martedì 22 ottobre 2013

I poeti son vecchi signori che mangian le stelle distesi sui prati delle loro ville. E s'inventano zingare e more per farsi credibili agli occhi del mondo col loro dolore. (Tratto da: I poeti)

Chiacchiere in libertà
Ecco che arriva il momento di fare due chiacchiere. Il Premio Nobel si è concluso splendidamente e come sappiamo il 10 Ottobre i giurati di Stoccolma hanno deciso chi a Dicembre dovrà recarsi nella bellissima città svedese a ritirare il prestigioso riconoscimento, che è considerato un grande merito per la carriera di chi lo riceve. Come tutto il mondo sa, per il settore letteratura, ha visto premiato il suo talento la bravissima scrittrice canadese Alice Munro, di cui ho piacevolmente parlato nella rubrica Parliamo di... . Mah! Qual è il punto della nostra discussione?
  Beh! il dilemma che mi ha incuriosito è la candidatura a questo premio del nostro amato prof italiano, il grande Roberto Vecchioni, che con grande stupore degli italiani e dello stesso cantautore, che si è visto proporre alla pari del mitico Bob Dylan, Leonard Cohen che sono stati candidati come cantautori, la nuova categoria che i responsabili del prestigioso Premio hanno deciso di inserire tra le varie categorie presenti.
  Ciò che mi sbalordisce è stata la grande indignazione degli stessi italiani nei confronti del povero cantautore, che umilmente parlando non si spiega come e perché sia stato candidato. La discussione nei suoi confronti è stata molto accesa tanto che dalle sue interviste e dagli articoli letti il povero prof invece di essere contento o lusingato mi è sembrato così spaventato dalla cosa che non faceva altro che scusarsi con i suoi connazionali, che continuano a domandarsi perché non Francesco De Gregori?
 La critica potrebbe sembrale legittima, ma secondo me non è stato corretto inveire con simili toni contro questo cantautore e scrittore del resto,  infatti oltre ai testi delle più di duecento canzoni, che ha composto, gli eminenti giudici dell’Accademia di Stoccolma hanno considerato anche il suo apporto in campo letterario, con i suoi due romanzi editi dalla casa editrice Einaudi,  Scacco a Dio, del 2011, Il libraio di Selinunte del 2007, e poi
Volevo. Ed erano voli del 2008, Di sogni e d’amore. Poesie 1960 – 1964, che raccoglie una parte della sua vena poetica.

I suoi romanzi, mostrano il profondo rispetto per la letteratura, infatti le vicende si sviluppano attraverso gli insegnamenti dei grandi autori del passato, i classici..., letti a voce alta dal libraio di Selinunte a un giovane ragazzo che si ritrovava a volare tra le opere di Pessoa, Saffo, Tolstoj, Rimbaud… Un libro che come il pifferaio magico incanta con la sua melodiosa poesia, infatti ecco cosa dicono alcuni lettori:
12/09/2011 at 10:05 pm  
NICOLETTA ha detto: LA CANZONE CHE PORTA QUESTO TITOLO è BELLISSIMA, EMOZIONANTE , UNICA. IL LIBRO ANCHE. IO HO UTILIZZATO QUESTO TESTO PER UN LAVORO SULLA CONTINUITà FRA ORDINI DI SCUOLA: UN SUCCESSO
 20/09/2011 at 8:57 pm  
LUISA ha detto: Un libro che è pura poesia, ricerca raffinata, dichiarazione d’amore per altri libri e immensa capacità di farli amare e ricordare sotto una luce nuova. “Il libraio di Selinunte” è una lettura meravigliosa, che tutti dovrebbero affrontare. Mi ha emozionata e coinvolta, parola dopo parola, fino all’ultima pagina.
Ecco cosa scrive in Scacco a Dio:
Sembra quasi che lo facciano per farmi dispetto: arrivati a un certo punto è come se spegnessero la stella che li guida, come se s'incidessero un'altra linea della vita sulla mano. No, non parlo di peccati, quelle sono minuzie: dico il loro cammino, il corso del loro destino. Hanno un solco da seguire, un viaggio da compiere e improvvisamente lo cancellano, lo resettano vogliono essere altri da sé; stropicciano le loro anime fino a rendersele irriconoscibili, si ribellano alla felicità.
 E nel Libraio di Selinunte:
E voi cosa ne pensate? 
 Secondo me, nonostante, tutto non è stata immeritata questa candidatura, anzi come italiani dovremmo essere contenti che in questa categoria sia stato considerato di merito un nostro grande autore, senza nulla togliere agli altri cantautori italiani.
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