La biblioteca teologica del Monastero di Strahov a Praga

La bacheca dei libri, ha come modello questa immensa fonte di conoscenza perché: "La lettura è per la mente ciò che l'esercizio è per il corpo

Novità e successi della NORD Editore

Ecco le novità da non perdere e il successo di "Vita dopo vita" che come sottolinea l'Espresso:«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»

Novità e successi della Dunwich Edizioni

La Porta dei cieli, il thriller archeologico protagonista del Blog Tour ancora in corso; Il successo dell'horror "William Killed The Radio Star" uno sfondo musicale dalla intricata indagine psicologica e le attese novità legate ai concorsi della Dunwich.

I 5 romanzi finalisti del Premio Strega 2014.

Ecco i romanzi candidati a entrare nell'immortale albo d'oro del Premio. Il favorito è "Non dirmi che hai paura" vincitore del Premio Strega Giovani. Alla finale del 3 Luglio ha vinto il prezioso elisir Francesco Piccolo con "Il desiderio di essere come tutti".

Novità editoriali da non perdere

Ecco le fresche letture che hanno attirato la mia attenzione. Da un Amore Alieno a Per sempre insieme,dalla passione di Così come sei al distopico fantasy Mystic city, ma un Eccezione serve sempre quindi non perdetevi l'eccezionale caos di sentimenti scritta dall'islandese Audur...

martedì 21 gennaio 2014

Jennifer Armentrout è J. Lynn l'autrice di Ti aspettavo... Volevo solo dimenticare il passato Volevo solo cominciare una nuova vita Volevo solo proteggere il mio cuore Ma poi sei arrivato tu…

Ti aspettavo di Lynn J. alias Jennifer Armentrout

Si, miei cari appassionati lettori di romance, la popolare scrittrice dell’acclamata serie Urban Fantasy LUX, si è data ai Romance, con uno pseudonimo e ci regala un Young Adult in stile “Uno splendido Disastro”.
 Wow! Una fresca storia d’amore, con uno strepitoso ragazzo, ma... questa volta e delle nostre parti, infatti è umano al 100% e con due occhioni azzurri.
Questo libro, tanto atteso ha raggiunto l’Italia e il 16 Gennaio per la gioia delle fan di questa autrice, hanno potuto scoprire com’è lo stile del suo pseudonimo J. Lynn e se è brava a scrivere dei Romance, così come lo è per gli Urban Fantasy.
Chi ha adorato il romanzo di Jamie McGuire, sicuramente impazzirà per Avery, alias, la brava ragazza e Cameron, il bello, ma dannato.
Se leggiamo la sinossi, eccola qui:
L’università è la sua via di fuga. Per troppi anni, dopo
quella maledetta festa di Halloween, l’esistenza di Avery Morgansten è stata un incubo, e adesso lei può finalmente ricominciare da capo. Tutto ciò che deve fare è arrivare puntuale alle lezioni, mantenere un profilo basso e – magari – riuscire a stringere qualche nuova amicizia. Quello che deve assolutamente evitare, invece, è attirare l’attenzione dell’unico ragazzo che potrebbe mandare in frantumi il suo futuro…
Cameron Hamilton è il sogno proibito delle studentesse del campus: fisico atletico e ammalianti occhi azzurri, è il classico ribelle dal quale una brava ragazza come Avery dovrebbe tenersi alla larga. Eppure Cam pare proprio spuntare ovunque, col suo atteggiamento disincantato, le simpatiche punzecchiature e quel sorriso irresistibile. E Avery non può ignorare il fatto che, ogni volta che sono insieme, il resto del mondo scompare e lei sente risvegliarsi quella parte di sé che pensava di aver perduto per sempre.
 Però, quando inizia a ricevere delle e-mail minacciose e delle strane telefonate notturne, Avery si rende conto che il passato non vuole lasciarla andare. Prima o poi la verità verrà galla e, per superare anche quella prova, lei avrà bisogno d’aiuto. Ma la relazione con Cam sarà la colonna che la sorreggerà o lo «sbaglio» che la trascinerà a fondo?
Allora, stavo dicendo. Dopo aver letto questa breve descrizione del romanzo, possiamo tirar fuori degli interessanti interrogativi, tipo: Perché Avery cerca di mantenere per forza un profilo basso? Che cosa le è successo in passato? Chi, le invia e-mail minacciose e soprattutto perché? Queste molestie saranno veramente per Cam, o è per qualcosa o per QUALCUNO ritornato per lei? E Cam cosa farà si legherà o...  ma in ogni caso per saperlo dovrete aspettare l’evolversi di questa serie che ha scalato le vette delle classifiche americane, restando per settimane ai primi posti delle classifiche del New York Times e di USA Today.
Ti aspettavo, è il 1° di 3 volumi per questa Serie dal titolo Wait for You. Di questa serie sono stati pubblicati già i primi due romanzi, il terzo è ancora in produzione. Il loro titolo è: WAIT for you; TRUST in me;  le copertine originali sono queste:
Cosa ne pensate?
Sono più belle queste copertine, che sfoggiano uno stile da romance ammiccante o quella che ha proposto la casa editrice Nord, da fresco amore primaverile?
Tuffiamoci in queste prime 406 pagine di... beh! ditelo voi. E lasciamoci trasportare dalla leggera e frizzante brezza prodotta dalla scrittura ipnotica di un’autrice che ha dimostrato di non avere rivali.  

“A room without books is like a body without a soul.” - Una stanza senza libri è come un corpo senz’anima. Marco Tullio Cicerone


      Buongiorno!!! Amici in lettura.
Voi che di libri ve ne intendete, cosa ne pensate della mitica frase del nostro grande e colto progenitore, Cicerone?
Perché, una stanza senza libri e come un corpo senz’anima?
  Beh! questa immagine parla da sola.

Io non potrei immaginare la mia esistenza senza libri, ho bisogno di sentirli e toccarli per questo credo che il libro stampato è insostituibile, nonostante la comodità di avere 300 libri in tasca.
Ma riflettendo sull’aforisma del nostro Cicerone, credo che egli voleva lasciar trasparire la completezza che i libri ci danno, loro rappresentano l’umanità e il sapere conosciuto. La lettura arricchisce l’uomo e lo riempie come un’otre, se non si versa un po’ di sapere e conoscenza nell’otre del nostro essere, questo resterà vuoto, di conseguenza se una casa è priva di libri, vuol dire, che chi vi risiede non legge e l’otre della sua anima, ahimè! È inesorabilmente vuoto.
Questo è l’insegnamento che io ho tratto. Qual è il vostro?
Con questa citazione, vi auguro una splendida giornata. Naturalmente...
                                       Buona lettura e che il sapere sia con voi.

lunedì 20 gennaio 2014

Uno, non toccare le lancette. Due, domina la rabbia. Tre, non innamorarti, mai e poi mai. Altrimenti, nell’orologio del tuo cuore, la grande lancetta delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle, le tue ossa si frantumeranno, e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi.

Caffè Letterario.                                 
Buongiorno!!! Appassionati lettori.

Inizia una nuova settimana e l’incubo del lunedì incombe sui nostri risvegli come le nuvole cariche di pioggia che oggi riempiono il cielo dalle mie parti. E niente sembra più confortante di un fragrante caffè, accompagnato da un libro che scaldi il cuore. Quindi, eccomi qui! Inizia il Caffè Letterario, il momento più dolce di tutta la settimana.

Questa settimana vi presento una meravigliosa storia ideale per sciogliere tutti i cuori. Scritta dalla mano di Mathias Malzieu, “La meccanica del cuore” saprà sciogliere il ghiaccio più impenetrabile, ma come Jack, noi non rischiamo di rompere il nostro cuore, si perché la levatrice Madeleine, per salvarlo dal suo cuore ghiacciato gli fa dono di un cuore meccanico, che rischia di rompersi a ogni minimo sussulto del cuore, come fine cristallo. 
Ma cosa succederà a Jack, quando l’amore accelera il battito del suo delicato meccanismo? 
Scopriamolo insieme, sorseggiando il nostro caldo caffè e iniziamo la settimana insieme a questa meravigliosa fiaba ambientata nel XIX secolo, che come Edward mani di forbici, non solo può sciogliere i nostri cuori, ma anche farci sognare la delicatezza di un bellissimo e fragile amore.

Eccolo il grande orologiaio, colui che con la sua musica ha dato il ritmo al cuore meccanico e progettato i piccoli ingranaggi del delicato orologio a cucù che poi ha affidato alle cure  di Madeleine. Mathias Malzieu.
Lui, si che è un maestro del ritmo, perché oltre a essere uno scrittore, il nostro orologiaio francese è anche un cantante e musicista e fa parte della band Dionysos. E se i cuori non riesce a farli funzionare lui. Allora, si che siamo nei guai. 
Voilà! Tais-toi mon coeur Dionysos, la musiche, che da il ritmo al cuore meccanico di Jack.
Ecco a voi la chiave per caricare il cuore di questa cristallina fiaba che riscalderà il vostro cuore insieme al vostro fumante caffè. La LETTURA.
Il 16 aprile del 1874 nevica su Edimburgo. Un freddo cane, fuori del normale, inchioda la città. I vecchi commentano che potrebbe essere il giorno più freddo del mondo. Il sole sembra scomparso per sempre. Il vento è sferzante, i fiocchi di neve sono più leggeri dell’aria. BIANCO! BIANCO!BIANCO! Esplosione sorda. Non si vede altro. Le case ricordano locomotive a vapore, il fumo grigiastro che esala dai camini fa scintillare un cielo d’acciaio. Edimburgo e le sue ripide strade subiscono una metamorfosi. Una dopo l’altra le fontane si trasformano in composizioni di ghiaccio. Il vecchio fiume, in genere molto serio nel suo ruolo di fiume, si è mascherato da lago di zucchero a velo che si estende fino al mare. Il frastuono della risacca echeggia come vetri rotti. La brina produce meraviglie ricoprendo di paillette il corpo dei gatti. Gli alberi somigliano a grandi fate in camicia da notte, che distendono le braccia, sbadigliano alla luna e guardano le carrozze slittare su una pista di pattinaggio lastricata. È talmente freddo che gli uccelli si congelano in volo prima di schiantarsi al suolo. Cadendo fanno un rumore incredibilmente dolce per essere un rumore di morte. È il giorno più freddo del mondo. Proprio oggi mi accingo a nascere. Accade in una vecchia casa in bilico sulla cima della collina più elevata di Edimburgo – Arthur’s Seat –, un vulcano incastonato nel quarzo blu, sulla cui vetta raccontano che riposi la salma del buon vecchio re Artù. Il tetto della casa è altissimo e molto aguzzo. Il camino a forma di coltello da macellaio punta alle stelle. La luna ci affila le sue falci. Non c’è nessuno qui, solo alberi. All’interno è tutto di legno, come se la casa fosse scolpita in un enorme abete. Sembra quasi di entrare in una capanna: una profusione di travi scabre a vista, finestrelle recuperate dal cimitero dei treni, un tavolo basso ricavato direttamente da un ceppo. Innumerevoli cuscini di lana riempiti con foglie morte ricamano un’atmosfera da nido. In questa casa avvengono molti parti clandestini. Qui vive la strana dottoressa Madeleine, una levatrice che gli abitanti della città considerano pazza. È abbastanza graziosa per essere una vecchia signora. La scintilla del suo sguardo è intatta, ma ha una specie di falso contatto nel sorriso. Mette al mondo i figli delle prostitute, delle donne abbandonate, troppo giovani o troppo infedeli per partorire nel circuito classico. Oltre ai parti, la dottoressa Madeleine adora riparare la gente. È una grande esperta di protesi meccaniche, occhi di vetro, gambe di legno... Nel suo laboratorio si trova di tutto. Alla fine del diciannovesimo secolo, tanto basta per essere sospettati di stregoneria. In città si racconta che uccida i neonati per farne schiavi ectoplasmatici e che si accoppi con volatili di ogni genere per dare vita a creature mostruose. Durante il lungo travaglio, la mia giovanissima madre osserva con occhio distratto i fiocchi di neve e gli uccelli che cadono silenziosamente oltre la finestra. Sembra una bambina che gioca a fare la donna incinta. Quando il mio arrivo si fa incalzante, chiude le palpebre senza contrarle. La sua pelle si confonde con le lenzuola come se il letto l’aspirasse e lei si sciogliesse. Piangeva già quando saliva la collina per arrivare qui. Le sue lacrime ghiacciate rimbalzavano al suolo come perle di una collana spezzata. Man mano che avanzava, sotto i piedi le si formava un tappeto di scintillanti cuscinetti a sfere. Ha iniziato a scivolare e ha continuato, ancora e ancora. La cadenza dei passi è diventata troppo rapida. È inciampata, le caviglie hanno vacillato ed è caduta violentemente in avanti. All’interno ho fatto un rumore di salvadanaio rotto. La dottoressa Madeleine è stata la mia prima visione. Le sue dita mi hanno preso il cranio a forma di oliva – un pallone da rugby in miniatura –, poi mi sono raggomitolato, tranquillo. Mia madre preferisce distogliere lo sguardo. In ogni caso le sue palpebre non ne vogliono sapere di funzionare. “Apri gli occhi! Osserva l’arrivo di questo fiocco di neve piccolissimo che hai creato tu!” Madeleine dice che somiglio a un uccello bianco con i piedoni. Mia madre replica che se non mi guarda, non lo fa per avere in cambio una descrizione. “Non voglio vedere né sapere niente!” All’improvviso la dottoressa sembra preoccupata. Palpa senza sosta il mio minuscolo torace. Il sorriso le scompare dal volto.  “Il suo cuore è durissimo, penso che sia ghiacciato.”   “Anche il mio, cosa crede? Non mi pare il caso di rincarare la dose.”   “Ma il suo cuore è davvero ghiacciato!” Mi scuote in alto e in basso, e si sente lo stesso rumore di quando qualcuno fruga nella borsa degli attrezzi. La dottoressa Madeleine si affaccenda davanti al piano da lavoro. Mia madre aspetta, seduta sul letto. Trema e stavolta non per il freddo. Sembra una bambola di porcellana fuggita da un negozio di giocattoli. Fuori nevica sempre più intensamente. L’edera argentata si arrampica sotto i tetti, le rose diafane si piegano alle finestre, come miniature sulla strada. I gatti con gli artigli conficcati nelle grondaie si trasformano in gargolle. Nel fiume i pesci all’improvviso sono rimasti immobilizzati in una smorfia. Tutta la città è in mano a un soffiatore di vetro, e il freddo che spira morde le orecchie. In una manciata di secondi, i pochi coraggiosi che osano avventurarsi fuori si trovano paralizzati, come se un dio qualunque li avesse appena fotografati. Qualcuno, trascinato dallo slancio del suo trotterellare, comincia a scivolare, giusto il tempo di un ultimo balletto. Sono quasi belli, ognuno con il proprio stile, angeli contorti con le sciarpe conficcate nel cielo; ballerine di carillon alla fine della corsa, che rallentano al ritmo del loro ultimissimo soffio. Ovunque, passanti ghiacciati o prossimi a esserlo si fermano pietrificati nel roseto delle fontane. Solo gli orologi continuano a far battere il cuore della città come se niente fosse. ... 
Beh! cari lettori, cosa succederà alla madre e alla piccola creatura? Riuscirà a far funzionare il suo cuore?  Avete una settimana per scoprirlo e trovare la preziosa chiave, fino al prossimo Caffè Letterario.
                                         Buona Lettura.

sabato 18 gennaio 2014

Non scrivere mai per piacere al pubblico, ma per piacere a te. Wilbur Smith

Buongiorno!!!!

   I grandi scrittori la sanno lunga in materia di scrittura e a quanto pare Wilbur Smith, che di fantastiche avventure ne ha vissute parecchie, non è l’unico a pensarla così, infatti ecco cosa pensa lo scrittore e critico letterario britannico Cyril Connolly:
“Meglio scrivere per se stessi e non avere pubblico, che scrivere per il pubblico e non avere se stessi-“
Beh! se due personalità così la pensano allo stesso modo, allora ci deve essere una spiegazione razionale dietro, non credete?
Forse è un po’ come il detto: Non puoi piacere agli altri se non piaci a te stesso.
Comunque, io credo che se hai qualcosa da dire e non vedi l’ora di raccontarlo a qualcuno, è in quel momento che scrivere, diventa la cosa più naturale del mondo, proprio come respirare.
       A ognuno il suo e che il sole splenda sulle vostre penne e letture.

                              e... Buona giornata a voi.

venerdì 17 gennaio 2014

Egli non coltivava nessuna attrazione per i libri ed era quindi completamente all’oscuro dei dilettevoli o istruttivi poteri ch’essi posseggono. Quel volume era rimasto per anni in un angolo della sua soffitta, mezzo sepolto tra la polvere e il ciarpame. Lo aveva casualmente notato e, tolto da dove giaceva...l’occhio gli cadde su una pagina del libro che, per qualche accidente si era aperto e...

      Agenda letteraria
               Lettore o semplice viandante.
  Benvenuto in casa mia. Entrate e lasciate un po’ della felicità che recate.
 Accomodatevi, perché questa sera renderemo onore alla nascita di uno scrittore che ha lasciato una traccia visibile nella letteratura americana, tanto da essere ricordato come il primo romanziere di fama internazionale.

             Lady and Gentleman vi presento l’illustre signor Charles Brockden Brown, che ha visto la luce nell’anno 1771 di nostro Signore.
Questo romanziere, è stato lodato da Shelley, per uno dei suoi più celebri romanzi Ormond, or the secret witness. Di questo libro esiste una traduzione italiana con il titolo: Ormond, il testimonio segreto.
Vi chiederete cosa hanno in comune Shelley e Brown?
Semplice, il romanzo gotico. Brown, nonostante nella sua carriera letteraria ha scritto testi di vario genere, si è rivelato un maestro nel creare effetti e suspense, infatti era dotato di grande inventiva e si è concentrato sui temi orridi e macabri, tipici della corrente gotico-romantico. Uno dei suoi romanzi più importanti è stato Wieland: or the transformation – Wieland o la trasformazione. Questo libro riflette perfettamente le sensazioni di questa corrente letteraria inglese, infatti, la vicenda e l'atmosfera richiamano quelle del romanzo di Ann Radcliffe (I misteri di Udolpho, di cui vi ho già parlato), privo di autentiche manifestazioni del soprannaturale e con un gusto per la spiegazione razionale, ovviamente a posteriori, degli accadimenti più inquietanti. Quest’opera, pubblicata nel 1798 prende spunto da un fatto di cronaca accaduto due anni prima, è infatti uno dei primi esempi di romanzo nella letteratura del Nuovo Mondo. La trasformazione che vi viene raccontata, attraverso il ricordo della sorella del protagonista, è quella di un uomo mite e intelligente, sensibile ai piaceri dell'amicizia e della cultura, che diventa un pazzo omicida, convinto d'aver ricevuto da Dio l'ordine di sterminare la propria famiglia. Un romanzo che mi ricorda un po’ la visione di Dottor Jekyll e Mister Hyde. Questo testo si rivela un importante pezzo della letteratura americana delle origini, perché Wieland ci presenta un' America delle origini, orgogliosa della propria selvaggia purezza, dei propri grandi spazi, ma ancora strettamente legata all'Europa, un continente ricco di fascino e mistero, eppure - agli occhi dei personaggi del romanzo - dilaniato da guerre e oppresso da tiranni, dal quale sembrano giungere echi sinistri di un lato oscuro della psiche che i protagonisti della vicenda, tutti prima o poi in viaggio da una sponda all'altra dell'Atlantico, sono incapaci di dominare.
Vi lascio con un passo tratto da Wieland o la trasformazione:
...Qual meraviglia (la vostra e quella dei vostri amici) susciterà la mia storia! Ogni vostro sentimento griderà di stupore. Se la mia testimonianza non fosse corroborata da prove, la rigettereste come incredibile. L’esperienza di nessun essere umano può fornircene un parallelo: oh, che io scelta tra il resto del genere umano, debba esser riservata ad un destino che non conosce lenimento e senza pari! Ascoltate il mio racconto, e poi ditemi cosa ha fatto sì che meritassi d’esser posta in questa terribile eminenza e se, in verità ogni facoltà d’intendimento non resti come annebbiata dallo stupore che io sia ancor viva e possa riferirvela...

I bei libri si distinguono perché sono più veri di quanto sarebbero se fossero storie vere. Ernest Hemingway Recensione, Le ceneri dell'esistenza by Dami Jissed Vertiz Lozano

Appassionati lettori, quali caratteristiche deve avere un romanzo per essere considerato un buon libro?

 Io penso che molti di voi saranno d’accordo sul fatto che un buon libro, oltre a dei buoni contenuti deve avere soprattutto la capacità di catturare l’attenzione del lettore e trasportarlo con avidità fino alla fine del libro, perché se annoia lo si ripone in libreria e lì si dimentica. Infatti, il talento di uno scrittore si rivela limpido e cristallino, quando anche con una banalissima frase riesce a catturare l’attenzione di chi legge o ascolta. E bene, questo è ciò che riesce a fare Dami Jissed Vertiz Lozano, la giovane autrice che ho il privilegio di presentare, insieme al suo meraviglioso libro “Le ceneri dell’esistenza”.
Le ceneri dell’esistenza, un titolo molto significativo, ma di cosa tratta?
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  Questo romanzo narra la storia di un grande amore, che resiste alle ceneri della propria esistenza e alla crudeltà di una vita vissuta nella prima metà del Novecento, sullo sfondo di uno dei periodi più terribili della storia mondiale, la guerra e l’olocausto, una delle pagine buie della nostra storia, che ritorna vivida come una ferita non rimarginata tra le pagine di questo libro, due anime che sopravvivono alle difficoltà della vita, alla separazione e all’inferno, quelle di Thomas e Ariel.
 Ariel è figlia di facoltosi commercianti ebrei, che all’alba dei suoi dodici anni, prima di ricevere il suo Bat mitzvah, la cerimonia, che per la fede ebraica le permette il passaggio all’età adulta, incontra un giovane coetaneo Thomas, che rimasto orfano va a vivere con gli zii. Tra loro, è amore a prima vista ma la posizione sociale e la fede non lo rendono il partito giusto agli occhi della madre, che vorrebbe farle sposare Zaccaria, un suo caro amico, figlio di una importante famiglia di banchieri ebraica. Ariel cerca di resistere al volere di sua madre, ma quando il fallimento e la morte di suo padre li trascinano in rovina, lei decide di aiutare la sua famiglia e sposa Zaccaria, ma la sua coscienza annega nel dolore di aver spezzato il suo cuore e quello di Thomas, che l’abbandona senza una parola. Quando la guerra e il partito di Hitler hanno la supremazia, lei viene deportata e la sua famiglia uccisa, è nel profondo inferno del lager dove regnano umiliazione, vergogna, fame e disperazione, che incontra di nuovo gli occhi azzurri di Thomas, che veste i panni del suo carnefice. Thomas, nonostante tutto la ama profondamente e la protegge in tutti i modi, anche nei più brutali. Ariel si lascia trascinare dall’impeto del suo amore e accetta tutto di lui anche il suo lato oscuro, che schiarisce di fronte a lei, infatti rischia tutto per poterla salvare dai suoi aguzzini, così organizza una fuga per la libertà dalle catene della loro esistenza e dalla morte da cui si lascia raggiungere solo per poterle permettere di fuggire. Salva, ma sola si abbandona alla disperazione, ma la creatura dentro di lei, ricordo di Zaccaria, la riporta alla vita e le ricorda che c’è ancora qualcosa per cui vale la pena vivere suo figlio, ma … esiste, anche se è molto raro, un amore che va al di là della vita e della morte dove due anime amanti si concatenano indissolubilmente, questo è il forte legame che lega questi due giovani che riescono a beffare la morte e rinascere dalle ceneri della loro esistenza.
Recensione
 Le ceneri della mia esistenza, è un romanzo dal forte impatto, che cela dietro il grande amore il ricordo a volte crudo, di una delle pagine storiche più orribili e indimenticabili della storia, perché rivela il peggio della natura umana, l’olocausto. Questa scrittrice, nonostante la giovane età è riuscita a coinvolgere il lettore, e trasportarlo all’interno di una pellicola a bianco e nero, che ricorda le tinte forti del film del celebre Steven Spielberg, Schindler's List, un memorandum che fa riaffiorare in superfice la cruda realtà di chi è morto e ha sofferto all’interno del lager. Un lavoro che rivela il potenziale di questa giovane autrice, che è riuscita con una scrittura scorrevole e semplice anche se ancora in crescita, a concatenare la storia principale, quella del grande amore tra Thomas e Ariel a quella storica, che rivela l’influenza della lettura dei documenti lasciati dalle grandi testimonianze dell’olocausto. Il delicato tema della deportazione e della vita all’interno del lager, è profondamente legato al tema dell’amore che in questo libro è visto dalle sue più varie sfaccettature, dall’amore puro e delicato come può esserlo il primo amore, all’amore forte, pieno di passione a quello materno, un incondizionato legame che unisce la madre al figlio. Dei contenuti importanti e complessi, che è riuscita a sviluppare molto bene, grazie anche alla buona costruzione dei personaggi, che rivelano una forte personalità come Thomas, che con il suo carattere schivo e riservato, ma allo stesso forte e indomito, che ricorda la fierezza di un bellissimo cavallo selvaggio, ma che per la sua Ariel sa essere anche crudele e spietato, come si rivela nella seconda parte del libro, dove si vendica crudelmente con tutti quelli che osano fare del male alla sua amata. Leggendo il libro, ho avuto la sensazione di rivedere i personaggi del celebre romanzo di Emily Brönte, Cime tempestose, però durante la lettura mi sono subito resa conto che nonostante la similitudine che li unisce, in realtà sono molto diversi, perché questa storia presenta dei personaggi positivi e non negativi. Infatti Thomas, a differenza del tenebroso Heathcliff, non si lascia distruggere dall’amore ma al contrario, è l’amore a salvarlo da se stesso.
…“Mi ripetevo tutti i giorni quanto ti odiavo, e questo mi faceva andare avanti e riempire quel vuoto di risentimento. Ma adesso che ti ho tra le mie braccia capisco che era solo amore. Tu sei mia”…
  Thomas, è un personaggio che è stato segnato dall’amore, non solo da Ariel ma anche da quello di sua madre, che abusava del suo corpo come del suo amore. Thomas – “Tu parli tanto d’amore, ma sei solo come mia madre, lei mi massacrava e poi mi diceva che mi amava, ed è quello che stai facendo tu. Mi stai massacrando, riducendo ad uno straccio, solo per un tuo divertimento. Ti piace avere due ragazzi che si ammazzano per te, vero? Beh, la vuoi sapere la novità? Adesso ne hai solo uno. E ora esci di casa, vattene dalla mia vita. Non ti voglio vedere mai più!”…
L’amore trionfa su tutto infatti, nonostante lui prova della gelosia per Zaccaria, che può stare con la sua amata, non lo odia e tanto meno cerca di vendicarsi di lui, ne è la prova il fatto che desidera proteggere suo figlio e dargli in sua memoria lo stesso nome.
Thomas -“Lo chiameremo Zaccaria, in onore a quell’uomo che ti ha regalato tanta felicità”.
 Se Thomas è la luna che splende in un cielo pieno di stelle, Zaccaria è il sole, splendido e caldo, che riscalda e conforta il cuore di Ariel, che gli vuole bene, ma non lo ama come dovrebbe, e lui in cuor suo lo sa e accetta ciò che lei è disposta a donargli, ricambiandola con un amore puro e sincero che è fiorito nel giardino del suo cuore quando erano bambini.
 Zaccaria -“…il mio amore per te è sempre stato incontenibile, sin da quando eravamo piccoli. Ho capito di amarti alla follia a sei anni, quando sono caduto e mi sono sbucciato il ginocchio e tu mi hai portato con te dentro casa e mi hai sciacquato la ferita e poi l’hai curata con un bacio. In quel momento ho davvero realizzato che saresti stata mia moglie e che ti avrei amata fino alla fine dei miei giorni…”
Zaccaria è un personaggio positivo e coraggioso, che come Ariel e Thomas si ritrova a crescere troppo presto, infatti alla prematura morte del padre, durante il fidanzamento con Ariel ha dovuto svestire i panni del ragazzino di soli quattordici anni e si è fatto responsabile degli affari di famiglia. Zaccaria – “Sono pronto. in tanti ucciderebbero per essere nella mia stessa situazione. Mio padre sarà fiero di me. Porterò avanti tutto in modo diligente ed impeccabile. E poi non sarò solo. Ci sarai tu con me.”
Anche se come Edgar, si ritrova nel mezzo dell’amore profondo tra Thomas e Ariel, non è stato contaminato da nessun sentimento di odio o gelosia e ha pensato a lei, al suo grande amore anche dopo la sua morte.
Zaccaria – “Dentro di me ho sempre saputo che hai amato qualcun altro, oltre me, ma non hai mai detto niente. Mi sei stata fedele come lo sono stato io. Amandoti più della mia vita.
 Di questo trio amoroso Ariel è la protagonista, la chiave di volta delle varie figure dell’amore, è colei che apre le porte del cuore di entrambi i suoi due amori, Thomas e Zaccaria, che la amano di un amore incondizionato. Lei è un personaggio con un cuore forte e coraggioso, sicura del suo amore, ma con determinazione vi rinuncia per poter aiutare la sua famiglia.
  Con il dolore nell’anima decisi su due piedi che dovevo lasciare Thomas per sempre.
La ragione prevale sul suo cuore, ma la sua fiamma rimane viva sotto le ceneri del suo dolore. Nonostante l’egoismo di cui si sente vittima nella prima parte del libro, che la possono avvicinare a Catherine, la protagonista di Cime Tempestose, non possono essere più diverse perché rimane salda e come Thomas non si lascia schiacciare dal peso del suo amore, ma va avanti e l’amore la ricompensa.
Ariel –“Mi sto comportando ingiustamente? Con Thomas e Zaccaria? Amo alla follia Thomas, ma non voglio rinunciare alla compagnia di Zaccaria. E’ un ragazzo spontaneo, divertente, non mi ci devo mica sposare… E poi Thomas mi ha concesso del tempo, prima di scartare del tutto Zaccaria, vorrei conoscerlo meglio, lo stesso vale per Thomas, infondo lo conosco da un mese.”
…non potevo davvero credere che fosse vivo, che fosse stato vivo per tutto quel tempo. Avevo versato così tante lacrime da riempire il mio oceano di disperazione, dove nuotavo da anni. Avevo imparato a restare a galla, ma mi mancava qualcosa. Mi mancava Thomas. E ora era lì.
 Ariel, è la donna che ha provato la gioia e la freschezza di un amore che sboccia, aprendo il suo giovanissimo cuore a un sentimento bellissimo e potente che le darà forza nella sua difficile vita.
Lui si avvicinò a me e mi prese il volto tra le mani. Io aprii leggermente la bocca a corto d’aria. Lui espirò l’ultima boccata vicino alle mie labbra. Stava per fare qualcosa di inaspettato. Qualcosa che mi avrebbe dato forza nei momenti difficili. Con delicatezza mi posò un bacio sulle labbra. Era una sensazione bellissima. Mi sentivo volare. “Sono innamorata. Troppo innamorata”.
 Dopo aver assaporato il dolce sapore della felicità, ha scoperto il gusto amaro dell’abbandono e del dolore
il mio cuore andò di nuovo in frantumi. Ero davvero a pezzi. Volevo solo morire. Volevo trovare pace, non volevo sentire più dolore. Ero consumata da quel continuo lacerarsi dentro di me. Improvvisamente mi sentii svuotata, come un cadavere. Le lacrime si fermarono e guardai ancora per una volta, per l’ultima volta quegli occhi celesti che mi avevano resa la ragazza più felice del mondo e che ora mi avevano distrutta. Tutta la mia vita era lì, con lui. Spense la mia vita con uno sguardo, portandosi con sé le ceneri della mia esistenza.”
Dopo aver ritrovato di nuovo il suo amore lei si abbandona alla sua forza travolgente e l’amore puro diventa passione. Ma la perdita lacera di nuovo il suo cuore e solo l’amore del suo bambino la salva dall’irreparabile.
Nel momento in cui il mio braccio si stava alzando per poi  pugnalarmi, il bambino mi calciò con una tale forza che lanciai il coltello lontano qualche metro. Corsi ad appoggiare la mano sul ventre cercando di attutire il dolore. In quel momento tornai lucida. …
Capii davvero di non essere sola, anche in quel momento di sconforto il mio piccolo bambino c’era. Non mi aveva mai lasciata e così dovevo fare io. Dovevo lottare per lui.
 Questo libro, con la sua trama coinvolgente, i personaggi ben costruiti che con le loro interpretazioni si muovono agilmente sul palcoscenico di questo delicato scenario che con i suoi contorni ben studiati e definiti, riesce a trasportare il lettore all’interno di questo mondo, dove si rimane inesorabilmente coinvolti dalla destrezza delle loro interpretazioni, che sotto la regia di Dami Jissed Vertiz Lozano, acquistano forza e destrezza, lasciando il povero lettore in balia delle loro emozioni. Nonostante è un’opera giovanile, questo romanzo rivela una destrezza innata, che ha permesso a questa autrice di gestire magistralmente una storia che nasconde dietro il suo velo temi di grande importanza, che nell’insieme lasciano una profonda traccia nel cuore di chi ha la fortuna di leggere quest’opera, che ha i presupposti per concorrere a importanti concorsi letterari. In definitiva un libro che va assolutamente letto e riletto.
Ma chi è Dami Jissed Vertiz Lozano?
Nasce il 10 Novembre 1994 a Benidorm in Spagna.
Quasi al quarto anno di vita, si trasferisce con la sua famiglia in Italia, a Napoli, dove incomincerà i suoi studi.
Qualche anno dopo si trasferisce in Abruzzo e più tardi in Irlanda ed infine in Colombia, dove finisce le elementari.
All’età di undici anni torna in Italia, vicino Venezia, dove prosegue gli studi. Gran appassionata di musica, pittura, letteratura e cinema, sin da piccola sviluppa un amore viscerale per l’arte .
Amante della notte, scrive dalle undici in poi, ispirata dai grandi classici, come Prokofiev, Shostakovich e Stravinskij. Grande fan di Kubrick, impazzisce per capolavori come Arancia meccanica e Lolita. Ma, la sua passione più grande sono i viaggi, dichiarandosi un cuore zingaro senza meta. In tutti i suoi viaggi non si è mai voluta separare dai suoi libri che ama profondamente. Dalle lunghe letture è nata la sua passione per la scrittura, concludendo a sedici anni il primo libro di genere fantasy, non ancora pubblicato Il Riflesso della Morte. Finito questo incomincia Le Ceneri dell’Esistenza, un romanzo ambientato nella seconda guerra mondiale. Attualmente è al lavoro su due nuovi progetti Ossessioni dal passato e Mio fratello Caino.
Aveva 16 anni quando ha scritto "Le ceneri dell'esistenza".
Leggetelo con cura miei cari lettori e scoprite la profonda e preziosa bellezza di questo romanzo, celata dietro la sua immatura imperfezione e solo allora potrete essere testimoni unanimi del perché lo considero il libro + bello che ho letto nel 2013. Cliccate qui:

giovedì 16 gennaio 2014

Perché, Le ceneri dell’esistenza, è il libro + bello del 2013?

 Ciao a tutti miei carissimi lettori e viandanti sperduti, siate i benvenuti nel mio regno.
Allora, dopo aver chiarito il perché della presenza di Hunger Games, nella lista dell’elezione del libro + bello del 2013; ora è giunto il momento di dare un chiarimento sul perché tra tantissimi e validissimi libri usciti nel 2013, ho eletto proprio un libro auto pubblicato come “Le ceneri dell’esistenza”, tra tutti quelli che ho letto nello scorso anno. La domanda sul perché, è validissima e voglio rendere chiaro il motivo della mia decisione a tutti i miei amati lettori e a quelli che hanno seguito questa speciale elezione.
Prima d’iniziare, voglio precisare che non mi reputo un critico letterario e tantomeno un editore, infatti, NON è mia intenzione scavalcare i professionisti del settore, ma rilasciare la mia opinione personale come lettrice e blogger di un blog letterario dove condivido la mia passione e i miei pensieri.
Quindi, per il grande rispetto che nutro verso tutti i miei amati lettori, mi accingo a illustrare le mie motivazioni, mettendo in chiaro in modo analitico e imparziale non solo i lati positivi, ma anche quelli negativi di questo romanzo. Alla fine, tirando le somme arriveremo insieme al mitico perché! proprio “Le ceneri dell’esistenza”.
Adesso, vi elencherò attraverso dei Contro e Pro, ciò che io come lettrice ho notato. Attenzione!!! Non sto impartendo lezioni o altro.
Togliamoci il pensiero e iniziamo dalla parte dolorosa, i Contro:
Un  lettore esperto e imparziale, che per la prima volta si accosta a questo romanzo, sicuramente noterà vari punti negativi, come:
  • La forma stilistica. La grammatica non è perfetta al 100% , la forma stilistica ovvero le espressioni linguistiche risultano ancora immature, come un frutto acerbo e di conseguenza il risultato potrebbe essere valutato appena sufficiente se non addirittura mediocre da parte di un professore o da un lettore esperto.
  • Un lettore attento e meticoloso, sicuramente noterà un utilizzo improprio del prologo e dell’epilogo, che intaccano la forma strutturale del romanzo. Il prologo viene utilizzato forse un po’ troppo spesso. Esso figura nella parte introduttiva, ma in realtà compare anche nel primo e nel secondo capitolo, attraverso un flashback che riporta il lettore sulla scena del viaggio in treno di Ariel verso il campo di concentramento, di conseguenza la parte più importante del romanzo non è più la storia d’amore, ma la deportazione, per questo motivo nella mia intervista all’autrice ho posto la domanda :    Quindi, come definiresti il tuo libro, un romanzo d’amore o un romanzo storico?  L’epilogo, invece di essere utilizzato alla fine del romanzo viene utilizzato per concludere ognuna delle tre parti in cui è suddiviso il romanzo e ciò fa pensare ogni volta a un the end che non c’è. Inoltre il contenuto sembra una estensione del capitolo stesso, come si nota soprattutto nella terza parte.

Adesso passiamo ai Pro, che in pratica sono tutti quelli che ho riportato nella mia recensione:
  • I personaggi hanno una buona struttura, le loro personalità sono ben definite e si legano molto bene alla trama del romanzo, nonostante la giovane età in cui si sviluppa la storia (13-20 anni), perché questo amore ricorda quello inscenato da Shakespeare, “Romeo e Giulietta”, infatti e a questo che s’ ispira la nostra giovane scrittrice, per la prima parte del libro. 
  • Nonostante la forma stilistica e quella strutturale del romanzo non sono perfette, la trama e ben delineata e la storia si lega perfettamente agli eventi storici.
  • La nostra scrittrice, nonostante la giovane età (aveva 16 anni quando ha scritto questo romanzo) dimostra di aver portato avanti una attenta ricerca di lettura, riuscendo a legare all’interno della storia narrata, importanti e difficili documentazioni storiche e anche i complessi riti cerimoniali ebraici, come il Bar mitzvah e il Chanukkah.
  • La sua scrittura, nonostante si rivela ancora acerba, riesce a catturare ugualmente l’attenzione del lettore, che si ritrova catapultato all’interno della storia narrata e rimane imbrigliato come un cavallo alle redini e a condurre e proprio la nostra giovane cavallerizza. Inevitabilmente a questo punto le imperfezioni strutturali e stilistiche passano in secondo piano, perché chi legge non vede l’ora di sapere come andrà a finire la storia. Si sono separati per sempre? Ariel morirà? Thomas la ama o la odia? Scopriranno il suo bambino e lo uccideranno? Thomas è realmente morto? 

Tirando le somme miei cari lettori, quello che questo libro necessità è solo una revisione, curata da un Editore,
 che prenda sotto la sua ala questa giovane scrittrice che ha dimostrato di avere TALENTO  nel momento in cui è riuscita a catturare l’attenzione del lettore. Io ritengo, come lettrice, che il vero talento di  uno scrittore sia proprio questo, imbrigliare e condurre il lettore e la nostra Dami Jissed Vertiz Lozano, ci riesce molto bene, anche se ancora ha bisogno di crescere, per raggiungere la maturità di uno scrittore affermato. Al momento, questo romanzo, può considerarsi come un diamante grezzo, che ha bisogno di essere ripulito per rivelare la sua reale caratura. Come lettrice, io trovo eccezionale un libro che riesce a farmi entrare nel suo mondo, che mi fa ridere e piangere insieme ai suoi protagonisti che mi coinvolge nella storia al punto tale da farmi dimenticare che devo dormire o mangiare. A questo punto, una perfetta forma stilistica per me, non è più l’elemento essenziale, perché lo scrittore a fatto centro, quindi nonostante i contro, sono elementi importantissimi per la valutazione di un romanzo, li lascio alla cura dell’editore che lo correggerà nel momento in cui riceverà le sue attenzioni. Un romanzo perfetto nella forma, ma privo di emozioni non è un romanzo, ma parole stampate che non riescono a vivere, un albero senza radici. Quindi, ecco il vero motivo che mi ha spinto a eleggerlo il libro + bello che ho letto nel 2013, perché era dai tempi di Harry Potter o Il Signore degli Anelli, che non leggevo qualcosa che mi coinvolgeva così tanto, da farmi leggere inconsapevolmente tutta la notte. Credo che sia facile e comodo scegliere un best-seller e eleggerlo il libro più bello, ma scegliere un romanzo tra giovani e sconosciuti talenti e una cosa più ardua. Io credo che la cosa più importante che un blog letterario può fare e cercare di diffondere la loro voce e io desidero sostenere coloro che hanno il talento e il coraggio di mettersi in gioco. Questa elezione, è stata il frutto, del mio apprezzamento verso questa storia, che ha raggiunto il mio cuore di lettrice e rappresenta anche un incoraggiamento, seppur modesto, a un giovane e coraggioso talento, affinché continui a perseguire il suo sogno, perché questo piccolo bocciolo che aspetta impaziente di fiorire, tra qualche anno, potrebbe andare molto lontano e raggiungere traguardi che non si sarebbe mai aspettata e diventare una splendida gemma del mondo letterario.
A questo punto, spero che anche VOI lettori possiate vedere ciò che io ho visto in questa giovane scrittrice durante la mia intervista e nella appassionata lettura de “Le ceneri dell’esistenza”. Il TALENTO e la DETERMINAZIONE, la stoffa per diventare una apprezzata scrittrice e soprattutto una meravigliosa storia che merita di essere letta e conservata, nonostante la sua attuale imperfezione, in fondo la Gioconda di Leonardo, non è la figura femminile più bella del mondo ma sa decisamente farsi notare e apprezzare inestimabilmente.
Vi lascio con un pensiero di un grande Editore, Giulio Einaudi:
Il libro, sia esso romanzo, saggio o poesia, deve coinvolgere al massimo l'intelligenza e la sensibilità del lettore. Quando in un libro una frase, una parola, ti riporta ad altre immagini, ad altri ricordi, provocando circuiti fantastici, allora, solo allora, risplende il valore di un testo. Al pari di un quadro, di una scultura o monumento, quel testo ti arricchisce non solo nell'immediato ma ti muta nell'essenza