La biblioteca teologica del Monastero di Strahov a Praga

La bacheca dei libri, ha come modello questa immensa fonte di conoscenza perché: "La lettura è per la mente ciò che l'esercizio è per il corpo

Novità e successi della NORD Editore

Ecco le novità da non perdere e il successo di "Vita dopo vita" che come sottolinea l'Espresso:«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»

Novità e successi della Dunwich Edizioni

La Porta dei cieli, il thriller archeologico protagonista del Blog Tour ancora in corso; Il successo dell'horror "William Killed The Radio Star" uno sfondo musicale dalla intricata indagine psicologica e le attese novità legate ai concorsi della Dunwich.

I 5 romanzi finalisti del Premio Strega 2014.

Ecco i romanzi candidati a entrare nell'immortale albo d'oro del Premio. Il favorito è "Non dirmi che hai paura" vincitore del Premio Strega Giovani. Alla finale del 3 Luglio ha vinto il prezioso elisir Francesco Piccolo con "Il desiderio di essere come tutti".

Novità editoriali da non perdere

Ecco le fresche letture che hanno attirato la mia attenzione. Da un Amore Alieno a Per sempre insieme,dalla passione di Così come sei al distopico fantasy Mystic city, ma un Eccezione serve sempre quindi non perdetevi l'eccezionale caos di sentimenti scritta dall'islandese Audur...

giovedì 1 agosto 2013

"Un can d'argento aver vuole Oliviero che giaccia e che la lassa abbia sul dosso con un motto che dica "finché venga"

Giovani Autori 
   Cari amici, per la rubrica Giovani Autori,  sono orgogliosa di presentare il libro di un giovane scrittore, Francesco Giuseppe Giorgianni, che ha portato avanti un lavoro di ricerca eccezionale, durato vari anni, e che ora ha deciso di mettere nero su bianco, regalandoci un opera degna di nota, soprattutto perché con grande capacità di sintesi e con un linguaggio semplice e gradevole, è riuscito ha trasportare il frutto delle sue ricerche, in sole 60 pagine, perché il suo scopo è quello di offrire un lavoro di facile lettura e consultazione, come un quaderno di appunti, dove tra storie e leggenda ci ricostruisce le origini e le tradizioni di un paese, quello di Furnari. Una storia questa, citata in molte opere, come l’Orlando Furioso e la Divina commedia di Dante, che infittisce il mistero sulla verità storica che si confonde con la leggenda che da generazioni si tramanda in questo paese, dove un povero contadino ha curato il levriero del re per anni ( Finché venga ) e quando è tornato a riprenderlo gli ha donato il territorio dove ora sorge Furnari, una cittadina di quasi 3.700 anime, posto su una collina a pochi chilometri dal Santuario della Madonna del Tindari.   Nell’antichità è stata un ottimo punto strategico non solo per gli avvistamenti ma anche per il commercio perché collega il mare con le montagne.
Titolo Furnari tra storia e leggenda
Autore Francesco Giuseppe Giorgianni
Editore Giambra Editori
Genere Storiografico
Collana Storie – La nostra terra
Prezzo 7,00 €

 Il libro “Furnari tra storia e leggenda”, scritto dal nostro Francesco Giorgianni, è un’opera storiografica unica perché per la prima volta si cerca di svelare ciò che la leggenda ha nascosto sulla realtà dei fatti, che vengono finalmente messi in luce in queste pagine edite da una giovane Casa Editrice, Giambra Editori, che è nata lo scorso anno, e si è subito distinta, per le sue pubblicazioni di qualità, presentando nelle sue varie collane, che spaziano dalla storia, alle letterature classiche e moderne, emergenti scrittori di talento, che si distinguono per la qualità dei loro libri.
  Questo giovane autore, ha presentato il suo libro al pubblico, Domenica 28 Luglio 2013, nel paese a cui ha dedicato la sua opera e nel luogo dove tutto ha avuto inizio, piazza San Nicolò ovvero chianu di Santa Nicola. Alla presentazione, hanno partecipato personalità di rilievo come il sindaco di Furnari, l’avv. Mario Foti, che ha introdotto il nostro scrittore e il suo libro, mettendo in risalto l’importanza storica di questo lavoro; il regista Salvatore Presti, famoso per il suo film documentario del 2006, “Luce verticale – Rosario Livatino. Il martirio”, sulla vita del famoso giudice, conosciuto anche come “il giudice ragazzino”, che è diventato un “martire della Giustizia e indirettamente della fede”, come lo aveva definito, Papa Giovanni Paolo II, al tempo della sua violenta scomparsa; il giornalista e scrittore Carmelo Catania, e consulente editoriale della Giambra Editori, che fa parte della redazione I giovani, diretto da Riccardo Orioles, erede della storica testata diretta dal giornalista assassinato dalla mafia Giuseppe Fava; il Dott. Santino Gentile, Presidente dell’Ass. “Accademia della terra Federico II”, che ha chiarito alcuni punti, sulle conseguenze di alcuni fatti storici, precisando l’importanza della strada Valeria costruita dai romani, che ha reso Furnari una tappa di passaggio non solo per il Santo patrono di questo paese, Sant’Antonio da Padova, ma anche per coloro che si recavano in terra santa; a concludere la discussione sull’importanza storica del libro è stato anche il Prof. Colonna, che si è unito volentieri alla discussione, ha chiarito alcuni punti sull'importante passaggio dei bizantini in questo paese.     A moderare l’intervento degli ospiti è stato il Prof. Santino Recupero, che ha animato la discussione tra le varie personalità, che si sono riunite per presentare un libro piccolo ma grande allo stesso tempo, perché presenta una ricca e profonda ricerca storiografica, che non si ferma ai soli fatti storici, che hanno chiarito ciò che il mito “Finché venga” celava dietro di sé, ovvero la  speranza per coloro che avevano perduto la loro terra di averla indietro.
Una presentazione dei rappresentanti del libro e del paese che lo ha ispirato.
   Oltre a tutte queste personalità anche la sottoscritta, ha avuto la fortuna di partecipare a questo evento e con grande soddisfazione sono riuscita a strappare al nostro autore un poco del suo tempo, e gentilmente ha accettato di rilasciare per “la bacheca dei libri” una video intervista, dove ci parla di questo splendido libro, che non racconta solo la storia di Furnari, ma riempie una pagina di storia importante che interessa e coinvolge una zona molto più vasta.
   Ma, chi è questo giovane scrittore?
 Francesco Giuseppe Giorgianni, è un insegnante di storia, educazione all’immagine e musica presso le scuole primarie, dal 2006 vive a Venezia, ma non ha mai dimenticato  le sue origini furnaresi, infatti questo suo primo libro è frutto non solo del suo amore per la storia e l’arte, ma soprattutto per il suo paese, Furnari, ha cui ha dedicato  un’opera di grande impegno e importante rilevanza storica e artistica, perché contiene anche una breve ma esauriente citazione delle opere d’arte custodite nelle nostre piccole chiese, che se non vengono ricordate rischiano di essere dimenticate.
Intervista a Francesco Giorgianni sul libro “Furnari tra storia e leggenda”, ecco le domande che sono state rivolte al nostro autore nella video intervista, realizzata da “la bacheca dei libri”:
  • Come nasce, “Furnari tra storia e leggenda”?
  • Quando hai iniziato a scrivere questo libro?
  • Quanto c’è di Padre Mangiapane in questo lavoro, e come lo ha influenzato?
  • Un piccolo libro che nasconde un grande libro, ricco di una profonda ricerca storiografica. Quanti e quali sono i documenti consultati per poterlo scrivere?
  • Nel tuo libro, citi un testo particolare, il libro Ravidà, ma cos’è?
  • Nella seconda parte del tuo libro parli dell’arte sacra e delle chiese del nostro piccolo paese, dei culti e delle tradizioni popolari che si sono sviluppate. Considerando l’incendio saraceno che ha distrutto molti documenti, come sei riuscito a risalire alle informazioni necessarie?
  • La bacheca dei libri, ha come principio quello di far parlare i libri, che rappresentano il pensiero e le emozioni dell’autore, perché questo è una parte importante di sé, quindi adesso chiediamo al nostro gentilissimo Francesco, di leggerci un passo del suo libro e lasciarci così il suo messaggio?
Ecco a voi, la prima e la seconda parte dell'intervista, divisa in due parte per motivi tecnici.
Seconda parte dell'intervista.
  Con questo libro, il nostro scrittore non solo ha dimostrato una grande capacità di sintesi e raccolta dei documenti ma anche una talentuosa capacità visiva, che gli ha permesso di arricchire il suo quaderno di appunti, di disegni, proprio come gli illustratori del passato. Questi disegni, la bacheca dei libri, li ha riuniti in musica per voi.
   I video sono visibili anche su You Tube di cui lascio il Link del mio canale:
   Desidero ringraziare il nostro autore, per la sua disponibilità, e scusarmi per i visibili difetti dell'intervista, che il mio imbarazzo ha messo in evidenza e per la qualità dei video che ammetto sono frutto della mia inesperienza, spero di migliorare e nel futuro, regalarvi dei lavori di maggiore qualità. Grazie a tutti.

Tu sei mia sorella. Abbiamo nascosto il nostro segreto nel mare. Hai il coraggio di tornare a cercarlo?


Cosa abbiamo sul comodino?
 Cari amici, credo seriamente di aver trascurato questa piccola rubrica dedicata alle mie letture serali, infatti dopo aver letto “La collina del vento” di Carmine Abate, ho iniziato e finito di leggere un libro meraviglioso, non per niente è stato premiato dai librai e osannato dalla critica, nonostante questo romanzo è stato l’esordio di Hannah Richell, 

una donna inglese di nascita, che ha lavorato per anni per l’editoria, fino a quando non si trasferisce in Australia, da alla luce due splendidi bambini, che l’hanno ispirata per questo suo primo lavoro, che è diventato un successo editoriale, infatti dicono:
  “La Richell descrive perfettamente quello che può succedere se il sottile ma resistente filo che tiene insieme una famiglia si dovesse spezzare.”
Daily Mail

   “Un'irresistibile storia di colpa, tradimento e perdono.”
 Grazia UK
  Parole piene, per una storia che parla di: “ Due sorelle e una colpa inafferrabile come il vento. Una madre e un amore che niente potrà spezzare.”
Autore Richell Hannah
Titolo Le bambine che cercavano conchiglie 
Editore Garzanti
Collana Narratori Moderni
Traduzione dall'inglese di Enrica Budetta 
Pagine 416
Prezzo € 18.60
  “Le bambine che cercavano conchiglie”, è un libro che contiene 416 pagine di toccanti emozioni, racconta la storia di due sorelle, Dora e Cassie, che da bambine vivevano il una bella casa colonica sul mare nel Dorset, un meraviglioso scenario della Cornovaglia.
  Durante l’estate, il loro gioco preferito era cercare conchiglie lungo la spiaggia, questo è un elemento fondamentale nel libro, infatti da questo loro passatempo, prende voce il titolo, perché è proprio durante il loro gioco, che prende vita il segreto, il rimorso che chiuderà Cassie in un rigido silenzio e allontanerà le due sorelle, soprattutto dalla loro mamma. Un profondo rimorso che le divide e che dopo tanto tempo bussa al cuore di Dora che chiede a Cassie:  Tu sei mia sorella, Abbiamo nascosto il nostro segreto nel mare. Hai il coraggio di tornare a cercarlo?

Dora deve affrontare il suo scheletro dentro l’armadio per amore del suo bambino e la sorella Cassie, che cosa farà?
  Il libro parte da un prologo per passare al tempo attuale, dove le bambine sono ormai adulte, quindi quella che si presenta davanti è una storia che va alla ricerca dei ricordi passati, quando la bella casa sulla scogliera era florida e l’edera non ricopriva le pareti esterne della casa e delle voci allegre vociavano all’interno delle sue mura dove ora regna il silenzio e l’abbandono nascosto dietro al pesante portone di casa Clifftops. Un romanzo scorrevole, che merita i riconoscimenti ricevuti, un libro pieno di emozioni dal prologo all’epilogo, in definitiva un libro da leggere, per scoprire anche qual è il tormento che graffia le anime di queste due bambine che cercavano conchiglie.


mercoledì 31 luglio 2013

Tutti scoprono, più o meno presto nella loro vita, che la felicità perfetta non è realizzabile, ma pochi si soffermano invece sulla considerazione opposta: che tale è anche una infelicità perfetta. "Se questo è un uomo" di Primo Levi

Agenda letteraria
“Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo che lavora nel fango che non conosce pace che lotta per mezzo pane che muore per un sì o per un no…”
  Ciao a tutti, eccoci al nostro consueto appuntamento con la nostra Agenda letteraria, che oggi 31 Luglio, ci ricorda la nascita di uno scrittore ebreo, noto per il suo antifascismo, Primo Levi, alleato dei partigiani, è stato catturato e condotto nel campo di concentramento di Auschwitz in Polonia, dove è riuscito a salvarsi, solo grazie a una serie di fortunati eventi che gli hanno permesso di sopravvivere fino alla liberazione da parte dell’Armata Rossa. Durante questo difficile periodo della sua vita, matura la sua opera più famosa, Se questo è un uomo, scritto nel 1947, e come ci ricordano i versi di introduzione, del post, ma non a caso anche del libro e che come spiega il nostro autore fanno parte di una antica preghiera dello Shemà. 
  La natura biografica e la reale testimonianza dei fatti raccontati, hanno fatto di questo libro un’opera neorealistica, dove la narrazione si lega alla memoria della voce dell’autore che attraverso le sue considerazioni, trascina il lettore in una profonda riflessione. 
  Primo Levi, ha ricevuto sia il Premio Campiello per  “La tregua”, dove il nostro scrittore racconta la sua avventura del viaggio di ritorno da Auschwitz; e  il Premio Strega per il libro “La chiave a stella” nel 1979, dove rinnova i temi cari negli anni sessanta, quelli dell’industrialismo, infatti racconta le vicende di un operaio, celebrando con la sua storia il concetto del lavoro, che noi ricordiamo con la famosa frase del libro.

   Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono

"Perché senti il bisogno che tutti si sposino?", gli ha chiesto Christopher, arrabbiato, quando Henry gli ha domandato della sua vita privata. "Perché non lasci che gli altri se la cavino da soli?" - Henry non vuole che gli altri siano soli. "Olive Kitteridge" di Elizabeth Strout

Parliamo di…
Elizabeth Strout e … 
"I ragazzi Burgess"


  Ciao a tutti cari amici del ”la bacheca dei libri”, ritorna la nostra rubrica Parliamo di…, che oggi vi parla della scrittrice americana  Elizabeth Strout, nata a Portland, nel Maine, nel 1956 e da quasi trent’anni si è stabilita a New York. Questa popolare scrittrice, ha vinto il Premio Pulitzer nel 2009, e il Premio Bancarella nel 2010, con un successo editoriale dal titolo "Olive Kitteridge", una raccolta di racconti che ha dato fama a questa autrice che a cinque anni di distanza matura una nuova opera dal titolo “I ragazzi di Burgess”, edito dalla Fazi Editore. Un libro che è stato subito giudicato positivamente dalla critica nazionale e internazionale infatti dicono: 
I ragazzi Burgess sa avere un punto di vista forte sull’oggi, su tutto ciò che è contemporaneo della vita borghese, in America ma non soltanto”.  Paolo Giordano
“Elizabeth Strout è ai vertici della narrativa contemporanea di lingua inglese”.
Roberto Bertinetti, Il Sole 24 Ore

“Elizabeth Strout è uno di quegli scrittori rarissimi capaci di fare di garbo e sottigliezza una forza, senza lasciare una parola al patetico”.
Tiziano Gianotti, D di Repubblica

“Un romanzo delicato, sottile ma anche brusco e sensibile come la sua protagonista”.
Daria Bignardi, Donna Moderna

“Una narratrice straordinaria”.
Caterina Soffici, Vanity Fair
Questo romanzo è stato paragonato dal Time, alla grande pastorale americana di Roth, forse perché Elizabeth Strout, ci parla di una epopea familiare, dove si sente il forte richiamo per la famiglia, che nel momento del bisogno si riunisce, nonostante l’allontanamento e l’isolamento di alcuni membri della famiglia e fa fronte comune contro le necessità della vita. Secondo l’autrice il possibile elemento comune con questo monumento della letteratura e l'ambientazione in una comunità chiusa, nel quale l'elemento razziale finisce per imporsi irreversibilmente. Questo libro si caratterizza secondo lo stile della nostra autrice, per il tono diretto che rende appieno i risvolti psicologici dei personaggi, senza tralasciare la sua scrittura che si presenta chiara al lettore, che può lasciarsi coinvolgere dalla storia dei fratelli Burgess, Jim, Bob e Susan, che si sono allontanati per un dramma, che li ha coinvolti, ma nonostante tutto non hanno dimenticato il forte legame che li unisce e anche se il dolore e il rimorso tormentano le loro menti, quando Susan chiede aiuto, i fratelli accorrono da lei e decidono di affrontare ognuno i propri scheletri nell’armadio.


Titolo I ragazzi Burgess
Autore Elizabeth Strout
Editore Fazi
collana: le strade
Traduttore Castoldi S.
Data di Pubblicazione Giugno 2013
Prezzo: € 18.50
Pagine: 447
Formato: brossura
Ecco il video della conferenza di Paolo Giordano su la sua maestra, Elizabeth Strout.

" I libri vanno letti con la stessa cura e con la stessa riservatezza con cui sono stati scritti. " Paul Auster, Trilogia di New York, 1987

News

  Cari amici lettori, a due mesi esatti dalla nascita di questo blog, “la bacheca dei libri”, ha fatto la sua prima intervista dal vivo, e presto vi presenterà un libro che vale la pena di leggere e condividere, senza cadere nell’errore di sottovalutarlo perché realizzato da un giovane autore, dato che ha scritto un’opera di qualità, che merita tutta la nostra attenzione, quindi non perdete questo evento che è motivo di orgoglio per un piccolo blog che sta muovendo i suoi primi passi, con il proposito di diffondere e condividere la passione per la lettura e i libri, e come diceva Amos Bronson Alcott, nel Table Talk, 1877:  “È un buon libro quello che si apre con aspettativa e si chiude con profitto.”

Agenda letteraria, Baciami ancora, e non lasciarmi vedere i tuoi occhi. Io ti perdono per quello che hai fatto a me. Io amo il mio carnefice; ma il tuo? Come potrò?

Agenda letteraria
  “Se tu morissi... io ne morirei...”
 Cari amici, oggi 30 Luglio ricordiamo la nascita di una delle scrittrici romantiche inglesi più famose Emily Brontë, l’autrice famosa, come la piccola frase introduttiva del post, per il romanzo Cime tempestose, uno dei primi classici che ho iniziato a leggere quando ero piccola, subito dopo aver visto il cartone animato di Maya, quando ha interpretato il personaggio di Catherine, e la gioia della sua lettura mi ha avviato alla scoperta di questo genere letterario e alle opere, che hanno popolato questo periodo, il XIX secolo. Emily Brontë, è la seconda delle sorelle Brontë, anche se non può essere considerata una scrittrice maggiore nella letteratura inglese, lei oltre che per le sue poesie, e diventata celebre, con questa sua opera, che è stata considerata un classico della letteratura inglese, regalandoci una delle storie d’amore più famose e tormentate, che ci mostrano due personaggi controversi e potenti, come Heathcliff e Catherine che si amano e si odiano, divisi ma uniti fino alla morte, una storia ambientata nella brughiera inglese del North Yorkshire, è stata scritta nel 1847, sotto lo pseudonimo di Ellis Bell, il titolo viene dal nome di una casa che è una delle tre principali ambientazioni del libro.
 Questo romanzo aveva lasciato perplessi i critici del tempo che sono rimasti sbalorditi dalla sua struttura innovativa, perché la storia è racconta a ritroso nel tempo e si svela a poco a poco. Questo libro ha ispirato molto i registi, che ne hanno tratto spunto per creare rappresentazioni teatrali, sceneggiati, film e pensate anche una canzone ovvero quella di Kate Bush intitolata Wuthering Heighs, del 1978, di cui vi lascio il video insieme alle tormentate parole di Catherine per Heathcliff.

“Io lo amo più di me stessa, Ellen; e lo so da questo: tutte le sere io prego di potergli sopravvivere, perché preferirei essere infelice io, piuttosto che saperlo infelice. È la prova che l'amo più di me stessa.”

martedì 30 luglio 2013

"Tienimi con te, solo io ti posso aiutare. Scalderò il tuo cuore."

Caffè letterario
  Buongiorno carissimi amici, siete pronti a lasciarvi coccolare da un caffè dolce come lo zucchero, accompagnato da un amore di libro, che ci donerà un amore inatteso, e profondo come gli occhi di un tenero e morbidissimo cucciolotto.
  Un amore inatteso, come quello che ci fa scoprire la scrittrice Lucy Dillon che dopo i vari successi che hanno commosso e entusiasmato i lettori, come Il rifugio dei cuori solitari, che ci ha accompagnato con Piccoli passi di felicità.
  Lucy Dillon, è una scrittrice inglese, che vive a Londra e dopo aver fatto ballare i suoi lettori con la sua passione per il ballo nel 2008, con il libro “Lezioni di ballo”, ora ci parla del suo più grande amore, quello per i nostri amici a quattro zampe, che con i suoi precedenti libri ha conquistato il cuore di molti lettori, e ora con La libreria degli amori inattesi, ci regala una storia bellissima che ha sciolto le serrature che bloccano le porte, spalancandole alla gioia e alle possibilità che la vita può offrire, perché un amico fedele con il suo fiuto eccezionale, può guidare i passi di chi ha smarrito la strada, e trovare quella giusta da seguire, magari chissà, verso la felicità.
Titolo La libreria degli amori inattesi
Autore Dillon Lucy 
Prezzo € 17,60   ebook 12,99
Editore  Garzanti Libri  
Uscito 2013
Pagine 477
 Dopo un matrimonio fallito, Michelle una piccola ma con un certo talento per le vendite, decide di riprendere in mano la sua vita e cancellando con un colpo di spugna la sua vita passata decide di trasferirsi e aprire un negozio in una zona tranquilla. Senza amici o affetti durante il suo trasferimento incontra Anna e il suo cane Pongo, una coetanea che lavora in una biblioteca e che ama profondamente gli animali. Questa amicizia, le porterà a rilevare una libreria e tra scatoloni e scaffali Michelle incontrerà chi la sanerà dalle sue ferite dandole la forza e il coraggio per andare avanti a testa alta, donandole un amore inatteso e ... tante meravigliose sorprese che scopriremo leggendo questo successo editoriale che ha intenerito gli inglesi. Intanto iniziamo questo tenerissimo romanzo di Lucy Dillon, edito dalla Garzanti Editore e sorseggiamo il nostro caffè in compagnia di Michelle e del suo amore inatteso.

  Michelle era ferma al centro del suo nuovo negozio. Tentava di sceglierne il nome (Domestic Godress? Nightingale’s? Home Sweet Home?) mentre se lo raffigurava pieno di sacchettini di lavanda cuciti a mano e grosse candele di c’era d’api ma, soprattutto, privo del persistente aroma di sgombro affumicato. Fu assalita, per la quinta volta quel giorno, dalla consapevolezza dell’enormità dell’impresa in cui si stava imbarcando, completamente sola, ma si accigliò e si disse – anche in questo caso per la quinta volta – che stava facendo la cosa giusta. Nuovo inizio, nuovo negozio. Nuova Michelle. In un mondo ideale non avrebbe aperto un negozio di articoli per la casa in una pescheria e sicuramente non su quella strada principale, in una pescheria e sicuramente non su quella strada principale, in una  cittadina sede di mercato situata a metà strada fra “Nel bel mezzo del nulla” e “In capo al mondo”; tuttavia, Michelle sembrava nata per vendere e sapeva le caratteristiche principali del negozio erano quelle giuste. La trasandata Longhampton, con le sue case, a schiera di mattoni rossi e la deprimente zona commerciale di cemento, implorava un pizzico di leggiadria. I locali erano a buon mercato (probabilmente a causa del puzzo di pesce), luminosi, ampi e situati sulla via centrale, proprio accanto a uffici pieni zeppi di persone pronte a curiosare durante la pausa pranzo fra gli articoli esposti. Inoltre – e quello era l’aspetto più importante – il particolare esercizio commerciale che interessava a Michelle si trovava a duecentoventi chilometri da Harvey Stewart. Quella era l’unica parte della sua nuova vita che lei aveva programmato. Lontano dieci chilometri dal raccordo anulare intorno a Londra il cervello di Harvey cominciava già a soffrire di carenza di ossigeno, quindi lì, dove persino i cani portavano giacche trapuntate, Michelle immaginava che sarebbe stata al sicuro da lui e dai suoi modi sottili per indurla a odiarsi. … Accanto alla futura ex pescheria c’era un caffè che, contrariamente alla maggior parte dei negozi vicini, era aperto e stava facendo buoni affari, quella domenica pomeriggio. Michelle ordinò un doppio espresso e una fetta di torta al bancone e prese posto, con la sua lista di cose da fare, a un tavolino accanto alla vetrina, da dove poteva esaminare la concorrenza sulla via principale. Qualcosa nel locale – la pulizia impeccabile? Le torte fatte in casa? – la rendeva rilassata, ma accanto alle coppiette e alle famiglie intente a chiacchierare agli altri tavoli si sentiva a disagio, sbirciata da tutti, quasi che la sua solitudine le aleggiasse intorno come un cattivo odore. … Orwen, il fratello minore, era l’unica persona con cui si confidasse davvero; le sue amiche, in realtà, erano solo le mogli dei compagni di poker di Harvey. Dopo il matrimonio si era inserita nella vita sociale del marito nello stesso modo in cui a diciotto si era inserita nell’attività di famiglia. Nessun ex compagno o compagna di università, nessun ex fidanzato, nessun amico conosciuto a scuola…la porta del bar si spalancò senza preavviso e un enorme dalmata si fiondò all’interno, con gli occhi scintillanti e le orecchie maculate drizzate per l’eccitazione. Si fermò accanto al portaombrelli, dimenando la coda mentre si guardava intorno nel caffè come se stesse cercando di decidere chi fosse più meritevole di attenzione, poi posò lo sguardo su Michelle e si lanciò verso di lei. Con profondo stupore di Michelle si accorse che nessuno dei presenti reagiva a vedere l’animale. Il dalmata la guardò scodinzolando e lei si rese conto che in realtà lui voleva fare amicizia con la sua fetta di torta alle carote. … Flash. Flash con il suo sguardo da tenerone e le grosse zampe morbide. Le si contrasse lo stomaco. Di tutto quanto aveva lasciato dietro di sé, a  Harvey – denaro, vestiti, anelli cosiddetti “eternity” -, l’unico che rimpiangeva di non aver caricato sulla sua auto era Flashie. … “Oddio, mi dispiace tanto. Pongo! Smettila, no! Ha strappato il guinzaglio!” Una donna bionda più o meno dell’età di Michelle e apparentemente alta il doppio di lei urtò il suo tavolino, sforzandosi di riavvolgere un guinzaglio estensibile con una mano mentre con l’altra staccava il cane da un tavolo vicino sotto il quale si era rifugiato. … “Ha rotto qualcosa? Le ha rovesciato il caffè? Lasci che gliene ordini un altro. La prego, non lo dica a Natalie. Gli ha già dato un’ ultimatum.”… “Mi sono appena trasferita qui in città. Nuova arrivata. Immagino di avere un accento bizzarro.” La padrona di Pongo sorrise e il volto le si illuminò. “Nooo. Non lo penbsi nemmeno! Dipende più probabilmente dal fatto che non ha un amico a quattro zampe. Questo è il caffè dei cani”, aggiunse quando vide l’aria sconcertata dell’interlocutrice. “Le persone sono invogliate a venire qui con i propri animali, che non sono ammessi in nessun altro locale. Natalie dà loro un biscottino, se fanno i bravi.”… Mi chiamo Anna”, disse, tendendole la mano al di sopra del menù.. “Lui è Pongo. Il nome è preso dal libro, naturalmente. Bè, dal film, nel suo caso. Dubito che i suoi proprietari abbiano mai saputo dell’esistenza di un libro.” Parve irritata con sé stessa. “Scusi, è stata una battutaccia. Finga che io non abbia detto nulla.”     - “Io sono Michelle, dammi del tu”, replicò lei. “Ho appena comprato il negozio qui accanto.”   -“Davvero?” Anna parve interessata. “Vendi pesce?” –“Dio, no! Il mio sarà un negozio di articoli per la casa. In realtà”, continuò Michelle, cogliendo al volo l’opportunità di fare un’indagine di mercato, “puoi aiutarmi dandomi informazioni…” … La mattina dopo, quando Michelle arrivò al negozio con il muratore, il metro a nastro e il fascicolo del progetto, trovò davanti alla porta una scatola di cartone, legata grossolanamente con della rafia e corredata di un’etichetta su cui è scritto semplicemente Michelle. … Anna aveva aggiunto un suo messaggio, sollecitando Michelle a passare a trovarla nella biblioteca in cui lavorava… “Non ci vorrà molto!” aveva precisato. Michelle rimase ferma davanti al suo nuovo negozio e in quel preciso istante il sole fece capolino da dietro le nuvole illuminando la High Street di Longhampton. Si sentiva già meglio ancora prima che iniziassero i lavori di ristrutturazione. Due anni e mezzo più tardi…
  Una vita nuova, e una amica nuova di zecca, che preannuncia una amicizia speciale. Che cosa avrà realizzato Michelle due anni e mezzo dopo questo nuovo inizio? Scopriamo leggendo questo amore di libro, che parla di un’amicizia speciale e unica come può solo può essere quella con un animale, un amico insostituibile che ricambia l’affetto che gli viene dato proteggendo e sostenendo per istinto chi tanto lo ama, senza riserve e tradimenti.