lunedì 15 luglio 2013

Caffè letterario

Caffè Letterario
Buongiorno, miei meravigliosi lettori, che ne dite di un bel caffettino, magari accompagnato da uno spassosissimo libro che ci salva dalla noia insieme alla intraprendente Libby e i suoi piani buca?

Ditemi, avete mai pensato di organizzare dei piani, per gestire le situazioni della vostra vita? Wow! Tutta la vostra vita è sotto controllo, se non ci fossero gli imprevedibili fattori, i classici imprevisti che mandano all’aria il vostro fantastico piano, allora la cosa più logica è… correre ai ripari con uno piano salvagente, quindi entra in azione il piano B, e se anche questo salvagente, è bucato? Semplice, per una persona che vuole controllare la sua vita che va alla deriva, non resta che trovare una zattera per salvarsi dalle acque profonde, quindi inizia un piano di salvezza definitivo, il piano C, si perché la C è la lettera più affascinante proprio come Chanel e Parigi è il Paese della grande stilista.
Quindi cari amici, come vi ho accennato godiamoci il nostro adorato caffè leggendo questa spensierata storia della protagonista di oggi, l’affascinante Libby, una giornalista che cerca la felicità programmando una vita perfetta, con un amore appassionato, una bella casa con un amoroso marito e due belle figlie e un lavoro pieno di soddisfazioni. Tre idee fantastiche che si rivelano un po’ difficili da realizzare perché dopo il fallimento del piano A, possiamo iniziare a godere di questo racconto che ci trascinerà senza renderci conto alla pagina 362, con cui si concluderanno le spassose avventure della nostra eroina, che va alla disperata ricerca della felicità, fino a quando non si rende conto che nella vita non c’è piano che tenga. Sarà il piano C… come Chanel, a salvarla dalla disperata situazione in cui si ritrova? Infatti, dopo il fallimento del piano B, a cui è giunta passando da un matrimonio perfetto in cui il marito amorevole la tradiva, a quello dello splendido principe azzurro, che la salva dalla disperazione di un lavoro da free-lance con due figlie in piana adolescenza con una valanga di bollette da pagare. Ma se la barca sicura sulla quale è salita si rivela un Titanic? Alla nostra Libby non resta che fare come Rose e gettarsi in una salvezza disperatA, con la A maiuscola o forse una C, un poco arrotondata che ondeggia come una zattera fatta molto male. Quale sarà il piano C? Sarà quello giusto o si rivelerà un altro buco nell’acqua? Scopriamolo seguendo la nostra giornalista tutto pepe che ci regala una esilarante storia in stile Kinsella, venuta fuori dalla penna di una delle giornaliste americane più famose e rispettate che scrive per le maggiori riviste femminili americane e inglesi, incluso Cosmo Girl, Marie Claire, ovvero Lois Cahall.
Lois Cahall ha iniziato la sua carriera come giornalista del giornale di Boston, Massachusetts, e poi come produttore associato per Nick e Judith Krantz, con cui va a caccia di storie vere per la CBS TV e films.  Nel 2010 la signora Cahall ha seguito le questioni delle donne nella vita quotidiana, con una serie di ABC News 'priorità assoluta e Good Morning America ORA.  Questo è anche il decimo anno della signora Cahall come "Screen Queen" ( www.screenqueen.com ), le sue trasmissioni attraverso la rete delle comunicazioni Saga raggiunge più di un milione di ascoltatori ogni settimana. Dopo il successo come giornalista televisiva decide di iniziare una nuova avventura come scrittrice, proprio con un’altra giornalista Lory e la sua storia racchiusa in Voglio un piano C! C… come Chanel, edito dalla casa editrice Sperling & Kupher
Prezzo  9,90 ebook 6,99 €
Editore  Sperling & Kupfer  
Anno pubblicazione 2013
Pagine 362
Collana Pandora 
Ma iniziamo a goderci un pizzico delle avventure della nostra eroina da gustare con il nostro caffè.
INSERISCE la chiave magnetica, la spia verde si accende e la porta si apre con un clic. Mi sorride. “Dopo di lei, Mademoiselle”. Il mio cervello annebbiato dall’alcool si affanna per seguire la semplice funzione di mettere un piede davanti all’altro ma faccio un passo falso e una scarpa con il tacco a spillo mi ssi sfila via. Tecnicamente non è la mia scarpa, è della mia migliore amica Kitty, una Christian Louboutin nera, per essere precise. “Meglio per te che i miei tesorini tornino a casa intatti”, queste sono state le sue testuali parole. Il primo paio non fabbricato in Cina che indosso da anni. Le dita del piede affondano nel morbido tappeto persiano; per un istante mi sento in trappola ed esamino la stanza. O è la stanza a esaminare me? Dopo quattro bicchieri di Château Latour non ne sono più tanto sicura. Non sembra una camera d’albergo… pare più un appartamento illuminato da luce soffusa che si affaccia sui giardini di Place Vendôme. Wow! Aspetta un secondo.. non è una camera: è una suite, a Parigi! Sete, boiseire, broccati e opere d’arte a profusione, sembra arredata da Luigi XV in persona. Oltre una porta a due battenti intravedo l’invitante letto matrimoniale, i cuscini di piuma con federe in lino bianco e la testata dorata, che mi invita: Forza! Vieni a rotolarti! “Mi spiace per la stanza”, dice lui con forte accento francese. “Avevano solo la business suite, la Prestige era occupata.” “Oh”, balbetto disorientata; volevo planare dolcemente e mi ritrovo a precipitare in picchiata. Solo dieci minuti fa chiacchieravamo piacevolmente al bar dell’albergo e io avevo tutto sotto controllo, accomodata in un’avvolgente poltrona di pelle mentre accarezzavo la decorazione della boiserie alle pareti. Guardo l’uomo del mio appuntamento, Étienne, e lui guarda me, le mani distrattamente infilate in tasca. Completo di sartoria su misura, camicia bianca cifrata e sbottonata quel tanto che basta, sembra uscito da una rivista di GQ,… Io, un pilastro del vivere civile americano; io, Libby Crocckett, la donna che fa volontariato al Centro per madri adolescenti, anche se per come stanno andando le cose – senza scarpe, senza stipendio, il cervello annebbiato da fiumi di alcol – mi ritroverò ben presto nelle loro condizioni. Accendo la luce e chiudo la porta. Oddio, è accecante. Più sono giovani, più luce vogliono. E lui è un bel pezzo più giovane di me. Faccio pipì. Se pensavate che la suite fosse mozzafiato, avreste dovuto vedere il bagno. Le dita rimangono sospese sul marmo di Carrara. … Che ci faccio qui? Come ci sono arrivata? Tutto è cominciato a quella mostra con Kitty, è lì che l’ho conosciuto, poi un pomeriggio al cinema in Rue Christine, una cena al Guy Savoy, una passeggiata lungo la Senna, un aperitivo al suo albergo. E in tutto questo, ho pensato anche solo una volta al mio adoratissimo Ben? No. Quanto tempo deve passare prima di ricominciare una nuova storia? Per dieci anni ho dormito con Ben, raggomitolata contro la sua schiena per poi rotolare abbracciati: avrebbe dovuto essere lui, solo lui…
Cosa è successo tra Ben e Libby? Sarà la B di Ben quella del piano B andato male? Cosa succederà tra Lobby e l’affascinate Étienne? Lei andrà via e tornerà da lui, o sarà questo giovane rampollo il piano C?  Andiamo a scoprirlo leggendo questa romantica e divertente scritta da Lois Cahall. https://www.facebook.com/LoisCahallAuthor

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