venerdì 28 giugno 2013

Incontriamo...

Incontriamo…

Haruki Murakami
Cari amici, oggi incontreremo e cercheremo di scoprire uno scrittore eccezionale, che diverse volte a ricevuto la candidatura e ha sfiorato il Premio Nobel per la letteratura, lo scorso anno infatti, è stato in contesa con il vincitore Mo Yan. Vediamo cosa ha risposto in una intervista alla domanda:

Come ci si sente a essere un eterno candidato al Nobel? Quest’anno si aspettava di vincere?
“La giuria non ha mai comunicato una lista dei finalisti, è soltanto dalle congetture dei media che ho saputo di essere candidato al premio. Riflettere su semplici congetture non penso sia mio compito. Ho l’impressione di dire e ridire di continuo le stesse cose, ma per me ciò che conta non sono i premi o le onorificenze, bensì i tanti lettori, e l’empatia che loro provano (spero) nei confronti delle mie opere. Non c’è una sola cosa al mondo che meriti di essere data in cambio”.
  Come sappiamo per comprendere uno scrittore dobbiamo vedere le sue opere, e quelle di questo scrittore amante dei Rolling Stones, sono particolari, perché ama scrivere storie strane, come lui stesso le definisce:  Scrivo storie strane, bizzarre. Non so perché mi piaccia tanto tutto ciò che è strano. In realtà, sono un uomo molto razionale. Non credo alla New Age, né alla reincarnazione, ai sogni, ai tarocchi, all'oroscopo. [...] Ma quando scrivo, scrivo cose bizzarre. Non so perché. Piú sono serio, piú divento balzano e contorto”. Oltre a essere strane, le sue storie amano viaggiare su una realtà parallela, su vite parallele che si contendono lo stesso spazio e vivono in un mondo irreale che lui riesce a trasformare in reale, è quello che accade nel suo ultimo romanzo 1Q84, il terzo libro di un opera divisa in tre parti, il cui titolo è un chiaro riferimento al libro 1984, del maestro della distopia, George Orwell, perché parla di luoghi del tutto spiacevoli e indesiderabili; la differenza tra i due sta nel fatto che il mondo di Orwell è ben definito e potenzialmente verosimile, radicato in qualche modo alla realtà, mentre lui, crea un mondo parallelo che arriva dal suo subconscio, lasciando al lettore la libertà di decifrarne i significati. Nel primo libro, che si svolge a Tokyo tra l’aprile e il settembre di un fantastico 1984, si assiste, all’incontro dei due protagonisti, che per sei mesi hanno vissuto in un turbinio di universi paralleli, in una realtà a cui non appartengono, in un mondo “al di là dello specchio” su cui brillano due lune. Tengo e Aomame, sono così divisi e costantemente in pericolo di vita, e sembra che tutto intorno a loro trami per non vederli mai uniti. In quest’ultimo capitolo, negli ultimi tre mesi della storia, tra ottobre e dicembre, oltre alla setta Sakigake e alle altre oscure e sfuggenti forze che congiurano contro di loro, compare un'altra figura, l’investigatore privato Ushikawa. Sarà questo il terzo punto di vista, oltre i due personaggi principali, capace di accompagnare il lettore verso la vorticosa conclusione di 1Q84, dove gli enigmi e i misteri sono al limite dell’irrealtà costruiti dal nostro autore, con lo scopo di rivelare, un preciso disegno.
  Vediamo cosa risponde in una intervista alla domanda: I mondi paralleli che lei descrive sono sempre assurdi, ma le sue descrizioni sono così accurate e le logiche così coerenti che diventano appunto più realistici della cosiddetta realtà. Ma se tutto è nel non A, che cosa resta in A?
Non ho riflettuto profondamente su quelli che vengono chiamati “mondi paralleli”. Ma che il mondo in cui viviamo sia stato scelto per caso tra infinite possibilità e sia soltanto qualcosa di provvisorio è un fatto reale e indiscutibile. Ad esempio, se l’attacco dell’11 settembre non avesse avuto un successo così totale, il mondo con ogni probabilità non sarebbe diventato quello che è attualmente. È un pensiero che mi dà sempre una sensazione strana. Il suolo su cui mi trovo, pur essendo dotato di una massa ben reale, può darsi che in quanto realtà sia qualcosa di inadeguato. E probabilmente non sono il solo a provare questo disorientamento”.
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Murakami, è uno scrittore che ama la musica, infatti prima di dar sfogo alla sua vena creativa, gestiva un jazz bar che ha venduto solo dopo che la sua carriera come scrittore è decollata, grazie anche ai meritati riconoscimenti che hanno incoraggiato il nostro scrittore già dal suo primo romanzo Ascolta la canzone nel vento, pubblicato nel 1979, con cui vince il Premio Gunzo come migliore esordiente. L'anno seguente dà alle stampe Il flipper,  mentre risale al 1982 la pubblicazione di Sotto il segno della pecora, che gli vale il Premio Noma per scrittori emergenti. I tre libri vengono solitamente riuniti sotto il nome de La trilogia del Ratto, perché uno dei personaggi principali si chiama "il Ratto". Nel 1985 vince il Premio Tanizaki con La fine del mondo e Il paese delle meraviglie . Dall'ottobre 1986 viaggia tra la Grecia e l'Italia, in particolare, in Sicilia e a Roma, dove scrive nel 1987 Tokyo blues, Norwegian wood, che si rivela subito un autentico caso letterario, vendendo due milioni di copie in un anno e nel 1988 pubblica, Dance dance dance. Dopo A sud del confine, a ovest del sole, nel 1996 arriva un prestigioso riconoscimento con il Premio Yomiuri, con il romanzo L'uccello che girava le viti del mondo.
Dopo un saggio Underground pubblicato nel 1997, sull’attentato alla metropolitana di Tokyo compiuto con il gas Sarin dalla setta Aum nel 1995, e dopo La ragazza dello Sputnik, nel 1999, riceve un altro premio nel 2006 il Frank O'Connor International Short Story Award per la raccolta di racconti brevi I salici ciechi e la donna addormentata e vince il World Fantasy Award con il romanzo Kafka sulla spiaggia, il romanzo con cui ho iniziato a apprezzare questo meraviglioso scrittore, e che lo stesso anno gli conferisce anche il Premio Franz Kafka, in passato già assegnato ad autori del calibro di Philip Roth, Harold Pinter ed Elfriede Jelinek.
Nella grande quantità di successi e premi, il libro che lo ha reso famoso è Norvegian Wood, di cui è stato tratto un film nel 2010, scritto e diretto da Tran Anh Hung, che vola sulle note dei Beatles portandolo in presentazione al concorso della 67ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. L’impatto è imminente e consacra definitivamente Murakami haruki, tra i più grandi scrittori contemporanei nel panorama internazionale.
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