martedì 21 gennaio 2014
Jennifer Armentrout è J. Lynn l'autrice di Ti aspettavo... Volevo solo dimenticare il passato Volevo solo cominciare una nuova vita Volevo solo proteggere il mio cuore Ma poi sei arrivato tu…
Ti aspettavo di Lynn J. alias Jennifer Armentrout
Si, miei cari appassionati lettori di romance, la popolare
scrittrice dell’acclamata serie Urban Fantasy LUX, si è data ai Romance, con
uno pseudonimo e ci regala un Young Adult in stile “Uno splendido Disastro”.
Wow! Una fresca storia d’amore,
con uno strepitoso ragazzo, ma... questa volta e delle nostre parti, infatti è
umano al 100% e con due occhioni azzurri.
Questo libro, tanto atteso ha raggiunto l’Italia e il
16 Gennaio per la gioia delle fan di questa autrice, hanno potuto scoprire com’è
lo stile del suo pseudonimo J. Lynn e
se è brava a scrivere dei Romance, così come lo è per gli Urban Fantasy.
Chi ha adorato il romanzo di Jamie McGuire,
sicuramente impazzirà per Avery,
alias, la brava ragazza e Cameron, il
bello, ma dannato.
Se leggiamo la sinossi, eccola qui:
L’università è la sua via di fuga. Per troppi anni, dopo
quella maledetta festa di Halloween, l’esistenza di Avery Morgansten è stata un
incubo, e adesso lei può finalmente ricominciare da capo. Tutto ciò che deve
fare è arrivare puntuale alle lezioni, mantenere un profilo basso e – magari –
riuscire a stringere qualche nuova amicizia. Quello che deve assolutamente
evitare, invece, è attirare l’attenzione dell’unico ragazzo che potrebbe
mandare in frantumi il suo futuro…
Cameron Hamilton è il sogno proibito delle studentesse del
campus: fisico atletico e ammalianti occhi azzurri, è il classico ribelle dal
quale una brava ragazza come Avery dovrebbe tenersi alla larga. Eppure Cam pare
proprio spuntare ovunque, col suo atteggiamento disincantato, le simpatiche
punzecchiature e quel sorriso irresistibile. E Avery non può ignorare il fatto
che, ogni volta che sono insieme, il resto del mondo scompare e lei sente
risvegliarsi quella parte di sé che pensava di aver perduto per sempre.
Però, quando inizia a
ricevere delle e-mail minacciose e delle strane telefonate notturne, Avery si
rende conto che il passato non vuole lasciarla andare. Prima o poi la verità
verrà galla e, per superare anche quella prova, lei avrà bisogno d’aiuto. Ma la
relazione con Cam sarà la colonna che la sorreggerà o lo «sbaglio» che la
trascinerà a fondo?
Allora,
stavo dicendo. Dopo aver letto questa breve descrizione del romanzo, possiamo
tirar fuori degli interessanti interrogativi, tipo: Perché Avery cerca di mantenere per forza un profilo basso? Che cosa le è
successo in passato? Chi, le
invia e-mail minacciose e soprattutto perché? Queste molestie saranno veramente
per Cam, o è per qualcosa o per QUALCUNO ritornato per lei? E Cam cosa farà si
legherà o... ma in ogni caso per saperlo
dovrete aspettare l’evolversi di questa serie che ha scalato le vette delle
classifiche americane, restando per settimane ai primi posti delle classifiche
del New York Times e di USA Today.
Ti aspettavo, è il 1° di 3 volumi per questa Serie dal titolo Wait for You. Di questa serie sono stati
pubblicati già i primi due romanzi, il terzo è ancora in produzione. Il loro
titolo è: WAIT for
you; TRUST
in me; le copertine originali sono queste:
Cosa ne pensate?
Sono più belle queste copertine, che sfoggiano uno
stile da romance ammiccante o quella che ha proposto la casa editrice Nord, da
fresco amore primaverile?
Tuffiamoci in queste prime 406 pagine di... beh! ditelo voi. E lasciamoci trasportare
dalla leggera e frizzante brezza prodotta dalla scrittura ipnotica di un’autrice
che ha dimostrato di non avere rivali.
“A room without books is like a body without a soul.” - Una stanza senza libri è come un corpo senz’anima. Marco Tullio Cicerone
Buongiorno!!! Amici in
lettura.
Voi che di libri ve ne intendete, cosa ne pensate della mitica frase
del nostro grande e colto progenitore, Cicerone?
Perché, una stanza senza libri e come un corpo senz’anima?
Beh!
questa immagine parla da sola.
Io non potrei immaginare la mia esistenza senza libri, ho bisogno di
sentirli e toccarli per questo credo che il libro stampato è insostituibile,
nonostante la comodità di avere 300 libri in tasca.
Ma riflettendo sull’aforisma del nostro Cicerone, credo che egli
voleva lasciar trasparire la completezza che i libri ci danno, loro
rappresentano l’umanità e il sapere conosciuto. La lettura arricchisce l’uomo e
lo riempie come un’otre, se non si versa un po’ di sapere e conoscenza
nell’otre del nostro essere, questo resterà vuoto, di conseguenza se una casa è
priva di libri, vuol dire, che chi vi risiede non legge e l’otre della sua
anima, ahimè! È inesorabilmente vuoto.
Questo è l’insegnamento che io ho tratto. Qual è il vostro?
Con questa citazione, vi auguro una splendida giornata.
Naturalmente...
Buona
lettura e che il sapere sia con voi.
lunedì 20 gennaio 2014
Uno, non toccare le lancette. Due, domina la rabbia. Tre, non innamorarti, mai e poi mai. Altrimenti, nell’orologio del tuo cuore, la grande lancetta delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle, le tue ossa si frantumeranno, e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi.
Caffè Letterario.
Buongiorno!!! Appassionati
lettori.
Inizia una nuova settimana e l’incubo
del lunedì incombe sui nostri risvegli come le nuvole cariche di pioggia che
oggi riempiono il cielo dalle mie parti. E niente sembra più confortante di un
fragrante caffè, accompagnato da un libro che scaldi il cuore. Quindi, eccomi qui! Inizia il Caffè Letterario, il momento più dolce di tutta la settimana.
Questa settimana vi presento una
meravigliosa storia ideale per sciogliere tutti i cuori. Scritta dalla mano di
Mathias Malzieu, “La meccanica del cuore” saprà sciogliere il ghiaccio più
impenetrabile, ma come Jack, noi non rischiamo di rompere il nostro cuore, si perché
la levatrice Madeleine, per salvarlo dal suo cuore ghiacciato gli fa dono di un
cuore meccanico, che rischia di rompersi a ogni minimo sussulto del cuore, come
fine cristallo.
Ma cosa succederà a Jack, quando l’amore accelera il battito
del suo delicato meccanismo?
Scopriamolo insieme, sorseggiando il
nostro caldo caffè e iniziamo la settimana insieme a questa meravigliosa fiaba ambientata
nel XIX secolo, che come Edward mani di
forbici, non solo può sciogliere i nostri cuori, ma anche farci sognare la
delicatezza di un bellissimo e fragile amore.
Eccolo il grande orologiaio,
colui che con la sua musica ha dato il ritmo al cuore meccanico e progettato i piccoli
ingranaggi del delicato orologio a cucù che poi ha affidato alle cure di Madeleine. Mathias Malzieu.
Lui, si che è
un maestro del ritmo, perché oltre a essere uno scrittore, il nostro orologiaio francese è
anche un cantante e musicista e fa parte della band Dionysos. E se i cuori non riesce a farli
funzionare lui. Allora, si che siamo nei guai.
Voilà! Tais-toi mon coeur – Dionysos, la musiche, che da il ritmo al cuore meccanico di
Jack.
Ecco a voi la chiave
per caricare il cuore di questa cristallina fiaba che riscalderà il vostro
cuore insieme al vostro fumante caffè. La LETTURA.
Il 16
aprile del 1874 nevica su Edimburgo. Un freddo cane, fuori del normale,
inchioda la città. I vecchi commentano che potrebbe essere il giorno più freddo
del mondo. Il sole sembra scomparso per sempre. Il vento è sferzante, i fiocchi
di neve sono più leggeri dell’aria. BIANCO! BIANCO!BIANCO! Esplosione
sorda. Non si vede altro. Le case ricordano locomotive a vapore, il fumo
grigiastro che esala dai camini fa scintillare un cielo d’acciaio. Edimburgo e
le sue ripide strade subiscono una metamorfosi. Una dopo l’altra le fontane si
trasformano in composizioni di ghiaccio. Il vecchio fiume, in genere molto
serio nel suo ruolo di fiume, si è mascherato da lago di zucchero a velo che si
estende fino al mare. Il frastuono della risacca echeggia come vetri rotti. La
brina produce meraviglie ricoprendo di paillette il corpo dei gatti. Gli alberi
somigliano a grandi fate in camicia da notte, che distendono le braccia,
sbadigliano alla luna e guardano le carrozze slittare su una pista di
pattinaggio lastricata. È talmente freddo che gli uccelli si congelano in volo
prima di schiantarsi al suolo. Cadendo fanno un rumore incredibilmente dolce
per essere un rumore di morte. È il giorno più freddo del mondo. Proprio oggi
mi accingo a nascere. Accade in una vecchia casa in bilico sulla cima della
collina più elevata di Edimburgo – Arthur’s Seat –, un vulcano incastonato nel
quarzo blu, sulla cui vetta raccontano che riposi la salma del buon vecchio re
Artù. Il tetto della casa è altissimo e molto aguzzo. Il camino a forma di
coltello da macellaio punta alle stelle. La luna ci affila le sue falci. Non
c’è nessuno qui, solo alberi. All’interno è tutto di legno, come se la casa
fosse scolpita in un enorme abete. Sembra quasi di entrare in una capanna: una
profusione di travi scabre a vista, finestrelle recuperate dal cimitero dei
treni, un tavolo basso ricavato direttamente da un ceppo. Innumerevoli cuscini
di lana riempiti con foglie morte ricamano un’atmosfera da nido. In questa casa
avvengono molti parti clandestini. Qui vive la strana dottoressa Madeleine, una
levatrice che gli abitanti della città considerano pazza. È abbastanza graziosa
per essere una vecchia signora. La scintilla del suo sguardo è intatta, ma ha
una specie di falso contatto nel sorriso. Mette al mondo i figli delle
prostitute, delle donne abbandonate, troppo giovani o troppo infedeli per
partorire nel circuito classico. Oltre ai parti, la dottoressa Madeleine adora
riparare la gente. È una grande esperta di protesi meccaniche, occhi di vetro,
gambe di legno... Nel suo laboratorio si trova di tutto. Alla fine del
diciannovesimo secolo, tanto basta per essere sospettati di stregoneria. In
città si racconta che uccida i neonati per farne schiavi ectoplasmatici e che
si accoppi con volatili di ogni genere per dare vita a creature mostruose. Durante
il lungo travaglio, la mia giovanissima madre osserva con occhio distratto i
fiocchi di neve e gli uccelli che cadono silenziosamente oltre la finestra.
Sembra una bambina che gioca a fare la donna incinta. Quando il mio arrivo si
fa incalzante, chiude le palpebre senza contrarle. La sua pelle si confonde con
le lenzuola come se il letto l’aspirasse e lei si sciogliesse. Piangeva già
quando saliva la collina per arrivare qui. Le sue lacrime ghiacciate
rimbalzavano al suolo come perle di una collana spezzata. Man mano che
avanzava, sotto i piedi le si formava un tappeto di scintillanti cuscinetti a
sfere. Ha iniziato a scivolare e ha continuato, ancora e ancora. La cadenza dei
passi è diventata troppo rapida. È inciampata, le caviglie hanno vacillato ed è
caduta violentemente in avanti. All’interno ho fatto un rumore di salvadanaio
rotto. La dottoressa Madeleine è stata la mia prima visione. Le sue dita mi
hanno preso il cranio a forma di oliva – un pallone da rugby in miniatura –,
poi mi sono raggomitolato, tranquillo. Mia madre preferisce distogliere lo
sguardo. In ogni caso le sue palpebre non ne vogliono sapere di funzionare. “Apri gli occhi! Osserva l’arrivo di
questo fiocco di neve piccolissimo che hai creato tu!” Madeleine dice che
somiglio a un uccello bianco con i piedoni. Mia madre replica che se non mi
guarda, non lo fa per avere in cambio una descrizione. “Non voglio vedere né sapere niente!” All’improvviso la dottoressa
sembra preoccupata. Palpa senza sosta il mio minuscolo torace. Il sorriso le
scompare dal volto. “Il suo cuore è durissimo, penso che sia
ghiacciato.” “Anche il mio, cosa crede? Non mi pare il caso
di rincarare la dose.” “Ma
il suo cuore è davvero ghiacciato!” Mi scuote in alto e in basso, e si
sente lo stesso rumore di quando qualcuno fruga nella borsa degli attrezzi. La
dottoressa Madeleine si affaccenda davanti al piano da lavoro. Mia madre
aspetta, seduta sul letto. Trema e stavolta non per il freddo. Sembra una
bambola di porcellana fuggita da un negozio di giocattoli. Fuori nevica sempre
più intensamente. L’edera argentata si arrampica sotto i tetti, le rose diafane
si piegano alle finestre, come miniature sulla strada. I gatti con gli artigli
conficcati nelle grondaie si trasformano in gargolle. Nel fiume i pesci
all’improvviso sono rimasti immobilizzati in una smorfia. Tutta la città è in
mano a un soffiatore di vetro, e il freddo che spira morde le orecchie. In una
manciata di secondi, i pochi coraggiosi che osano avventurarsi fuori si trovano
paralizzati, come se un dio qualunque li avesse appena fotografati. Qualcuno,
trascinato dallo slancio del suo trotterellare, comincia a scivolare, giusto il
tempo di un ultimo balletto. Sono quasi belli, ognuno con il proprio stile,
angeli contorti con le sciarpe conficcate nel cielo; ballerine di carillon alla
fine della corsa, che rallentano al ritmo del loro ultimissimo soffio. Ovunque,
passanti ghiacciati o prossimi a esserlo si fermano pietrificati nel roseto
delle fontane. Solo gli orologi continuano a far battere il cuore della città
come se niente fosse. ...
Beh! cari lettori, cosa
succederà alla madre e alla piccola creatura? Riuscirà a far funzionare il suo
cuore? Avete una settimana per scoprirlo
e trovare la preziosa chiave, fino al prossimo Caffè Letterario.
Buona Lettura.
sabato 18 gennaio 2014
Non scrivere mai per piacere al pubblico, ma per piacere a te. Wilbur Smith
Buongiorno!!!!
I grandi scrittori la sanno lunga in materia di scrittura e
a quanto pare Wilbur Smith, che di
fantastiche avventure ne ha vissute parecchie, non è l’unico a pensarla così,
infatti ecco cosa pensa lo scrittore e critico letterario britannico Cyril Connolly:
“Meglio scrivere per
se stessi e non avere pubblico, che scrivere per il pubblico e non avere se
stessi-“
Beh!
se due personalità così la pensano allo stesso modo, allora ci deve essere una
spiegazione razionale dietro, non credete?
Forse
è un po’ come il detto: Non puoi piacere agli
altri se non piaci a te stesso.
Comunque,
io credo che se hai qualcosa da dire e non vedi l’ora di raccontarlo a qualcuno, è in quel momento che scrivere, diventa la cosa più naturale del mondo, proprio
come respirare.
A ognuno il suo e che il sole
splenda sulle vostre penne e letture.
e... Buona giornata a voi.
venerdì 17 gennaio 2014
Egli non coltivava nessuna attrazione per i libri ed era quindi completamente all’oscuro dei dilettevoli o istruttivi poteri ch’essi posseggono. Quel volume era rimasto per anni in un angolo della sua soffitta, mezzo sepolto tra la polvere e il ciarpame. Lo aveva casualmente notato e, tolto da dove giaceva...l’occhio gli cadde su una pagina del libro che, per qualche accidente si era aperto e...
Agenda letteraria
Lettore o semplice viandante.
Benvenuto in casa mia. Entrate e lasciate un po’ della felicità
che recate.
Accomodatevi, perché questa sera renderemo
onore alla nascita di uno scrittore che ha lasciato una traccia visibile nella
letteratura americana, tanto da essere ricordato come il primo romanziere di
fama internazionale.
Lady and Gentleman vi presento l’illustre
signor Charles
Brockden Brown, che ha visto la luce
nell’anno 1771 di nostro Signore.
Questo romanziere, è
stato lodato da Shelley, per uno dei suoi più celebri romanzi Ormond, or the secret witness. Di questo
libro esiste una traduzione italiana con il titolo: Ormond, il testimonio segreto.
Vi chiederete cosa
hanno in comune Shelley e Brown?
Semplice, il romanzo
gotico. Brown, nonostante nella sua carriera letteraria ha scritto testi di
vario genere, si è rivelato un maestro nel creare effetti e suspense, infatti
era dotato di grande inventiva e si è concentrato sui temi orridi e macabri, tipici
della corrente gotico-romantico. Uno dei suoi romanzi più importanti è stato Wieland: or the transformation – Wieland o la trasformazione. Questo
libro riflette perfettamente le sensazioni di questa corrente letteraria
inglese, infatti, la vicenda e l'atmosfera richiamano quelle del romanzo di Ann
Radcliffe (I misteri di Udolpho, di cui vi ho già parlato), privo di autentiche
manifestazioni del soprannaturale e con un gusto per la spiegazione razionale,
ovviamente a posteriori, degli accadimenti più inquietanti. Quest’opera,
pubblicata nel 1798 prende spunto da un fatto di cronaca accaduto due anni
prima, è infatti uno dei primi esempi di romanzo nella letteratura del Nuovo
Mondo. La trasformazione che vi viene raccontata, attraverso il ricordo della
sorella del protagonista, è quella di un uomo mite e intelligente, sensibile ai
piaceri dell'amicizia e della cultura, che diventa un pazzo omicida, convinto
d'aver ricevuto da Dio l'ordine di sterminare la propria famiglia. Un romanzo
che mi ricorda un po’ la visione di Dottor Jekyll e Mister Hyde. Questo testo
si rivela un importante pezzo della letteratura americana delle origini, perché
Wieland ci presenta un' America delle origini, orgogliosa della propria
selvaggia purezza, dei propri grandi spazi, ma ancora strettamente legata
all'Europa, un continente ricco di fascino e mistero, eppure - agli occhi dei
personaggi del romanzo - dilaniato da guerre e oppresso da tiranni, dal quale
sembrano giungere echi sinistri di un lato oscuro della psiche che i
protagonisti della vicenda, tutti prima o poi in viaggio da una sponda
all'altra dell'Atlantico, sono incapaci di dominare.
Vi lascio con un passo
tratto da Wieland o la trasformazione:
...Qual meraviglia (la vostra e quella dei vostri
amici) susciterà la mia storia! Ogni vostro sentimento griderà di stupore. Se la
mia testimonianza non fosse corroborata da prove, la rigettereste come
incredibile. L’esperienza di nessun essere umano può fornircene un parallelo:
oh, che io scelta tra il resto del genere umano, debba esser riservata ad un
destino che non conosce lenimento e senza pari! Ascoltate il mio racconto, e
poi ditemi cosa ha fatto sì che meritassi d’esser posta in questa terribile
eminenza e se, in verità ogni facoltà d’intendimento non resti come annebbiata
dallo stupore che io sia ancor viva e possa riferirvela...
I bei libri si distinguono perché sono più veri di quanto sarebbero se fossero storie vere. Ernest Hemingway Recensione, Le ceneri dell'esistenza by Dami Jissed Vertiz Lozano
12:52
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Appassionati lettori, quali
caratteristiche deve avere un romanzo per essere considerato un buon libro?
Io penso che molti di voi saranno d’accordo
sul fatto che un buon libro, oltre a dei buoni contenuti deve avere soprattutto
la capacità di catturare l’attenzione del
lettore e trasportarlo con avidità fino alla fine del libro, perché se
annoia lo si ripone in libreria e lì si dimentica. Infatti, il talento di uno
scrittore si rivela limpido e cristallino, quando anche con una banalissima frase
riesce a catturare l’attenzione di chi legge o ascolta. E bene, questo è ciò
che riesce a fare Dami
Jissed Vertiz Lozano, la
giovane autrice che ho il privilegio di presentare, insieme al suo meraviglioso
libro “Le ceneri dell’esistenza”.
Le ceneri dell’esistenza, un titolo molto significativo, ma di
cosa tratta?
Questo romanzo narra la storia di un grande
amore, che resiste alle ceneri della propria esistenza e alla crudeltà di una
vita vissuta nella prima metà del Novecento, sullo sfondo di uno dei periodi
più terribili della storia mondiale, la guerra e l’olocausto, una delle pagine
buie della nostra storia, che ritorna vivida come una ferita non rimarginata
tra le pagine di questo libro, due anime che sopravvivono alle difficoltà della
vita, alla separazione e all’inferno, quelle di Thomas e Ariel.
Ariel è figlia di facoltosi commercianti
ebrei, che all’alba dei suoi dodici anni, prima di ricevere il suo Bat mitzvah, la cerimonia, che per la
fede ebraica le permette il passaggio all’età adulta, incontra un giovane
coetaneo Thomas, che rimasto orfano va a vivere con gli zii. Tra loro, è amore
a prima vista ma la posizione sociale e la fede non lo rendono il partito
giusto agli occhi della madre, che vorrebbe farle sposare Zaccaria, un suo caro
amico, figlio di una importante famiglia di banchieri ebraica. Ariel cerca di
resistere al volere di sua madre, ma quando il fallimento e la morte di suo
padre li trascinano in rovina, lei decide di aiutare la sua famiglia e sposa
Zaccaria, ma la sua coscienza annega nel dolore di aver spezzato il suo cuore e
quello di Thomas, che l’abbandona senza una parola. Quando la guerra e il
partito di Hitler hanno la supremazia, lei viene deportata e la sua famiglia
uccisa, è nel profondo inferno del lager dove regnano umiliazione, vergogna,
fame e disperazione, che incontra di nuovo gli occhi azzurri di Thomas, che veste
i panni del suo carnefice. Thomas, nonostante tutto la ama profondamente e la
protegge in tutti i modi, anche nei più brutali. Ariel si lascia trascinare
dall’impeto del suo amore e accetta tutto di lui anche il suo lato oscuro, che
schiarisce di fronte a lei, infatti rischia tutto per poterla salvare dai suoi
aguzzini, così organizza una fuga per la libertà dalle catene della loro
esistenza e dalla morte da cui si lascia raggiungere solo per poterle
permettere di fuggire. Salva, ma sola si abbandona alla disperazione, ma la
creatura dentro di lei, ricordo di Zaccaria, la riporta alla vita e le ricorda
che c’è ancora qualcosa per cui vale la pena vivere suo figlio, ma … esiste,
anche se è molto raro, un amore che va al di là della vita e della morte dove due
anime amanti si concatenano indissolubilmente, questo è il forte legame che
lega questi due giovani che riescono a beffare la morte e rinascere dalle
ceneri della loro esistenza.
Recensione
Le ceneri della mia esistenza, è un romanzo dal forte impatto, che
cela dietro il grande amore il ricordo a volte crudo, di una
delle pagine storiche più orribili e indimenticabili della storia, perché
rivela il peggio della natura umana,
l’olocausto. Questa scrittrice, nonostante la giovane età è riuscita a
coinvolgere il lettore, e trasportarlo all’interno di una pellicola a bianco e
nero, che ricorda le tinte forti del film del celebre Steven Spielberg, Schindler's List, un memorandum che
fa riaffiorare in superfice la cruda realtà di chi è morto e ha sofferto all’interno
del lager. Un lavoro che rivela il potenziale di questa giovane autrice, che è
riuscita con una scrittura scorrevole e semplice anche se ancora in crescita, a
concatenare la storia principale, quella del grande amore tra Thomas e Ariel a quella storica, che rivela l’influenza della lettura dei documenti
lasciati dalle grandi testimonianze dell’olocausto. Il delicato tema della
deportazione e della vita all’interno del lager, è profondamente legato al tema
dell’amore che in questo libro è visto dalle sue più varie sfaccettature, dall’amore puro e delicato come può esserlo
il primo amore, all’amore forte, pieno di
passione a quello materno, un
incondizionato legame che unisce la madre al figlio. Dei contenuti importanti e
complessi, che è riuscita a sviluppare molto bene, grazie anche alla buona
costruzione dei personaggi, che rivelano una forte personalità come Thomas, che con il suo carattere schivo
e riservato, ma allo stesso forte e indomito, che ricorda la fierezza di un
bellissimo cavallo selvaggio, ma che per la sua Ariel sa essere anche crudele e
spietato, come si rivela nella seconda parte del libro, dove si vendica
crudelmente con tutti quelli che osano fare del male alla sua amata. Leggendo
il libro, ho avuto la sensazione di rivedere i personaggi del celebre romanzo
di Emily Brönte, Cime tempestose,
però durante la lettura mi sono subito resa conto che nonostante la
similitudine che li unisce, in realtà sono
molto diversi, perché questa storia presenta dei personaggi positivi e non negativi. Infatti Thomas, a differenza
del tenebroso Heathcliff, non si lascia distruggere dall’amore ma al contrario,
è l’amore a salvarlo da se stesso.
…“Mi ripetevo tutti i giorni quanto ti
odiavo, e questo mi faceva andare avanti e riempire quel vuoto di risentimento.
Ma adesso che ti ho tra le mie braccia capisco che era solo amore. Tu sei mia”…
Thomas,
è un personaggio che è stato segnato dall’amore, non solo da Ariel ma anche da
quello di sua madre, che abusava del suo corpo come del suo amore. Thomas – “Tu parli tanto d’amore, ma sei solo come mia madre, lei mi
massacrava e poi mi diceva che mi amava, ed è quello che stai facendo tu. Mi
stai massacrando, riducendo ad uno straccio, solo per un tuo divertimento. Ti
piace avere due ragazzi che si ammazzano per te, vero? Beh, la vuoi sapere la
novità? Adesso ne hai solo uno. E ora esci di casa, vattene dalla mia vita. Non
ti voglio vedere mai più!”…
L’amore
trionfa su tutto infatti, nonostante lui prova della gelosia per Zaccaria, che
può stare con la sua amata, non lo odia e tanto meno cerca di vendicarsi di
lui, ne è la prova il fatto che desidera proteggere suo figlio e dargli in sua
memoria lo stesso nome.
Thomas -“Lo chiameremo Zaccaria, in onore a
quell’uomo che ti ha regalato tanta felicità”.
Se Thomas è la luna che splende in un cielo
pieno di stelle, Zaccaria è il sole,
splendido e caldo, che riscalda e conforta il cuore di Ariel, che gli vuole
bene, ma non lo ama come dovrebbe, e lui in cuor suo lo sa e accetta ciò che
lei è disposta a donargli, ricambiandola con un amore puro e sincero che è
fiorito nel giardino del suo cuore quando erano bambini.
Zaccaria
-“…il mio amore per te è sempre stato incontenibile, sin da quando eravamo
piccoli. Ho capito di amarti alla follia a sei anni, quando sono caduto e mi
sono sbucciato il ginocchio e tu mi hai portato con te dentro casa e mi hai
sciacquato la ferita e poi l’hai curata con un bacio. In quel momento ho
davvero realizzato che saresti stata mia moglie e che ti avrei amata fino alla
fine dei miei giorni…”
Zaccaria
è un personaggio positivo e coraggioso, che come Ariel e Thomas si ritrova a
crescere troppo presto, infatti alla prematura morte del padre, durante il
fidanzamento con Ariel ha dovuto svestire i panni del ragazzino di soli
quattordici anni e si è fatto responsabile degli affari di famiglia. Zaccaria – “Sono pronto. in tanti
ucciderebbero per essere nella mia stessa situazione. Mio padre sarà fiero di
me. Porterò avanti tutto in modo diligente ed impeccabile. E poi non sarò solo.
Ci sarai tu con me.”
Anche se
come Edgar, si ritrova nel mezzo dell’amore profondo tra Thomas e Ariel, non è
stato contaminato da nessun sentimento di odio o gelosia e ha pensato a lei, al
suo grande amore anche dopo la sua morte.
Zaccaria – “Dentro di me ho sempre saputo
che hai amato qualcun altro, oltre me, ma non hai mai detto niente. Mi sei
stata fedele come lo sono stato io. Amandoti più della mia vita.
Di questo trio amoroso Ariel è la protagonista,
la chiave di volta delle varie figure dell’amore, è colei che apre le porte del
cuore di entrambi i suoi due amori, Thomas e Zaccaria, che la amano di un amore
incondizionato. Lei è un personaggio con un cuore forte e coraggioso, sicura
del suo amore, ma con determinazione vi rinuncia per poter aiutare la sua famiglia.
Con il dolore nell’anima decisi su due piedi
che dovevo lasciare Thomas per sempre.
La
ragione prevale sul suo cuore, ma la sua fiamma rimane viva sotto le ceneri del
suo dolore. Nonostante l’egoismo di cui si sente vittima nella prima parte del
libro, che la possono avvicinare a Catherine, la protagonista di Cime
Tempestose, non possono essere più diverse perché rimane salda e come Thomas
non si lascia schiacciare dal peso del suo amore, ma va avanti e l’amore la
ricompensa.
Ariel –“Mi sto comportando
ingiustamente? Con Thomas e Zaccaria? Amo alla follia Thomas, ma non voglio
rinunciare alla compagnia di Zaccaria. E’ un ragazzo spontaneo, divertente, non
mi ci devo mica sposare… E poi Thomas mi ha concesso del tempo, prima di
scartare del tutto Zaccaria, vorrei conoscerlo meglio, lo stesso vale per
Thomas, infondo lo conosco da un mese.”
…non
potevo davvero credere che fosse vivo, che fosse stato vivo per tutto quel
tempo. Avevo versato così tante lacrime da riempire il mio oceano di
disperazione, dove nuotavo da anni. Avevo imparato a restare a galla, ma mi
mancava qualcosa. Mi mancava Thomas. E ora era lì.
Ariel, è la donna che ha provato la gioia e la
freschezza di un amore che sboccia, aprendo il suo giovanissimo cuore a un
sentimento bellissimo e potente che le darà forza nella sua difficile vita.
Lui si
avvicinò a me e mi prese il volto tra le mani. Io aprii leggermente la bocca a
corto d’aria. Lui espirò l’ultima boccata vicino alle mie labbra. Stava per
fare qualcosa di inaspettato. Qualcosa che mi avrebbe dato forza nei momenti
difficili. Con delicatezza mi posò un bacio sulle labbra. Era una sensazione
bellissima. Mi sentivo volare. “Sono
innamorata. Troppo innamorata”.
Dopo aver assaporato il dolce sapore della
felicità, ha scoperto il gusto amaro dell’abbandono e del dolore
“il
mio cuore andò di nuovo in frantumi. Ero davvero a pezzi. Volevo solo morire.
Volevo trovare pace, non volevo sentire più dolore. Ero consumata da quel
continuo lacerarsi dentro di me. Improvvisamente mi sentii svuotata, come un
cadavere. Le lacrime si fermarono e guardai ancora per una volta, per l’ultima
volta quegli occhi celesti che mi avevano resa la ragazza più felice del mondo
e che ora mi avevano distrutta. Tutta la mia vita era lì, con lui. Spense la mia
vita con uno sguardo, portandosi con sé le ceneri della mia esistenza.”
Dopo aver
ritrovato di nuovo il suo amore lei si abbandona alla sua forza travolgente e
l’amore puro diventa passione. Ma la perdita lacera di nuovo il suo cuore e
solo l’amore del suo bambino la salva dall’irreparabile.
Nel momento in cui il
mio braccio si stava alzando per poi
pugnalarmi, il bambino mi calciò con una tale forza che lanciai il
coltello lontano qualche metro. Corsi ad appoggiare la mano sul ventre cercando
di attutire il dolore. In quel momento tornai lucida. …
Capii davvero di non
essere sola, anche in quel momento di sconforto il mio piccolo bambino c’era.
Non mi aveva mai lasciata e così dovevo fare io. Dovevo lottare per lui.
Questo libro, con la sua
trama coinvolgente, i personaggi ben costruiti che con le loro interpretazioni
si muovono agilmente sul palcoscenico di questo delicato scenario che con i
suoi contorni ben studiati e definiti, riesce a trasportare il lettore
all’interno di questo mondo, dove si rimane inesorabilmente coinvolti dalla
destrezza delle loro interpretazioni, che sotto la regia di Dami Jissed Vertiz Lozano, acquistano
forza e destrezza, lasciando il povero lettore in balia delle loro emozioni.
Nonostante è un’opera giovanile, questo romanzo rivela una destrezza innata,
che ha permesso a questa autrice di gestire magistralmente una storia che
nasconde dietro il suo velo temi di grande importanza, che nell’insieme
lasciano una profonda traccia nel cuore di chi ha la fortuna di leggere quest’opera,
che ha i presupposti per concorrere a importanti concorsi letterari. In
definitiva un libro che va assolutamente letto e riletto.
Ma chi è Dami
Jissed Vertiz Lozano?
Nasce il 10 Novembre 1994 a Benidorm in Spagna.
Quasi al quarto anno di vita, si trasferisce con la
sua famiglia in Italia, a Napoli, dove incomincerà i suoi studi.
Qualche anno dopo si trasferisce in Abruzzo e più
tardi in Irlanda ed infine in Colombia, dove finisce le elementari.
All’età di undici anni torna in Italia, vicino
Venezia, dove prosegue gli studi. Gran appassionata di musica, pittura,
letteratura e cinema, sin da piccola sviluppa un amore viscerale per l’arte .
Amante della notte, scrive dalle undici in poi,
ispirata dai grandi classici, come Prokofiev, Shostakovich e Stravinskij.
Grande fan di Kubrick, impazzisce per capolavori come Arancia meccanica e
Lolita. Ma, la sua passione più grande sono i viaggi, dichiarandosi un cuore
zingaro senza meta. In tutti i suoi viaggi non si è mai voluta separare dai
suoi libri che ama profondamente. Dalle lunghe letture è nata la sua passione
per la scrittura, concludendo a sedici anni il primo libro di genere fantasy,
non ancora pubblicato Il Riflesso della
Morte. Finito questo incomincia Le Ceneri dell’Esistenza, un romanzo
ambientato nella seconda guerra mondiale. Attualmente è al lavoro su due nuovi
progetti Ossessioni dal passato e Mio fratello Caino.
Aveva 16 anni quando ha scritto "Le ceneri dell'esistenza".
Leggetelo con cura miei cari lettori e scoprite la profonda e preziosa bellezza di questo romanzo, celata dietro la sua immatura imperfezione e solo allora potrete essere testimoni unanimi del perché lo considero il libro + bello che ho letto nel 2013. Cliccate qui:
giovedì 16 gennaio 2014
Perché, Le ceneri dell’esistenza, è il libro + bello del 2013?
Ciao a
tutti miei carissimi lettori e viandanti sperduti, siate i benvenuti nel mio
regno.
Allora, dopo aver chiarito
il perché della presenza di Hunger
Games, nella lista
dell’elezione del libro + bello del 2013;
ora è giunto il momento di dare un chiarimento sul perché tra tantissimi e validissimi libri usciti nel 2013,
ho eletto proprio un libro auto pubblicato come “Le ceneri dell’esistenza”, tra tutti quelli che ho letto nello
scorso anno. La domanda sul perché,
è validissima e voglio rendere chiaro il motivo della mia decisione a tutti i
miei amati lettori e a quelli che hanno seguito questa speciale elezione.
Prima d’iniziare,
voglio precisare che non mi reputo un critico letterario e tantomeno un
editore, infatti, NON è mia intenzione scavalcare i professionisti del
settore, ma rilasciare la mia opinione personale come lettrice e blogger di un
blog letterario dove condivido la mia passione e i miei pensieri.
Quindi, per il grande
rispetto che nutro verso tutti i miei amati lettori, mi accingo a illustrare le
mie motivazioni, mettendo in chiaro in modo analitico e imparziale non
solo i lati positivi, ma anche quelli negativi di questo romanzo. Alla
fine, tirando le somme arriveremo insieme al mitico perché! proprio “Le
ceneri dell’esistenza”.
Adesso, vi elencherò
attraverso dei Contro e Pro, ciò che io come lettrice ho notato. Attenzione!!! Non sto impartendo lezioni
o altro.
Togliamoci il pensiero
e iniziamo dalla parte dolorosa, i
Contro:
Un lettore esperto e imparziale, che per la
prima volta si accosta a questo romanzo, sicuramente noterà vari punti
negativi, come:
- La forma stilistica. La grammatica non è perfetta al 100% , la forma stilistica ovvero le espressioni linguistiche risultano ancora immature, come un frutto acerbo e di conseguenza il risultato potrebbe essere valutato appena sufficiente se non addirittura mediocre da parte di un professore o da un lettore esperto.
- Un lettore attento e meticoloso, sicuramente noterà un utilizzo improprio del prologo e dell’epilogo, che intaccano la forma strutturale del romanzo. Il prologo viene utilizzato forse un po’ troppo spesso. Esso figura nella parte introduttiva, ma in realtà compare anche nel primo e nel secondo capitolo, attraverso un flashback che riporta il lettore sulla scena del viaggio in treno di Ariel verso il campo di concentramento, di conseguenza la parte più importante del romanzo non è più la storia d’amore, ma la deportazione, per questo motivo nella mia intervista all’autrice ho posto la domanda : Quindi, come definiresti il tuo libro, un romanzo d’amore o un romanzo storico? L’epilogo, invece di essere utilizzato alla fine del romanzo viene utilizzato per concludere ognuna delle tre parti in cui è suddiviso il romanzo e ciò fa pensare ogni volta a un the end che non c’è. Inoltre il contenuto sembra una estensione del capitolo stesso, come si nota soprattutto nella terza parte.
Adesso passiamo ai Pro, che in pratica sono tutti
quelli che ho riportato nella mia recensione:
- I personaggi hanno una buona struttura, le loro personalità sono ben definite e si legano molto bene alla trama del romanzo, nonostante la giovane età in cui si sviluppa la storia (13-20 anni), perché questo amore ricorda quello inscenato da Shakespeare, “Romeo e Giulietta”, infatti e a questo che s’ ispira la nostra giovane scrittrice, per la prima parte del libro.
- Nonostante la forma stilistica e quella strutturale del romanzo non sono perfette, la trama e ben delineata e la storia si lega perfettamente agli eventi storici.
- La nostra scrittrice, nonostante la giovane età (aveva 16 anni quando ha scritto questo romanzo) dimostra di aver portato avanti una attenta ricerca di lettura, riuscendo a legare all’interno della storia narrata, importanti e difficili documentazioni storiche e anche i complessi riti cerimoniali ebraici, come il Bar mitzvah e il Chanukkah.
- La sua scrittura, nonostante si rivela ancora acerba, riesce a catturare ugualmente l’attenzione del lettore, che si ritrova catapultato all’interno della storia narrata e rimane imbrigliato come un cavallo alle redini e a condurre e proprio la nostra giovane cavallerizza. Inevitabilmente a questo punto le imperfezioni strutturali e stilistiche passano in secondo piano, perché chi legge non vede l’ora di sapere come andrà a finire la storia. Si sono separati per sempre? Ariel morirà? Thomas la ama o la odia? Scopriranno il suo bambino e lo uccideranno? Thomas è realmente morto?
Tirando le somme miei
cari lettori, quello che questo libro necessità è solo una revisione, curata da un Editore,
che prenda sotto la sua ala questa giovane scrittrice che ha
dimostrato di avere TALENTO nel momento in cui è riuscita a catturare
l’attenzione del lettore. Io ritengo, come lettrice, che il vero talento di uno scrittore sia proprio questo, imbrigliare
e condurre il lettore e la nostra Dami
Jissed Vertiz Lozano, ci riesce molto bene, anche se ancora ha bisogno di
crescere, per raggiungere la maturità di uno scrittore affermato. Al momento,
questo romanzo, può considerarsi come un diamante grezzo, che ha bisogno di
essere ripulito per rivelare la sua reale caratura. Come lettrice, io trovo
eccezionale un libro che riesce a farmi entrare nel suo mondo, che mi fa ridere
e piangere insieme ai suoi protagonisti che mi coinvolge nella storia al punto
tale da farmi dimenticare che devo dormire o mangiare. A questo punto, una
perfetta forma stilistica per me, non è più l’elemento essenziale, perché lo
scrittore a fatto centro, quindi nonostante i contro, sono elementi
importantissimi per la valutazione di un romanzo, li lascio alla cura
dell’editore che lo correggerà nel momento in cui riceverà le sue attenzioni.
Un romanzo perfetto nella forma, ma privo di emozioni non è un romanzo, ma
parole stampate che non riescono a vivere, un albero senza radici. Quindi, ecco
il vero motivo che mi ha spinto a eleggerlo il libro + bello che ho letto nel
2013, perché era dai tempi di Harry Potter o Il Signore degli Anelli, che non
leggevo qualcosa che mi coinvolgeva così tanto, da farmi leggere
inconsapevolmente tutta la notte. Credo che sia facile e comodo scegliere un
best-seller e eleggerlo il libro più bello, ma scegliere un romanzo tra giovani e sconosciuti talenti e una cosa più ardua. Io credo che la cosa più
importante che un blog letterario può fare e cercare di diffondere la loro voce
e io desidero sostenere coloro che hanno il talento e il coraggio di mettersi
in gioco. Questa elezione, è stata il frutto, del mio apprezzamento verso
questa storia, che ha raggiunto il mio cuore di lettrice e rappresenta anche un
incoraggiamento, seppur modesto, a un giovane e coraggioso talento, affinché
continui a perseguire il suo sogno, perché questo piccolo bocciolo che aspetta impaziente
di fiorire, tra qualche anno, potrebbe andare molto lontano e raggiungere
traguardi che non si sarebbe mai aspettata e diventare una splendida gemma del
mondo letterario.
A questo punto, spero
che anche VOI lettori possiate vedere ciò che io ho visto in questa giovane
scrittrice durante la mia intervista e nella appassionata lettura de “Le ceneri dell’esistenza”. Il TALENTO
e la DETERMINAZIONE, la stoffa per diventare una apprezzata scrittrice e
soprattutto una meravigliosa storia
che merita di essere letta e conservata, nonostante la sua attuale imperfezione, in fondo la Gioconda di Leonardo, non
è la figura femminile più bella del mondo ma sa decisamente farsi notare e apprezzare inestimabilmente.
Vi lascio con un
pensiero di un grande Editore, Giulio
Einaudi:
Il
libro, sia esso romanzo, saggio o poesia, deve coinvolgere al massimo
l'intelligenza e la sensibilità del lettore. Quando in un libro una frase, una
parola, ti riporta ad altre immagini, ad altri ricordi, provocando circuiti
fantastici, allora, solo allora, risplende il valore di un testo. Al pari di un
quadro, di una scultura o monumento, quel testo ti arricchisce non solo
nell'immediato ma ti muta nell'essenza


















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