vita, la creatura che hai tanto atteso e che soprattutto una donna sente crescere dentro di sé, è malato, non c’è la farà a vivere, quale dovrebbe essere la reazione giusta? Difficile dirlo per chi purtroppo non si trova nella situazione, e la scelta è amara da qualunque punto di vista.
… Simona Sparacoe del suo ultimo libro, selezionato tra i finalisti del Premio Strega 2013, Nessuno sa di noi, edito dalla Giunti Editore.
Ciao a tutti cari amici del “La bacheca dei libri”, oggi parliamo di una scrittrice che dopo i successi dei suoi due precedenti romanzi, mi ha colpito profondamente con il suo terzo libro, perché ha avuto il coraggio di affrontare un argomento veramente difficile come l’aborto terapeutico, che tocca in vivo un acceso dibattito etico, morale, sociale che molte volte tralascia l’aspetto forse più importante, quello umano.
Ma, Vediamo cosa ha risposto la nostra scrittrice alla
domanda: Parliamo un po’ del tuo ultimo romanzo,
Nessuno Sa di Noi. Come mai hai scelto di affrontare un argomento così
“scomodo”, soprattutto nel nostro Paese, come quello dell’aborto terapeutico?
Il
dolore di Luce necessitava di una voce disposta a raccontarlo. Quello che
capita a lei, capita a molte più donne di quello che comunemente si crede. Le
nuove frontiere delle indagini prenatali hanno cambiato profondamente la nostra
società e il modo di vivere una gravidanza, sollevando questioni etiche,
morali, religiose, che a mio avviso meritavano di essere indagate, almeno dal
punto di vista letterario.http://www.toylet.it/2013/40862/intervista-simona-sparaco-premio-strega-2013-nessuno-sa-di-noi.toy
Prima di scoprire “Nessuno sa di noi”, scopriamo Simona Sparaco, chi è?
Simona Sparaco, è una scrittrice e sceneggiatrice
nata nel 1978 a Roma. Dopo aver preso una laurea inglese in Scienze della Comunicazione,
spinta dalla passione per la letteratura, è tornata in Italia e si è iscritta
alla facoltà di Lettere, indirizzo Spettacolo. Ha frequentato diversi corsi di
scrittura creativa, tra cui il master della Holden di Torino, la scuola di Alessandro
Baricco. La passione per la scrittura è iniziata fin da giovanissima, tanto che
all’età di dodici anni, ha sentito il bisogno di scrivere, componimenti,
pensieri, infatti la nostra scrittrice nonostante le molte idee nel cassetto,
ha iniziato a scrivere seriamente, solo dopo aver fatto degli studi
appropriati, perché come ha affermato in una intervista, il lettore è
importante ed è giusto presentare un buon lavoro. Per la Newton Compton ha
pubblicato i romanzi Lovebook e Bastardi senza amore, tradotto anche in
lingua inglese. Oggi vive tra Roma e Singapore.

Dettagli
Autore: Simona Sparaco
Titolo: Nessuno sa di noi
Editore: Giunti
Collana: A
Pagine: 256
Prezzo: 12,00 ebook 6.99 €
Un romanzo che scuote l'anima
Questo romanzo tratta una storia molto reale, difficile da raccontare, che ha messo a dura prova anche le coppie più salde, che si sono perse nel dolore della scelta, penosa e dura , ma nel romanzo di Simona Sparaco, Luce e Pietro resistono soprattutto grazie alla sua forte personalità, e insieme prendono coscienza e la grave decisione di un aborto terapeutico, perché il piccolo Lorenzo, il bambino che hanno tanto desiderato e che finalmente è arrivato ha una grave malformazione della crescita, che comprometterà la sua vita, il dolore, la sofferenza, le lacrime e le colpe con cui decidono di vivere li portano a questa difficile decisione che ha turbano la vita di molti altri genitori che come loro si sono trovati ad affrontare questa orribile decisione e come loro a portarne il peso di fronte a l’etica cristiana e alla società.
Nessuno sa di noi, è un romanzo forte, commovente, che ci mette di fronte ad una realtà molto privata, che in genere si nasconde, per proteggersi dalla critica sociale, dalla vergogna e dal profondo dolore di chi si trova a vivere questa esperienza che dal di fuori, può sembrare semplice dire: Si, sono contro l’aborto terapeutico, ma quando ti dicono che tuo figlio, l’amore della tua vita, la creatura che hai tanto atteso e che soprattutto una donna sente crescere dentro di sé, è malato, non c’è la farà a vivere, quale dovrebbe essere la reazione giusta? Difficile dirlo per chi purtroppo non si trova nella situazione, e la scelta è amara da qualunque punto di vista.
Altre parole sono inutili, quindi
diamo voce alla nostra scrittrice e a Nessuno
sa di noi:
…La dottoressa ferma la
proiezione su un profilo attendibile e digita sulla tastiera dell’ecografo per
prendere le misure esatte. Lorenzo è di nuovo lì, in bianco e nero, sopra le
nostre teste, mentre linee rette lo attraversano da parte a parte. L’ultima
volta mi sono commossa, riuscendo a distinguere tra quelle ombre la sua faccia
coperta dalle manine, in un gesto di fastidio o difesa, chissà. Mentre un
cerchio si apre come una voragine sul suo minuscolo cranio per determinarne il
diametro, analizzo lo sguardo della dottoressa, cercando di leggere in ogni
minima contrazione delle palpebre un’anticipazione, un indizio. La dottoressa
si rivolge all’assistente parlando di numeri che per me non hanno senso, ma lo
capisco lo stesso che qualcosa sta cambiando. Ora. Per sempre. “È corto” sentenzia più volte,
riferendosi al femore. Comincio a tirarmi i capelli, come faccio quando mi
assale l’ansia. Li afferro a ciocche e li arrotolo tra le dita. Tengo lo
sguardo incollato alle sue gambette, che per la prima volta riesco a
distinguere nitidamente. I piedini, mio Dio, sono lì, perfetti, un dito dopo
l’altro, come devono essere i piedini di un neonato, solo che lui è ancora
dentro di me. Il cuore mi rimbomba nelle orecchie, nella pancia, nelle ossa.
Non so se sia il mio o il suo, lo sento dappertutto. Ho la testa confusa, annebbiata.
La dottoressa preme la sonda muovendo il manipolo in tutte le direzioni. Pietro
mi stringe la mano senza dire niente. Quelle linee e quei cerchi continuano ad
agitarsi sulla sagoma di nostro figlio, come uno scarabocchio, però di una
precisione geometrica, infallibile. La dottoressa lo misura più volte, si
sofferma sulle gambe, sulle braccia, sulla testa, infine sul torace, il
dettaglio che sembra preoccuparla di più. Mi dice di stare tranquilla, ma
all’assistente ordina di telefonare alla mia ginecologa: “Dica alla Gigli di venire subito”. Poi toglie il manipolo con un
sospiro che è come un vetro che cade e si frantuma sul pavimento, e mi chiede
di rivestirmi. Io sono rigida, ho le mani tremanti, ancora aggrappate ai
capelli. Con un foglio di carta assorbente, mi tolgo il gel dalla pancia, ma
quando la copro sento che è ancora umida e gelida. … “Dalla ventesima settimana a oggi, il bambino non è cresciuto come
ci si aspettava. Ci sono delle anomalie preoccupanti che mi fanno pensare a una
forma di displasia scheletrica, ma
non sono in grado di darle una diagnosi.”
“Perché finora non si è
visto niente? Che cosa dobbiamo fare adesso? Qual è la cura?” Riconosco la voce
di Pietro, vicino, da qualche parte. I suoi appelli inquieti, ma ovattati,
distorti. Ho la sensazione di essere rimasta sola nella stanza, e nel mondo,
come quando da bambina giocavo a nascondino e alla fine di una conta mi mettevo
alla caccia dei miei compagni senza riuscire a trovarli. “Ho fatto qualcosa che
non dovevo?” li interrompo, bruscamente, mentre le lacrime mi rigano silenziose
le guance. Li guardo entrambi senza vederli. Poi la faccio, la domanda temuta e
maledetta da ogni madre, tutta d’un fiato, strizzando tra le mani un lembo
bagnato del vestito: “È stata colpa mia?”. ...












