venerdì 21 marzo 2014
La poesia non è di chi la scrive, ma di chi se ne serve.
Benvenuti tra le mie pagine,
Oggi 21 marzo, è un giorno molto
importante per la letteratura, perché si celebra la Giornata Mondiale della Poesia, ricorrenza istituita durante la XXX
Sessione della Conferenza Generale Unesco, nel 1999 e celebrata per la prima
volta il 21 marzo seguente. Con questa data, che segna anche il primo giorno di
primavera, si vuole riconoscere all’espressione poetica un ruolo privilegiato
nella promozione del dialogo e della comprensione interculturale, della
diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.
La poesia, è considerata sin dall’antichità
la forma più alta del canto. Un linguaggio universale, che sfiora come un
petalo gli animi dei suoi ascoltatori.
Accordate ad arte, le singole parole
diventano musica quindi, lasciamoci cullare dalle loro delicate note con l’immortale
voce di Catullo... Vita e amore a
noi due Lesbia
Vita
e amore a noi due Lesbia
e
ogni acida censura di vecchi
come
un soldo bucato gettiamo via.
Il
sole che muore rinascerà
ma
questa luce nostra fuggitiva
una
volta abbattuta, dormiremo
Dammi
baci cento baci mille baci
e
ancora baci cento baci e mille baci!
Le
miriadi dei nostri baci
tante
saranno che dovremo poi
per
non cadere nelle malie
di
un invidioso che sappia troppo,
perderne
il conto scordare tutto.
L’allegoria del poeta, cantata dall’Albatros di Charles Boudelaire
L’Albatro
Spesso,
per divertirsi, uomini d’equipaggio
catturano
degli albatri, vasti uccelli dei mari,
che
seguono, compagni indolenti di viaggio,
il
solco della nave sopra gli abissi amari.
Li
hanno appena posati sopra i legni dei ponti,
ed
ecco quei sovrani dell’azzurro, impacciati,
le
bianche e grandi ali ora penosamente
come
fossero remi strascinare affannati.
L’alato
viaggiatore com’è maldestro e fiacco,
lui
prima così bello com’è ridicolo ora!
C’è
uno che gli afferra con una pipa il becco,
c’è
un altro che mima lo storpio che non vola.
Al
principe dei nembi il Poeta somiglia.
Abita
la tempesta e dell’arciere ride,
esule
sulla terra, in mezzo a ostili grida,
con
l’ali da gigante nel cammino s’impiglia.
E cosa dire del Nobel della
letteratura del 1996, Wisława Szymborska,
la poetessa polacca, contraria alle biografie e a alle interviste, che diceva: “Bastano le mie poesie”.
Ringraziamento
Devo
molto
a
quelli che non amo.
Il
sollievo con cui accetto
che
siano più vicini a un altro.
La
gioia di non essere io
il
lupo dei loro agnelli.
Mi
sento in pace con loro
e
in libertà con loro,
e
questo l'amore non può darlo,
né
riesce a toglierlo.
Non
li aspetto
dalla
porta alla finestra.
Paziente
quasi
come un orologio solare,
capisco
ciò
che l'amore non capisce,
perdono
ciò
che l'amore non perdonerebbe mai. ... (da "Vista con granello di sabbia”)
Tanti poeti famosi, ma ascoltiamo le giovani voci contemporanee? Allietiamo i nostri cuori con la poesia
promettente di una giovane voce Graziella
Benatti, e della sua ode “L’immaginaria
follia di un amor”
Tu,
io
e te,
noi,
il
mondo ci unisce,
l’immaginaria
follia di averti tra le mie braccia...
Tu
che eri e sei ancora bellissima
Un
fiore che continua a sbocciare e che regala un immenso profumo di primavera,
fresca
e accogliente.
Io
con la mia armonia colpisco il tuo fiore
Raccogliendo
ogni suo disegno
Ogni
suo petalo imprigiona la mia anima
Regalandomi
quella sensazione pura di trasparenza
che nel cielo si irradia sfociando in immensi colori,
mille
profumi, mille colori che avvolgono il mio corpo,
giocando
nei sensi regalandomi ogni giorno il tuo sapore,
la
tua essenza la tua purezza dolce come il miele
candida
come la neve.
Tutto
di te mi ha fatto breccia nella mia esistenza,
da
piccola, da adolescente, da adulta...
il
mio cuore è lieto di ritrovarti;
cercavo
altrove quelle sensazioni
e
sapevo che sei stata e sei l’unica essenza della mia vita.
I
tuoi occhi cercavano i miei, mille volte
e
desideravano le tue braccia di trovare le mie...
Mi
pento amaramente di quelle ferite inferte nei tuoi petali
Che
ti hanno fatto sanguinare l’anima;
vorrei
farti guarire e rasserenarti che non mi perderai mai,
sono
qua e ci sono sempre stata fiore dei miei occhi...
il
tuo profumo non abbandonerò mai,
presente
ad ogni mio passo di vita
continuerai
a tenermi per mano.
Per concludere non poteva
mancare la nostra Alda Merini, musa
ispiratrice della poesia per tanti concorsi. ecco la sua voce profonda mentre legge due delle sue immorali liriche.
Alla Prossima...
Anteprima: La vita mi ha messo alla prova. Ma con l’iris ritrovo la fiducia. La vaniglia mi fa sentire protetta. Perché i profumi sono la mia strada
Benvenuti tra le mie pagine...
Miei carissimi lettori, la primavera è
finalmente iniziata, l’inverno è passato, tutto rinasce a nuova vita e in un
momento così magico, non c’è niente di più bello che lasciarsi andare ai suoi
freschi e deliziosi profumi. A questo proposito oggi voglio presentarvi una
bellissima anteprima letteraria, che per pura coincidenza, si sposa bene con i freschi
profumi della primavera e con il romanzo che stiamo portando in tour “L’ultimo battito
del cuore”.
Vi chiederete cosa hanno in comune
questi due romanzi?
Prima di rispondere a questa domanda,
lasciate che vi presenti questo meraviglioso libro che potrete trovare nelle
librerie italiane dall' 8 Maggio, con il titolo: Il sentiero dei Profumi, edito dalla Garzanti Editore e la sua strepitosa
scrittrice, è Cristina
Caboni.
Un fenomeno come Il linguaggio segreto dei
fiori.”
l’Espresso
sinossi::
Elena non si fida di nessuno. Ha perso
ogni certezza e non crede più nell’amore. Solo quando crea i suoi profumi riesce
ad allontanare tutte le insicurezze. Solo avvolta dalle essenze dei fiori, dei
legni e delle spezie sa come sconfiggere le sue paure. I profumi sono il suo
sentiero verso il cuore delle persone. Parlano dei pensieri più profondi, delle
speranze più nascoste: l’iris regala fiducia, la mimosa dona la felicità, la
vaniglia protegge, la ginestra aiuta a non darsi per vinti mai. Ed Elena da
sempre ha imparato a essere forte. Dal giorno in cui la madre se n’è andata
via, abbandonandola quando era solo una ragazzina in cerca di affetto e
carezze. Da allora ha potuto contare solo su sé stessa. Da allora ha chiuso le
porte delle sue emozioni. Adesso che ha ventisei anni il destino continua a
metterla alla prova, ma il suo dono speciale le indica la strada da seguire.
Una strada che la porta a Parigi in una delle maggiori botteghe della città,
dove le fragranze si preparano ancora secondo l’antica arte dei profumieri. Le
sue creazioni in poco tempo conquistano tutti. Elena ha un modo unico di capire
ed esaudire i desideri: è in grado di realizzare il profumo giusto per
riconquistare un amore perduto, per superare la timidezza, per ritrovare la
serenità. Ma non è ancora riuscita a creare l’essenza per fare pace con il suo
passato, per avere il coraggio di perdonare. C’è un’unica persona che ha la
chiave per entrare nelle pieghe della sua anima e guarire le sue ferite: Cail.
Cail che conosce la fragilità di un fiore e sa come proteggerlo e amarlo.
Perché anche il seme più acerbo quando il sole arriva a riscaldarlo trova la
forza di sbocciare.
L ’’autrice è... Cristina Caboni
Cristina Caboni vive nella bellissima
Sardegna, in provincia di Cagliari con suo marito e i loro tre figli. Oltre a
dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, lavora per l’azienda apistica di
famiglia, occupandosi principalmente della cura delle api regine. Un’altra sua
grande passione sono le rose, delle quali coltiva una grande varietà di specie.
Il mondo dei profumi e delle essenze naturali la accompagna da lungo tempo, e
il suo primo romanzo “Il sentiero dei profumi” vuole essere un omaggio a quanto di più
affascinante si cela dietro un odore, che sia quello di un ricordo lontano, un
amore perduto e irraggiungibile, una speranza che sa di nuove opportunità.
Dopo aver fatto un po’ la conoscenza con
la nostra scrittrice è giunto il momento di rispondere alla mia domanda:
Cosa ha in comune Il sentiero dei profumi, con il bellissimo romanzo di
Valentina Cebeni, protagonista del nostro Tour?
Beh! Senza alcun dubbio, il meraviglioso
mondo dei fiori, e poi la rinascita delle due donne
protagoniste dei romanzi, entrambe diverse, ma allo stesso tempo anime affini,
perché riescono a rinascere come un bellissimo fiore a primavera, grazie al
magico mondo dei fiori.
La Penelope
della nostra Valentina Cebeni, grazie al
giardino, che rifiorisce insieme a lei; Elena, la protagonista de “Il sentiero dei profumi” invece, si serve delle
essenze estratte dai fiori, con le quali crea delicati profumi. Ogni profumo ha il suo profondo
significato, proprio come i fiori, infatti lei dice: La vita mi ha messo alla prova. Ma con l’iris
ritrovo la fiducia. La vaniglia mi fa sentire protetta. Quindi, ... i profumi sono la mia strada.
Lasciatevi andare al benefico e
meraviglioso mondo dei fiori , dopo “Il linguaggio segreto dei fiori”, non perdetevi
questo emozionante romanzo e lo strepitoso Blog Tour alla scoperta di “L’ultimo battito del cuore”, che come questi romanzi saprà raggiungere il vostro cuore.
E come dice Cristina Caboni: La vita è un sentiero, un gradino dopo l'altro. Ma non è solo
fatica, è anche colore, immaginazione, profumo e speranza.
Ecco come lei immagina il suo sentiero
della vita
E VOI come
immaginate il vostro sentiero? Venite a scoprire i suoi pensieri su
facebook https://www.facebook.com/pages/Cristina-Caboni-autrice/225150877677593
giovedì 20 marzo 2014
News! Dal mondo letterario
Benvenuti tra le mie pagine...
Come vi avevo preannunciato
un po’ di tempo fa, ( http://labachecadeilibri.blogspot.it/2014/01/big-news-spira-un-vento-di-novita-nel_23.html
) nel panorama letterario ha fatto il suo ingresso un nuovo e prestigioso
Premio Letterario, quello indetto dalla Città di Como, ovvero il 1° Premio
Internazionale di letteratura “Città di Como”.
Oggi
Giovedì 20 marzo ore 18:00 daranno
il via ufficiale a questo importante Premio Letterario, il rinomato scrittore e presidente della
giuria Andrea Vitali, insieme allo
scrittore storico, Giorgio Albonico,
presidente dell’Associazione
Eleutheria.
Ecco
la nota informativa dell’evento:
PREMIO DI LETTERATURA
“CITTÀ DI COMO”
Andrea Vitali e Giorgio
Albonico
Presso lo spazio
incontri della libreria UBIK di Como, piazza S. Fedele 32
Lo scrittore comasco
Andrea Vitali, presidente della giuria, i giurati e Giorgio Albonico,
presidente dell'Associazione Eleutheria, organizzatrice del Premio, presentano
la prima edizione del premio internazionale “Città di Como”.
Il premio si pone
l'obiettivo di diventare un preciso punto di riferimento culturale del
territorio comasco e una sinergia alle realtà già esistenti, una realtà locale
ma con riflessi sul territorio nazionale.
Il premio è suddiviso
in tre sezioni: la sezione Narrativa, dedicata a Giuseppe Pontiggia (“Libro
Edito di Narrativa”, “Racconti del territorio” e “Aforismi”), la sezione
Poesia, dedicata ad Alda Merini (“Volume Edito di Poesia” e “Inediti Poesia”) e
la sezione giovani (studenti e under 25).
I vincitori saranno
decretati da due giurie, una tecnica e una popolare. La giuria tecnica
sceglierà 5 finalisti per ogni sezione che verranno a loro volta valutati da un
gruppo di lettori selezionati da un’importante libreria di Como tra i fruitori
non occasionali di libri, assidui ed esperti nella lettura. La somma delle due
votazioni porterà alla proclamazione dei vincitori per ogni sezione.
I migliori elaborati
riceveranno un premio in denaro. Ai primi classificati nelle sezioni “Volume
Edito di Poesia”, “Inediti Poesia” e “Libro Edito di Narrativa” verranno
assegnati 1.000 euro ciascuno, mentre i primi classificati nelle sezioni
“Racconti del territorio” e “Aforismi” verranno premiati con 500 euro ciascuno.
Nella sezione “Giovani”, invece, verrà dato un premio di 250 euro al primo classificato,
di 150 al secondo e di 100 al terzo. Potranno essere conferiti ulteriori premi
in denaro ai secondi e ai terzi classificati nelle varie sezioni e saranno
assegnati riconoscimenti e segnalazioni della giuria con diplomi e targhe.
PER INFORMAZIONI www.premiocittadicomo.it - info@premiocittadicomo.it
Bene
amici, mi raccomando non mancate a questo importante evento che sarà annotato
negli annali della letteratura.
mercoledì 19 marzo 2014
Finalmente! prende il via uno straordinario Blog Tour, UNICO e ricco di emozionanti sorprese
Benvenuti tra le mie pagine...
e da questo momento, tra quelle meravigliose del romanzo di Valentina Cebeni, “L’ultimo
battito del cuore”.
Si perché da oggi, prende il via uno
strepitoso blog tour, dove tra le pagine di alcuni dei vostri blog preferiti, faremo un
emozionante viaggio alla scoperta di questo romanzo della fantastica scrittrice
Valentina Cebeni, che con grande
gioia e amore verso i suoi amati fans, ha accettato di appoggiare il mio
entusiasmo e questo progetto, infatti
colgo l’occasione per ringraziarla immensamente per la sua approvazione, la sua
collaborazione e soprattutto per il suo tempo.
Durante questo viaggio, grazie al sostegno di tutti i blog che
collaborano al progetto, ci emozioneremo scoprendo attraverso il booktrailer, la recensione, divertenti
giochi enigmistici, il mondo dei fiori (protagonisti indiretti di questo
romanzo), e simpatiche questions a tema, i risvolti segreti di
questa emozionante storia e il carattere dei protagonisti.
Tutti coloro che seguiranno questo strepitoso Blog Tour, parteciperanno
automaticamente al “Final
Giveaway”, dove in regalo per il vincitore ci
sarà:
Un PACCO
SORPRESA
E... una copia del romanzo: “L’ultimo battito del cuore” con
“dedica e autografo”
della nostra eccezionale VALENTINA CEBENI
“dedica e autografo”
della nostra eccezionale VALENTINA CEBENI
A scegliere il fortunato vincitore sarà la nostra
amata scrittrice
“in persona”.
“in persona”.
Sarà lei stessa a valutare i commenti di
tutti coloro che hanno preso parte a TUTTE
le tappe del tour, tra i vari blog partecipanti.
Quindi,
mi raccomando unitevi a tutti i blog e forum, che ospitano le varie tappe, e
partecipate con i vostri commenti, perché la nostra Valentina, ci tiene
d’occhio 

Piccole regole:
- Essere membri di tutti i blog e forum;
- partecipare con i vostri commenti;
Programma:
Il Blog Tour inizia il 19 Marzo e
si concluderà il 22 Aprile, con un Giveaway finale. Le varie tappe si svolgeranno il
mercoledì e il venerdì.
Accanto alle date e al blog che ospiterà
l’evento, potete trovare il tema della
tappa.
- Mercoledì 19
Marzo
Presentazione del Blog
Tour e del romanzo, “Alla scoperta di Valentina Cebeni e di
Penelope” - Venerdì 21 Marzo
(http://www.sognipensieriparole.com) Booktrailer, Può tornare a
battere il cuore? - Mercoledì 26
marzo

Un giardino può curare le ferite del cuore? Il Giardino segreto di Penelope. - Venerdì 28
“Recensione”
su “L’ultimo
battito del cuore” - Mercoledì 2 Aprile

Scopriamo i personaggi con i giochi enigmistici: Cruci puzzle trova i protagonisti. - Venerdì 4 Aprile
http://labibliotecainfinita.forumfree.it/ Il mondo dei fiori. Un fiore che
si adatta ai protagonisti Penelope, Addison, Ryan, Tristan - Mercoledì 9 Aprile
http://sognandotralerighe.blogspot.it/ Giochi enigmistici scopriamo cosa accomuna Penelope e Ryan con il rebus. Risolvi l’enigma e trova la chiave. - Venerdì 11 Aprile
Il
linguaggio dei fiori. Amore e
gelosia. - Mercoledì 16 Aprile
Penelope
e Tristan la Love Story. Quale letteraria storia d’amore vi ispira?
- Venerdì 18 Aprile

Un estratto del romanzo: L’ultimo battito del cuore, con gioco enigmistico. - Martedì
22 Aprile

Final Giveaway con Premiazione del vincitore

Bene miei carissimi lettori, ora che il
misterioso evento è stato svelato, insieme ai fantastici blog che prendono parte
a questo emozionante Blog Tour alla scoperta di...
“L’ultimo
battito del cuore” di Valentina Cebeni siamo pronti per iniziare il viaggio svelando qualcosa di più su
questo emozionante romanzo, che ci farà scoprire come ...
Una donna con le ali spezzate, la vita che bussa di
nuovo alla porta. Ma quante volte può tornare a battere il cuore?
Sinossi: Nell’incantevole
campagna del Kent, Penelope non arriva per caso. Dopo la tragica scomparsa di
Adam, il suo unico amore, in un incidente d’auto a cui lei è miracolosamente
scampata, si lascia convincere a trascorrere un periodo di tempo nella
magnifica tenuta di sua sorella Addison. Ma a casa dei Walker la situazione è
tutt’altro che tranquilla. Il matrimonio tra Addison e Ryan, costretto su una
sedia a rotelle, peggiora di giorno in giorno, così come l’umore della sorella,
sempre più fredda, tagliente e scontrosa. L’unica consolazione per Penelope è
prendersi cura del giardino da troppo tempo trascurato.
Con l’appoggio di Ryan e l’aiuto di Tristan, l’affascinante
giardiniere del paese, quel rettangolo di terra infestato da erbacce si
arricchisce di una grande varietà di piante e fiori colorati. Tuttavia i violenti
litigi con Addison, il tormento del ricordo di Adam e una serata fatale
trascorsa con Ryan fanno sentire Penelope sempre più sola e in balìa delle onde
del destino. L’unica voce a raggiungerla nel profondo è quella di Tristan, il
primo uomo dopo Adam ad attrarla misteriosamente...
Ma scopriamo qualcosa di più su questa
fantastica scrittrice. Valentina
Cebeni
Valentina Cebeni, è una promettente penna. L’ultimo battito del cuore è il suo primo romanzo, con il quale ha dimostrato
di poter raggiungere il cuore dei suoi lettori. Vive nella nostra Grande Bellezza, Roma e le lettere risiedono alla base della sua formazione. E gentile,
disponibile e ha molto da dire, infatti speriamo di poter leggere presto un suo
nuovo romanzo, ma intanto... godiamoci questo emozionante e divertente viaggio
nel mondo di Penelope, e scopriamo come è rifiorita la vita di questa giovane
donna, che ha sofferto un lungo inverno del cuore.
Ok! Amici, Buon Tour e soprattutto
Buon divertimento
martedì 18 marzo 2014
Nella città più romantica del mondo, a volte basta un caffè per farti innamorare.
Buongiorno
miei carissimi lettori e viandanti sperduti.
Caffè
Letterario
Come ogni mattina, quello che non può
assolutamente mancare è il nostro amato e insostituibile caffè, e per degli
appassionati lettori come noi, non c’è nulla di meglio che accompagnare questo
sacro rito mattutino con una bella lettura, quindi ecco che arriva la nostra
amata rubrica “Caffe
Letterario”, che in questo appuntamento vi propone
un italianissimo libro, scritto da un barista d’eccezione, che i nostri amici
romani sicuramente conoscono, perché gestisce un bar vicino alla stazione
romana, che neanche a dirlo, prepara un caffè eccezionale, ideale per tutti noi
poveri lottatori del mattino. Parlo di Diego
Galdino e il suo libro è: “Il primo caffè del mattino”,
Come potete immaginare il legante che
unisce i protagonisti di questo romantico romanzo è il Caffe, e la
storia lo riguarda da vicino, visto che si è ispirato a se stesso, un barista,
che prepara fragranti caffè ogni mattina, per coloro che arrivano, partono e
tornano. E se un giorno entra una ragazza speciale? E il povero barista rimane
folgorato da un fulmine a ciel sereno? Allora eccoci tra le bellissime pagine del romanzo...
IL PRIMO CAFFÈ DEL MATTINO
DIEGO GALDINO
Massimo
ha poco più di trent'anni, è il proprietario di un piccolo bar nel cuore di
Roma e non si è mai innamorato davvero. In fin dei conti sta bene anche da
solo, continua a ripetersi. Fino al giorno in cui una ragazza con le
lentiggini, gli occhi verdi e l'aria sperduta di una turista straniera entra
improvvisamente nel bar, e Massimo rimane folgorato. Il problema è che non
riesce a farsi capire in nessuna lingua, e nel giro di cinque minuti lei se ne
va spazientita, lasciandolo con qualcosa di molto simile a un cuore spezzato.
Ma tornerà presto, perché un segreto inconfessabile la lega proprio al bar di
Massimo. Che potrà così corteggiarla con le armi che conosce meglio: caffè,
cappuccini e il fascino di Roma.
Dopo una presentazione, l’ideale è
sedersi e stringere i rapporti, magari davanti a un ottimo caffè, quindi, accomodatevi e godetevi il vostro caffè
insieme a Il primo caffè del mattino.
Prologo
Mia cara,
non posso dirti quel che sarà e non posso chiederti
di capire. Posso però provare a spiegarti perché ho preso questa decisione. Ci
sono momenti nei quali è necessario un
sacrificio. So che tu non mi abbandoneresti mai e proprio per questo
devo andarmene, per permetterti di vivere una vita migliore. Con me non saresti
mai libera, senza di me lo sarai. Lo so che ho promesso che avrei vegliato su
di te ma puoi stare certa che non ti perderò di vista nemmeno per un istante.
Non ho rimpianti perché
so che malgrado tutto continueremo a stare insieme e saremo ancora invincibili
come il tè nero alle rose.
Non ti dico addio perché sarò sempre al tuo fianco.
M.
C’era un silenzio
irreale per la quantità di gente. Ognuno misurava le parole, i gesti e persino
i sospiri. Solo il muratore si muoveva rapido: un piccolo strato di malta un
mattone e così via fino a comporre una fila poi con lo scalpello spezzava
l’ultimo mattone per renderlo della dimensione giusta e con la cazzuola
rimuoveva il materiale in eccesso. Mai muratore fu osservato tanto
intensamente, quasi fosse il sacerdote dell’ultima cerimonia. In pochi minuti
la bara sparì dalla vista e il loculo fu chiuso del tutto. Per la lapide
definitiva bisognava aspettare ancora un po’, ma bastava quella paretina a
segnare un deciso confine tra il mondo di qua e quello di là. Qual è il senso?
si domandava Massimo. I soliti interrogativi di fronte alla morte, che a
raccontarli sembrano banali, ma al momento giusto ti esplodono nella testa e ti
proiettano in un mondo buio pesto, senza nemmeno un punto di riferimento (era
per questo che Massimo di notte si teneva accesa una di quelle lucine che
s’infilano nella presa, non era paura del buio, era paura di perdersi). Quelli
delle pompe funebri se ne andarono, Massimo li salutò borbottando qualcosa di
incomprensibile a cui loro risposero borbottando qualcosa di incomprensibile a
cui loro risposero borbottando qualcosa di altrettanto incomprensibile. La
piccola folla pietrificata si mise lentamente in moto. A uno a uno si
avvicinavano sul viale di ghiaia. Naturalmente oltre che amici erano tutti
frequentatori abituali del bar Tiberi. “Se
ne vanno sempre i migliori”, fece Tonino il meccanico (caffè lungo). “Eh già, e a noi ce tocca resta’!” continuò
Pino il parrucchiere (caffè in vetro). Anche Luigi il falegname (caffè corretto
sambuca) aveva da dire la sua: “Il
femore, mannaggia allui! Come la mia povera mamma, riposi in pace”. Via via
passarono Lino (caffè al ginseng) con l’inseparabile cane Junior, Alfredo il
fornaio (caffè al vetro schiumato), Gino il macellaio (caffè al vetro macchiato
caldo) e Rina la fioraia (caffè al vetro con bicchiere d’acqua). Dario (caffè
ristrettissimo in tazza bollente), che aiutava Massimo al bar, chiuse la
processione. “Ti aspetto alla macchina”,
disse, lui che con e formalità non ci sapeva troppo fare. “Sì”, gli rispose Massimo, che fino ad allora si era limitato a
ricambiare le pacche ricevute “ah e di’ a
tutti di venire stasera prima dell’orario di chiusura: beviamo qualcosa alla
sua!”. ... Era un giorno d’estate come tanti, e la timida brezza dell’alba
funzionava a difesa dall’afa e dalla calura... Successe quel mattino. Il suo
arrivo fu come un fulmine a ciel sereno. Ma non si può nemmeno dire che ci sia
stato il tempo di prepararsi. Diciamo che fu come una nevicata quando guardi
con il naso all’insù: i fiocchi sembrano danzare indecisi sul da farsi e
riempiono il cielo quasi fossero sospesi, ma in realtà ti arrivano addosso
velocissimi e se non ci stai attento ti sommergono e ti entrano nel colletto.
Era metà mattina; passata l’ondata di clienti che andavano a lavorare e ancora
lontana la pausa pranzo, il bar Tiberi
languiva pigramente con i suoi clienti fissi. ... Quel giorno Massimo se ne
stava con i gomiti appoggiati al bancone e il mento fra le mani a osservare la
piazza assolata oltre la vetrina. Fu allora che la notò. Era là, seduta vicino
alla fontana, che beveva avidamente da un thermos. Poi Massimo la vide
attraversare la piazza seguendo una linea obliqua, e tornare alla fontana come
un nuotatore stravolto che trova finalmente una boa alla quale aggrapparsi per
riprendere fiato... Poi la ragazza si alzò, la gonna leggera che ondeggiava
lievemente, la borsa di cuoio un po’ malandata a tracolla e una valigia in
mano, lo sguardo curioso e un po’ spaventato, e l’andatura incerta di chi non
sa dove andare. Così, un passo dopo l’altro, la ragazza scomparve dal campo
visivo di Massimo. Erano bastati quei pochi istanti perché l’immagine di quella
ragazza alta e magra vestita di rosso, con i capelli chiari e mossi e la
frangetta, gli si scolpisse in testa. Non che osservare i passanti,
fantasticare sulle loro vite, fosse una novità, ma quella ragazza aveva
qualcosa di diverso, e lui stesso si sorprese del modo in cui gli era impressa
nella mente. Per questo gli venne un colpo quando, quando, improvvisamente, la
vide riapparire sulla soglia del locale, come se fossero i stati i suoi
pensieri ad attirarla lì. Da vicino era ancora più bella (dettaglio non banale:
ci sono tante ragazze belle da lontano che poi si rivelano bruttine da vicino).
Ma bella poi cosa vuol dire, pensava Massimo, ci sono tipi di bellezza
diversi... lei era una di quelle da scoprire. Non una fotomodella algida e
altezzosa né una sinuosa orientale né tantomeno una procace mediterranea, ma un
tesoro racchiuso dietro di un paio di occhio verdi e di una manciata di
lentiggini. E con quel vestitino leggero da viaggio, quasi da ragazzina, che
non metteva in risalto le sue qualità, ma le lasciava immaginare.. C’era
qualcosa di ulteriormente intrigante in questo, a ben vedere. Massimo lasciò il
bancone per raggiungere la nuova cliente che nel frattempo, dopo aver posato
per terra la valigia, si era accompagnata, se non quasi nascosta, a un tavolino
isolato. “Cosa desidera?” le chiese
Massimo, Maledizione, non potevo dirle
qualcosa di più carino prima? tipo “buongiorno” o “benvenuta”? Invece
niente, gli era uscita solo quella stupida domanda formale. Lei arrossì
leggermente e rimase in silenzio, poi con la mano sinistra iniziò a
giocherellare con un ciuffo di capelli a metà strada tra l’orecchio e la
tempia. Sarà straniera, pensò lui, e si sforzo di tirar fuori quel poco di
inglese che masticava (ma, si sa, gli italiani sono talmente bravi a farsi
capire che non hanno troppo bisogno, dell’inglese). “Dunque...
Can I help you? Do you want something to drink? Maybe a coffee?” Ovviamente tutto il bar si era azzittito e
osservava la scena. “Désolée, non parlo
bene italiano”, disse lei, con un fortissimo accento francese.
“E non sei l’unica!” fece Tonino il meccanico, che oggi evidentemente non
aveva granché da fare ed era già alla terza pausa. Ci fu una risata generale e
l’espressione sperduta negli occhi della ragazza mutò impercettibilmente. Si
vedeva che lottava la timidezza, e il viso lentigginoso si coprì di un leggero,
dolcissimo rossore. “Vous avez la carte?”
domandò la francese con un filo di voce... La ragazza abbassò gli occhi e provò
a esprimersi meglio: “Menù?” chiese
con un tono così insicuro che Massimo dovette ricacciare indietro il sorriso
idiota che, lo sentiva, stava per spuntargli sul viso... La ragazza lo guardò
negli occhi con un’espressione indefinibile, per quello che sembrò a Massimo un
tempo indefinito e brevissimo, poi sospirò e fece la sua ordinazione: Un thé noir de rose...” Massimo rimase spiazzato: “Tè nero alle rose? Ehm, temo che... temo
che non l’abbiamo! Dario? Tè nero alle rose?” Dario allargò le braccia e
storse la bocca. Tonino non riuscì a esimersi da un altro intervento s
sproposito: “Tè nero alle rose! Può
essere un’idea: trasformi il bar in un ospizio e servi il tè a tutti i
vecchietti del rione. Che ce stanno tanti!” “Ma de che?” intervenne Dario. “I vecchi de Trastevere col tè alle rose non
ce sciacquano manco i piatti!”... Fatto sta che lei, che con tutta
probabilità non aveva capito nulla dell’intero scambio, ma forse proprio per
questo doveva essersi sentita quantomeno presa in giro, si voltò indietro verso
la sala, e poi tornò a posare gli occhi su Massimo. Come Giulio Cesare. Proprio
così lo guardò. Massimo ci avrebbe ripensato in seguito, e si sarebbe detto che
sì, senza dubbio l’imperatore doveva aver avuto la stessa espressione dipinta
sul volto quando riconobbe il figliastro tra i suoi assassini...
E ora cosa succederà? Come si comporterà
la deliziosa francesina entrata come un fulmine a ciel sereno nel cuore del
povero Massimo? E come si evolverà la loro storia visto il pericoloso temporale
che ha portato questo fulmineo incontro? E chi è M.? Scopriamo tutti questi intricanti dettagli
leggendo questo romanzo che ci ricorda come nel bellissimo film “Vacanze romane”, come la nostra
meravigliosa capitale può essere considerata “la città dell’amore”, e in fondo
la protagonista di questo romanzo, può ricordare con la sua delicata e dolce
posa l’immortale attrice Audrey Hepburn. Ma chissà se Massimo riuscirà a
vestire bene i panni del celebre Gregory Peck. Chissà, magari troviamo anche la mitica "vespa”!? Beh! a questo punto non mi resta
che augurarvi...
Buona
Lettura











.jpg)







.jpg)

.jpg)











