La biblioteca teologica del Monastero di Strahov a Praga

La bacheca dei libri, ha come modello questa immensa fonte di conoscenza perché: "La lettura è per la mente ciò che l'esercizio è per il corpo

Novità e successi della NORD Editore

Ecco le novità da non perdere e il successo di "Vita dopo vita" che come sottolinea l'Espresso:«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»

Novità e successi della Dunwich Edizioni

La Porta dei cieli, il thriller archeologico protagonista del Blog Tour ancora in corso; Il successo dell'horror "William Killed The Radio Star" uno sfondo musicale dalla intricata indagine psicologica e le attese novità legate ai concorsi della Dunwich.

I 5 romanzi finalisti del Premio Strega 2014.

Ecco i romanzi candidati a entrare nell'immortale albo d'oro del Premio. Il favorito è "Non dirmi che hai paura" vincitore del Premio Strega Giovani. Alla finale del 3 Luglio ha vinto il prezioso elisir Francesco Piccolo con "Il desiderio di essere come tutti".

Novità editoriali da non perdere

Ecco le fresche letture che hanno attirato la mia attenzione. Da un Amore Alieno a Per sempre insieme,dalla passione di Così come sei al distopico fantasy Mystic city, ma un Eccezione serve sempre quindi non perdetevi l'eccezionale caos di sentimenti scritta dall'islandese Audur...

mercoledì 24 luglio 2013

Leggere a voce alta! “Leggimi subito, leggimi forte Dimmi ogni nome che apre le porte Chiama ogni cosa, così il mondo viene Leggimi tutto, leggimi bene Dimmi la rosa, dimmi la rima Leggimi in prosa, leggimi prima. Bruno Tognolini


  Ben ritrovati cari amici lettori, oggi dopo una piccola pausa, ritorna la rubrica dedicata ai genitori e ai loro piccoli angioletti, con gli autori e i libri da leggere a voce alta, dove avviciniamo i nostri bambini alla lettura, presentando loro tanti amici fedeli, che attraverso la voce protettiva di mamma e papà, gli facciamo sentire: sicurezza, serenità e amore, per fare di loro non solo dei grandi lettori dalla mente aperta, ma anche delle persone sicure di sé nella vita.
A occuparsi del progetto nazionale di leggere a voce alta è 
,
sostenuto dalla: CSB, Centro nazionale per la Salute del Bambino, AIB, l’Associazione Italiana Biblioteche,  ACP, l’Associazione Culturale Pediatri.
  Nati per leggere, consiglia anche i libri da leggere, rispettando tutti i criteri richiesti per sviluppare le facoltà cognitive dei nostri bimbi. A occuparsi dei testi, sono dei validissimi illustratori e narratori tra cui figura Antonella Abbatiello, una donna, che ha dedicato la sua passione per l'arte del disegno, al re della nostra scacchiera, il bambino.
   Antonella Abbatiello, è una bravissima e riconosciuta illustratrice fiorentina, vive a Roma e dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti, ha illustrato 74 libri per bambini, inclusi i suoi, ovvero, dal testo ai disegni. Uno dei suoi lavori di maggior successo è “La cosa più importante”, edito dalla Fatatrac, è stato premiato nel 2001 con la menzione d’Onore dell’UNESCO, per le tematiche della pace. Altri riconoscimenti importanti sono quello internazionale della White Ravens nel 1993, 2008 e 2009 della Jugendbiblioteck di Monaco “Esopo, piccole favole del bosco”, edito dalla Fatatrac Editore, “L’albero del mondo” e “Tiritere”, editi dalla Panini Editore. Questa fantastica disegnatrice, che utilizza i colori in modo magnifico, ha collaborato alla realizzazione di diversi corti di animazione con Emanuele Luzzati e Giulio Giannini e il famoso Leo Lionni, di cui ha curato la parte grafica dei sui tre lavori d’animazione. 
     Titolo: La cosa più importante
Autore: Antonella Abbatiello
Editore: Fatrac
Collana: Albi d’Autore
Data di Pubblicazione: Agosto 2007
Pagine: 36
Formato: illustrato, brossura
Prezzo: 13,50 €
Da 2-3 anni
   Un libro dove si va alla scoperta della cosa più importante per gli animali del bosco, ad esempio la proboscide per l’elefante, il collo lungo per la giraffa e così via per tutti gli animali. Tante belle immagini per scoprire le caratteristiche degli animali e l’importanza del fatto che, nonostante le varie differenze devono sapersi apprezzare e vivere armoniosamente insieme.
   “Nati per leggere”, consiglia di leggere a voce alta ai vostri pargoletti, il libro Ninna nanna ninna mamma, con il testo e le illustrazioni della nostra Antonella Abbatiello. Di questo libro, vi presento un video, con la musica e la voce di Tullio Visioli.
  Vi lascio, con un corto di animazione realizzato da Antonella Abbatiello nel 1987 Icaro, che vola fino al sole con la musica di Beethoven.

martedì 23 luglio 2013

Agenda letteraria, "Il vento, gli odori. No. Una canzone lontana. Oppure il mio passo sul selciato. Nel buio io non so. Ma so che sono tornato a casa."

Agenda letteraria
 “Erano di pietra celeste, tutti i fichi d'india, e quando si incontrava anima viva era un ragazzo che andava o tornava, lungo la linea, per cogliere i frutti coronati di spine che crescevano, corallo, sulla pietra.”
   Cari amici, oggi 23 Luglio la nostra Agenda letteraria ricorda la nascita di un grande scrittore italiano, Elio Vittorini, la sua scrittura mostra alcune influenze degli ermetici e degli scrittori americani per creare una narrazione fra il reale e il simbolismo, mostrandosi un figlio del suo tempo,  da sfoggio delle varie correnti culturali a cui si sta avvicinando. Queste sue caratteristiche si sviluppano con il tempo, mostrando al lettore le differenze tra gli scritti del giovane Vittorini e quello del più maturo. Le sue idee avverse al fascismo, vengono messe in mostra sia nelle sue opere che nei suoi articoli scritti per i vari giornali con cui collabora e dopo lo scalpore che ha suscitato un suo articolo del 1929, contro il provincialismo della cultura italiana, perde le sue collaborazioni e inizia a scrivere per la rivista Solaria, su cui pubblica la maggior parte dei suoi racconti. Uno dei suoi romanzi più importanti è Uomini e no, è stato considerato il primo libro sulla resistenza, dove parla della sua necessità, ma allo stesso tempo pone dei dubbi sulla situazione in cui si trovano e si interroga sul combattimento e sulla morte. Questa affermazione e negazione, spiega anche la scelta del titolo, perché ci fa capire le caratteristiche opposte dell’essere umano.
Titolo: Uomini e no
Autore: Elio Vittorini
Editore: Mondadori
Collana: Oscar classici moderni
Edizione: 14
Data di Pubblicazione: Maggio 2001
Prezzo 9,00 €
Vi lascio con un piccolo estratto del romanzo Uomini e no e un video biografico raccontato dallo stesso Vittorini prima della sua morte:

"Chi aveva colpito non poteva colpire di più nel segno. In una bambina e in un vecchio, in due ragazzi di quindici anni, in una donna, in un'altra donna: questo era il modo migliore di colpire l'uomo. Colpirlo dove l'uomo era più debole, dove aveva l'infanzia, dove aveva la vecchiaia, dove aveva la sua costola staccata e il suo cuore scoperto: dov'era più uomo. chi aveva colpito voleva essere il lupo, per far paura all'uomo. Non voleva fargli paura? E questo modo di colpire era il migliore che credesse di avere il lupo per fargli paura"

Saggi ...o, “Ipazia rappresentava il simbolo dell'amore per la verità, per la ragione, per la scienza che aveva fatto grande la civiltà ellenica. Con il suo sacrificio cominciò quel lungo periodo oscuro in cui il fondamentalismo religioso tentò di soffocare la ragione." Margherita Hack

Saggi
         … o
“ C’ERA UNA DONNA QUINDICI SECOLI FA AD ALESSANDRIA D’EGITTO, IL CUI NOME ERA IPAZIA.”
         
  Ciao a tutti cari amici, ritorna la nostra rubrica dedicata ai saggi, e il libro di oggi è dedicato ad una grande scienziata, che è stata una matematica, astronoma e filosofa pagana, Ipazia d’Alessandria, una maestra apprezzata e rispettata, una studiosa le cui idee sono entrate in contrasto con quelle cristiane e le invidie e il fanatismo esasperato, l’hanno resa una martire agli occhi della ragione, perché la sua non fu una semplice esecuzione, ma un esagerato martirio che va oltre ogni pensiero cristiano, denudata e martoriata con cocci aguzzi le sono stati strappati gli occhi mentre era ancora viva, per poi straziarne il corpo, e trascinarlo a pezzi per ogni angolo della città, solo dopo sono stati raccolti e bruciati proprio come si fa con le streghe. Era il 415 e l’ignoranza ha preso il posto della umana ragione, per strappare al mondo una voce che con questo strazio ha iniziato a urlare ancora più forte, e ha stuzzicato la mente di poeti e pittori, per riscuotere una clamorosa attenzione soprattutto nell’età dei lumi, quando è stata riportata alla luce la storia di questa intelligentissima donna che è stata considerata un precursore di Galileo.
 Il ritratto di Ipazia ci viene restituito in questo meraviglioso saggio biografico, scritto da una grande studiosa dell’età bizantina Silvia Ronchey, dal titolo: Ipazia. La vera storia, edito dalla Rizzoli per la Collana BUR Saggi.
 Editore  Bur Biblioteca Univ. Rizzoli 
Collana Saggi
Formato Tascabile 
Pubblicato  23/08/2011
Pagine  318
Prezzo 10,50 €
 In questo saggio, la nostra Silvia Ronchey, attraverso una scrittura piacevole come un romanzo, però senza tralasciare il rigore filologico e storiografico, tipico degli storici, cerca di ricostruire sotto tutti i punti di vista, la vera storia di questa grande scienziata, della quale non si hanno molte notizie, di certo si sa che è stata la figlia di Teone, uno scienziato del museo di Alessandria, e lei è stata la sua discepola prediletta, collaboratrice e il suo successore, visto che ha superato il padre con la sua arguzia e retorica, che le ha fatto guadagnare l’appoggio di Oreste, il prefetto di Alessandria, che spesso la consultava sui problemi della città, questo ha scosso il vescovo Cirillo, che la vedeva come un ostacolo nei suoi rapporti con il prefetto. Le cause della sua morte, sono velate da una profonda ombra e sembra che le sue idee scientifiche non sono state le vere cause della sua fine, e la sua esecuzione forse, è stata infiammata da chi aveva interesse a toglierla di mezzo, per cercare di nascondere altri motivi, magari di natura politica, dato che lei è stata una figura importante in questo scenario e le sue parole avevano il potere di scuotere le menti di chi l'ascoltava.
 Una fonte importante che ci è rimasta di questa fantastica donna, che non aveva certo peli sulla lingua, e quella di uno dei suoi allievi, che poi è diventato il vescovo di Cirene, Sinesio. Non bisogna sorprendersi che un cristiano seguiva le sue lezioni, infatti Sinesio non era il solo, la maestra, come era chiamata dai suoi discepoli, era a capo della scuola di Alessandria e insegnava a chiunque voleva apprendere le arti della scienza e della filosofica, soprattutto Platone, Aristotele come la vera filosofia ovvero la retorica, e il suo carattere, la sua saggezza, come il suo fascino erano molto apprezzati dai giovani.
 Di Ipazia, è stato realizzato un film, Agorà, diretto da Alejandro Amenábar, che in Italia è uscito nelle sale nell’Aprile del 2010, con una splendida Ipazia interpretata da Rachel Weisz.

Caffè letterario: "La Storia è quella certezza nata nel momento in cui le imperfezioni della memoria incontrano le inadeguatezze della documentazione."

Caffè letterario
Happiness is, a cup of coffee and really good book
    Good Morning, miei cari amici lettori, è giunto il nostro momento di felicità, con un buon caffè e un bel libro come quello che ci accompagna oggi tra il dolce ondeggiare del mare blu. Il senso di una fine di Julian Barnes, Editore Einaudi.

Titolo: Il senso di una fine
Autore: Julian Barnes
Traduttore: Susanna Basso
Pagine: 150
Anno di pubblicazione: 2012
Editore: Einaudi
Prezzo di copertina: 10,00 €

 Un libro coinvolgente, che trascina il lettore come il risucchio del mare e lo culla tra le onde di un ricordo, quello di un amore finito tra Tony e Veronica, che ritorna, con un diario e un lascito testamentario da parte della madre del suo vecchio amore, che ha sposato uno dei suoi amici, l’affascinante Adrian, un ragazzo intelligente e filosofico, che a distanza di qualche tempo dalla fine della loro amicizia, si suicida e come l’acqua del mare che si ritrae quando sbatte sulla battigia anche lui scompare con una frase enigmatica, sul senso del tempo, lasciata su un biglietto: “Fine della prima parte”. Tra i ricordi di una storia di amicizia e di un amore finito nello scenario degli anni sessanta, dove un gruppo di giovani amici intellettuali: Tony, Alex, Colin e Adrian, si dibattono sulla libertà sessuale, i sogni e i progetti per un brillante futuro, caratterizzato dalla leggerezza della loro età. Il nostro scrittore, riesce a catturare il suo lettore con un linguaggio scorrevole e accattivante sul misterioso lascito di una donna che ha conosciuto tanto tempo fa e con cui ha parlato poche volte, senza considerare il misterioso diario del suo ex amico Adrian? Un rebus che coinvolge come un giallo e grazie alla bravura di Barnes, riesce a lasciare col fiato sospeso, per poi regalare al suo lettore un finale inaspettato per questo libro che è stato considerato un capolavoro da scrittori e critici di rilievo come: Alessandro Piperno, Nadia Fusini, Alessandro Mari e altri. E voi cari lettori cosa pensate di questo romanzo con cui il nostro autore Julian Barnes ha vinto il Man Booker Prize 2011?
 Julian Barnes, inglese di nascita, ha lavorato come editore letterario e critico cinematografico per riviste e giornali, ora si dedica alla scrittura a tempo pieno. Questo scrittore è il fratello del filosofo Jonathan Barnes, un curatore delle opere aristoteliche; forse il sangue non mente, ecco perché le sue opere hanno quel senso di filosofico, che porta il lettore a riflettere. Con le sue opere Il pappagallo di Flaubert, England England e Arthur e Georges è riuscito a raggiungere le finali del Premio che poi è riuscito a vincere nel 2011 con Il senso di una fine, un libro sicuramente inaspettato, che può rientrare nei due tipi di libri che piacciono a tutti: gli ottimi e i pessimi, come ha detto Madox Ford. Lascio a voi il giudizio su questo romanzo, che è stato amato e odiato, ma che sicuramente saprà animare la vostra giornata, sia nel bene che nel male, quindi ecco a voi un sorso di questo libro di Julian Barnes,“Il senso di una fine”:
… "Viviamo nel tempo; il tempo ci forgia e ci contiene, eppure non ho mai avuto la sensazione di capirlo fino in fondo. Non mi riferisco alle varie teorie su curvature e accelerazioni né all'eventuale esistenza di dimensioni parallele in un altrove qualsiasi. No, sto parlando del tempo comune, quotidiano, quello che orologi e cronometri ci assicurano scorra regolarmente: tic tac, tic toc. Esiste al mondo una cosa più ragionevole di una lancetta dei secondi? Ma a insegnarci la malleabilità del tempo basta un piccolissimo dolore, il minimo piacere. Certe emozioni lo accelerano, altre lo rallentano; ogni tanto sembra sparire fino a che in effetti sparisce sul serio e non si ripresenta più.
    Noi eravamo in tre, e lui, arrivando, divenne il quarto. Non avevamo previsto di aumentare il numero ristretto: cricche e appaiamenti risalivano a molto prima, mentre già cominciavano a visualizzare una via d’uscita dalla scuola e un ingresso alla vita vera. Si chiamava Adrian Finn, era un giovane alto e timido che nei primi tempi teneva gli occhi bassi e segrete le idee. Per un paio di giorni lo notammo appena: da noi a scuola non esistevano cerimonie di accoglienza e men che meno l’opposto, vale a dire reclutamenti punitivi. Ci limitammo a registrare la sua presenza e a restare in attesa. Più interessati di noi erano invece i docenti. Dovevano valutare la sua intelligenza, il suo senso della disciplina, giudicare il livello degli insegnamenti ricevuti fino a quel punto per stabilire se avesse la “stoffa da borsista”. … Al primo intervallo mi presentai a Finn. "Sono Tony Webster ". Mi guardava con circospezione. " Bella battuta, con Hunt ". Sembrava non sapesse a che cosa mi riferivo. "Quella lì, su -qualcosa è accaduto-”. - "Ah, si." Mi è parso che non la cogliesse. Non era la risposta che mi aspettavo da lui. Ricordo un altro dettaglio: a sigillo della nostra unione noi tre portavamo l’orologio con il quadrante sull’interno del polso. Si trattava di un’affettazione, ovviamente, ma forse anche d’altro. trasformava il tempo in qualcosa di personale, per non dire di segreto. Speravamo che Adrian notasse il gesto e lo emulasse, ma non lo fece. Più tardi quel giorno, ci toccavano due ore di letteratura con Phil Dixon, un professore giovane, fresco di studi di Cambridge. Amava proporci testi contemporanei e lanciarci sfide improvvise: - “Nascita, Copula e Morte”, e tutto qui, a detta di T.S.Eliot. qualche commento? - … quel pomeriggio ci consegnò una poesia senza titolo, data di composizione o nome dell’autore; ci concesse dieci minuti per esaminarla e infine ci chiese di commentare. – Vogliamo partire da lei, Finn? In parole povere, di che cosa tratta la lirica, a suo giudizio? – Adrian levò gli occhi dal banco. – Eros e Thanatos, signore.  – Hmm. Prosegua. Sesso e morte, - precisò Finn, come se il greco potesse non essere un problema soltanto per i babbei dell’ultima fila. – O amore e morte, se preferisce. Il principio erotico, in ogni caso, in conflitto con il principio di morte. E le conseguenze del conflitto stesso. Signore. È probabile che la mia espressione tradisse più sbalordimento di quanto Dixon ritenesse appropriato. …
  Cari amici leggete e commentate questo romanzo che può rivelarsi al giudizio del lettore come il mare, calmo e piacevole o forte e impetuoso.

lunedì 22 luglio 2013

È stupido non sperare, pensò. E credo che sia peccato. Ernest Hemingway

Agenda letteraria
"per la sua maestria nell'arte narrativa, recentemente dimostrata con Il vecchio e il mare e per l'influenza che ha esercitato sullo stile contemporaneo"

   Con questa menzione oggi 21 Luglio, la nostra Agenda letteraria ricorda la nascita del grande Premio Nobel per la letteratura del 1954, Ernest Miller Hemingway, che con quest’opera si è aggiudicato anche il Premio Pulitzer. Questo caposaldo della letteratura americana, ha scritto molte opere di successo, la sua scrittura si caratterizza per l’uso di figure retoriche, usate per sminuire la gravità di certe discussioni, quindi un modo ironico per sdrammatizzare e allentare la tensione all’interno del racconto che scorre con un linguaggio essenziale. Il suo grande spirito di avventura ha spinto il nostro Ernest a vivere la sua vita al limite, e le emozioni provate trasudano dai sui romanzi, che ci trascinano insieme a lui nelle sue avventure, e condivide con il suo lettore la sua passione per la caccia, la pesca come nel suo libro Il vecchio e il mare, dove si sente il peso dei suoi desideri, di quel pesce grosso che non arriva e come il vecchio del suo racconto ormai ha quasi raggiunto il limite, ma non si arrende ostinandosi a pescare nonostante il peso dei suoi anni grava sulle sue spalle.
 "Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce."
  In questo romanzo il nostro scrittore riversa tutta la sua esperienza letteraria, e cerca di creare un racconto nuovo dove miscela bene il profondo sentimento di amicizia che lega il giovane Manolo al pescatore, le massime popolari, che escono dalla bocca del vecchio per mostrare la saggezza degli anni e le allusioni cristiane che mostrano il sacrificio, come quando il vecchio si taglia le mani con la lenza per trattenere il pesce che finalmente è abboccato, così come il nostro scrittore che dopo aver aspettato tanto alla fine riesce a guadagnarsi il Premio Nobel, due anni dopo la pubblicazione di questo romanzo, ma ormai è “Troppo tardi”, così dice il nostro Hemingway, perché non può andare a ritirare il frutto del suo lavoro, la vecchiaia ha bussato alla sua porta e si è accomodata vicino a lui, ma il coraggio e la forza per realizzare i propri desideri è forte e nonostante tutto sopporta la sofferenza fino a spegnersi nel 1961, è lascia un’eredità senza prezzo che continua a dare animo alle giovani generazioni con cui le accompagna con il suo spirito, che vive all’interno delle sue memorabili opere, che ci insegnano a non mollare mai e lottare per i propri sogni vivendo la vita al massimo.
             "È stupido non sperare, pensò. E credo che sia peccato."
Vi lascio con un passo del Vecchio e il mare.
  Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce. Nei primi quaranta giorni passati senza che prendesse neanche un pesce, i genitori del ragazzo gli avevano detto che il vecchio ormai era decisamente e definitivamente salao, che è la peggior forma di sfortuna, e il ragazzo li aveva ubbiditi andando in un'altra barca che prese tre bei pesci nella prima settimana. Era triste per il ragazzo veder arrivare ogni giorno il vecchio con la barca vuota e scendeva sempre ad aiutarlo a trasportare o le lenze addugliate o la gaffa e la fiocina e la vela serrata all'albero. La vela era rattoppata con sacchi da farina e quand'era serrata pareva la bandiera di una sconfitta perenne.

domenica 21 luglio 2013

News, Abbuffata di lettura a soli 0,99 euro.

News
 Appassionati lettori, è giunto il momento di fare scorta di libri, la Newton & Compton ripropone ancora una volta i grandi classici della letteratura al piccolo prezzo di 

 
Un occasione da non perdere per scoprire gli autori più belli e amati, come Franz Kafka, Joseph Conrad, Nathaniel Hawthorne, Giovanni Verga, Alexandre Dumas, Francis Scott Fitzgerald, Fëdor M. Dostoevskij, Howard P. Lovecraft; ma non solo classici della letteratura, anche latini e del pensiero e naturalmente ci sono gli autori contemporanei come Lorenza Ghinelli, Massimo Lugli, che insieme alla Ghinelli è un finalista del Premio Strega, Marcello Simoni, il vincitore del 60° Premio Bancarella, ma anche Lisa Jane Smith. Insomma, tanti libri per tutti i gusti, che con il piccolo prezzo ci invitano alla grande abbuffata di lettura.

Donne letterarie, Chi può misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando questo si trova prigioniero e intrappolato nel corpo di una donna? Virginia Woolf

Non ho mai conosciuto nessuna creatura al mondo che amasse tanto scrivere
  Questa affermazione, fatta  dallo scrittore Edward Morgan Forster, è rivolta alla grande scrittrice inglese Adeline Virginia Stephen Woolf, o semplicemente Virginia Woolf la musa ispiratrice di questa rubrica, “Donne letterarie” ,  che dopo aver parlato di alcune scrittrici del nostro tempo, come la coraggiosa giovane Amani El Nasif, che ha trovato la forza di scrivere la sua storia, nel suo libro “Siria, mon amour” ergendosi a testimonianza della misera condizione della donna, che purtroppo ancora oggi è precaria in alcuni Paesi del mondo, ora ritorna sui suoi passi per rendere omaggio alla scrittrice che con le sue opere letterarie e la sua conoscenza culturale è stata presa come modello dal primo e dal secondo femminismo, il quale è stato anche il primo momento politico di critica storica alla famiglia e alla società. Virginia era una donna, ma soprattutto una grande letterata, infatti non solo il padre ma anche tutta la sua famiglia, è stata il centro culturale della Londra del tempo, con un circolo intellettuale “Bloomsbury Group” che hanno formato dopo la morte del padre, quando ha iniziato a scrivere  per il supplemento letterario del “Times”. Qui, fa conoscenza con importanti intellettuali, tra cui Bertrand Russell, Edward Morgan Forster, Ludwig Wittgenstein e conosce anche il marito Leonard Woolf, un teorico della politica, che anche dopo il matrimonio sostiene e incoraggia la passione della moglie, soprattutto durante i suoi momenti di fragilità. È così che nascono le famose “serate del giovedì”, riunioni alle quali partecipano intellettuali di rilievo per parlare di politica, lettere e arte. E' in questo piacevole ambiente letterario che decide di dare ripetizioni alle operaie, e scrive il suo primo romanzo, ma la delusione delle case editoriali la spinge nell’abisso e così il marito l’aiuta, con la fondazione di una casa editrice, tutta per lei, la “Hogarth Press”, dove vedranno la luce oltre alle sue opere anche quelle di scrittori come: Katherine Mansfield, Italo Svevo, Sigmund Freud, Thomas Stearns Eliot, James Joyce.
  Nei confronti della letteratura, la presa di posizione della nostra amata scrittrice si deve al suo profondo amore per essa e per la scrittura, perché nel suo tempo, le donne non godevano di una buona posizione in questo ambiente, infatti nelle sue opere e nelle sue conferenze, precisa come la maggior parte di loro sono state da sempre ostacolate nelle loro ambizioni letterarie a causa dei pregiudizi sia sociali che politici, e nonostante la profonda cultura e la fornitissima biblioteca di famiglia a cui il padre le ha dato accesso, sottolinea come lei stessa, ha ricevuto un'educazione frammentaria, a differenza dei fratelli, perché la rigida società vittoriana nella quale vive, non permette alle ragazze di frequentare nessun istituto scolastico pubblico, dato che l’accesso è consentito solo ai maschi. A salvarla dalla completa ignoranza è stata la madre che le ha impartito lezioni di latino e francese, e il padre che ha assecondato la sua fame di cultura e sapere, poiché ha notato il suo grande talento, ma nonostante ciò è rimasta segnata nell’animo da questa ingiustizia, e quando nell’Ottobre del 1928, le viene chiesto di partecipare a due conferenze, in cui è stata invitata a parlare del tema: Le donne e il romanzo, da sfogo alla sua frustrazione e scrive le sue riflessioni sull’universo femminile e la creatività letteraria, che hanno dato vita a un vero e proprio manifesto sulla condizione femminile dalle origini ai giorni nostri, che ripercorre il rapporto donna-scrittura dal punto di vista di una secolare esclusione, giudicata attraverso il rigore storico e la profonda passione per la letteratura  e racchiude tutto nel suo saggio, “Una stanza tutta per sé”, dove scrive:
  "La sola cosa che potevo fare era offrirvi un punto di vista: se vuole scrivere romanzi, la donna deve avere del denaro e una stanza tutta per sé".
 Questo, è uno dei messaggi che la nostra scrittrice lascia nel suo libro, dove elenca le condizioni per poter essere una scrittrice, soldi per poter pubblicare i suoi lavori, del cibo adeguato e una stanza tutta per sé, perché è impossibile scrivere in cucina, tra tanta gente che parla rumorosamente. Il risultato è stato giudicato come un vero e proprio manifesto che ha ispirato i movimenti femminili, che l'ha resa famosa come l’ideatrice e modello del primo e del secondo movimento.
 “Finché scrivete ciò che volete scrivere, questa è la sola cosa che conta: e se conti per un giorno o per un’eternità nessuno può dirlo”
Dettagli del libro
Editore Einaudi
Edizione 2006 - Testo inglese a fronte
Collana ET Classici
Pagine pp. XL - 238
Prezzo € 12,00
A cura di Maria Antonietta Saracino
Traduzione di Maria Antonietta Saracino
  “Quella donna dunque, nata nel cinquecento con il dono della poesia, era una donna infelice, una donna in lotta con se stessa. Tutte le condizioni della sua vita, tutti i suoi istinti, erano ostili a quello stato d'animo che è tuttavia indispensabile, se si vuole esprimere liberamente ciò che si ha nel cervello”.   
Dettagli del libro
Genere letteratura internazionale
Editore Feltrinelli
Collana Universale economica i classici
Ristampa 09/03/1992
Traduttori Adriana Bottini
Pagine 256
Prezzo € 8,00
    A 9 anni di distanza segue un altro saggio “Le tre ghinee”, che ha scosso le menti del tempo e fatto impazzire i vari movimenti femminili, perché la discussione ora si sposta sul tema della “differenza che la società pone fra uomo e donna”, e approfondisce  il ruolo dominante dell’uomo nella storia contemporanea. Ora, la nostra Virginia, da sfogo alle sue “Vampate d’ira”, come le ha definite lei; infatti scrive: “Le vampate d’ira sono utilissime per il mio libro”, queste sono nate dalle ingiustizie che ha dovuto subire nella sua vita per colpa della società e infatti non manca di sottolineare la discussione con il suo amico scrittore Edward Morgan Forster, che con noncuranza, le ha ricordato la sua impossibilità di entrare alla biblioteca di Londra perché è una donna. Questa, insieme a tutte le altre limitazioni, che l’hanno fatta ribollire, sono contenute in questo saggio, che è stato scritto nel 1938, un periodo particolare per la storia europea, quando le scintille del secondo conflitto mondiale iniziano a scoppiettare e la nostra autrice, immagina di ricevere tre lettere per una raccolta di fondi per prevenire la futura guerra, e le sue risposte, sono tre ghinee, una per ogni sua richiesta, ovvero la formazione di college femminili, dove si insegnano tutte le materie come nelle università maschili, una associazione per dare lavoro alle donne e la formazione di una associazione pacifista femminile, chiamata magari la “Società delle Estranee”, senza scopi di lucro, dove l’unica regola da seguire è l’astenersi dalla guerra e di rifiutare nel caso ci sia, di lavorare nelle fabbriche di armi o di fare da infermiere, come è successo nella grande guerra.
 La famosa critica letteraria, scrittrice, e traduttrice italiana, Nadia Fusini, ha dedicato la sua attenzione alla nostra amata scrittrice, e ha scritto una sua particolare biografia, dove le restituisce la voce attraverso una prosa poetica che come una musica armoniosa, forte e fragile come il cristallo, fa parlare la nostra Virginia, e rivela così non solo la sua forza, dove si erge da sola contro una società opprimente, ma anche la fragilità della sua anima e il canto melodioso delle sue opere, nel libro Possiedo la mia anima, edito dalla Mondadori, un’opera che consiglio a tutti, perché non è una classica biografia, ma si snoda come un meraviglioso racconto, dove la protagonista è lei l' unica e sola Virginia Woolf, una delle letterate più significative della letteratura internazionale.
Dettagli del libro
Editore: Mondadori
Titolo: Possiedo la mia anima. Il segreto di Virginia Woolf
Autore: Nadia Fusini
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Pubblicazione: Aprile 2006
Pagine: 347
Formato: rilegato
Prezzo 17,00 €