martedì 23 luglio 2013

Caffè letterario: "La Storia è quella certezza nata nel momento in cui le imperfezioni della memoria incontrano le inadeguatezze della documentazione."

Caffè letterario
Happiness is, a cup of coffee and really good book
    Good Morning, miei cari amici lettori, è giunto il nostro momento di felicità, con un buon caffè e un bel libro come quello che ci accompagna oggi tra il dolce ondeggiare del mare blu. Il senso di una fine di Julian Barnes, Editore Einaudi.

Titolo: Il senso di una fine
Autore: Julian Barnes
Traduttore: Susanna Basso
Pagine: 150
Anno di pubblicazione: 2012
Editore: Einaudi
Prezzo di copertina: 10,00 €

 Un libro coinvolgente, che trascina il lettore come il risucchio del mare e lo culla tra le onde di un ricordo, quello di un amore finito tra Tony e Veronica, che ritorna, con un diario e un lascito testamentario da parte della madre del suo vecchio amore, che ha sposato uno dei suoi amici, l’affascinante Adrian, un ragazzo intelligente e filosofico, che a distanza di qualche tempo dalla fine della loro amicizia, si suicida e come l’acqua del mare che si ritrae quando sbatte sulla battigia anche lui scompare con una frase enigmatica, sul senso del tempo, lasciata su un biglietto: “Fine della prima parte”. Tra i ricordi di una storia di amicizia e di un amore finito nello scenario degli anni sessanta, dove un gruppo di giovani amici intellettuali: Tony, Alex, Colin e Adrian, si dibattono sulla libertà sessuale, i sogni e i progetti per un brillante futuro, caratterizzato dalla leggerezza della loro età. Il nostro scrittore, riesce a catturare il suo lettore con un linguaggio scorrevole e accattivante sul misterioso lascito di una donna che ha conosciuto tanto tempo fa e con cui ha parlato poche volte, senza considerare il misterioso diario del suo ex amico Adrian? Un rebus che coinvolge come un giallo e grazie alla bravura di Barnes, riesce a lasciare col fiato sospeso, per poi regalare al suo lettore un finale inaspettato per questo libro che è stato considerato un capolavoro da scrittori e critici di rilievo come: Alessandro Piperno, Nadia Fusini, Alessandro Mari e altri. E voi cari lettori cosa pensate di questo romanzo con cui il nostro autore Julian Barnes ha vinto il Man Booker Prize 2011?
 Julian Barnes, inglese di nascita, ha lavorato come editore letterario e critico cinematografico per riviste e giornali, ora si dedica alla scrittura a tempo pieno. Questo scrittore è il fratello del filosofo Jonathan Barnes, un curatore delle opere aristoteliche; forse il sangue non mente, ecco perché le sue opere hanno quel senso di filosofico, che porta il lettore a riflettere. Con le sue opere Il pappagallo di Flaubert, England England e Arthur e Georges è riuscito a raggiungere le finali del Premio che poi è riuscito a vincere nel 2011 con Il senso di una fine, un libro sicuramente inaspettato, che può rientrare nei due tipi di libri che piacciono a tutti: gli ottimi e i pessimi, come ha detto Madox Ford. Lascio a voi il giudizio su questo romanzo, che è stato amato e odiato, ma che sicuramente saprà animare la vostra giornata, sia nel bene che nel male, quindi ecco a voi un sorso di questo libro di Julian Barnes,“Il senso di una fine”:
… "Viviamo nel tempo; il tempo ci forgia e ci contiene, eppure non ho mai avuto la sensazione di capirlo fino in fondo. Non mi riferisco alle varie teorie su curvature e accelerazioni né all'eventuale esistenza di dimensioni parallele in un altrove qualsiasi. No, sto parlando del tempo comune, quotidiano, quello che orologi e cronometri ci assicurano scorra regolarmente: tic tac, tic toc. Esiste al mondo una cosa più ragionevole di una lancetta dei secondi? Ma a insegnarci la malleabilità del tempo basta un piccolissimo dolore, il minimo piacere. Certe emozioni lo accelerano, altre lo rallentano; ogni tanto sembra sparire fino a che in effetti sparisce sul serio e non si ripresenta più.
    Noi eravamo in tre, e lui, arrivando, divenne il quarto. Non avevamo previsto di aumentare il numero ristretto: cricche e appaiamenti risalivano a molto prima, mentre già cominciavano a visualizzare una via d’uscita dalla scuola e un ingresso alla vita vera. Si chiamava Adrian Finn, era un giovane alto e timido che nei primi tempi teneva gli occhi bassi e segrete le idee. Per un paio di giorni lo notammo appena: da noi a scuola non esistevano cerimonie di accoglienza e men che meno l’opposto, vale a dire reclutamenti punitivi. Ci limitammo a registrare la sua presenza e a restare in attesa. Più interessati di noi erano invece i docenti. Dovevano valutare la sua intelligenza, il suo senso della disciplina, giudicare il livello degli insegnamenti ricevuti fino a quel punto per stabilire se avesse la “stoffa da borsista”. … Al primo intervallo mi presentai a Finn. "Sono Tony Webster ". Mi guardava con circospezione. " Bella battuta, con Hunt ". Sembrava non sapesse a che cosa mi riferivo. "Quella lì, su -qualcosa è accaduto-”. - "Ah, si." Mi è parso che non la cogliesse. Non era la risposta che mi aspettavo da lui. Ricordo un altro dettaglio: a sigillo della nostra unione noi tre portavamo l’orologio con il quadrante sull’interno del polso. Si trattava di un’affettazione, ovviamente, ma forse anche d’altro. trasformava il tempo in qualcosa di personale, per non dire di segreto. Speravamo che Adrian notasse il gesto e lo emulasse, ma non lo fece. Più tardi quel giorno, ci toccavano due ore di letteratura con Phil Dixon, un professore giovane, fresco di studi di Cambridge. Amava proporci testi contemporanei e lanciarci sfide improvvise: - “Nascita, Copula e Morte”, e tutto qui, a detta di T.S.Eliot. qualche commento? - … quel pomeriggio ci consegnò una poesia senza titolo, data di composizione o nome dell’autore; ci concesse dieci minuti per esaminarla e infine ci chiese di commentare. – Vogliamo partire da lei, Finn? In parole povere, di che cosa tratta la lirica, a suo giudizio? – Adrian levò gli occhi dal banco. – Eros e Thanatos, signore.  – Hmm. Prosegua. Sesso e morte, - precisò Finn, come se il greco potesse non essere un problema soltanto per i babbei dell’ultima fila. – O amore e morte, se preferisce. Il principio erotico, in ogni caso, in conflitto con il principio di morte. E le conseguenze del conflitto stesso. Signore. È probabile che la mia espressione tradisse più sbalordimento di quanto Dixon ritenesse appropriato. …
  Cari amici leggete e commentate questo romanzo che può rivelarsi al giudizio del lettore come il mare, calmo e piacevole o forte e impetuoso.
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