La biblioteca teologica del Monastero di Strahov a Praga

La bacheca dei libri, ha come modello questa immensa fonte di conoscenza perché: "La lettura è per la mente ciò che l'esercizio è per il corpo

Novità e successi della NORD Editore

Ecco le novità da non perdere e il successo di "Vita dopo vita" che come sottolinea l'Espresso:«La nostra eroina muore e rinasce innumerevoli volte; e il lettore la segue in un crescendo di suspense che sta la fantascienza e il miglior realismo magico. Un romanzo così non si era mai visto.»

Novità e successi della Dunwich Edizioni

La Porta dei cieli, il thriller archeologico protagonista del Blog Tour ancora in corso; Il successo dell'horror "William Killed The Radio Star" uno sfondo musicale dalla intricata indagine psicologica e le attese novità legate ai concorsi della Dunwich.

I 5 romanzi finalisti del Premio Strega 2014.

Ecco i romanzi candidati a entrare nell'immortale albo d'oro del Premio. Il favorito è "Non dirmi che hai paura" vincitore del Premio Strega Giovani. Alla finale del 3 Luglio ha vinto il prezioso elisir Francesco Piccolo con "Il desiderio di essere come tutti".

Novità editoriali da non perdere

Ecco le fresche letture che hanno attirato la mia attenzione. Da un Amore Alieno a Per sempre insieme,dalla passione di Così come sei al distopico fantasy Mystic city, ma un Eccezione serve sempre quindi non perdetevi l'eccezionale caos di sentimenti scritta dall'islandese Audur...

lunedì 30 dicembre 2013

Big News! Arriva una mega sorpresa

365 giorni di libri
I grandi amici di sempre. Li abbiamo amati, ci hanno tormentato, ci hanno fatto ridere, piangere, sospirare, attendere... Mille emozioni durate 365 giorni e ora...
inizia la festa.
Con uno strepitoso GiveAway eleggeremo il + bello , quello che ci ha fatto battere il cuore quello che ha riassunto questi 365 giorni di emozionanti letture.
 Qual è stato il libro più bello uscito quest’anno?
Chi meriterà la corona?
Scopriamolo insieme e sarete proprio voi a stabilirlo partecipando a questo grande evento presentato da... la bacheca dei libri.
Un concorso dove saranno presentati i tormentoni, i libri che hanno fatto parlare questo 2013. E voi cosa dovete fare?
Semplice seguendo alcune semplici regole potrete non solo incoronare come appassionati lettori il vostro libro preferito uscito nel 2013 ma... rullo di tamburi...
Vincere un fantastico PREMIO.
Il vincitore si aggiudicherà un bellissimo libro a scelta tra la lista che vi presenterò e per non deludere gli appassionati della nuova tecnologia, un meraviglioso e-book. Un ottimo 1 + 1
Per concludere alla grande quest’anno di letture.
+
Ma quale sarà la sorpresa?  
Beh! Per saperlo dovete partecipare al Happy New Year! GiveAway per poter avere la possibilità di VINCERE questi splendidi regali e ottenere la mitica sorpresa.
Ma quale sarà l’e-book?  
l libro rivelazione del 2013 eletto da la bacheca dei libri.
Partecipate e seguite questo grande evento chiacchierando insieme nel bellissimo forum 
che sponsorizzerà questo grande evento.
Venite e partecipate numerosi e coroniamo il più bel libro del 2013.

domenica 29 dicembre 2013

L'istruzione è il grande motore dello sviluppo personale. È attraverso l'istruzione che la figlia di un contadino può diventare medico, che il figlio di un minatore può diventare dirigente della miniera, che il figlio di un bracciante può diventare presidente di una grande nazione. È quello che facciamo di ciò che abbiamo, non ciò che ci viene dato, che distingue una persona da un'altra.

  
     Buongiorno e buona domenica, amici lettori.
Con questa bellissima e significativa citazione di Nelson Mandela, tratta dalla sua biografia “Lungo cammino verso la libertà”, vi auguro una splendida Domenica e...
                





   Buona Lettura

giovedì 26 dicembre 2013

Carissimi amici in lettura. Auguri!


martedì 24 dicembre 2013

Curiosità! Sapete perché nella natività del Presepe prendono posto il bue e l’asino?

Ben ritrovati, amici in lettura.
Cosa ne pensate di fare quattro chiacchiere in libertà?
Oggi è la vigilia di Natale e tante tradizioni tipiche di questo periodo riaffiorano nei nostri gesti. Nel nostro Paese il Natale è principalmente una festività di tipo religioso, anche se non si sdegnano le tradizioni importate dall’estero. Nella tradizione cristiana come sappiamo si compie la nascita di Gesù. Questo importante evento di solito le famiglie cristiane usano riportarlo nella scenografica costruzione del Presepe e della Natività, mah! Ecco che finalmente siamo giunti alla...
Curiosità!
Che mi spinge a chiedervi.
Sapete perché nella natività del Presepe prendono posto il bue e l’asino?
Se prendiamo in esame la Sacra Bibbia, nei Vangeli, precisamente in quello di LUCA, compare la scenografica rappresentazione della stalla, della mangiatoia, dove all’interno prendono posto un asino e un bue. L’introduzione di questi animali è stata fatta molto tempo dopo, e viene riportata nel Vangelo “apocrifo” detto “PSEUDO-MATTEO”. Questo, non ha una datazione certa, ma sicuramente è anteriore al IX secolo. Questa introduzione è stata fatta sulle basi di quest’ultimo copiando da LUCA la nascita in una stalla, e aggiungendo un bue ed un asino per sottolineare la “incredulità” del popolo ebraico che non ha voluto “riconoscere” Gesù.  Questa conclusione, come sottolineano gli studiosi biblici è stata riportata anche dal profeta Isaia, che scrisse: Isaia 1:3
Il bue conosce il suo possessore,
 e l'asino la greppia del suo padrone,
 ma Israele non ha conoscenza,
 il mio popolo non ha discernimento

In una conferenza universitaria a cui ho assistito qualche anno fa, una studiosa e docente di Letteratura Cristiana dell’Università La Sapienza di Roma, Maria Pia Ciccarese, ha precisato questo particolare, parlando del simbolismo tra gli animali biblici e ha spiegato come tra gli animali citati nel testo Sacro l’asino e il bue, sono un chiaro esempio di come l’animale simbolico diventa reale e di come si può notarlo nell’ immagine della Natività rappresentata al Museo Lateranense a Roma. In questa raffigurazione del sarcofago, diventa chiaro il fatto di come l’asino e il bue siano portavoce di un messaggio fondamentale per la scena che a questo punto si carica di un forte messaggio simbolico che si può riportare alla luce attraverso la lettura dei testi biblici antichi come Luca 2,7, dove compare la dicitura “mangiatoia” che ci riporta alle bestie che si nutrono in questa.
In Isaia 1,3, il profeta dice che il bue riconosce il suo Signore ma l’asino lo riconosce  solo nel momento di mangiare, da questa interpretazione ha avuto origine il termine mangiatoia. A differenza delle bestie però i figli ossia il popolo di Israele non conosce il loro Signore. Nei libri profetici Abacus 3,2 LXX. Egli dice: “In mezzo ai due animali tu ti manifesterai…”, dando così l’immagine di Gesù che si mostra tra il bue e l’asino.
Con questo abbiamo soddisfatto una piccola, ma grande curiosità, che possiamo leggere e approfondire nel libro scritto da questa studiosa e intitolato Animali Simbolici all’origine del bestiario cristiano. voll. 1 – 2. Editore: EDB. Collana: Biblioteca patristica
 

lunedì 23 dicembre 2013

Il disobbediente Peter Coniglio è stato davvero fortunato a scappare dal giardino del Signor McGregor senza essere acciuffato! Così quando suo cugino Benjamin gli propone di intrufolarsi nuovamente nel giardino per fare una scorpacciata di verdure, Peter si fa tentare di nuovo e...

Leggere a voce alta
Benvenuti amici in lettura.
Il Natale si avvicina e niente è più bello di questa magica atmosfera per coccolare i nostri piccoli leggendogli a voce alta una delle più belle storie della letteratura per l’infanzia, scritte e illustrate da una grande scrittrice Beatrix Potter, che con i suoi meravigliosi personaggi tra cui

Peter il coniglio, sin dal 1901, quando ha iniziato la sua carriera, ha allietato la fantasia e fatto amicizia con generazioni di bambini. 

Chi non conosce Beatrix Potter?
          Molti sicuramente avranno letto le sue mitiche storie o forse ne avranno sentito parlare, ma nessuno è infallibile, quindi per chi ancora non ha avuto la fortuna di conoscere questa deliziosa autrice, ecco per voi il ritratto di colei che ha dato vita a uno dei personaggi più deliziosi, che insieme al grande Winnie Pooh hanno donato tanta felicità e amore al mondo letterario.


           Beatrix Potter, è nata nell’affascinante terra dei grandi poeti romantici, l’Inghilterra. Nella nebbiosa Londra del 1866. Nonostante il rigido freno dei genitori, riesce a dare sfogo al suo grande talento insieme al suo profondo amore per gli animali e la campagna inglese, e già dopo un anno dalla sua prima pubblicazione avvenuta nel 1901, riesce a conquistare tantissimi lettori con le sue delicate illustrazioni e la storia del suo Peter il coniglio. Così con sua grande soddisfazione riesce a rendersi indipendente e a godersi la vita scrivendo, dipingendo e curando gli animali nella bellissima campagna della zona del Lake District.


          Le storie che parlano di Peter sono quattro: La storia di Peter Coniglio, La storia di Benjamin Coniglio, La storia dei coniglietti Flopsy e la storia del signor Tod.
In linea sequenziale queste raccontano le avventure giovanili del piccolo Peter, nelle prime due storie, che si sviluppano nel giardino del Signor McGregor. Poi, fa la sua comparsa un Peter un pochino più grande, così come le sue avventure che questa volta coinvolge la sbadata sorella Flopsy, suo marito e il cugino Benjamin Coniglio. Un brutto giorno i coniglietti Flopsy, che sono i figli di Benjamin e Flopsy, corrono un rischio tremendo: dopo una sonora scorpacciata di lattuga - che si dice abbia effetti soporiferi - i piccolini piombano in un sonno pesantissimo e finiscono nelle mani del terribile Signor McGregor e come nell'ultima storia dove il sinistro Tommy Tasso, che è molto affamato, rapisce un'altra figliata, tocca a Peter andare in soccorso dei piccoli.
Chissà come riuscirà a salvarli?
Beh! per scoprirlo non ci resta che leggere queste meravigliose storie e godere ancora una volta di queste indimenticabili storie che possiamo riscoprire nostalgicamente leggendo e tramandando alla nuova generazione queste storie che sono destinate a rimanere nel cuore di chi ha la fortuna di leggerle e scoprirle. Ma in fondo non è mai troppo tardi. Quindi... un motivo in più per regalare questi libri e anche per leggerli insieme ai fortunati bambini.
Insieme a Le meravigliose avventure di Peter il coniglio,
che racchiude le intere storie con le illustrazioni originali della grande Beatrix Potter, vi propongo l’ultima versione data alle stampe sempre dalla Sperling & Kupfer: Le più belle storie di Peter Coniglio combinaguai di Beatrix Potter
e una slideshow con le illustrazioni dipinte dalla immortale Beatrix

Non esiste vascello che come un libro ci sa portare in terre lontane. Né corsiero come una pagina di scalpitante poesia. È un viaggio che anche il più povero può fare senza il tormento del pedaggio. Quanto è frugale la carrozza che trasporta l'anima dell'Uomo. Emily Dickinson

    Buongiorno! Amici in lettura.
Non ci sono limiti per la fantasia sviluppata dalla nostra mente e come ci conferma la grande poetessa inglese, un libro è un meraviglioso mezzo di trasporto che ci permette di raggiungere luoghi  che nella realtà della vita non si possono raggiungere. 
  Un ottimo suggerimento per i nostri regali di Natale. Un biglietto per un viaggio unico. Un grande e piccolo tesoro alla portata di tutti. 
  Un libro.
          Buona giornata e buon viaggio... sulle ali della vostre pagine preferite.

domenica 22 dicembre 2013

C'era una volta... in una certa città un ciabattino, di nome Martin Avdeic... Lev Tolstoj

Once upon a time...
Allora! Come va, amici in lettura?
È da un po’ che non scrivo su questo blog, e forse avrete pensato che vi ho abbandonato, ma invece NO. Eccomi ancora qui a condividere con voi la gioia di un buon libro e a chiacchierare sugli autori che ci donano tanti sogni e grandi emozioni.
 Il Natale ormai è alle porte, ieri abbiamo accolto al calduccio delle nostre case, l’arrivo dell’inverno e parlando di calduccio, niente e più emozionante a riscaldarci il cuore di una delle fiabe del Natale, da leggere davanti al focolare o tra le calde coperte del nostro lettuccio. Così eccomi qui a proporvi un grande classico del grande Lev Tolstoj uno dei miei scrittori preferiti oltre a essere una grande figura della letteratura russa. La storia che vi riporto s’intitola il natale di Martin, e sicuramente molti la riconosceranno anche perché si riflette nella celebre parabola biblica di Gesù e i Farisei.
IL NATALE DI MARTIN
In una certa città viveva un ciabattino, di nome Martin Avdeic. Lavorava in una stanzetta in un seminterrato, con una finestra che guardava sulla strada. Da questa poteva vedere soltanto i piedi delle persone che passavano, ma ne riconosceva molte dalle scarpe, che aveva riparato lui stesso. Aveva sempre molto da fare, perché lavorava bene, usava materiali di buona qualità e per di più non si faceva pagare troppo. Anni prima, gli erano morti la moglie e i figli e Martin si era disperato al punto di rimproverare Dio. Poi un giorno, un vecchio del suo villaggio natale, che era diventato un pellegrino e aveva fama di santo, andò a trovarlo. E Martin gli aprì il suo cuore. "Non ho più desiderio di vivere" gli confessò. "Non ho più speranza." Il vegliardo rispose: "La tua disperazione è dovuta al fatto che vuoi vivere solo per la tua felicità. Leggi il Vangelo e saprai come il Signore vorrebbe che tu vivessi." Martin si comprò una Bibbia. In un primo tempo aveva deciso di leggerla soltanto nei giorni di festa ma, una volta cominciata la lettura, se ne sentì talmente rincuorato che la lesse ogni giorno.
E cosi accadde che una sera, nel Vangelo di Luca, Martin arrivò al brano in cui un ricco fariseo invitò il Signore in casa sua. Una donna, che pure era una peccatrice, venne a ungere i piedi del Signore e a lavarli con le sue lacrime. Il Signore disse al fariseo: "Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e non mi hai dato acqua per i piedi. Questa invece con le lacrime ha lavato i miei piedi e con i suoi capelli li ha asciugati... Non hai unto con olio il mio capo, questa invece, con unguento profumato ha unto i miei piedi." Martin rifletté. Doveva essere come me quel fariseo. Se il Signore venisse da me, dovrei comportarmi cosi? Poi posò il capo sulle braccia e si addormentò. All'improvviso udì una voce e si svegliò di soprassalto. Non c'era nessuno. Ma senti distintamente queste parole: "Martin! Guarda fuori in strada domani, perché io verrò."
L'indomani mattina Martin si alzò prima dell'alba, accese il fuoco e preparò la zuppa di cavoli e la farinata di avena. Poi si mise il grembiule e si sedette a lavorare accanto alla finestra. Ma ripensava alla voce udita la notte precedente e così, più che lavorare, continuava a guardare in strada. Ogni volta che vedeva passare qualcuno con scarpe che non conosceva, sollevava lo sguardo per vedergli il viso. Passò un facchino, poi un acquaiolo. E poi un vecchio di nome Stepanic, che lavorava per un commerciante del quartiere, cominciò a spalare la neve davanti alla finestra di Martin che lo vide e continuò il suo lavoro. Dopo aver dato una dozzina di punti, guardò fuori di nuovo. Stepanic aveva appoggiato la pala al muro e stava o riposando o tentando di riscaldarsi. Martin usci sulla soglia e gli fece un cenno. "Entra" disse "vieni a scaldarti. Devi avere un gran freddo." "Che Dio ti benedica!" rispose Stepanic. Entrò, scuotendosi di dosso la neve e si strofinò ben bene le scarpe al punto che barcollò e per poco non cadde. "Non è niente" gli disse Martin. "Siediti e prendi un po'di tè." Riempì due boccali e ne porse uno all'ospite. Stepanic bevve d'un fiato. Era chiaro che ne avrebbe gradito un altro po'. Martin gli riempi di nuovo il bicchiere. Mentre bevevano, Martin continuava a guardar fuori della finestra. "Stai aspettando qualcuno?" gli chiese il visitatore. "Ieri sera" rispose Martin "stavo leggendo di quando Cristo andò in casa di un fariseo che non lo accolse coi dovuti onori. Supponi che mi succeda qualcosa di simile. Cosa non farei per accoglierlo! Poi, mentre sonnecchiavo, ho udito qualcuno mormorare: ' Guarda in strada domani, perché io verrò '
Mentre Stepanic ascoltava, le lacrime gli rigavano le guance. "Grazie, Martin Avdeic. Mi hai dato conforto per l'anima e per il corpo." Stepanic se ne andò e Martin si sedette a cucire uno stivale. Mentre guardava fuori della finestra, una donna con scarpe da contadina passò di lì e si fermò accanto al muro. Martin vide che era vestita miseramente e aveva un bambino fra le braccia. Volgendo la schiena al vento, tentava di riparare il piccolo coi propri indumenti, pur avendo indosso solo una logora veste estiva. Martin uscì e la invitò a entrare. Una volta in casa, le offrì un po' di pane e della zuppa. "Mangia, mia cara, e riscaldati" le disse. Mangiando, la donna gli disse chi era: "Sono la moglie di un soldato. Hanno mandato mio marito lontano otto mesi fa e non ne ho saputo più nulla. Non sono riuscita a trovare lavoro e ho dovuto vendere tutto quel che avevo per mangiare. Ieri ho portato al monte dei pegni il mio ultimo scialle." Martin andò a prendere un vecchio mantello. "Ecco" disse. "È un po' liso ma basterà per avvolgere il piccolo." La donna, prendendolo, scoppiò in lacrime. "Che il Signore ti benedica." "Prendi" disse Martin porgendole del denaro per disimpegnare lo scialle. Poi l'accompagnò alla porta. Martin tornò a sedersi e a lavorare. Ogni volta che un'ombra cadeva sulla finestra, sollevava lo sguardo per vedere chi passava. Dopo un po', vide una donna che vendeva mete da un paniere. Sulla schiena portava un sacco pesante che voleva spostare da una spalla all'altra. Mentre posava il paniere su un paracarro, un ragazzo con un berretto sdrucito passò di corsa, prese una mela e cercò di svignarsela. Ma la vecchia lo afferrò per i capelli. Il ragazzo si mise a strillare e la donna a sgridarlo aspramente. Martin corse fuori. La donna minacciava di portare il ragazzo alla polizia. "Lascialo andare, nonnina" disse Martin. "Perdonalo, per amor di Cristo." La vecchia lasciò il ragazzo. "Chiedi perdono alla nonnina" gli ingiunse allora Martin. Il ragazzo si mise a piangere e a scusarsi. Martin prese una mela dal paniere e la diede al ragazzo dicendo: "Te la pagherò io, nonnina." "Questo mascalzoncello meriterebbe di essere frustato" disse la vecchia. "Oh, nonnina" fece Martin "se lui dovesse essere frustato per aver rubato una mela, cosa si dovrebbe fare a noi per tutti i nostri peccati? Dio ci comanda di perdonare, altrimenti non saremo perdonati. E dobbiamo perdonare soprattutto a un giovane sconsiderato." "Sarà anche vero" disse la vecchia "ma stanno diventando terribilmente viziati." Mentre stava per rimettersi il sacco sulla schiena, il ragazzo sì fece avanti. "Lascia che te lo porti io, nonna. Faccio la tua stessa strada." La donna allora mise il sacco sulle spalle del ragazzo e si allontanarono insieme. Martin tornò a lavorare. Ma si era fatto buio e non riusciva più a infilare l'ago nei buchi del cuoio. Raccolse i suoi arnesi, spazzò via i ritagli di pelle dal pavimento e posò una lampada sul tavolo. Poi prese la Bibbia dallo scaffale. Voleva aprire il libro alla pagina che aveva segnato, ma si apri invece in un altro punto. Poi, udendo dei passi, Martin si voltò. Una voce gli sussurrò all'orecchio: "Martin, non mi riconosci?" "Chi sei?" chiese Martin. "Sono io" disse la voce. E da un angolo buio della stanza uscì Stepanic, che sorrise e poi svanì come una nuvola. "Sono io" disse di nuovo la voce. E apparve la donna col bambino in braccio. Sorrise. Anche il piccolo rise. Poi scomparvero. "Sono io" ancora una volta la voce. La vecchia e il ragazzo con la mela apparvero a loro volta, sorrisero e poi svanirono. Martin si sentiva leggero e felice. Prese a leggere il Vangelo là dove si era aperto il libro. In cima alla pagina lesse:
“Ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi dissetaste, fui forestiero e mi accoglieste. In fondo alla pagina lesse: Quanto avete fatto a uno dei più piccoli dei miei fratelli, l'avete fatto a me.” (Matteo 25,31-46)
Così Martin comprese che il Salvatore era davvero venuto da lui quel giorno e che lui aveva saputo accoglierlo.
the end... Il resto è un’altra storia...