La biblioteca teologica del Monastero di Strahov a Praga

La bacheca dei libri, ha come modello questa immensa fonte di conoscenza perché: "La lettura è per la mente ciò che l'esercizio è per il corpo

Novità e successi della NORD Editore

Ecco le novità da non perdere e il successo di "Vita dopo vita" che come sottolinea l'Espresso:«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»

Novità e successi della Dunwich Edizioni

La Porta dei cieli, il thriller archeologico protagonista del Blog Tour ancora in corso; Il successo dell'horror "William Killed The Radio Star" uno sfondo musicale dalla intricata indagine psicologica e le attese novità legate ai concorsi della Dunwich.

I 5 romanzi finalisti del Premio Strega 2014.

Ecco i romanzi candidati a entrare nell'immortale albo d'oro del Premio. Il favorito è "Non dirmi che hai paura" vincitore del Premio Strega Giovani. Alla finale del 3 Luglio ha vinto il prezioso elisir Francesco Piccolo con "Il desiderio di essere come tutti".

Novità editoriali da non perdere

Ecco le fresche letture che hanno attirato la mia attenzione. Da un Amore Alieno a Per sempre insieme,dalla passione di Così come sei al distopico fantasy Mystic city, ma un Eccezione serve sempre quindi non perdetevi l'eccezionale caos di sentimenti scritta dall'islandese Audur...

martedì 12 novembre 2013

"Sono cresciuto in mezzo ai libri, facendomi amici invisibili tra le pagine polverose di cui ho ancora l'odore sulle mani..." Carlos Ruiz Zafòn

Buongiorno!
       Amici in lettura, parlando di me, questa citazione rispecchia la mia infanzia. Sono cresciuta con i libri e loro sono stati i miei amici più fidati. Con loro ho scoperto il mio cuore coraggioso e ho riso, pianto, vissuto mille avventure, solcato i mari e sfidato il male, risolto intrighi e aiutato molti amici a completare la loro missione. Loro, sono stati i miei maestri, mi hanno accompagnato lungo la via della conoscenza umana e soprattutto mi hanno insegnato a vivere. 
              E per voi cosa sono, i LIBRI?
          Con questa domanda e la bella citazione di uno dei miei autori preferiti Carlos Ruiz Zafòn, vi auguro:

                  una splendida giornata e naturalmente...  Buona lettura

lunedì 11 novembre 2013

"Noi gitani siamo sempre stati liberi. Tutti i re e i principi in ogni angolo del mondo hanno tentato di piegarci, senza riuscirci. Con noi non ce la faranno mai. Niente e nessuno ci lega. Il rischio non ci fa paura, ce ne infischiamo delle leggi e dei decreti. E' questo che chiunque si consideri un vero gitano ha sempre sostenuto e difeso."

News! Finalmente in libreria.
 Amici in lettura, finalmente possiamo leggere l’ultima fatica del grande scrittore spagnolo Ildefonso Falcones, che dopo i successi letterari di La mano di Fatima e La cattedrale del mare, che mi ha catturato tra le sue pagine trascinandomi in una emozionante trama ambientata in una Spagna storica, proprio come reclama il suo stile e questo suo ultimo romanzo La regina scalza, edito dalla casa editrice Longanesi.


Un romanzo, che ci riporta nel 1748 in un’altra bellissima e affascinante città spagnola Siviglia e la protagonista questa volta è una ex schiava di origine cubana, Caridad, che il destino la unisce a quello di Milagros e dei gitani. Nel fermento della Spagna di questo periodo storico, Falcones, ci trasporta in questo viaggio avventuroso dove la storia si unisce alle vite dei suoi personaggi che con le loro vicissitudini ci faranno vivere amori, passioni e lotte e chissà dove ci porteranno questa volta?




Dall’anteprima e dalla descrizione di questo romanzo si preannuncia una storia emozionante che mi ricorda la bella Esmeralda, l’affascinante gitana protagonista del romanzo del grande Victor Hugo, che si è innamorata dell’uomo sbagliato, un arrogante ed egocentrico, proprio come Milagros, l’amica di Caridad. A intricare la storia c'é anche lo storico editto della deportazione dei gitani. Cosa succederà a Milagros e Caridad?
Personalmente non vedo l’ora di scoprirlo e voi?
Intanto ecco un piccolo assaggio e il link dell'anteprima e la presentazione di questo storico romanzo scritto da parte di questo geniale scrittore, Ildefonso Falcones.
Porto di Cadice, 7 Gennaio 1948
Quando stava per mettere piede sul molo di Cadice, Caridad ebbe un attimo di esitazione. Si trovava in fondo alla passerella della feluca su cui erano sbarcati dll Reina, il galeone che aveva scortato i sei mercantili e il loro prezioso carico dall’altra parte dell’oceano. La donna alzo gli occhi al sole invernale che illuminava il porto affollato e chiassoso: uno dei vascelli che aveva con loro dall’Avana stava per essere scaricato. I raggi penetrarono nel suo liso cappello di paglia, abbagliandola. Tanto baccano la prese alla sprovvista e lei si ritrasse spaventata, come se quelle urla fossero rivolte a lei. “Ehi, tu! Non stare lì impalata, Morena”, urlò il marinaio dietro di lei mentre passava davanti senza tropi riguardi. Caridad incespicò e fu sul punto di cadere in acqua. Quando un altro degli uomini alle sue spalle fece per superarla, la donna saltò goffamente sul molo, si fece da parte e rimase immobile mentre altri membri dell’equipaggio continuavano a sbarcare tra risate, battute e scommesse di ogni tipo sulla femmina grazie alla quale avrebbero subito dimenticato la lunga traversata oceanica. “Goditi la tua libertà, negra!” gridò uno di loro passandole accanto...

“Le sue mani forti le sfiorarono il viso con delicatezza. Poi la baciò di nuovo, con trasporto, e quando si staccarono nei suoi occhi Bethany vide un sentimento che conosceva bene. Era lo stesso che provava lei. Era amore.”

Fantasy
   ...amo 
  Eccoci qui amici in lettura, Fantasy... amo insieme perché è atterrato in Italia Shadows, il prequel della serie Lux, della famosa scrittrice di Urban fantasy Jennifer L. Armentrout.



È questa la copertina del libro che molte fans della serie hanno atteso con ansia. Dopo l’uscita del primo volume Obsidian, la Giunti Editore, presenta il prequel della serie, che vede come protagonista Dawson Black, il fratello gemello del misterioso Daemon, l’alieno della porta accanto che ogni fanciulla terrestre sogna di avere.




   Questo romanzo, narra la triste e profonda storia d’amore, tra Dawson e Bethany Williams, la giovane umana arrivata dal Nevada e di cui il bellissimo ragazzo dell’altro mondo s’invaghisce, facendogli scoprire quel meraviglioso sentimento che alla fine lo porta alla morte. Finalmente tra queste pagine scopriremo cosa è successo al fratello di queste meravigliose creature dagli occhi verdi che hanno catturato il cuore della protagonista di questa serie la blogger Katy.
  Come è stato già preannunciato in Obsidian, questa storia d’amore non ha un lieto fine, quindi preparate i fazzolettini perché qualche lacrimuccia è inevitabile, ma tutto sommato ne vale la pena, perché solo la fantastica Jennifer L. Armentrout può catturare il lettore con quello stile tutto suo, che di certo non ci risparmia i dettagli e con questo libro, ha deciso di fare un regalo alle sue numerosissime fans che con tanta passione la seguono.
  Se avete amato la saga di Stephenie Meyer, Twilight, sicuramente impazzirete per questa serie e per darvi un’idea di cosa stiamo parlando...
“Uno dopo l’altro i ragazzi entrarono in classe, sbadigliando e stropicciandosi gli occhi. La neve sciolta gocciolava dai loro cappotti raccogliendosi in piccole pozze sul pavimento. Dawson distese le lunghe gambe sulla sedia vuota davanti a lui. ... la campanella era appena suonata quando una ragazza entrò di corsa con un foglio giallo in mano. A Dawson bastò un acchiata per capire che non era di quelle parti ... Fece scivolare lo sguardo lungo le sue gambe, slanciate e sinuose, e notò le ballerine ai piedi. ...Il piede di Dowson toccò terra con un tonfo sonoro. Era... bellissima. ...”
....ecco un assaggino di questa storia giusto per emozionarvi un po e il link dove potrete godervi il primo capitolo di questo emozionante young adulds.

Le piaceva sentire sulla pelle l’odore dell’erba mescolato a quello denso dei fiori; le ricordava i giardini che aveva visitato con Adam, le sue mani che profumavano di primavera. La mente di Penelope era svuotata, e il cuore ruvido come la terra che circondava la casa. Qualcosa però sarebbe cambiato, almeno lì, in quel giardino. In un modo o nell’altro sarebbe riuscita a rifiorire.

Caffè letterario
Buongiorno!
           Amici in lettura, inizia una nuova settimana e per animare la vostra giornata ecco che arrivano le delicate note profumate di uno splendido giardino che sparge come in una meravigliosa primavera il suo incantevole profumo che possiamo ritrovare tra le pagine rosa di questo romanzo che accompagneranno con la loro fragranza il vostro caffè.
 L’ultimo battito del cuore, è come un piccolo bocciolo che schiude i suoi petali, e proprio così farà anche con il nostro cuore insieme a quello della sua protagonista, Penelope che dopo la perdita del suo grande amore scoprirà che infondo al suo cuore c’è un meraviglioso giardino sopito che aspetta di essere scoperto e coltivato.
Penelope non ama le rose, ma ama profondamente Adam, e quando lui attraversa le porte dell’aldilà, lei vaga nella profonda solitudine del suo cuore, fino a quando un giardino risveglia la sua voglia di vivere e sarà proprio grazie a questa brulla terra del Kent a far scorrere il filo del destino per farle incontrare Tristan, colui che potrà far battere ancora una volta le lancette del suo cuore che si erano congelate con la morte del suo primo e unico amore. Una romantica storia d’amore che sboccia come un piccolo bocciolo dalla penna di Valentina Cerberi, che con questo suo primo romanzo mostra lo splendore di un giardino che torna a fiorire spargendo nell’aria il suo delicato profumo, che mi riporta alle mente le romantiche note di Nicholas Sparks e il magico mistero racchiuso nel bellissimo romanzo di Frances Hodgson Burnett, Il giardino segreto.
 Dopo questa premessa, vi lascio sorseggiare il vostro caffè con le pagine di questa romantica storia, che nonostante la tristezza delle prime pagine, farà battere il vostro cuore insieme a quello della povera Penelope, che potrà tornare a sbocciare solo grazie alla vostra lettura.
Autunno 2008
    L’odore dei fiori era dappertutto. La seguiva in ogni angolo, come una oscura maledizione. Penelope si ritrovava aggrappato ai vestiti l’odore pastoso dei gigli in fiore. Seguiva ogni suo passo come gli invitati alla funzione. Il funerale di Adam. Era da poco calato il sole, eppure avrebbe giurato di aver stretto più mani lei in quella giornata che in tutta la sua vita. Tutti, del resto, amavano Adam Spencer, ma a differenza di Isabel, che con il figlio aveva condiviso una vita intera, a lei erano spettate le briciole. La loro vita insieme, tutti i progetti per il futuro, si erano liquefatti nella carcassa della loro auto, travolta da un camionista sorpreso da un colpo di sonno. Dopo lo schianto c’era stata la corsa in ospedale, la constatazione della morte, la benedizione di un prete e un amen su un’esistenza interrotta troppo in fretta. E ora lei se ne stava seduta su una sedia a rotelle nel bel mezzo del giardino degli Spencer. Si era svegliata dal coma qualche settimana prima, ma nella sua testa era ancora tutto confuso. La sola cosa che le appariva chiara era la morte di Adam. Lui non ce l’aveva fatta, non l’aveva aspettata. Aveva avuto fretta di andarsene, non le aveva permesso nemmeno di salutarlo come si deve. Non appena riacquistato l’uso della parola, Penelope aveva subito chiesto di lui, ma era troppo tardi, e i suoi organi erano già stati trapiantati in corpi sconosciuti. Dell’uomo che amava non le era rimasto niente. Nemmeno quel cuore che aveva giurato essere suo. Seduta davanti alla sua tomba Penelope avrebbe voluto gridare, ma nessuno si sarebbe mai precipitato a soccorrerla. Nessuno poteva, né si sforzava di capire. Adam le aveva promesso una vita insieme, le aveva giurato che quando fossero stati anziani e malandati si sarebbero ricordati le pillole l’un l’altro, ma quel sogno era durato appena qualche settimana. Non ci sarebbero state più lavatrici, camicie da stirare o il secondo spazzolino nel bicchiere accanto al lavandino. Niente. Soltanto distese di solitudine, una lanugine che difficilmente avrebbe potuto spazzare via dal cuore. Penelope sentiva ancora nelle orecchie l’eco della sua risata, quell’ottimismo incrollabile, ma nelle mani aveva solo il vuoto di un addio consumato. “Va’ avanti”, “lui non vorrebbe saperti infelice” continuavano a ripeterle una serie di facce spiegazzate dal pianto sopra lugubri abiti neri. Avanti però Penelope non riusciva proprio a guardare, e il presente era già un fardello pesante per le sue ginocchia ossute fare capolino dai pantaloni. Era stato un inferno indossarli, i muscoli erano ancora intorpiditi dalla lunga immobilità, ma non avrebbe accettato nessun altra soluzione. Le gonne non le erano mai andate a genio, così come non aveva mai amato le rose che invece Adam adorava, e che si intrecciavano sulla sua tomba. Penelope le trovava di una bellezza troppo semplice, scontata, invece Adam impazziva per loro al punto di voler mettere in salotto la riproduzione gigante di una Baltimore Belle che aveva fotografato durante una passeggiata. Aveva scattato quella foto in primavera, appena qualche mese prima. prima. D’ora  in poi la sua vita si sarebbe per sempre divisa tra un prima e un dopo Adam. ... Era successo non poteva tornare indietro, doveva farsene una ragione. Nessuno era tornato dall’altro mondo e Adam non avrebbe fatto eccezione, ma pur di smetterla di continuare a torturarsi con quel pensiero preferì spostare l’ attenzione sulle aiuole fiorite intorno a lei; tutto era perfetto, un addio in pieno stile Adam Spencer: romantico e decadente, impossibile da dimenticare. ... Inverno 2009 Pile di piatti sporchi nel lavandino e briciole sulla tovaglia dimenticata sul tavolo, la  stessa delle ultime tre settimane. Penelope, avvolta nel maglione di Adam, stava seduta a guardare il posto vuoto davanti al suo. Avrebbe lasciato il lavoro, ormai aveva deciso. Aveva denaro a sufficienza per un altro mese, poi chissà. Si girò verso la finestra, rivolgendo gli occhi al sole radente che la salutava oltre il vetro. Sui tetti lo sbuffare bianco dei comignoli sembrava scaldare il cielo grigio, mentre il gelo di un inverno senza fine graffiava le pareti. Penelope si strinse nel maglione, sognando Adam. ... Estate 2009  Il suv era imbottigliato nel traffico del fine settimana. Penelope se ne stava rannicchiata di lato, il piede premuto sul tappetino come se avesse voluto frenare ogni volta che un’auto le affiancava. Seduta accanto a lei Addison non la smetteva di parlare. Penelope si calò il cappuccio della felpa di Adam sulla testa e si girò di lato, intirizzita per il vento che continuava a batterle addosso. Come al solito, Addison teneva il finestrino abbassato per far circolare l’aria, sia che fuori ci fossero tre o trenta gradi, ignorando l’esistenza dell’aria condizionata e delle bocchette di ventilazione. Penelope tirò giù le maniche sino a coprirsi le mani, gli occhi incollati al finestrino mentre Addison continuava imperterrita il suo monologo sul tempo che guarisce ogni ferita, sul dovere di andare avanti sempre, nonostante tutto, e lasciarsi avvolgere dagli affetti familiari. ... Detestava che Addison decidesse per lei, detestava il modo in cui riusciva a risolvere i problemi di tutti e a condurre la sua vita perfetta mentre lei di perfetto non aveva niente, anzi; era svuotata dentro, e Addison lo sapeva. ... un lampione rischiarò la notte, e le due sorelle approdarono davanti alla casa in stile georgiano, con i mattoni rossi e le inglesine bianche, e l’impeccabile simmetria dei camini agli estremi del tetto; il ritratto di Addison. Rigore, linearità, purezza delle forme. “Al piano terra ci sono la sala da pranzo, il salotto, la cucina, lo studio di Ryan e i bagni per gli ospiti; al piano superiore le camere. La casa è circondata da un parco secolare, un capanno per gli attrezzi e i parcheggi. Ci piacerebbe una piscina, ma per il momento è solo un’idea”  continuò Addison. Penelope raggiunse le due colonne bianche che incorniciavano la porta a vetri circondata da intrecci di glicine, ma non resistette alla tentazione di lanciare lo sguardo oltre. C’era qualcosa al di là del confine delineato dalla notte stellata; un giardino apparentemente sconfinato che respirava piano, seguendo la brezza leggera del sud. ... Addison la invitò a entrare, ma all’improvviso Penelope ebbe freddo, quel freddo che attanaglia le ginocchia e blocca il respiro. Fu allora, per la prima volta in quella giornata, che si risvegliò da quel torpore durato un ano intero. Il sangue ricominciò lento a pompare nelle vene, e le gambe a riprendere forza. Era viva, la luce fioca oltre la finestra non doveva spaventarla. Addison non sarebbe riuscita a soffocarla, questa volta avrebbe lottato. ... “La famosa Penelope? Ryan Walker” disse una voce calda e profonda. La luce proveniente da un’altra stanza illuminò la figura di un uomo e di una sedia a rotelle. Ryan, il marito di Addison. Suo cognato. ... Dopo l’incontro con Ryan era salita nella sua nuova stanza, ma era rimasta sveglia per ore a chiedersi cosa dovesse aspettarsi da quella convivenza . era sicura che Addison avesse qualcosa in mente per lei. E Ryan, poi; conoscerlo le aveva trasmesso una strana sensazione. ...       
https://www.youtube.com/watch?v=oafopGlfVMY 

sabato 9 novembre 2013

Once upon a time...

C’era una volta...
 una giovane fanciulla, che passeggiava senza meta per le vie di una cittadina, mentre vagava tra i suoi pensieri, si ritrovò senza rendersene conto davanti a una curiosa e pittoresca libreria. Incuriosita decide di entrare, così, spinge la porta e... un suono tintinnante e delizioso di campanelline accompagna il tuo ingresso insieme a un raggio di luce  che attraverso i vetri, diffonde mille colori come un prisma che rinfrange la luce, mentre il leggero pulviscolo che attraversa il suo raggio brilla come polvere di fata, insieme a un delicatissimo profumo che non riusciva a definire, ma che stodisce i suoi sensi e quando un incantata principessa delle fate la prende per mano,
lei si lascia condurre senza la minima esitazione o meraviglia. 
Con la splendida creatura, attraversano una porta che si apre su una immensa sala piena di volumi. Gli scaffali si rincorrevano e mai aveva visto così tanti libri. Prima di riuscire a capire o a pensare come una libreria di così modeste dimensioni potesse contenere tutti quei volumi, uno di essi scivolò dallo scaffale e come per incanto si posò tra le sue mani, s’intitolava Il vento tra i salici, di un certo Kenneth Grahame e lei per istinto lo aprì... 


Fu così che un distinto rospo, educato e vestito di tutto punto si inchinò di fronte a lei e come un vero gentiluomo si presentò: Buongiorno Miss, sono l’egregio Signor Toad Hall e ho l’immenso onore di farle da scorta tra le mie intrepide avventure, così avrò l’immenso onore di presentarla ai miei simpatici amici e nonostante alcuni di loro hanno dei modi un po’ burberi, sono sicura che li troverà adorabili. Così, la fanciulla si ritrovò a braccetto con questo garbato e stravagante signore, che certo non badava a spese.
Tra tutti i suoi numerosi amici, la fanciulla scoprì che solo tre erano quelli che l’eccentrico signor Toad poteva considerare dei “veri amici”, ovvero Tasso Mc Tass, un saggio erudito, che ama la solitudine e nonostante l’aria un po’ burbera, dimostrerà di essere davvero un fidato amico; Topus, calmo e amichevole, avvolte può fare concorrenza a Brontolone, ma in fondo è un tipo apposto; ultimo ma non ultimo il tenero Talpino, un vero pantofolaio dai modi educati, particolarmente legato al signor Topus.
Durante questo viaggio, la fanciulla fu invitata a soggiornare nella stupefacente residenza del suo ricco accompagnatore, Villa Rospi, un vero gioiello, che da sfoggio dei nobili e prestigiosi natali del signor Toad.
Così tra giri in barca, spericolati tour in automobile, e fughe d’invasione della villa del suo protettore assalito dai debiti a causa delle sue eccentriche manie, la fanciulla ha vissuto un’avventura unica che difficilmente potrà dimenticare, scoprendo come può essere forte un indissolubile legame d’amicizia.

Il vento tra i salici o The Wind in the Willows, è un classico della letteratura per l'infanzia è stato scritto da Kenneth Grahame e pubblicato nel 1908.In questo romanzo i protagonisti sono gli animali del bosco, che rappresentano i modelli della società rurale inglese. Come le favole, questa storia ha molto da insegnare sull’amicizia, il cameratismo. Questo libro ha avuto notevole successo tanto che nel 1929 A. A. Milne, quando è diventato un celebre scrittore, ha adattato questa storia per la sua rappresentazione intitolata Toad of Toad Hall.














venerdì 8 novembre 2013

I libri sono l'alimento della giovinezza e la gioia della vecchiaia. Marco Tullio Cicerone

Buongiorno!

          Amici in lettura, che bella la frase di oggi. Anche se i tempi sono cambiati, ci sono cose che non cambiano mai e cose di questo tipo:
mi rianimano il cuore, un nonno che legge e scopre cose nuove insieme ai suoi nipotini. Un libro e per sempre.
 Ma, se  le novità aiutano a coinvolgere nella lettura anche i più giovani perché non lasciarsi coinvolgere considerando lo scarso interesse verso una cosa così bella?
 Condividere e imparare insieme. C’è molto da imparare dai più giovani, ma c’è anche molto da imparare dalla saggezza e dalla dolcezza degli anziani.
 Bisogna godere di certi momenti perché il tempo fa il suo corso e certe cose rimangono indelebili nel cuore, soprattutto nei più giovani.
 Con questa perla di saggezza ciceroniana e una lettura che può unire i cuori, vi auguro una buona giornata
                      e ... Buona lettura

martedì 5 novembre 2013

Riflettiamo... I have longed to move away... La poesia, il pensiero dello scrittore gallese più controverso e visionario della letteratura inglese.

  Oggi, voglio riflettere insieme a voi  sulla poesia e sulla mente controversa di uno dei più rilevanti poeti che ha lasciato il segno nella letteratura inglese. Dylan Thomas.
“La poesia, per un poeta, è il lavoro più remunerativo del mondo. Una buona poesia è un contributo alla realtà. Il mondo non è più lo stesso dopo che una buona poesia gli si è aggiunta”
Dylan Thomas, non accetta nessun intellettualismo o problema ideologico, infatti cerca di creare una poesia tutta sua che privilegia la più semplice base organica dell’esperienza, come il momento della nascita, e per questo si rivela diverso dai suoi coetanei come: Wystan Hugh Auden, Stephen Spender e Louise MacNeice, mostra delle affinità con altri moderni visionari come William Butler Yeats e James Joyce.
 I temi principali della poesia di Dylan Thomas sono sempre gli stessi e vengono ripetuti in modo quasi ossessivo nelle sue composizioni: la natura, vista nel suo aspetto sacro, come energia che scorre in ogni creatura vivente, la "linfa e la radice" che fa compiere il ciclo di nascita, crescita, riproduzione e morte; la fondamentale unità di vita e morte, di creazione e distruzione; l'infanzia, sia personale, sia fase mitica della vita umana; l'orrore della guerra (tema introdotto dalla raccolta del 1946); e la morte, che viene vista non come la fine inevitabile della vita, ma come un momento transitorio che alterna la vita alla morte.
La morte, uno dei temi che trascina in una controcorrente volontaria il nostro poeta che per distinguersi dai suoi coetanei, sceglie questo simbolo di rovina e spiega la sua decisione in una lettera inviata nel 1933 a Pamela Hansford Johnson, e scrive:
 Se scrivo tanto spesso in termini di corpo, di morte, di malattia e di corruzione del corpo, non significa necessariamente che la mia Musa (non una delle mie parole preferite ) sia sadica. Almeno per ora credo nello scrivere poesia della carne, e in genere, della carne morta . Moltissimi poeti moderni scelgono come loro oggetto la carne ‘viva’, e con il loro accorto lavoro di dissezione, la trasformano in una carcassa. Io preferisco usare la carne ‘morta’, e con tutta la positività di fede e di convinzione che ho dentro di me, costruirci una carne ‘viva’
Mah! Chi è in realtà Dylan Thomas?
Un fumatore accanito? Un alcolizzato? Un visionario? O forse era semplicemente un poeta?
Come lui stesso dice:  “Contengo in me una bestia, un angelo e un pazzo. E la mia ricerca riguarda la loro azione, e la mia difficoltà consiste nel loro soggiogamento e nella loro vittoria, negli abbassamenti e nei sollevamenti, e il mio sforzo è la loro autoespressione.”
Questo letterato, costruisce una visione tutta sua, unica e rigeneratrice, che ricorda i grandi poeti romantici come: William Blake e Samuel Taylor Coleridge.
Distorce il linguaggio in modo intenzionale per adattarlo alla sua visione del momento, e con grande talento riesce a creare una nuova lingua che riesce a raggiungere in modo diretto ed espressivo, chi legge le sue poesie. Un poeta che sottolinea a chiare lettere la sua diversità, anche se molti studiosi notano l’influenza di quei grandi scrittori che hanno dato un impatto al linguaggio poetico, tra cui ricordiamo Gerard Manley Hopkins l’eccentrico poeta che soltanto dopo l’incontro con la poesia di Ezra Pound e di Thomas Stearns Eliot è stato in pieno riconosciuto come grande sperimentatore e innovatore del linguaggio poetico.
A reading of "Do Not Go Gentle Into That Good Night" by Dylan Thomas.
Do not go gentle into that good night,
Old age should burn and rave at close of day;
Rage, rage against the dying of the light.

Though wise men at their end know dark is right,
Because their words had forked no lightning they
Do not go gentle into that good night.

Good men, the last wave by, crying how bright
Their frail deeds might have danced in a green bay,
Rage, rage against the dying of the light.

Wild men who caught and sang the sun in flight,
And learn, too late, they grieved it on its way,
Do not go gentle into that good night.

Grave men, near death, who see with blinding sight
Blind eyes could blaze like meteors and be gay,
Rage, rage against the dying of the light.

And you, my father, there on that sad height,
Curse, bless, me now with your fierce tears, I pray.
Do not go gentle into that good night.
Rage, rage against the dying of the light.