giovedì 22 agosto 2013

Il fatto che io creda o meno all'autenticità di tali fenomeni è del tutto irrilevante. Ciò che conta è che non mi rifiuto a priori di crederci, come fa la maggior parte della gente "seria"... Dylan Dog

Ed ora manga! Manga?
    "Mi chiamo Dog. Dylan Dog."
              "Giuda ballerino!"
 Ciao a tutti miei lettori, come quasi ogni giovedì, ecco la nostra rubrica dedicata alla letteratura per immagini, il fumetto. Dopo aver parlato di uno dei grandi fumettisti giapponesi, il mangaka Masashi Kishimoto, il creatore del personaggio "Naruto", ora riprendiamo l’aereo e ritorniamo all’interno dei nostri confini, per incontrare un altro grande fumettista, l’italianissimo Tiziano Sclavi, e il suo mitico Dylan Dog, l’investigatore dell’incubo, che naviga tra licantropi, vampiri e ogni sorta di fenomeno paranormale. 
 Tiziano Sclavi, si è appassionato ai libri di Poe, già all’età di sette anni, quando ha praticamente divorato tutte le sue opere. Tiziano dimostra sin da giovanissimo un’ottima capacità narrativa, infatti scrive racconti anche riconosciuti, sin dalle scuole medie. Prima di dedicarsi al fumetto e stringere una solidale alleanza con Sergio Benelli, l’Editore del suo grande successo, ha lavorato per il Corriere dei ragazzi, il settimanale giovane del Corriere della sera, e altri magazine dello stesso genere, dove inizia il primo incontro col fumetto, scrivendo i testi per vari disegnatori, tra cui Giorgio Cavazzano con cui si trova a lavorare spesso. Negli anni settanta, scrive una serie di racconti gialli e riceve anche il Premio Scanna, un riconoscimento multidisciplinare annuale, organizzato e gestito dalla Fondazione Tanturri, nella provincia dell’Aquila. Mentre continua a scrivere racconti mystery tendenti all’horror, inizia a creare personaggi di fumetti fino a quando nel 1979, arriva il sodalizio con Benelli, come sceneggiatore di fumetti. Dopo aver lavorato per quasi dieci anni per questa casa editrice, collaborando per il fumetto Zagor, Mister No e altri, finalmente crea il mitico Dylan Dog, l’investigatore dell’incubo, che prende il nome dal famoso scrittore inglese Dylan Thomas e si ispira, al personaggio di John Silence dello scrittore inglese Algernon Blackwood.
Dylan Dog, è un fumetto d'autore, osannato dalla critica e dagli intellettuali più famosi, fa la sua prima comparsa nel Settembre del 1986, con l’ indagine dal titolo: “L’alba dei morti viventi”, disegnato da Angelo Stano e realizzato da Claudio Villa, le sue caratteristiche fisiche, hanno preso ispirazione dal celebre attore Rupert Everett, seguendo il suggerimento del suo autore. Naturalmente un mystery che si rispetti ha bisogno di un’ambientazione gotica in stile decadente, e quale miglior scenario di una nebbiosa Londra, dove il nostro Dylan risiede come tutti sappiamo al n° 7 di Craven Road, per ricordare il maestro del film horror di tutti i tempi Nightmare.
 Dylan Dog, rappresenta bene le caratteristiche gotiche che un personaggio legato al mondo paranormale deve avere, infatti soffre di molte fobie come la claustrofobia, di vertigini e anche il mal di mare e come un vecchio vampiro non ama la tecnologia e preferisce scrivere che digitare su un computer, ama leggere, è particolarmente ossessivo con la sua salute infatti non fuma, non beve e naturalmente è vegetariano. Questo personaggio, mi ricorda quelli del periodo romantico, molto nostalgici, conflittuali e solitari e le sue paure quelle dei film horror, infatti come Dario Argento, che mette in scena le sue stesse paure, così Dylan affronta nei suoi casi i suoi incubi. Come un agente formatosi a Scotland Yard, per risolvere le sue indagini utilizza delle ipotesi razionali, ma... come dice il nostro detective: Ciò che resta è molto più divertente, e guarda caso è il mio mestiere: l'incubo. Nonostante questo personaggio è affine a Francesco Dellamorte, quello del libro di Sclavi "Dellamorte e Dellamore", in realtà questi sono due entità diverse e l’autore lo fa capire nello stesso fumetto se guardiamo ad esempio il III Speciale, Orrore Nero, dove Dylan cita il personaggio definendolo suo amico e n° 205 “Il compagno di scuola”, dove invece viene citato il film di Dellamorte e Dellamore, e l’origine italiana del protagonista.

La facile confusione tra i due personaggi nasce non solo dalle loro caratteristiche simili, ma anche dal fatto che nel film Francesco è interpretato da Rupert Everett, la personificazione del nostro Dylan.
Anche di Dylan Dog, è stato realizzato un film con la regia di Kevin Munroe, che è uscito nelle sale italiane nel 2011. Il film, non tratta una delle serie a fumetti, ma una storia nuova, ideata per l’occasione, che però non può reggere il confronto con il fumetto, poiché è stato privato del linguaggio che caratterizza il nostro detective, per poterlo adattare meglio a un pubblico giovanile. Il protagonista purtroppo non è stato Rupert Everett, ma Brandon Routh, un bravo attore, ma non può reggere il confronto con la sua incarnazione.
RAI 5: Fumettology - DYLAN DOG. Intervengono: Mauro Marcheselli, Michele Masiero, Giovanni Gualdoni, Graziano Frediani, Roberto Recchioni, Pasquale Ruju, Paola Barbato, Claudio Villa, Angelo Stano, Giapiero Casertano, Stefano Marzorati, Guido Tognetti
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