lunedì 5 agosto 2013

Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene

Incontriamo... 
Banana Yoshimoto
 Pseudonimo di Mahoko Yoshimoto, figlia di Takaaki Yoshimoto, noto anche come Ryūmei Yoshimoto, è uno dei più importanti e famosi filosofi e critici giapponesi degli anni sessanta, e sua sorella Haruno Yoiko, è una conosciuta disegnatrice di anime giapponesi. Questa famosa scrittrice,  è nata a Tokyo il 24 luglio 1964, si è laureata al college delle arti della Nihon University con una specializzazione in letteratura, e durante questo periodo che inizia a usare lo pseudonimo nome di Banana, perché lo ha trovato, usando le sue parole: "carino" e "intenzionalmente androgino".  Influenzata dai romanzi del grande Stephen King, e da autori come Truman Capote e Isaac Bashevis Singer, inizia a dedicarsi alla scrittura e scrive la sua prima opera Kitchen, nel 1987, con cui ha mostrato un talento sorprendente, in sole 150 pagine, scritte in modo fresco, proprio come un manga shojo, che le hanno fatto vincere il 6° Newcomer Writers Prize nel 1987, il 16° Izumi Kyoka Literary Prize nel 1988 e l’Umitsubame First Novel Prize nel 1987. un vero successo editoriale, seguito dalla produzione di due film, il primo è stato prodotto nel 1997 a Hong Kong e si intitola Wo ai chu fang ovvero Mi piace la cucina, con la regia di Ho Yim, che ha mantenuto una certa fedeltà con il romanzo, vincendo il Puchon International Fantastic Film Festival. Il secondo è una produzione giapponese, realizzata nel 1989, da Yoshimitsu Morita, nonostante, un piccolo distacco dal libro, che gli suscita alcune critiche, il film ha successo e vede come protagonisti Kenji Matsuda, Ayako Kawahara e Isao Hashizume. La Yoshimoto, ha esordito con ‘Kitchen’ a 24 anni, e mostra il suo forte legame con l’Italia, concedendo per primo al nostro Paese i diritti di traduzione, infatti è in italiano che viene tradotto per la prima volta Kitchen e non solo, infatti, quasi tutte le sue opere sono tradotte da Giorgio Amitrano, Alessandro Giovanni Gerevini e Gala Maria Follaco, per Feltrinelli, che è il suo editore italiano.
"La nostra natura ci spinge a reggerci in piedi da soli, per quanto disperati possiamo essere."

"Con tutta me stessa avrei voluto fermarmi: smettere di camminare, smettere di vivere. Il pensiero che ci sarebbe stato un domani, e poi un dopodomani, e poi una settimana, non mi era mai sembrato tanto insopportabile. Continuare a vivere nei giorni a venire con quella sensazione di sconforto totale mi ripugnava. Mi era ingrata anche la mia stessa figura che percorreva le strade come quelle di qualsiasi altro passante notturno senza rivelare lo scompiglio che aveva dentro."

Titolo Kitchen
Autore Banana Yoshimoto
Editore Feltrinelli
Collana Universale Economica
Pagine 150
Prezzo 7,00 ebook 4,99 €
Kitchen, racconta la storia di Mikage, una giovane disadattata, che dopo la morte della nonna resta completamente sola, è si rifugia nel luogo che lei ama di più, la cucina, perché è il luogo dove si prepara il pasto che serve a riunire la famiglia che lei non ha, per questo lei ama cucinare, infatti studia per diventare chef. Il vuoto della sua solitudine viene ricolmato quando un giovane di nome Yūichi, legato a sua nonna, bussa alla sua porta e dopo aver fatto amicizia con lei le chiede di trasferirsi a casa sua, e vivere insieme a lui e sua madre Eriko, nella loro bella casa, con una cucina nuova e tecnologica a sua disposizione. Sola e senza mezzi, la ragazza accetta la sua offerta, e per Mikage, si apre un mondo luminoso e pieno di affetto e risate che le fanno scoprire il calore di una famiglia che lei non ha mai avuto. Leggendo questo romanzo, possiamo scoprire una travolgente tragicomicità che risveglia i nostri sensi, soprattutto quando viene alla luce che la madre del suo amico, in realtà è suo padre.
 Dopo Kitchen, Banana Yoshimoto, ha scritto numerose opere di successo che hanno aumentato la sua fama, perché presenta ai suoi lettori una scrittura fresca, leggera ma veloce, che allo stesso tempo riesce a coinvolgere, con le emozioni dei suoi personaggi, regalandoci dei libri da leggere in un battito di ciglia, delle storie che potrebbero anche diventare un manga come ad es. Kitchen.  Questo è il segreto che ha reso questa autrice una delle più famose scrittrici a livello internazionale, facendo conoscere e apprezzare la narrativa contemporanea giapponese anche al di fuori dei suoi confini, con le sue storie come nel caso di questo primo romanzo, della vita quotidiana che è stata molto apprezzata nel suo Paese e si è mostrata ancora più attrattiva ai nostri occhi, perché ci mostra una cultura diversa dalla nostra e soprattutto affascinante come può essere solo quella giapponese, dove tutto ci appare nuovo e curioso, e questa curiosità credetemi è una attrattiva irresistibile.
 Per voi un piccolo estratto del libro Kitchen e del film di Yoshimitsu Morita, in italiano naturalmente.
... Ognuno di noi pensa di avere molte strade e di potere scegliere da sé. Ma forse sarebbe stato più esatto dire che sogna il momento di scegliere. Anche per me è stato così. Ma ora lo so. Lo so con tanta chiarezza da poterlo mettere in parole. La strada è sempre decisa, non però in senso fatalistico. Sono il nostro continuo respirare, gli sguardi, i giorni che si succedono a deciderla naturalmente.
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