mercoledì 19 giugno 2013

Agenda letteraria, Osamu Dazai

Agenda letteraria


Ciao a tutti amici de “La bacheca dei libri”, oggi 19 Giugno la nostra agenda ci ricorda la nascita e la morte di un scrittore forse un po’ controverso ma che ha lasciato la sua impronta nel panorama letterario internazionale, Osamu Dazai, di origine giapponese, ha passato la sua intera vita cercando di suicidarsi e finalmente il giorno del suo trentanovesimo compleanno è riuscito nell’impresa, però la sorte non poteva portarsi via questo autore prima di lasciarci le sue opere. Dazai, appartiene alla corrente della Burai-ha o scuola decadente, un gruppo di scrittori dissoluti che esprimevano la mancanza di scopi e la crisi di identità nel Giappone post-seconda guerra mondiale
 La tecnica narrativa adoperata maggiormente è quella dello shisosetsu, vale a dire il Romanzo dell’Io: un tipo di romanzo confessionale dove gli eventi nella storia raccontata corrispondo agli eventi della vita dell’autore.
 Lo stile letterario di Dazai è sicuramente influenzato dalla letteratura europea, pur rimanendo molto legato alla letteratura giapponese classica. Questa convivenza di influenze fa sì che egli sia uno scrittore accessibile anche al lettore occidentale, anche se adopera alcuni insoliti mezzi letterari, legati alla letteratura orientale, come fornire la battuta finale di un dialogo, che spesso si rivela essere quella cruciale, e poi torna indietro per raccontare la vicenda che conduce a quella battuta. Un altro peculiare aspetto della prosa di Dazai è la maniera di descrivere fatti secondari per suggerire situazioni più vaste. In questo egli si affida alla tecnica della poesia giapponese, in particolare alla miniatura del haiku, una composizione di diciassette sillabe dove ogni parola è una parte vitale del tutto, e dove si tenta di offrire al lettore la vastità della natura distillata in poche gocce di poesia. Tra le sue opere più rilevanti va citata Lo squalificato pubblicato nel 1948 è uno dei romanzi più celebri della letteratura giapponese. Il romanzo, parla di Yozo, un uomo molto solo che non riesce a inserirsi nella società e cerca di attirar l’attenzione con suggestive pagliacciate, ma la squalifica da parte della società lo porta alla morte, ed e proprio qui che lo scrittore riesce a dargli un senso diverso, spostando bruscamente ma in maniera perfetta il punto di vista narrativo al di fuori del protagonista. Questo scrittore nonostante la vita dissoluta, e riuscito a mostrare la sua grande capacità narrativa  e questo libro ne è l’esempio. La storia di Yozo, è come la sua vita, e la frase citata nel romanzo, rappresenta ciò che egli pensa di se stesso. Vi lascio con questa frase tratta da Lo squalificato:
“La mia è stata una vita di grande vergogna. Non riesco lontanamente a immaginarmi cosa significhi vivere la vita d’un essere umano” (pag. 19).

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