martedì 3 settembre 2013

Intervista a: Dami Jissed Vertiz Lozano. Cancella spesso, se vuoi scrivere cose che siano degne d’essere lette, Orazio, poeta

    Cari amici, finalmente ecco il momento tanto atteso, per “la bacheca dei libri”, che oggi ha il grande privilegio, di presentare un altro giovane autore, infatti dopo la mia precedente video intervista allo scrittore Francesco Giuseppe Giorgianni e al suo interessantissimo libro “Furnari tra storia e leggenda”; questa volta incontreremo Dami Jissed Vertiz Lozano, la talentuosa scrittrice del libro “Le ceneri dell’esistenza” , che gentilmente ha accettato di rilasciarci una intervista per parlarci della sua splendida opera.
Intervista a: Dami Jissed Vertiz Lozano
1.      Dami Jissed Vertiz Lozano, una giovane donna di soli 19 anni, che presenta un libro dai toni molto forti, una tela che rivela dei colori accesi come il fuoco ma anche tenui e delicati come quelli dei petali di una rosa e come si sa le rose molto belle sono profumate, delicate, ma celano delle forti spine che le proteggono, così come questo romanzo, che sbalordisce per la sua pienezza, infatti chiediamo alla sua giovane autrice: come è nato questo romanzo e con quale stato d’animo è stato scritto?
Prima di tutto vorrei ringraziarti Mirella per la tua gentilezza, spero di poter rispondere a tutte le tue domande esaustivamente. Che dire…l’idea di una storia d’amore all’interno dei lager nazisti mi tormentava sin dai banchi di scuola. Non avevo trovato il coraggio o la sfrontatezza per trattare un tema così delicato. Per un po’ abbandonai l’idea, ma poi, alla conclusione del mio primo romanzo “Il riflesso della morte”, durante un sogno, sono stata scossa violentemente da questa idea. Il giorno seguente ne ero totalmente ossessionata, a tal punto che ho dovuto iniziare il libro. Non è stata una mia decisione, bensì una necessità che avevo all’epoca della stesura del romanzo… Stavo attraversando un periodo molto complicato della mia vita. Determinati momenti ti fanno capire e valutare cosa vale veramente la pena, e  cosa sei disposto a fare per non perdere le tue certezze e i tuoi punti di riferimento. Il mio stato d’animo non è stato certo dei migliori, ma in qualche modo mi ha aiutata. Nonostante il periodo buio, non ho mai smesso di sorridere.
2.      Come nasce il titolo “Le ceneri dell’esistenza”.
Il titolo? Beh, non dirò bugie…E’ stato qualcosa di immediato o quasi. Le scelte erano tre in tutto e alla fine ho sentito realmente che “Le ceneri dell’esistenza”, sarebbe stato il titolo che avrebbe identificato al meglio la vita della protagonista, Ariel.
3.      Una storia d’amore a tre, dei personaggi particolari, Thomas, introverso e forte un carattere un po’ indomito, che ricorda un bel cavallo selvaggio molto intelligente e attento ma indomabile e brutale nella seconda parte del libro; Zaccaria, dolce, solare, un ragazzo che riesce a farsi amare e apprezzare da tutti; e Ariel, una ragazza bella, con un cuore forte e coraggioso, ama perdutamente Thomas e vuole bene a Zaccaria. Dei personaggi ben caratterizzati, che rivelano un’ottima costruzione, ma come sono nati, cosa hai pensato o ti sei ispirata quando hai delineato questo trio niente male?
Il libro è incentrato sui personaggi, approfondendo minuziosamente le loro emozioni e i loro caratteri.
La trama segue i protagonisti e non viceversa. Essendo una lettrice accanita anche io, ho voluto dare più importanza all’aspetto caratteriale, permettendo ai lettori di entrare nei loro pensieri, di capire le loro reazioni anche se a volte risultano eccessive. Ho voluto che i lettori s’impersonassero nei protagonisti.
Riguardo al discorso del ménage a trois, ho voluto dare un equilibrio. Mi spiego meglio, Zaccaria e Thomas dovevano essere profondamente diversi: Origini, pensieri, reazioni, caratteri. Così, partendo da queste basi, assieme a della buona musica, ho lasciato che la mia immaginazione prendesse il sopravvento, scolpendo le due personalità opposte.
Per Ariel è stato tutto un altro discorso…In questo libro ho voluto trattare il tema della ragione e del sentimento. Proprio perché Ariel è forte e nonostante la sua giovanissima età, matura, decide di dare più peso alla ragione nella prima parte del libro, non perché non amasse Thomas, anzi, lo ama più della sua stessa vita, ma si sente responsabile della sua famiglia e sa che il suo sacrificio è l’unica soluzione. Se avessi lasciato che Thomas e Ariel avessero vissuto una storia d’amore normale, non avrei avuto di che scrivere per le rimanenti centotrenta pagine. E poi, non volevo tradire i miei personaggi che nella mia mente avevano preso vita. 
4.      La tua idea qual è stata, creare un romanzo d’amore o documentare una pagina storica indimenticabile per le sue atrocità?
Scindere la conclusione mi risulta complicato. La mia idea principalmente voleva trattare del paradosso dell’amore e dell’odio. Di ambientazioni abiette ed agghiaccianti ne siamo pieni. La storia ha enciclopedie sulla mente malata dell’uomo e dei suoi risultati. Nonostante ciò, non ho l’impressione che abbiamo davvero imparato ad avere rispetto e tolleranza per il prossimo, in quanto orrori inenarrabili succedono ancora oggi sotto il nostro naso, ma non gli diamo molto peso perché siamo impegnati ad idolatrare il nostro ego narcisista.
Detto ciò, una tragedia che tutt’ora viene ricordata (e per fortuna se ne parla per dare più coscienza delle loro azioni alle future generazioni), è la Shoah. Il tema da me prima citato, viene trattato approfonditamente nella seconda parte, che si concentra nelle varie sfaccettature dell’amore, che possono rivelarsi in casi estremi in odio. Come la vendetta che usa Thomas per punire Alexander, la sua indole atroce e violenta trova libertà nell’amore per Ariel. Qualcuno potrà trovarlo ripugnante, qualcun altro giustificato, dipende dal significato che diamo personalmente all’amore.
Auschwitz mi è sembrato ideale, perché dove l’odio più violento è legge, l’amore, un sentimento totalmente soffocato, può fiorire di nascosto. Perciò come ho detto all’inizio, scindere mi è impossibile, perché la storia tratta di un amore che esplode e risorge nelle pagine più buie della storia.
5.      Quindi come definiresti il tuo libro, un romanzo d’amore o un romanzo storico?
Lo definirei senza ombra di dubbio un romanzo d’amore con ambientazioni storiche, perché tratta si dell’olocausto e dei suoi ineguagliabili orrori, ma si focalizza sulla tormentata vita amorosa di Ariel, che deve scegliere tra l’amore della sua vita e la soluzione ai suoi problemi. Per molti la risposta sarà ovvia, ma non è così.
6.      “Le ceneri dell’esistenza”, un romanzo di grande impatto, una bellissima storia d’amore che cela una delle pagine storiche più terribili, l’olocausto. Come mai hai scelto questa ambientazione per la tua storia?
Come ho detto prima, è impensabile l’idea dell’amore all’interno dei fili spinati ricolmi di spregevole e profondo odio. In un luogo dove intolleranza estrema per il prossimo risultano essere la parola d’ordine, ho voluto ambientare il mio romanzo, per ricordare che nell’essere umano, autore delle peggiori perversioni, deve esserci un seme di speranza.
7.      Delle pagine dai colori molto forti sono rivelati nella seconda parte del libro, dove si racconta la deportazione e la vita nel lager di Ariel. Scene di forte impatto, che si rivelano crude tanto che sembrano ispirate a Schindler's List. Cosa si nasconde in queste pagine, il forte impatto di questo film di Spielberg o uno studio portato avanti su questo argomento e se è così, quali documenti e libri hai consultato?
Durante la mia vita, grande appassionata del cinema quale sono, ho cercato di vedere più film possibili che trattassero il tema dell’olocausto. Nonostante alla fine mi sentissi devastata, disgustata e totalmente sfiduciata verso il futuro, mi sono sempre “imposta” di vederli. Mi sembra il minimo portare il ricordo di tutte quelle persone che sono morte a causa di un idea malata. Con il mio romanzo non voglio assolutamente sminuire o cambiare il passato, anzi…Ho voluto evidenziare la crudeltà che si celava dietro al cartello Arbeit macht frei.
Per il discorso dello studio dell’argomento, ho dovuto consultare moltissimi documenti, approfondimenti e libri. Volevo rendere giustizia, o almeno tentare, a quello che accadeva realmente. Quando si scrive un libro che tocca approfonditamente la cultura ebrea ci si deve informare molto bene. I film come Schindler’s List, nonostante siano dei capolavori, pieni di cultura mi hanno aiutata, ma avevo bisogno di un apporto importante di altre informazioni più dettagliate. In internet ho trovato molte erudizioni sullo stato delle donne nei lager. Sono rimasta particolarmente sconvolta leggendo del campo Ravensbrück e dei suoi particolari esperimenti.
Di libri… Durante l’elaborazione del libro stavo leggendo il toccante e bellissimo “L’ultimo sopravvissuto” di Sam Pivnik. Una testimonianza da gelare il sangue.
8.      Un amore profondo come il mare, due anime destinate a ritrovarsi ovunque anche all’interno del lager. E Thomas è un soldato delle SS, uno dei brutali torturatori. Ma chi è Thomas in realtà, lo spietato cane assassino devoto al programma raziale di Hitler, o l’uomo tranquillo e taciturno che ama leggere e vuole insegnare lettere?
Bisogna prima di tutto capire appieno la visione complessa e distorta che ha Thomas della vita. Il suo estremismo lo porta a passare da una parte all’altra. In lui vivono queste due realtà. Essere un soldato delle SS, lo fa dissetare dalla sua sete di vendetta alimentata dal suo passato traumatico. Il suo personaggio è quasi contorto, per alcuni versi primordiale, segue l’istinto e per altri freddo e senza cuore.
E’ convinto di appoggiare le idee di Hitler, per la sofferenza imposta dalla scelta di Ariel, costretta dalla madre. Si sente tutt’ora impotente davanti alla ricchezza e la stabilità che poteva proporre Zaccaria, portandogli via l’unico senso della sua vita. Non sopporta l’idea dell’abbandono, durante tutta la vita si porterà il bagaglio di dolore per la morte dei genitori e per la loro inaffettività. Perciò, alla prima occasione, trova qualcosa che lo rende importante, superiore a colui che gli ha rubato la sua anima gemella, fare parte del piano di Hitler, che puntava a conquistare il mondo. Quel senso di impotenza si cancella, potendo avere il controllo delle vite altrui. Solo quando ritrova Ariel capisce che tutta quella sete di vendetta non lo aveva portato a nulla, era solo un modo per odiare Ariel, così da tenerla viva nei suoi ricordi.
La vita lo porta a sviluppare il lato oscuro che si cela in lui, soffocando per certi versi la sua vera indole, un uomo tranquillo e taciturno che ama leggere e vuole trasmettere la stessa passione ai suoi alunni.
9.      Un romanzo ricco di contenuti importanti, l’amore vero e profondo tra due anime affini, una buona documentazione storica dei fatti accaduti all’interno dei lager, e il profondo amore materno. Come sei riuscita a legare e a dar voce a tre argomenti così impegnativi e diversi tra loro?
Molte grazie per i complimenti, mi sento onorata da così tanta passione da parte di una lettrice. Non so come, quale tipo di meccanismo usa il mio cervello, ma le idee mi vengono mano a mano che scrivo, mai prima, perciò per me un libro è sempre una creatura in evoluzione. Sapevo che scrivendo questo romanzo, mi stavo imbarcando probabilmente in qualcosa più grande di me, perciò ho cercato di ordinare il progetto, perché mi ero affezionata e non lo volevo abbandonare. Ho letto tantissimo a partire da testi storici e culturali, per poter rendere realistiche le ambientazioni, gli usi e i costumi. Per quanto riguarda l’amore vero, ho pensato a cosa si è disposti a fare per l’anima gemella. Il loro amore è così forte che non accettano un addio definitivo. Vanno avanti per la loro strada, ma si pensano sempre e vivono nella speranza di ritrovarsi prima o poi. Anche se poi tutto rimanesse solo un ipotesi, per loro la cosa importate è mantenere vivo quel ricordo di aver trovato la propria perfezione negli occhi di un altro. Il tema dell’amore materno si può collegare all’antecedente, è una forma d’amore completamente diversa, ma altrettanto indissolubile, perché c’è un giuramento fatto nel cuore e nell’anima per una piccola creatura che dipende da te.
Come ho mescolato il tutto? Ho usato come tema principale l’amore, seguendo la maturazione dei personaggi, quindi si passa da un amore puro a uno carnale, da idilliaco ad infernale, da passionale a materno. Ho steso tutto su un ambientazione storica che deve e dovrà essere ricordata per sempre.
10.  Questo romanzo è come un’opera d’arte, perché suscita grandi emozioni, quindi quali sono le opere d’arte e le musiche che rispecchiano le emozioni di questo libro?
              Per la prima parte sono stata ispirata da Bach... Per la precisione Bach, Cello Suite No. 1               in G Major BWV1007 - Mov. 1-3_6... Per la seconda Shostakovich, String Quartet no.                15, Op. 144 - 1. Elégie (Rubio quartet) e Vivaldi, L'inverno e La Follia. Per la terza                    The Cinematic Orchestra, Arrival of the birds... Per l'arte, beh il repertorio è davvero                  enorme… Amo molto Caravaggio e Dalì... Legarli al libro è un po' complicato... Mi                        potrebbero venire in mente... Romeo e Giulietta di Sir Dicksee, Lamia di Waterhouse e                Le ombre di Paolo e Francesca appaiono a Dante e a Virgilio nel cerchio    dei Lussuriosi di Ary Scheffer    
11.   Hai scelto un’opera e una musica per ogni momento del libro per diversificare le diverse parti, come mai?
Amo la musica incondizionatamente, tutti i generi, o quasi. Credo che la musica sia la colonna sonora della nostra vita e come tale ci ispira e viene ispirata da noi. Non posso fare a meno di scrivere con della buona musica, che siano i Pink Floyd o che sia Mozart.
In questo libro, ho voluto portare la mia mente a tempi lontani, perciò ho scelto con attenzione la tipologia musicale. Per la prima parte Bach, perché riesce ad estrarre da me la tristezza e la gioia simultaneamente. Per la seconda Shostakovich e Vivaldi. Gli archi hanno un interpretazione estremamente drammatica. Le loro note mi portano a scrivere con facilità di sofferenza ed orrori.
La terza, Cinematic Orchestra. Arrival of the birds è un canzone che di per sé attende un evento, con un po’ di malinconia aspetta solo di tramutare quel sentimento in qualcosa di inaspettato. Hai l’impressione di essere l’unico spettatore davanti ad un evento che scombussolerà la tua vita in senso positivo.
12.  Sempre in riferimento al libro, cosa vedi dietro alle opere e a quali momenti sono legati per te le opere d’arte che hai citato?
Mi piace Dicksee perché ha dipinto spesso di storie d’amore sfortunate, come Romeo e Giulietta, Cleopatra, Paolo e Francesca eccetera…Amo il suo stile che non rientra in alcuna corrente. I colori sono vivi, pieni, i dettagli sono perfettamente curati. Non posso fare a meno di essere letteralmente trascinata dalla passione che trasmette questo quadro che raffigura una delle storie più tormentate della letteratura, Romeo e Giulietta. La veste di Giulietta bianca mi riporta alla purezza d’animo di Ariel, e il suo nastro dorato tra i capelli lo collego alle sue origini benestanti. Invece Romeo indossa il rosso e il verde, ossia passione e spensieratezza della gioventù e questo mi riporta a Thomas. Il loro amore sembra intoccabile, perfetto, senza limiti. Sicuramente lego questo quadro alla prima parte dove Ariel e Thomas scoprono l’amore insieme, perdendosi l’uno nell’altra per sempre.
Per la seconda parte ho scelto Lamia di Waterhouse. Ora la fanciulla è al di sotto del cavaliere, quasi le posizioni fossero cambiate. Il Cavaliere è tentato e rapito dalla bellezza della giovane che gli tiene la mano, pronta a seguirlo ovunque. Apprezzo in particolare la spada laterale che ricorda che il cavaliere, anche se innamorato, è pur sempre un guerriero a sangue freddo. Riesco a contrapporre Ariel alla fanciulla, che ora non può più scegliere per sé stessa, ma deve seguire il cammino che la vita le ha imposto. Rincontra Thomas e prova gli stessi sentimenti, per lei non è cambiato niente. È disposta a seguirlo ovunque anche a costo della vita. Thomas lo contrappongo al cavaliere, che ormai indossa un armatura per essere invincibile e senza cuore, ossia la divisa delle SS. Rivedere Ariel lo scombussola, lo tenta…Lei lo accetta anche sapendo chi è, e lui la perdona per il passato.

Per ultimo ho scelto Le ombre di Paolo e Francesca appaiono a Dante e a Virgilio nel cerchio dei Lussuriosi di Ary Scheffer. Tutti conoscono la terribile vicenda tormentata di Paolo e Francesca. Credo che rappresenti la terza parte del libro perché nonostante ora siano all’inferno, sono insieme, abbracciati. Il loro amore non ha conosciuto confini e anche se sono andati nel soggiorno dei morti si sono ritrovati, sotto gli occhi di Dante e Virgilio, che possono soltanto fermarsi ed ammirare questo legame indissolubile. 
13.      Grazie per aver risposto in modo così esauriente alle mie domande, prima di salutarci volevo chiedere gentilmente alla nostra Dami Jissed Vertiz Lozano, di dedicarci un passo scelto dal suo libro “Le ceneri dell’esistenza”.
Era timida. Aveva un cesto in mano e mi guardava confusa e perplessa. Le chiesi perché fosse lì, e lei mi rispose che cercava i miei zii. Le dissi che non c’erano. Il suo volto chiaro e delicato arrossì. Il disagio cresceva tra di noi. Lei si voltò e cominciò ad allontanarsi. Si era allontana forse di qualche metro, ma sentivo già la mancanza del suo profumo inebriante. La fermai, non potevo lasciarla andare. La feci accomodare in casa. Mi nascosi dietro ad un libro per poterla studiare meglio. Lei fissava l’orologio in continuazione. Aspettava i miei zii con ansia. Le chiesi il suo nome e lei con timidezza mi disse che si chiamava Rah’el. Ancora oggi ripeto il suo nome, per sentire il soave suono che emette la mia voce, nominandola. Anche lei mi chiese cose sulla mia vita, ma ero evasivo. Mi sentivo come un marinaio richiamato dal canto melodioso e fatale di una sirena. Al arrivo dei miei zii lei si dileguò, lasciandomi lì, con tanta voglia di parlarle ancora una volta. Avrei fatto di tutto per rincontrare il suo sguardo scuro, ricco di segreti e speranze. Quando le sfiorai il viso per l’ultima volta quel giorno sapevo già che il nostro sarebbe stato un amore eterno, perché impossibile.
La nostra intervista si conclude qui, desidero ringraziare ancora una volta la nostra scrittrice Dami Jissed Vertiz Lozano, per la sua disponibilità e affettuosamente saluto tutti coloro che ci hanno gentilmente seguito e spero che anche voi come me vi lasciate trascinare da questo meraviglioso romanzo, che merita di essere letto e ricordato. Al momento il libro è disponibile solo su Amazon al prezzo di 8,24 euro, quindi non esitate e Buona lettura a tutti. Vi aspetto alla prossima intervista.
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