martedì 20 agosto 2013

La rabbia invece ha vent’anni: l’hai appena imparata e messa via, per quando ti servirà ancora. Sei la maestra e l’allieva della tua vita. Impari dalla te stessa del passato, insegni alla te stessa del futuro: le persone normali si smarriscono lì dentro, tu ti ci muovi danzando...

Cosa abbiamo sul comodino?
 Eccoci ancora al momento dedicato alle mie letture serali, infatti dopo aver parlato del bellissimo romanzo di Hannah Richell Le bambine che cercavano conchiglie edito dalla Garzanti, ora vi parlo di un romanzo che ha partecipato al Premio Strega, superando la prima selezione per posizionarsi tra i dodici libri che sono arrivati alle semifinali. Questo romanzo dal titolo “Sofia si veste sempre di nero” di Paolo Cognetti, si è guadagnato i voti dei giovani liceali del Liceo Einstein di Berlino. che sono stati selezionati per partecipare alle votazioni. Questo particolare libro e le sue storie, hanno fatto centro nei giovani tanto che gli è stato dedicato un trailer, di cui vi lascio la visione.
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Prima di lasciarvi la mia recensione su questo libro è giusto presentarvi il suo autore, che con questo romanzo edito dalla casa editrice Minimun fax, è giunto al suo quarto lavoro, pubblicato nel 2012. 
Paolo Cogneti, è un trentacinquenne di origine milanese, e se devo descriverlo lo definirei, un ragazzo selvatico, come il suo ultimo libro uscito a maggio, che racconta la sua avventura tra le montagne, per ritrovare se stesso. Un ragazzo, che mi ricorda molto quello del libro Nelle terre estreme, il romanzo di Jon Krakauer edito da Corbaccio da cui è stato tratto il film Into the wild, una storia potente, che mi ha colpito profondamente e a quanto pare anche il nostro scrittore che come racconta nel suo sito, quando parla del suo libro, ha trovato ispirazione da questa storia, oltre che da altri testi sull’eremitaggio in natura, come Nelle foreste siberiane di Sylvain Tesson. Così, sulle orme di Chris McCandless, va alla ricerca di se stesso e la sua esperienza, fatta circa tre anni fa, si è trasformata in questo libro, che vi consiglio per comprendere meglio questo autore che dopo i precedenti libri incentrati sempre su ragazze, come quello che lo ha candidato allo Strega, finalmente ha dedicato un libro a un personaggio maschile, se stesso.
Paolo, ha un modo molto particolare di scrivere, infatti lui non scrive romanzi ma racconti, elaborati talmente bene che se raccolti in un  unico testo, sembrano dei capitoli, perché sono uniti l’uno all’altro come da un filo invisibile, proprio come il romanzo di Sofia, dove in 10 racconti che separati sono tali, ma riuniti danno voce alla storia di questa giovane, che inizia con la sua infanzia per concludersi nell’età adulta.
Titolo Sofia si veste sempre di nero
Autore Paolo Cognetti
Editore Minimum fax
Prezzo 14,00 euro
 Questa non è solo la storia di Sofia Muratore, la ragazza lugubre, che adora fare il bagno mentre fuma una sigaretta metafisica, vestire di nero e magari ingerirsi una o due scatole di Valium con il Montenegro, perché serve l’alcol per poter mettere in atto il piano di suicidio, mentre i suoi genitori tentano l’ennesima uscita per far quadrare i pezzi di due diversi puzzle che sono le loro vite, ma anche la storia di una generazione che vede gli anni tumultuosi, dove la sorella di suo padre dominava le rivolte operaie come una terrorista, infatti poi deve lasciare in fretta e furia il Paese e trasferirsi per alcuni anni in Francia, lasciando in balia delle onde Rossana, la madre di Sofia, che si era appoggiata a lei per trovare un equilibrio nella sua vita, che giorno dopo giorno precipita nell’abisso della depressione afferrando e mollando la traballante zattera che è la famiglia di questa ragazza che persa dietro la loro indifferenza, decide di sapere cosa si prova a togliere il disturbo con i farmaci che prendono i suoi genitori che finalmente decidono di separarsi e cercare di portare avanti le loro vite soprattutto suo padre Roberto che alla fine decide di affidare Sofia a Marta, la sorella che tornata in Italia vive a Milano e dopo la follia di Sofia cerca di rimetterle in piedi la vita incitando la ragazza a realizzare i suoi sogni, come quello di studiare recitazione. Questa storia, si protrae attraverso gli anni ottanta e novanta del secolo scorso, e nei trent'anni di vita di Sofia, si sviluppano le sue metamorfosi, dove cerca di trovare l’equilibrio nella sua vita, su quel ponte sospeso che ha costruito la sua famiglia. Grazie alla scrittura fluida e il linguaggio comune, questi dieci racconti riescono a intrattenere il lettore che si trova alla fine del libro in un attimo chiedendosi se non c’è per caso un altro racconto. Delle storie forse un po’ tristi per certi versi, ma il tono intenso e la stoica ironia di Sofia, che continua a andare avanti superando le proprie debolezze danno forza a questo romanzo rivelando ai nostri occhi una splendida tela di arte contemporanea, dove il nero si sfuma con altri toni, creando una testure di colori che non lascia indifferenti perché mostrano più di quello che sembra, e il risultato è un’opera d’arte che parla al lettore che si ritrova tra le mani una storia che poteva benissimo vincere il prestigioso premio letterario.
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